UNA INESTRICABILE CANDIDA

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LETTERA

Grossi progressi a tavola

Ciao Valdo, sono Daniela, la ragazza che ti ha scritto l’estate scorsa in merito a problemi di Candida e acidità di stomaco.
Le tue risposte sono state le tesine La candidosi e l’acidità di stomaco, del 23 agosto e Il rebus dell’acidità, dell’allergia e della candidosi, del 28 agosto 2009.
Ho fatto dei progressi (piccoli rispetto al top del vegetarianismo crudista) ma grandi per me.
Sono oggi vegana a tutti gli effetti.
Ho tolto tutte le proteine animali eccetto un minuscolo pugnetto di formaggio fresco di pecora nel pesto di basilico (con pinoli) e di rucola (con mandorle), a cui non riesco a rinunciare.
In più mi sono concessa qualche rarissimo yogurt magro con cereali, uvetta e mandorle in mattinata,
Ma queste trasgressioni si contano ormai sulle dita.

Qualche residua concessione al ridotto reparto trasgressioni

Inutile dire che ho tolto già da lungo tempo ogni tipo di dolcificante, eccetto pochissimo fruttosio sulle fette di crostata integrale senza lievito.
Questa crostata la faccio in casa e la mangio tre volte a settimana, ma non tutte le settimane.
Ho tolto anche le fette biscottate integrali a pasta-madre che mangiavo prima, sostituendole con gallette di riso con sopra la composta di frutta della Rigoni, dolcificata con succo di mela o d’uva, oppure con crema di nocciola che ho trovato dolcificata con lo sciroppo di manioca.
Questo è il reparto trasgressioni.

Pasti più crudi e più virtuosi su tutta la linea

Per quanto riguarda il resto, ho introdotto nella mia dieta molte più crudità.
Tre-quattro volte al giorno la frutta, e persino le mele che prima non riuscivo a mangiare.
Ho inserito insalate crude varie come lattuga, rucola, valeriana, radicchi, carote, sedano, finocchi, e così via, consumate sempre in apertura-pranzo, cioè prima della pasta integrale con verdure, o prima del riso integrale con verdure. Devo dire che amo molto il riso nero col topinambur o con la zucca!
La sera mangio legumi e passati di verdura, cotti max 15 minuti per le patate e 5-7 minuti per il resto.
Includo poi patate dolci e zucca, più tegoline, piselli, fagiolini, e qualche verdura cotta il meno possibile.
La candida rimane sempre il problema da risolvere

Veniamo al dunque, cioè alla mia candida orale e genitale che non accenna a diminuire.
Credo che qui entrino in gioco dei seri problemi fisici ai quali non ho fatto riferimento nelle precedenti mail.
Cose che avevo omesso non per negligenza ma perché ho difficoltà a parlare diffusamente delle mie vicende personali, e tendo con te a mettere ogni cosa sul piano dell’alimentazione, vista la tua notevole esperienza in questo settore.

Tre incidenti d’auto e relativi postumi

Ho avuto tre incidenti d’auto, con relativa lussazione permanente della mandibola nel primo di essi.
Sono passati otto anni da allora e i postumi non cessano di tormentarmi su tutto il fisico, dalla cervicale alla schiena, dall’osso sacro alle gambe.
Non ti dico di tutta la trafila di fisioterapisti, osteopati, chiropratici, tentativo di Byte, che mi hanno visitata. Sono andata pure in una clinica in Thailandia, qualche anno fa.
Non entro nei dettagli per evitare un papiro lunghissimo.
Queste terapie le sto tuttora facendo, altrimenti non starei in piedi.
Visto che la candida si sviluppa solo in un terreno favorevole, ho paura che i miei blocchi fisici, e non solo l’alimentazione, siano la causa principale.

