CAPIRE E AFFRONTARE LA CRISI ELIMINATIVA

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La gente continua ad avere enormi difficoltà nel comprendere il significato di scarico-tossine, di crisi eliminative, di differenza sostanziale tra sintomo e fattore causante. La gente va dal medico quando sta male e al resto ci pensa lui, punto e basta.

La responsabilità gravissima di questa ignoranza micidiale, di questa confusione e di questo disorientamento a livello di massa, sta proprio nella diseducazione e nella omertà scientifica praticate sistematicamente e a vasto raggio dalle scuole, dalla medicina che ha preteso l’esclusiva concreta, legale e politica sulla salute per farne un suo colossale affare con Big Pharma, e dalle televisioni, grancasse e portavoci degli interessi delle multinazionali.

Nella visuale igienista, vengono rimessi in discussione non solo i metodi terapeutici della medicina ma anche le definizioni e i concetti riguardanti le malattie. L’igiene naturale, di matrice naturalistica, pitagorica ed ippocratica, ha scelto come suo sistema terapeutico la cura della non-cura, la cura della non-interferenza, la cura della armonizzazione e del rispetto verso il sistema immunitario.

L’hygiene prende cura olistica del paziente come persona, osservando i sintomi e le spie rosse, ma curando soltanto e soprattutto gli stili di vita intossicanti, serrando il famoso rubinetto esterno dei veleni, deattivando insomma la vera causa di malattia, e aprendo nel contempo il rubinetto degli scarichi interni, quello che include il digiuno, la frutta, le chelazioni naturali, l’astinenza dalle micidiali proteine animali, e tutte quelle cose che, strano ma vero, indispongono ed indispettiscono l’apparato sanitario.

Pertanto si deve puntare a scegliere un pacchetto comportamentale fatto di condotta virtuosa, dieta leggera, risparmio energetico. Tutto finalizzato al superamento della fase critica, stringendo un po’ i denti, e senza cedere ad ogni segnale eliminativo. Un minimo di maggior fiducia in se stessi, e nelle proprie possibilità di recupero è fondamentale. Prevale anche in questi casi la navigazione a vista, usando oltre alla progressività il buonsenso. Se i segnali di difficoltà sono forti davvero, può servire anche una leggera frenata temporanea. Chiaro che se poi ci mette il naso un medico, le cose si complicano, essendo egli privo, salvo rari casi, di ogni nozione basilare e di ogni concetto su nutrizione, su digiuno e su crisi eliminative.

IL PERCHÉ DELLE CRISI ELIMINATIVE

Una delle domande più frequenti che assillano le persone che vanno incontro a un miglioramento dello stile di vita e di dieta è “Come mai il disturbo di cui mi volevo liberare arriva paradossalmente dopo che ho migliorato la mia alimentazione, riducendo le proteine animali ed assumendo più frutta e verdura? Forse allora mi conveniva starmene sulla dieta mediocre ed inquinante, senza svegliare e scatenare i meccanismi rimediali dell’auto-guarigione?

E qui sta il problema della crisi eliminativa che nessuno comprende e nessuno accetta, quasi fosse possibile guarire senza di essa, quasi fosse possibile andare in Paradiso in carrozza, senza sforzo e senza sacrificio alcuno, senza pagare dazio, senza pagare ingresso, come suol dire Carmelo Scaffidi.

Hai consumato a spron battuto pesce, uova, latticini, cappuccini e sostanze zuccherate-salate da una vita. Ovvio che il tuo corpo era saturo di veleni. Tossine pronte ad aggredirti e a tenderti un agguato improvviso quando meno te l’aspetti, in un futuro che auguro lontanissimo e oltre i cento anni, ma che potrebbe essere, tocchiamo ferro e anche qualcos’altro, in un qualsiasi altro momento della vita.

