Salute & Alimentazione

DOLORI ALLA SPALLA IN FORTE REGRESSIONE

LETTERA

RIESCO GIA’ A SOLLEVARE IL BRACCIO FINO A META’

Buongiorno Dr. Vaccaro. Per prima cosa desideravo ringraziarla, Lei è davvero speciale. E’ raro trovare persone disposte ad aiutare gli altri senza ricevere nulla in cambio. I miei dolori stanno regredendo e, dopo una settimana, riesco a sollevare il braccio fino a metà senza sentire dolore. Ho inviato una mail a Villaortensie per acquistare i fanghi. Spero rispondano, perché sono chiusi per ristrutturazione fino al 1 marzo.

DOMANDE SUI CATAPLASMI DI FANGO

Nel frattempo desidererei sapere per quanti giorni dovrò applicare i cataplasmi per avere dei benefici e se in seguito avrò bisogno di seguire una terapia di mantenimento, applicandoli magari a cicli. Grazie ancora.
Patrizia

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RISPOSTA

RECUPERARE LA FUNZIONALITA’ DELLA SPALLA E FARE REGOLARI ESERCIZI

Ciao Patrizia, So che Villaortensie riaprirà dai primi di marzo. Penso però che non dovrebbero interrompere il normale lavoro di spedizione fanghi. I fanghi, comunque, sono preziosi nel coadiuvare, nel dare una mano. La vera guarigione, come ti ho già detto in precedenza, avviene lontano dalla spalla, a livello interno. Tant’è che sei già guarita per metà. Intanto puoi lavorare coi cataplasmi di cavolo, magari mettendoci 5 strati di foglie anziché 3 soltanto. Le applicazioni si fanno sino a quando non scompare il sintomo. A mio avviso, non servono terapie di mantenimento, nella misura in cui hai riacquisto la normalità funzionale. A quel punto diventerà importante fare esercizi giornalieri a corpo libero, belle nuotate estive in mare, a stile libero e soprattutto a farfalla.

SEI PASTI DI FRUTTA AL GIORNO E CENA ALLE VERDURE

Migliorate le condizioni di fluidità del sangue, tolta la pigrizia linfatica, esorcizzato lo stato di acidosi, non ci saranno ricadute. Basterà avere l’accortezza di non ricadere negli antichi errori. Le vere terapie di mantenimento saranno basate sul mantenimento del flusso giornaliero di acqua biologica, come sta facendo brillantemente la Cristina dalle Marche (vedi tesina precedente a questa), con un esemplare ritmo di 6 pasti fruttariani giornalieri (uno ogni due ore) e cenetta verduriana finale.

MAGGIORE FLESSIBILITA’ NELLA DIETA

Lo schema adottato dalla Cristina, propostole a suo tempo in alternativa a quello classico (Schema nutrizionale vegano tendenzialmente crudista, del 16/4/11), può diventare base di altri schemi ancora, dove chi non sopporta 6 pasti di frutta può sempre sostituirne un paio con centrifugato di bietole, di carote, di topinambur, o con crema di avena o con pop-corn e banane. Puntare alla personalizzazione, più che agli schematismi rigorosi.

Valdo Vaccaro