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DIETA POST OPERATORIA E CIBI PER LA CONVALESCENZA

LETTERA
DIETA POST OPERATORIA PER MAMMA APPENA OPERATA

Buonasera, sono disperata. Mia mamma ha appena subito la ricanalizzazione dopo 8 mesi di ileostomia per cancro al retto. È tornata dall’ospedale e le hanno detto “alimentazione leggera”, senza una guida, senza una minima idea di come dosare e di che cibi preferire. Ora mi trovo in grosse difficoltà e confusione. Sarei lieta di aver un suo aiuto. Cordiali saluti.
Erica

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RISPOSTA
CIBI LIQUIDI PER DIETA POST OPERATORIA

Ciao Erica. Operazione chirurgica significa essere in una fase di emergenza ed è importante trovare le soluzioni nutrizionali adatte a nutrire il corpo senza sottoporlo a stress digestivi e a ulteriori difficoltà. Ecco il motivo per cui si prevede l’utilizzo di cibi liquidi e bevande fresche e genuine. In ogni caso, non appena passata l’emergenza, si passerà gradualmente a una dieta vegan-crudista tendenziale e sostenibile, capace di ridare vitalità e forza radiante, vigore ed energia, evitando i vecchi errori alimentari che hanno condotto tua madre alle presenti condizioni. La lettura regolare e integrale del blog, oltre che dei miei libri, accoppiata alla applicazione del protocollo-salute o pacchetto-salute della Health Science, farà il resto in favore del mantenimento dell’equilibrio, della omeostasi e quindi del vostro benessere.

NIENTE FIBRE E NIENTE GRASSI PER ALMENO UNA SETTIMANA

Dopo circa una settimana, la vostra dieta sarà povera di fibre e grassi. I grassi in particolare sono ancora troppo difficili da digerire dopo la colostomia, o l’ilectomia e simili. La velocità che si ritorni ad una dieta normale dipende da quanto bene si sta procedendo. Gli alimenti passano attraverso il sistema digestivo più veloci dopo una resezione del colon. Ciò può causare un aumento della diarrea, gas e gonfiore.

DISCORSO VALIDO PER QUASI  OGNI OPERAZIONE

Questo vale per chi ha subìto un intervento di ileostomia, ma anche nel caso di colostomia, di diverticolotomia, di  stomacotomia e di altre operazioni agli organi dell’apparato gastrointestinale. Un’alimentazione simile può essere idonea anche in seguito ad altri tipi di interventi, essendo prevalentemente a base di frutta, yogurt, patate, cereali, minestre di verdura, brodi vegetali, gelato alla soia, acqua.

CIBI APPROVATI NEL DOPO CHIRURGIA GASTROINTESTINALE MA NON SOLO

La frutta di stagione, matura, preferibilmente acquosa, priva di bucce e semi, va assunta lontano dai pasti, preferibilmente in spremuta ben filtrata. Stesso discorso per estratti o centrifugati di soli vegetali monotipo o misti tipo carote, sedani, patate dolci, topinambur, rape, finocchi, ed anche per mescole di vegetali con mela o ananas o papaia, unici frutti mescolatili in quanto non fermentano.
Tali succhi vanno assunti entro 15 minuti dalla spremitura e lontano dai pasti, a piccoli sorsi. Agrumi e melagrane preferibilmente al risveglio o un’ora circa prima dei pasti principali.

IMPOSTAZIONE MENU POST-OPERATORIO

Iniziare i due pasti principali con una zuppa di verdura o un brodo di verdura o un passato di verdura entrambi colati, oppure con un piatto di verdura tenera e cruda tipo valeriana o dolcetta, tipo radicchietto, tipo insalatina, da masticarsi accuratamente. Secondo piatto a base di vegetali cotti ma non stracotti e senza fibre, meglio se in purea, a piccoli pezzi o anche tritati, tipo patata, carota, zucchina, zucca, spinaci, fagiolini senza fili, pomodori senza buccia e semi, cuori di carciofo, cuori di lattuga tenera, cuori di radicchio e di tarassaco, cavolfiore, cavolo, verza, cavolino di Bruxelles, porro, cipolla.