L’immobilità del digiuno causerebbe altri problemi

Tu mi dirai innanzitutto del digiuno, ma il problema grosso è che, se digiuno anche solo 2-3 giorni (magari intesi come digiuno da ripetersi più volte) non mi muovo letteralmente più.
A causa della mia rigidità muscolare e ossea, documentata da tutti i terapisti dai quali sono stata, ho bisogno di camminare tutti i giorni.
Mi basta un pomeriggio sul divano e i dolori diventano atroci, soprattutto in zona mandibolare, cervicale e dorsale, incluso osso sacro e gambe.

Nemmeno le piscine fanno per me

Oltretutto sono impossibilitata ad andare in piscina.
Mi farebbe benissimo muovermi in acqua per i miei problemi.
Ma il cloro è incompatibile con la mia candida. Se vado al mare d’estate, questo mi dà sollievo, ma non basta, perché il movimento dev’essere continuato nel tempo.
Capisco che, per tutti questi inconvenienti fisici, non è facile trovare grandi commenti e grandi soluzioni.

Riserve sul digiuno da parte dello stesso Ehret

Poi, sul digiuno, avrei una domanda da farti.
Tu dici che non è pericoloso, anche se prolungato. E poi proponi di passare a una dieta di frutta, seguita da dieta normale crudista.
Ricordo però che sul testo La dieta senza muco, del dr Ehret, si parla di alcune persone (soprattutto quelle intossicate da cibo animale) per le quali è pericoloso se non fatale digiunare e poi mangiare subito frutta e crudità. Il rischio sarebbe quello di soffocare letteralmente nei propri veleni, derivati da carni, pesci, latte, caffè, medicine e così via. Vengono pure citati dei casi specifici a sostegno.
La dieta preparatoria di transizione

I medici del tempo attaccavano i digiuni che Ehret proponeva ai suoi pazienti.
Alla fine, lui optò per adottare nelle sue cliniche una dieta di transizione, prima di passare al veganismo crudista.
Non sarà questo il mio caso, perché ho smesso da tempo di assumere cibo animale.
Quale è la tua opinione su tutto questo?

Problemi a colazione e con la frutta secca

Altro mio grosso problema è la colazione, dove non so cosa mangiare.
Se bevo la spremuta d’arancia, o mangio una-due papaie, e poi esco di casa, mi sento talmente sfinita che non mi reggo in piedi.
La papaia è uno dei miei frutti preferiti, che riesco a trovare all’Esselunga a prezzo decente, per mia fortuna.
Ma fichi e kiwi non li posso mangiare, poiché sono allergica. La banana è tabù, in quanto mi fa vomitare non appena la assaggio (sin da piccola). Il dattero mi fa aumentare la candida.
Tutta la frutta secca, che poi adoro, pare incrementare la candida, con chiari effetti di bruciore sulla lingua e sul palato, mentre ho la sensazione che mi manchi il respiro. Dopo aver mangiato tali delizie, la candida si estende a tutta la bocca e alla gola.

Col mio compagno, diventato nel frattempo vegano, mi abbuffo di catalogna e cime di rapa

Per quanto riguarda il crudo, ho cercato di aumentare il più possibile i quantitativi.
Ma, se esagero, ho la sensazione di non digerirlo al meglio con aumento di reflusso, acidità e infiammazione.
Anche per questo ricorro pure alle verdure leggermente cotte in padella, con poco olio ed acqua per non far soffriggere troppo.
Altre verdure tipo catalogna, bietole, cime di rapa, le cucino con un po’ d’acqua che poi scolo.
Ho pensato di usare una pentola a vapore, ma ne metto dentro troppe.
Tieni presente che io e il mio compagno, anche lui diventato nel frattempo vegano, ne mangiamo tanta di catalogna mista a cime di rapa, al punto che non stanno nella vaporiera.
Queste verdure, appena nominate, possono essere mangiate crude? O vanno bene al vapore?