I cibi giusti, i cibi compatibili, i cibi vivi, i cibi digeribili, ed anche il digiuno quando serve, mettono semplicemente il sistema immunitario in grado di operare al meglio, consentendogli il massimo grado di potere e di reattività immunitaria, evitandogli gravi dispendi energetici e costanti distrazioni (leucocitosi digestive, costipazioni, disbiosi, infiammazioni, ecc) dai compiti essenziali che esso deve svolgere nell’emergenza (chelazione veleni interni, scarico tossine, instaurazione crisi eliminative o benettie, chiamate impropriamente malattie).

Ogni miglioramento consistente implica una adeguata crisi eliminativa. Le crisi eliminative sono scomode, fastidiose e a volte terrorizzanti. La guarigione non è una scommessa ma la regola, a meno che i poteri immunitari non siano stati decapitati. Occorre quindi ridare forza al sistema immunitario e alla funzionalità del corpo nel suo assieme.

Chi invece vive in modo disordinato e balordo, con sistematico tradimento delle sue reali esigenze corpo-anima-spirito, con cibi morti e cibi-spazzatura di tipo cardio-stimolante, con bevande nervine ed alcoliche, con stampelle chimiche integratrici, non favorisce certo dei processi detossificanti, per cui gioca a fare il sano e l’inattaccabile, mentre in realtà continua ad accumulare veleni fino al punto di massima saturazione, dove ogni goccia di sostanza incompatibile fa traboccare il vaso stracolmo, dove i pesanti nodi vengono al pettine.

CONSEGUENZE DEI MIGLIORAMENTI ALIMENTARI

Il miglioramento dieta comporta:

  • Digestioni leggere.
  • Miglioramento circolazione.
  • Fluidificazione sangue.
  • Miglioramento della circolazione linfatica.
  • Risparmio energetico-digestivo (la digestione lenta e difficile è una delle fatiche più improbe e indebolenti a cui sottoponiamo giornalmente il nostro corpo).
  • Conseguente rafforzamento del sistema immunitario.
  • Incrementata reattività e capacità disgregatrice-ripulitrice-emuntoria-escretoria-riequilibrante-autoguaritiva dei meccanismi difensivi.
  • Dolori eliminativi più o meno intensi e sbalzi nei valori diagnostico-tabellari, entrambi causati dal materiale tossico interno che attraverso il linfatico e il sangue va a scaricarsi esternamente.

Ogni volta che uno affronta un digiuno, sia che si tratti di digiuno ad acqua, digiuno secco o semidigiuno, o fa comunque un miglioramento e un alleggerimento, passando da una dieta intasante a una dieta leggera e purificante, scatta il meccanismo immunitario della crisi eliminativa, una fase espulsiva veleni che è necessariamente accompagnata da alcuni fenomeni fastidiosi e depressivi.

È della massima importanza saperla prevedere, saperla leggere ed interpretare. Molta gente non la capisce. I medici non sanno farsene una ragione e si spaventano. A volte gli stessi igienisti calano le brache e si mettono a balbettare. Quando uno sta bene, si sente forte e gli pare di essere un sovrano ma, quando invece sta male e si carica di febbre, diventa un verme allucinato, petulante e terrorizzato dalla malattia, e magari timoroso di una morte imminente.

MODALITÀ E LOGICA DEL MECCANISMO ELIMINATIVO

Le crisi eliminative scattano secondo modi e tempi decisi intelligentemente dal sistema immunitario, e scattano a ondate, oltre che a determinate scadenze. Possono metterci mesi e mesi. Possono necessitare di repliche digiunistiche più lunghe. Tipico il caso più volte citato della amica Nandini che, con 2-3 digiuni di una settimana non aveva risolto nulla, ma che con un mese di rigoroso digiuno a letto, a sola acqua distillata, ha mandato fuori materiale ostruttivo incredibile.

I fastidi eliminativi saranno leggeri o pesanti e si potranno verificare in diverse parti del corpo, sotto diverse forme che possono includere per esempio sintomi come eruzioni cutanee, dolori articolari o cefalee. Le crisi potranno scatenarsi subito o anche a distanza di settimane e mesi, ossia a ondate successive, in base a vari fattori come:

  • Massa tossica da eliminare.
  • Tipo di tossine.
  • Età del soggetto (l’anziano in genere ha minore forza reattiva del giovane, tant’è che è incapace di sviluppare febbri altissime come succede invece nei bambini).
  • Stato di forma del soggetto.