LATTICINI, PANI, CONDIMENTI, BEVANDE E TISANE

Concessi con qualche riserva yogurt magro, ricotta, mozzarella, uova alla coque o in camicia (2-3 a settimana), pesce azzurro a chi non sa farne a meno. Concessi riso bianco e non integrale, semolino, creme di cereali non integrali cotti al dente. Pane comune di qualità, meglio se tostato, grissini e fette biscottate. Condimenti approvati avocado, olio extravergine d’oliva estratto a crudo, succo di limone, passato di pomodoro fresco, burro. Bevande approvate 1) Acqua naturale 1-2 litri secondo sete e a piccoli sorsi, preferibilmente leggera di alta montagna o da pioggia-neve filtrata, orzo, the e caffè leggeri e limitati con fette biscottate, 3) Tisane alla salvia, alla menta, all’ortica. Dolciumi approvati miele, marmellate senza zucchero, stevia, sciroppo di acero, manna.

CIBI E BEVANDE VIETATI

I legumi da evitarsi nei primissimi giorni onde evitare flatulenze. Reintrodurli piano piano con progressione e prudenza. Idem per la polenta coi funghi. Non frutta secca da guscio, non frutta acerba, non castagne per la flatulenza, non frutta sciroppata, non frutta disidratata, non marmellate e creme zuccherate, non aceto, non cibi piccanti, non cibi sott’olio o in salamoia, non brodi di carne di nessun tipo. Il ritorno alla normalità alimentare avviene per gradi e secondo criteri di tolleranza individuale. Aggiungere nuovi cibi in modo attento, sperimentando, provando, verificando reazioni.

MOVIMENTO E COMPORTAMENTO

Il movimento e l’attività fisica è una parte importante del recupero un intervento chirurgico. Subito dopo l’intervento chirurgico, si possono provare delle vertigini o sensi di svenimento la prima volta che si tenta di camminare, a partire da 1 o 2 giorni dopo l’operazione. Prendere le cose con calma. Camminare lentamente su e giù per i corridoi dell’ospedale per ottenere l’ossigeno nella vostra circolazione sanguigna e favorire la guarigione. Camminare promuove il ritorno alla normale funzione intestinale. Questa attività aiuta anche a guarire la ferita chirurgica se si è avuto un intervento chirurgico o una chirurgia laparoscopica.

RIPRESA DELLA NORMALITÀ

Sollevamento e sforzi saranno limitati fino a sei-otto settimane dopo l’intervento chirurgico. Il tornare alle normali attività varia da paziente a paziente. Coloro che hanno avuto la chirurgia laparoscopica si riprenderà più velocemente di quelli che hanno avuto una colectomia aperta.
Una volta ripresa la normale attività, si dovrebbe essere in grado di tornare alla routine di fitness e alla dieta normale rivista in senso salutistico-igienista, se non vogliamo che si ripetano i guai appena trascorsi. Tenere traccia dei cibi che causano disturbi gastrointestinali e di eliminarli dalla dieta.

DIETA E ALIMENTAZIONE DOPO L’APPENDICITE

Anche qui dieta rigorosamente liquida. Tanta frutta acquosa, spremute di agrumi e di melagrana allungata, marmellate senza zucchero e latte di cereali, condimenti con olio extravergine estratto a freddo, verdure crude e cotte poco 50% per parte circa, uova limitate concesse. Evitare fritti, carne, pesce, crostacei, gelati, prodotti confezionati, condimenti pesanti, evitare burro e margarine, evitare cibi irritanti, caffè cioccolato, bevande gassate e zuccherate, cole, latticini ed alcol. In 7-10 giorni si riprende la normalità. Tisane alla menta, alla salvia, al timo e alla camomilla completano il quadro.

DEFINIZIONE E FUNZIONI DELLA COLECISTI

Colecistectomia significa asportazione della colecisti, organo digestivo meglio noto come cistifellea. Le funzioni della colecisti risiedono essenzialmente nell’accumulo e nella concentrazione della bile prodotta dal fegato tra un pasto e l’altro, bile che verrà poi riversata nel duodeno che è parte prossimale del tenue, in risposta all’arrivo del chimo gastrico, ossia del cibo parzialmente digerito proveniente dallo stomaco. La bile si concreta principalmente nell’attività emulsionante del chimo, che facilita la digestione e l’assorbimento dei grassi e delle vitamine liposolubili provenienti dalla dieta.

SFINTERE DI ODDI CHE SI CHIUDE IN FASE DI DIGIUNO E SI APRE IN RISPOSTA AI PASTI

Dopo l’intervento viene a mancare la concentrazione biliare operata dalla cistifellea, ma non la bile stessa, che si riversa direttamente nell’intestino attraverso il dotto epatico ed il dotto biliare comune. L’attività dello sfintere di Oddi, che tende a chiudersi durante il digiuno e ad aprirsi in risposta ai pasti, assicura comunque un rilascio maggiore di bile nel momento in cui è più necessaria.