I germogli nel mirino

Per quanto riguarda i germogli, che vorrei davvero introdurre nella dieta, serve per forza un germogliatore?
Mi piacciono molto alcune spezie che uso spesso.
Mi sembra che mi facciano bene e che mi disinfettino la gola.
Mi riferisco a zenzero, curcuma, zafferano, cumino. Uso inoltre le solite erbe aromatiche tipo salvia, alloro e rosmarino.
Cosa ne pensi?
Grazie mille per la tua attenzione.
Daniela

*****

RISPOSTA

L’indispensabile riequilibrio delle funzioni digestive

Ciao Daniela, prendo nota che hai fatto dei passi in avanti, piccoli rispetto agli standard crudisti, ma per te grandi ed apprezzati.
Hai migliorato di molto l’alimentazione, e questo va benissimo.
La cosa principale in tutte le patologie e in tutte le convalescenze, è il riequilibrio della funzione digestivo-assimilativa.
In questo sei a buon punto, anche se sussistono ancora degli strascichi relativi al kiwi, alla banana, alla frutta secca, determinati evidentemente dall’intenso contenuto zuccherino.
Per il kiwi prova la versione gialla, e abituati in modo progressivo, con un quarto di frutto per volta nella fase inziale. E’ troppo importante nella fase invernale.

Le spore e i semi, i precursori di ogni patologia stanno in tutte le persone indistintamente

Facciamo una chiacchierata ulteriore sulla candida.
Il fungo organico Candida Albicans, viene orchestrato e tenuto sotto controllo direttamente dal sistema immunitario, e da un virtuoso equilibrio batterico che si crea nell’intestino e nel corpo delle persone sane e normali. Potenzialmente tutti possediamo la Candida, ma succede così anche per il raffreddore, il muco e persino per il tumore. Non sviluppiamo nulla di concreto perché il nostro livello di tossiemia rimane entro i limiti tollerati dal sistema.

Alla candida serve il terreno adatto

Le patologie effettive si sviluppano sempre e solo nel terreno adatto, con la concomitanza dei fattori adatti a provocare l’anormalità patologica.
Quando l’equilibrio batterico e l’equilibrio ormonale sono disturbati, ad esempio da vecchi farmaci non ancora eliminati, o da nuovi farmaci che si stanno assumendo, oppure da integratori vitaminico-minerali, oppure da integratori zuccherini, da pillole contraccettive, da antibiotici, da corticosteroidi, da latticini, la candida trova allora il suo humus per proliferare.

La candida ha le sue precise preferenze

La candida, come il lievito che usano i fornai, ama i posti caldi, umidi, scuri, ombrosi, ed impera soprattutto in presenza di zuccheri inutilizzati.
Se colpisce i bimbi, lo fa tra le pieghe del collo, in bocca o sotto il pannolino.
Preferisce la zona inguinale o quella sotto-mammellare nelle persone obese, o si sviluppa sotto le unghie nelle persone con le mani umide e spesso nell’acqua.
Si sviluppa nel pene maschile e sui capezzoli delle mamme che allattano.
Ma le zone preferite sono quelle più intime, cioè le aree sessuali e riproduttive.

Una predilizione per l’area vaginale

Se la candida si sviluppa nella vagina, essa causa prurito e irritazione, producendo nel contempo una sostanza biancastra simile a qualcosa di caseario, una specie di muco biancastro inodore, e lascia dietro di sé l’epidermide rossa ed infiammata.
Sia l’urinazione che i rapporti sessuali diventano in tali condizioni dolorosi e problematici.
Pare che il 75% delle donne sviluppi la candida almeno una volta in vita sua, e che il 45% la sperimenti 2 o più volte.
Strategie di difesa

Le prime attenzioni da rispettare sono quelle di evitare creme e prodotti antibiotici.
Evitare pure biancheria stretta, jeans stretti, tessuti sintetici (scegliere materiali leggeri e porosi, traspiranti come il cotone). Evitare i pigiami stretti a letto, ed optare per il chimono.
Dal momento che la vagina possiede, come anche la bocca, alte proprietà antimicrobiche e auto-disinfettanti, evitare di toccarla e di offenderla con sostanze incompatibili ed aggressive.
Impacchi di acqua fresca sono invece utili, salutari e di sollievo.
Tener presente che il diabete favorisce ed alimenta la candida, a causa degli alti livelli di zucchero che girano nel sangue.
Alimentandosi con frutta acquosa, cereali e tante verdure, si mantiene un peso forma e si creano le basi per sconfiggere anche la candida.

