CARNE E LATTICINI: STRADA SENZA USCITA CHE IL MONDO NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI

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COMMENTO AL DOCUMENTO DI GEORGE MONBIOT, GIORNALISTA DEL THE GUARDIAN E AMBIENTALISTA BRITANNICO

Link all’articolo di Monbiot

LA CARNE VA SOLTANTO TOLTA, CIOÈ TIRATA VIA DEL TUTTO

C’è assoluta sintonia con questo ottimo giornalista inglese. Il fatto che abbia una rubrica fissa sul The Guardian, quotidiano inglese di alta reputazione, non fa che dare ulteriore credibilità alle sue affermazioni. Volevo solo osservare che, a differenza di quanto sostiene Monbiot, non è affatto realistico dire che le diete vegetariane siano noiose e difficili da preparare, oltre che costose. Pure l’idea di sostituire la carne con la soia o con altri vegetali non collima con le nostre vedute. La carne non va sostituita  e nemmeno compensata con niente. Basta semplicemente toglierla di circolazione dalle proprie abitudini alimentari perché l’organismo ne ricavi un grande beneficio in termini di pulizia e funzionalità interna.

ANCHE I LATTICINI MERITANO DI ESSERE MESSI DA PARTE

Monbiot ha ragione ovviamente anche sui latticini. Non perché qualche pezzettino di formaggio, specie di capra, e magari prodotto a crudo nelle malghe alpine, sia letale per la salute, quanto perché si tratta sempre di una cultura sbagliata legata alla pratica funesta dell’allevamento forzato e dello sfruttamento ingiusto di animali soggiogati e torturati. Se un tempo mancavano risorse e conoscenze adeguate, e scarseggiavano le valide alternative, per cui durante la stagione invernale si ricorreva ai grassi animali, oggi le cose sono decisamente cambiate. Frutta e verdure abbondano tutto l’anno. Avocadi, alghe, germe di grano, banane, ananas, cavoli, cavolini, cavolfiori, verze, meloni, patate, patate dolci, zucche, germogli sono disponibili da gennaio a dicembre.
Esistono poi le versioni del latte vegetale da soia, cocco, riso e altri cereali. Che si vuole di più?

I MENU DEI RISTORANTI VANNO RIVOLUZIONATI E I CUOCHI GOURMET TTRADIZIONALI VANNO GENTILMENTE RIEDUCATI

Le diete vegetariane non devono per niente scimmiottare e riflettere la mentalità cotturista, trasformatrice e mescolatoria dei cuochi gourmet o dei cuochi da scuola alberghiera tanto cari ai buongustai e ai grandi e insaziabili divoratori di cibo. Non cerchiamo appagamenti e compensazioni nei manicaretti, nelle salse piccanti, nei dolciumi e nei pasticcini. Chi fa una scelta autenticamente vegetariana o meglio ancora vegan-crudista tendenziale-sostenibile-personalizzata, non va di sicuro a cercare piatti sofisticati ed elaborati, né ambisce a vivere in funzione di determinati sapori e di determinate pietanze. Dà la giusta importanza al cibo gustoso e piacevole  ma senza farne di esso un mito o una ossessione, visto che nella vita esistono molte altre cose e molti altri valori ben più importanti.

MASSIMA PRIORITÀ A CIBI SEMPLICI, NATURALI, DIGERIBILI, SOBRI E VIBRANTI

Il vegetariano virtuoso e autentico punta a vivere ed anche a mangiare divertendosi, prediligendo cibi leggeri, semplici, digeribili, ad alta vibrazione Angstrom, e accettando anche cibi gustosi a patto che non gli rendano la vita difficile. Una pizza vegana alle verdure fresche e ai funghi, una pasta al pomodoro, una peperonata, un piatto di gnocchi alle patate veraci o alla zucca, delle patate al forno, delle zucchine o delle melanzane, un riso con piselli e verdure, una minestra di verdure, persino due panini imbottiti di avocado, pomodori secchi, 5 foglie verdi, dei carciofini e della crema di olive, sono tutte cose accettabili come secondi piatti, mentre per il piatto di esordio a pranzo e cena ci sarà sempre una bella terrina di verdure crude ben masticate.

Massima priorità dunque a cibi, naturali, crudi o comunque poco cotti, per cui non servono grandi cucine e grandi cuochi, e non servono nemmeno grandi medici, visto che mangiando in quel modo, e aggiungendo qualche altra piccola attenzione in più, si facilita un costante e sano appetito, una salubre mancanza di sete, e le malattie scompaiono come per incanto.

NIENTE RINUNCE E NIENTE PENITENZE, MA LA GRANDE SODDISFAZIONE DI DARE IL BUON ESEMPIO

Frutta acquosa lontano dai pasti, cioè in mattinata e nel tardo pomeriggio, verdure crude come esordio saziante e rifocillante a pranzo e cena, seguite da un secondo piatto di cibo vegetale leggermente cotto a completamento calorico e a propria scelta, ed è tutto risolto in piena salute, in piena soddisfazione e in piena economia. Siamo per la cucina della non-cucina sul piano alimentare, salvo qualche accettabile eccezione di tanto in tanto, e siamo per la cura della non-cura sul piano dei rimedi, salvo i casi di reale emergenza e di pronto soccorso. Il tutto condito con un pizzico di ironia e di buon senso. Non siamo dei talebani e non siamo votati alla rinuncia o alla sofferenza. Stimiamo Pellegrino Artusi, il simbolo mondiale dell’arte culinaria, ma anche Luigi Alvise Cornaro, vessillo della dieta sobria. In tema poi di impatto minimo sull’ecosistema, e di massimo rispetto per le Leggi della Natura e per tutte le creature che ci circondano, stiamo dando il buon esempio ed il giusto insegnamento.

Valdo Vaccaro

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