DIETA DOPO L’INTERVENTO DI COLECISTECTOMIA

Al risveglio dall’anestesia generale, il paziente operato potrà bere qualche sorso d’acqua secondo le indicazioni mediche. In assenza di nausea, potrà quindi tornare ad alimentarsi dal giorno successivo. Inizialmente e per le prime settimane, la dieta sarà particolarmente sobria e povera di grassi, specie se cotti, perché più difficili da digerire. Fare molta attenzione pertanto a formaggi, salumi, fritti, fritture,, uova, burro, lardo, strutto, margarine, carni, frutta secca. La dieta sarà sobria, ipocalorica ed ipolipidica, opportunamente frazionata in pasti piccoli e frequenti, con preferenza per piatti semplici, poco elaborati, privilegianti fibre e carboidrati complessi a lento rilascio zuccheri, con riduzione drastica di grassi saturi e colesterolo.

DISSENTERIA E DIARREA NEL POST-OPERATORIO

Dopo l’intervento, una buona percentuale di pazienti lamenta l’emissione di feci liquide  per qualche giorno. Raramente la diarrea, conseguente all’effetto lassativo della bile e degli acidi biliari riversati nell’intestino in misura eccessiva, perdura svariati giorni, settimane o mesi dopo l’intervento. La medicina ricorre ad antidiarroici e a farmaci che alterano l’assorbimento degli acidi biliari. La dieta in presenza di diarrea associata a colecistectomia sarà povera di grassi e di alimenti irritanti, come caffè e cioccolato, spezie ed alcolici. Andranno moderati anche i latticini e gli alimenti che aumentano i gas intestinali, come i frullati e le bevande gassate, mentre andrà incentivato il consumo di fibre, banane e cereali secchi, come biscotti e cracker, riso, pasta e pane tostato.

STITICHEZZA NEL POST-OPERATORIO

In alcuni pazienti, l’assunzione di antidolorifici oppiaci per sedare il dolore determina l’insorgenza di stipsi, che va corretta tramite l’assunzione di una dieta ricca in fibre, cioè in verdura cruda o cotta, in legumi, cereali integrali e frutta di stagione.

CONSUMO DI PASTI VIRTUOSI, FRUGALI, PICCOLI E FREQUENTI

Superato l’immediato periodo postoperatorio, il paziente operato di colecistectomia può tornare a seguire una dieta normale, secondo le proprie preferenze, cercando ovviamente di non ripetere gli strafalcioni alimentari commessi in precedenza. La reintroduzione eventuale dei cibi più ricchi di grassi dev’essere progressiva, tenendo presente che in seguito ad abbuffate o a pasti iperlipidici aumenta il rischio di dispepsia, di reflusso gastroesofageo e stentorea. Pertanto, si consiglia il consumo di pasti piccoli e frequenti, verificando la tollerabilità dei vari alimenti. Come sempre, quando si parla di dieta, l’alimentazione post-colecistectomia è altamente soggettiva. Alcuni soggetti riescono a digerire senza problemi qualsiasi cibo, altri lamentano maggiori problemi.

ALIMENTI UTILI AL FEGATO

Alimenti utili a mantenere depurato e stimolato il fegato sono il carciofo, boldo, cardo mariano, arancia, asparago, avocado, carota, cavolo, cicoria, ciliegia, cotogna, crescione, fagiolini, fragola, lattuga, mela, melanzana, mirtillo, oliva, orzo, patata, pompelmo, prezzemolo, prugna, rabarbaro, rafano, ravanello nero e rosa, ribes, ribes nero, sedano, tarassaco, uva. I succhi verdi vegetali vanno benissimo. Succhi di mela e limone e succhi di mirtillo in primo piano. Le tisane di malva, di tarassaco, di salvia, di equiseto e di ortiche, addolcite con del miele, vanno benissimo.

ALIMENTI PER RIPRENDERE FORZA IN FASE DI CONVALESCENZA

Chicchi di avena germogliati, 15 grammi al giorno. Chicchi di segale, semi pregerminati 20-25 grammi al giorno. Cereali integrali finemente schiacciati o germogliati. Sandwich di prataioli campestri crudi puliti e triturati, con maionese, irrorati di prezzemolo fresco tagliuzzato. Latte vegetale di soia, mandorle, sesamo. Polentine e cremine e frittelle con frina di castagne, farine di mais, farine di manioca, farine di carruba. Gnocchi di patate fresche. Polenta e funghi. Datteri. Semini di girasole e di lino, fiori di zucca, più esposizione solare, per la vitamina D. Lupini, fagioli, piselli, frutta da guscio, germogli di girasole e di sesamo e di alfa-alfa per lo zinco. Miele e pappa reale.