Serve l’humus micologico per far crescere i funghi

Venendo al tuo problema specifico, il perdurare della candida è a questo punto una questione di terreno, e non certo di infettività o sciocchezze simili.
I funghi non crescono sul prato normale, ma soltanto sul prato che, sotto il manto erboso, nasconde depositi di humus adatto alla loro crescita.
Niente di trasmissibile e contagioso, ma qualcosa di trasbordabile e scatenabile per simpatia e ricettività biochimica in terreno simile e già predisposto e quasi-pronto al medesimo problema.
Puoi buttare secchi colmi di funghi sul tuo prato. Diventeranno semplice letame fungino senza che niente spunti alla prossima stagione. Se invece li scarichi sul punto adatto del bosco, sono capaci di proliferare in piena allegria.

Tu sei attualmente terreno ideale per la candida

Tu sei, per qualche motivo non ancora chiarito del tutto, ma direi immaginabile, un terreno fertile per la candida. Significa che, nonostante gli evidenti progressi nella dieta, dei quali ti do pienamente atto, non hai ancora normalizzato le tue funzioni digestivo-assimilative.
Esistono ancora dei processi fermentativi e delle infiammazioni.
La candida ti sta accompagnando quasi come un fattore costituzionale, ovvero come fattore tipico di quella costituzione biochimica che possiedi in questa fase della tua esistenza.
Al limite, direi che la tua candida è utile ed indispensabile, nel senso che si comporta da fattore fastidioso e sintomatico di riequilibrio e di spurgo di sostanze non assimilate e non espellibili tramite il sistema escretorio (reni, polmoni, pelle).

Il digiuno è una piccola sala operatoria senza bisturi e senza sangue

Torna di attualità a questo punto l’unico mezzo drastico possibile che rimane quello del digiuno.
Non sono per niente d’accordo con quanto scrivi sul digiuno.
E’ verissimo che ai tempi di Ehret scarseggiava l’esperienza specifica e i medici ne parlavano peste e corna (lo fanno pure oggi, trovandolo anche come strumento concorrente sleale nelle mani degli igienisti).
Non è affatto vero che il digiuno sia pericoloso o addirittura letale.
Esistono digiuni facili, digiuni complessi e digiuni difficili.
Un buon digiunista operante nelle cliniche specialistiche, fa le sue valutazioni sulla base delle condizioni specifiche di ogni paziente, e poi decide se, come, quanto.
La candida viene guarita con facilità nelle cliniche del dr Cinque e del dr Sabatino

Non ho esperienze dirette da digiunista, ma ti assicuro che nelle cliniche americane del dr Cinque, del dr Sabatino, di Goldhamer, di Scott e degli altri, oppure in quelle zurighesi del dr Max Bircher-Benner (eredi), una persona come te la accetterebbero senza battere ciglio, e tu guariresti della candida nel giro di tre settimane al massimo.
Senza andare lontano, c’è alla ABIN di Bergamo il maestro igienista-digiunista Carmelo Scaffidi, che è in grado di assisterti e consigliarti, avendo assistito a molti digiuni nella sua pluriennale attività.
Gli unici pazienti rifiutati dalle cliniche sheltoniane sono quelli con cancro conclamato e metastasi in atto, dove il digiuno può facilmente diventare una pratica di lenta e indolore eutanasia.
A tali cliniche non interessa produrre eutanasie, in quanto comprometterebbero le alte statistiche di guarigione, che stanno su livelli vicini al 100%.

