LA RADICE DI LUCE O SHANYAM, PATATA SACRA DALLE GRANDI VIRTÙ

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LETTERA

UNA PREZIOSA SEGNALAZIONE DISPERSA TRA LE TROPPE MAIL IN ARRIVO

Ciao Valdo! Qualche settimana fa ti ho inviato una email a proposito della “Radice di Luce”
Forse ti è sfuggita o forse non ti è sembrata interessante. Nell’incertezza te la rinvio sperando di non arrecarti disturbo. È che ero curiosa di sapere se conosci questa radice e se l’hai mai mangiata. Ne approfitto per inviarti anche i miei saluti più cari.
Elena Fasulo

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TESTO DELLA MAIL PRECEDENTE

RADICE DI LUCE CIBO DEL FUTURO

Ciao Valdo! L’altro giorno, Luciano, il mio rivenditore di frutta e verdura, mi ha parlato della “Radice di Luce” descrivendola come il cibo del futuro. Pressoché sconosciuta nella nostra Italia è diffusa invece in Germania dove esistono addirittura aziende di elevato livello che la coltivano. Questo vegetale, mi diceva Luciano, è uno dei tanti regali che ci fa la natura. Elaborando la luce solare per mezzo della parte aerea verde e rampicante riesce a fissare l’etere di luce nelle sue radici che sono commestibili. Cucinando questo lungo tubero non solo riempiamo la pancia ma nutriamo l’anima, la nutriamo di luce. E questa luce ci illumina da dentro. Mi sono decisamente incuriosita e ho cercato maggiori informazioni. Ecco cosa ho scoperto.

RADICE DI LUCE O DIOSCOREA BATATAS BEN NOTA AL GRANDE RUDOLF STEINER

Intorno al 1920, Rudolf Steiner (1861-1925) filosofo croato-austriaco fondatore dell’antroposofia e ispiratore della coltivazione biodinamica, iniziò a parlare della Radice di Luce, descrivendola come l’unico vegetale su tutto il pianeta che ha la capacità di raccogliere e conservare l’etere di luce in quantità così elevata. Secondo la scienza dello spirito, l’assorbimento e la produzione di luce nell’essere umano sono fattori indispensabili al mantenimento di una buona salute animica dalla quale dipende la salute fisica. Steiner spiegò come l’essere umano sia sempre meno capace di nutrirsi di luce, che passa dal vegetale all’essere umano sottoforma di vitalità, complice il fatto che i vegetali coltivati con metodica chimica non hanno la capacità di passare questa luce e questa vitalità se non in minima parte.

LA DIOSCOREA ILLUMINA L’INTELLETTO E ALLUNGA LA VITA

Rudolf Steiner ha chiaramente specificato che la Luce eterica sarà indispensabile per le generazioni future (cioè quelle da lui in avanti). Uno dei maggiori intuiti di Steiner fu che il corpo umano di fatto produce luce in alcuni dei suoi organi. Ma questo processo spirituale necessita aiuto per il suo funzionamento. Questa collaborazione tra la luce interna e esterna è cruciale. La Luce illumina. Non sorprende che nella Medicina tradizionale Cinese, la Dioscorea è accreditata di “illuminare l’intelletto e allungare la vita”. La Luce è anche un fattore centrale e determinante dell’orologio Circadiano. È il suo primario Zeitgeber o donatore di tempo. Non sorprende che una pianta guaritrice che essenzialmente porta luce nell’organismo sia così importante.

CHE COSA È LA DIOSCOREA O LICHTJAM IN TEDESCO

Si tratta di un tubero il cui nome botanico è Dioscorea Batadas appartenente alla famiglia delle Diascoracee, pianta rampicante avente la caratteristica di sviluppare radici di forma tuberosa, bianche internamente, fino ad un paio di metri di profondità. Viene utilizzata da millenni nella medicina tradizionale Cinese e orientale in genere. È ritenuta tutt’ora pianta sacra per le sue molteplici qualità terapeutiche. Negli anni ’20 W. Wacsmuth, uno stretto collaboratore di Steiner riportò i primi tuberi dalla Cina, dove si chiama Yam, e subito si iniziò la coltivazione a Dornoch in Croazia (oltre Zagreb e vicino al confine ungherese), per moltiplicare la pianta il più possibile. Steiner si augurava che, negli anni a venire, la coltivazione della Yam sostituisse quella della Patata in tutta Europa e ribadì l’importanza della Yam anche in un colloquio alla fine del corso di Koberwitz svoltosi nel 1924. La seconda guerra mondiale interruppe la coltivazione della Yam e la pianta fu dimenticata fino agli anni ’80 quando alcuni ricercatori trovarono dei tuberi ancora vitali in quelli che ora sono gli orti del Goetheanum. Fu così ripresa la coltivazione in Germania e, dal 1990, la Yam è disponibile per il mercato tedesco fresca e trasformata in polvere da aggiungere agli alimenti.