I veleni in uscita creano le stesse difficoltà e sofferenze di quelli in entrata, ma vanno sopportati ed apprezzati come fenomeno costruttivo e prezioso, oltre che temporaneo, in quanto finalmente sono in fase di espulsione. Occorre stringere i denti, resistere, pensare positivo, dare credito e fiducia alle proprie risorse interiori, stare al calduccio, non cedere assolutamente alla tentazione di farmaci e integratori, mantenere una dieta sobria con frutta di stagione e verdure crude da assumersi a sazietà.

Ci sono comunque anche casi in cui le crisi eliminative non avvengono, o avvengono impercettibilmente e asintomaticamente per gradi. Questo succede nelle rare circostanze in cui il soggetto è privo di consistente stock tossico.

L’ESPERIENZA DI MANUEL LEZAETA

Manuel Lezaeta, che era malato di sifilide e di altri problemi dermatologici, stava in cura presso il frate tedesco Padre Taddeo di Wiesent nella città di Santiago del Cile, e venne sottoposto a digiuno e semidigiuno. Dopo qualche giorno si svegliò col viso tumefatto ed inguardabile, gonfio all’inverosimile, e corse sconvolto dal frate piangendo e cercando una soluzione a tale improvviso disastro.

Il frate lo guardò e sorrise. Sono felice di annunciarti che sei ufficialmente guarito! Il tuo sistema immunitario si è rivelato efficiente ed è riuscito finalmente ad espellere quelle porcherie chimiche che stavano da tempo depositate nel tuo organismo! Continua a bere acqua e a riposare, ed entro un paio di giorni ti disinfiammerai automaticamente.

Dopo una settimana Lezaeta guarì in modo perfetto ed irreversibile. Da quel giorno chiese di restare accanto al fraticello tedesco, assorbendone la scuola e tutti i segreti che Taddeo aveva portato dalla sua Germania.

CONCLUSIONE

Dunque, cari amici, un minimo di rispetto per il lavoro del proprio grande medico interno. In caso di malattia riposare, respirare profondo, sorseggiare dell’acqua o un estratto fresco di verdure, mangiarsi un frutto, usare calma e pazienza, ed essere fiduciosi nei poteri della natura! Con le tipiche cure mediche, con farmaci e vaccini, con schemi nutritivi alto-proteici, ogni forma di remissione spontanea e di auto-guarigione indotta diventano un impossibile miraggio.

Adottando invece un coerente e fiducioso stile di vita di tipo igienista e una dieta vegan-crudista tendenziale, i miglioramenti non saranno illusori e non saranno precari, ma si faranno ben presto sentire.

Nella nostra visuale non esistono malattie incurabili, ma solo tecniche sbagliate che portano a cronicizzare e a far eventualmente degenerare determinate patologie.

Valdo Vaccaro

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1 commento

  1. Grazie Valdo, miracolosamente mi è arrivata questa tua risposta! 😍❤️, Ti ringrazio ancora. Sono al primo giorno di digiuno secondo il metodo Laezeta di ripristino della funzione digestiva e come ben sai puoi immaginare il parere contrario delle persone a cui l’ho detto, ma io so quello che sto facendo, conosco il mio corpo e so di potercela fare. Non nascondo la paura di stare male avendo tolto il farmaco per l’ipo-tiroide Hashimoto, ma sono fiduciosa nel fatto che per due anni mi sono alimentata molto bene in maniera naturale e tendenzialmente crudista per il 50% almeno. Ho smesso di fumare anche se non da molto, faccio meditazione e yoga, nonché piscina, camminare e ginnastica.
    Ho intenzione di riprendere in mano La mia vita dopo aver passato sette anni tra esami diagnostici e assunto farmaci antitumorali. Ho sconfitto la depressione e ritrovato me stessa. Non intendo supportare le minaccie ed il senso di onnipotenza dei medici in quanto mi reputo responsabile e consapevole della mia salute psico-fisica.
    Mima Karin