Una tecnica iniziatica diventata formidabile mezzo terapeurico

Ti ricordo che il digiuno fu in passato una tecnica iniziatica, tenuta segreta al popolo.
E’ oggi invece un formidabile mezzo terapeutico.
Il digiuno previene o guarisce ogni genere di malattia e ritarda pure l’invecchiamento.
Disciplina la mente ed eleva lo spirito, il che non guasta.
Nella pratica igienistica, la guarigione è la regola e non l’occasione.
Non c’è nulla di magico nel digiuno in sé.

Non è il digiuno a guarire ma il solito sistema immunitario

In effetti, non è il digiuno che guarisce direttamente, ma il sistema immunitario messo finalmente in grado di funzionare al meglio e senza intralci.
E’ sempre il sistema immunitario che, per la prima volta in vita sua, si ritrova con una potenza energetica insperata, ottenuta dallo stop improvviso ai prelievi energetici sconsiderati delle persone tese, indebolite, malaticce, sfortunate, intasate, acidificate o comunque propense alla vita squilibrata.
Quelle persone che continuano a mangiare senza nemmeno avere la forza enzimatica di affrontare i pesanti costi digestivi-assimilativi-espulsivi.

Un ridirezionamento energetico

L’idea che il digiuno debiliti e scassi la gente è quanto di più errato uno possa pensare.
Il digiuno terapeutico è soltanto un ridirezionamento energetico verso la purificazione e l’espulsione definitiva delle tossine interne.
Se una persona è viva, vegeta e reattiva, come nel caso tuo, non esistono problemi di sorta.
La dieta fruttariana dopo il digiuno non fa per niente gli effetti che tu hai ipotizzato.
Il digiuno termina infatti quando il corpo ha raggiunto un buon livello di miglioramento, testimoniato dalla lingua pulita, dall’appetito che rispunta e dalle urine chiarificate.

I veleni fanno molto più male se tenuti dentro

Il discorso dell’immobilità durante il digiuno può essere superato trovando una via di compromesso.
Quattro passi e qualche movimento di stretching possono sempre essere fatti all’interno di una stanza.
Ricordati che la famosa crisi eliminativa è utile e costruttiva, pur se fastidiosa.
I veleni fanno più male all’interno che fuori del corpo.
Con tutto il rispetto e l’ammirazione che ho per Ehret, occorre andare oltre.
In effetti, a livello di digiuno, sono le scuole americane ad aver raggiunto livelli di eccellenza, molto di più di quelle tedesche.

Risposte ai quesiti che mi hai posto

Concludo consigliandoti centrifugati di carote, sedano, rape, radici amare.
Inserire carciofi crudi in abbondanza.
Adottare il topinambur crudo e cotto tra le specie preferite.
Catalogna e cime di rapa, come anche tutti i cavoli, si possono consumare crudi ottenendo grossi vantaggi in micronutrienti e in tempi di digestione dimezzati. Sono ottimi per tutti e per te in particolare.
La cottura, se condotta ai livelli minimi, rende queste verdure più tenere e meno forti di sapore, e quindi innegabilmente più palatabili.
I germogli si possono realizzare anche con secchi, secchielli, pentole e contenitori in vetro.
Ma è sicuramente meglio dotarsi di un buon sistema di germogliazione, con semplici istruzioni annesse.
Sono favorevole alla salvia e al rosmarino, tenendo presente che in linea generale occorre non esagerare con le spezie.

Qualche soluzione alternativa

Quanto alla colazione del mattino, prova ad alzarti un po’ prima, e a prendere la spremuta di agrumi, o mezza papaia, o al limite il centrifugato di carote e sedani (e forse ananas), verso le 6-7, prendendo una abbondante crema di avena più semini di girasole-sesamo-lino verso le 7-8.
L’avena può andare bene anche verso le 5 pomeridiane, per caricarti di forza utile per il giorno dopo.
Potrai giostrare con queste variazioni, inserendole un giorno sì e un giorno no.
Avena come nutriente-ricostituente, e frutta come nutriente-ripulente, evitando dannose mescole.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

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