COMPOSIZIONE CHIMICA E STRAORDINARIE PROPRIETÀ ORGANOLETTICHE

Saponine steroidee, colina, mannano, acido fitico, acido aspartico, acido glutammico, derivati fenantrenici (batatasina), allantoina, diosgenina, arginina, tirosina, acido clorogenico, mucillagini, vitamina C, vitamina B1, glutamina, amido, tracce di ferro, zinco, cromo e rame.
È un ottimo anti-depressivo. Se assunto regolarmente regola le funzioni digestive. Agisce su reni e milza e ha una funzione tonificante sui polmoni. È un potente anti-infiammatorio e un ottimo cicatrizzante. Queste sono solo alcune delle numerose proprietà di questa radice. L’aspetto più importante resta la capacità di conservare Luce Eterica e restituircela con l’assunzione.

USO ALIMENTARE

I tuberi di Dioscorea batatas sono un ottimo alimento dal sapore che ricorda quello della patata e possono essere consumati in vari modi, cioè bolliti, al forno, fritti, come purè, grattugiati e aggiunti alle zuppe. Si conservano bene e per lungo tempo.

ESISTE ANCHE LA DIOSCOREA OPPOSITA GIAPPONESE, SPECIE EQUIVALENTE

I tuberi di Dioscorea Opposita, specie equivalente, sono utilizzati nella cucina giapponese, si mangiano anche crudi e grattugiati, dopo una preparazione relativamente minima che consiste nell’immergerli brevemente interi in una soluzione di acqua e aceto per neutralizzare i cristalli di ossalato irritanti che si trovano nella loro buccia. Si utilizzano nella preparazione dei tipici spaghetti giapponesi udon e soba, oltre che come legante nell’impasto dello okonomiyaki, una specie di “focaccia” che viene poi cotta sulla piastra.
http://www.rudolfsteiner.it/articolo/215/la-radice-di-luce-dioscorea-batatas-lichtyam
http://www.cure-naturali.it/medicine-alternative-altro/1936/lichtyam-la-radice-di-luce/540/a
Come si assume la LichtYam
Elena Fasulo

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RISPOSTA

LA YAM O BATATA ROSSA È OTTIMA MA È UNA SPECIE DIVERSA

Ciao Elena. Scusami per la svista ma sono letteralmente oberato da mail per cui mi capita spesso di lasciare interi gruppi di corrispondenza privi di seguito. Hai fatto bene a rimandarmi il tutto. Dalle tue precise descrizioni e dalle foto della Radice di Luce, mi rendo conto che esiste anche un po’ di confusione. La yam (pronuncia yem) comprende i vari tipi di patata dolce che si trova abbondante in Thailandia, in India e Sri Lanka, in Cina, a Taiwan, in Filippine, in Vietnam e nella penisola indocinese, e nel sud del Giappone, dove i macachi giapponesi ne vanno ghiotti e la consumano cruda. E si parla di una patata dolce dal contenuto rossastro e dalla buccia di diversi colori, simile alla batata rossa che viene coltivata ora anche in Italia a Latina e dintorni, ottima, saporita, dolce, nutriente e decisamente salubre.

LA RADICE DI LUCE SI TROVA IN VENDITA IN ITALIA NEI NEGOZIETTI CINESI

Per quanto concerne la vera e propria Dioscorea, ne ho parlato con la mia Kathleen che se la ricordava per averla consumata a Hongkong, e che ora, grazie al suggerimento di sue amiche taiwanesi residenti in Friuli, è riuscita a trovare questa radice venduta qui in Italia solo nei negoziati di prodotti cinesi. In effetti, nei miei frequenti viaggi in bus tra Taipei e Kaohsiung, avevo notato la grande diffusione di questa pianta rampicante.

IL TERMINE CINESE È SHANYAM, OVVERO PATATA SACRA

Il nome della Radice di Luce in cinese è Shanyam. Shan in cinese può significare sacro, per cui Shanyam starebbe per patata sacra o radice sacra. Non radice di luce, visto che luce in cinese si traduce con dèng. L’ho pertanto mangiata qualche mese fa e l’ho trovata ottima, senza però pensare all’importanza speciale di questo tubero.
Ho già chiesto al mio Francesco, coltivatore appassionato di piantine tropicali, di darsi da fare e di inserirla tra le risorse di casa.

  • enzo spataro

    A questo punto devo augurarmi che le voci di un complotto per l’avvelenamento di Rudolf Steiner siano quanto mai veritiere altrimenti non saprei davvero come spiegarmi la sua non eccelsa longevità.

  • Devis

    Eh già, Steiner non vedeva di buon occhio le comuni patate. Anni fa, ad una fiera di prodotti salutistici, mi imbattei in uno stand che esponeva numerose opere steineriane. Mi misi a sfogliare un po’, e ad un certo punto, in un trattatello sulla dieta, trovai la sua singolare e sorprendente opinione sul consumo di patate. In parole povere il comune tubero avrebbe addirittura delle responsabilità sulla deriva materialistica della società! Questo perché l’amido della patata, verrebbe trasformato solo parzialmente a livello intestinale, per poi passare nel sangue e da qui al cervello dove avverrebbe la trasformazione finale. Quindi l’elevato consumo di patate indebolisce il cervello forzandolo a consumare energie per scopi digestivi; ciò determina lo sviluppo dell’area cerebrale razionale a scapito di quella spirituale.
    Questo è il pensiero di Steiner, non so fino a che punto possa risultare credibile.

  • Antonio Armando

    Buongiorno ragazzi! Porca mucca, ieri sera mi sono sparato due piatti di patate lesse con abbondantissimo prezzemolo crudo e un filo d’olio. Già oggi, in verità, accuso un preoccupante calo delle mie performances cerebro-cognitive! Che c’entri qualcosa anche l’età ormai avanzata oltre agli evidenti limiti “costituzionali”?
    Per completezza di informazione, devo però evidenziare che non mangiavo da mercoledì sera (in realtà ieri solo un litro di spremuta d’arancia e un paio di kg di frutta, tra arance, mele e una banana) e che alle 14:45 sono uscito per una tranquilla sgambatina di 20 km, per un’ora e mezzo abbondante di corsa.
    D’ora in poi, solo radici fluorescenti.
    Meglio non correre inutili rischi!

  • Devis

    Ottime le patate lesse con aglio e prezzemolo, però anche al forno non sono mica male!! Devo dire che non sono mai stato un forte consumatore di patate, ma insomma, qualche sfizio ogni tanto…Personalmente ho riscontrato che in termini di digeribilità è ottimale consumarle unicamente con verdure in foglie, aggiungendo magari qualche germoglio.

  • Arvo

    Ma lo vogliamo capire o no che ci dobbiamo tutti convertire al platano? Basta patate! Il mondo cambia e noi siamo ancora lì a subire gli effetti nefasti dei carboidrati che sballano la glicemia!
    Signori il platano è il futuro e noi ancora non lo abbiamo capito!!!! (Veramente non lo sapevo neanche io fino a ieri. Poi mi ha scritto l’ amico Francesco Pesce ed ora cerco di informarmi bene. Il platano è un frutto magico che si può cuocere come fosse pasta essendo incredibilmente versatile ma senza gli inconvenienti dei cereali e simili.)
    Il futuro è davanti a noi…. siori e suore. Non resta che profittare. Basta che non approfittiamo troppo.

  • Devis

    In effetti ne dicono un gran bene, nei supermercati più grossi lo si trova quasi sempre. Proviamo anche questo!

  • Francesco Paris

    Questa volta sono arrivato prima. Già mangiato il platano. Più di una volta. Lo cucino come le patate. Mi piace, ma non mi fa impazzire (se troppo maturo lo trovo disgustoso, se verde invece va beniss). Diciamo che è una buona alternativa. In più dovrebbe essere un frutto vero e proprio, quindi meglio di cereali e patate. In generale comunque trovo le patate e le batate rosse superiori sia a cereali che a legumi. Per questo ne mangio a kg. E non credo si possa parlare male anche di queste!

  • Francesco Paris

    Dimenticavo. Sbaglio o c’è un non so che di sarcastico nel commento di Arvo?

  • Antonio Armando

    e io che non vado oltre fagioli e cicoria…
    Hai ragione Francesco, Arvo è il solito inseminatore (bio-crudista-platano tendenziale luminescente) di zizzania!
    Eh si che i suoi annetti sul groppone dovrebbe averli anche lui…

  • Arvo

    No no, niente di sarcastico; sto solo scherzando un po’. Mi chiedevo appunto se qualcuno avesse già provato questo platano di cui fino a ieri non sospettavo nemmeno l’ esistenza. Esteriormente sembra una banana. Va appunto cotto ancora verde, perché poi diviene un semplice frutto come gli altri. Può interamente sostituire la pasta,ma senza i suoi inconvenienti salutistici. Ovviamente non mi sogno lontanamente di rinunciare alle patate.
    Comincio a dare un’ occhiata in giro per vedere se è possibile acquistare ogni tanto questo platano. Quello che so ora è che viene usato molto da una ” scuola” vegana non igenista, della quale mi è stato riferito, come alimento di transizione. Sto cercando di capire bene la cosa.

  • Arvo

    Io uso spesso le patate vitelotte e anche le viola che tutti considerano erroneamente la stessa cosa. In realtà di tipi c’è ne sono tantissimi ed alcuni si somigliano.

    • Francesco Paris

      Anch’io le consumo ogni tanto. Sia le viola che le vitelotte. Preferisco però le classiche e le batate rosse.
      Il platano io lo trovo facilmente in diversi supermercati. Qui dove abito per lo più negli ipermercati auchan.

  • Francesco Paris

    Tornando al platano. Quando dici di consumarlo come la pasta, cosa intendi esattamente? Io lo consumo più come le patate. Cioè non credo sia possibile farsi un piatto di platano col pomodoro! Non credo si abbini bene!

    • Arvo

      Ciao, l’ amico col quale sono in corrispondenza mail mi ha inviato un allegato dove vengono mostrati i tanti modi nei quali è possibile cuocere questo platano ( con tanto di accattivanti immagini) e tra questi ci sono anche molte combinazioni col sugo…da fare venire l’ acquolina in bocca. La cosa mi ha colpito alquanto, proprio perché si tratta di un frutto. Appena ho tempo cerco di capirne di più. Ma se a qualcuno interessa posso anche inviare il tutto via mail o posso provare, visto che col pc sono come un idraulico che volesse operare al cuore. In ogni caso penso che informazioni corrispondenti non dovrebbero mancare in rete.

  • Francesco Paris

    Bé si, mi interesserebbe avere il documento. Tra l’altro anch’io in passato ho avuto il piacere di parlare con Francesco pesce, ma ho perso il suo contatto purtroppo.

  • Arvo

    Va bene Francesco, scusa il ritardo. Se a te va bene possiamo risolvere comodamente la faccenda domani. Tra l’altro sto ricevendo da F. P. informazioni di enorme interesse in campo salutistico e magari prima o poi se ne potrà parlare, nell’interesse di tutti,confrontandoci come facciamo a volte qui.

  • Arvo

    Francesco se ti va puoi lasciare il tuo indirizzo mail e ti invio il tutto. Che confermo essere di estremo interesse. Altrimenti dimmi tu come vogliamo fare. Per me va bene qualsiasi cosa tu decida. Purtroppo non ho trovato alcun sito in rete che mi mostri il documento stesso, altrimenti era facile leggerlo on line ed era disponibile per chiunque ne fosse interessato. Al limite ho l’indirizzo mail di F. P. che si è detto disponibile ad essere contattato da chiunque lo voglia. Tra l’altro ho trovato da lui risposte convincenti sui problemi che avevamo sollevato io e Luca nel confronto-scontro recente che c’è stato su alimentazione, frutta e “natura umana”. Così se a Luca interessasse la cosa avrebbe nuove informazioni e nuovi stimoli sulla strada del perfezionamento della propria alimentazione. Dico tutto questo perché ritengo che il mio interlocutore sia serio, preparato ed affidabile.
    Dunque un saluto a tutti; io sono qui se serve.

  • Arvo

    Chiunque fosse interessato a quanto detto può semplicemente scrivermi all’indirizzo mail arvo-ea@libero.it

  • Francesco Paris

    Ciao Arvo. Ho letto soltanto adesso i tuoi commenti.
    Puoi spedire il tutto a franceparis@virgilio.it
    Sono estremamente interessato e curioso di leggere il documento. Ricordo che quelle poche volte in cui ebbi la possibilità di parlare con Francesco, ne uscì fuori sempre una discussione piacevole e costruttiva malgrado la divergenza di opinioni su alcune questioni (lui ad esempio esclude totalmente il consumo di legumi e cereali). Mi dispiace non scriva più sul blog.
    Ad ogni modo, aspetto con piacere la tua mail e sono sempre disponibile per uno scambio di opinioni e pareri su queste nuove tematiche. E’ sempre un piacere ed è sempre costruttivo.
    Buona giornata.