LA DIGESTIONE COMINCIA NELLA TESTA, CIOE’ NELL’ANIMA

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LA DIGESTIONE COMINCIA NELLA TESTA, CIOÈ NELL’ ANIMA

Problemi intestinali, gas e dissenteria

Salve Valdo, sono un giovane di 23 anni. Leggo sempre con molto interesse il suo blog, e sono in attesa del suo libro che purtroppo non riesco a trovare nelle librerie trentine, per cui lo dovrò ordinare via internet.
Volevo farle delle domande riguardo alcuni problemi intestinali che mi fanno soffrire giornalmente e da diversi anni.
Mi sento sempre la pancia piena di gas che devo quindi espellere.
Ho spesso diarrea e le mie feci non sono mai compatte.
Questo va ormai avanti da diversi anni.

Infiammazione intestinale e urine proteiche

Lo scorso anno mi sono recato dal medico e ho effettuato diverse analisi del sangue e delle feci, nonché una colonscopia, al fine di capire quale era il problema.
Nulla di anomalo è stato trovato se non una lieve infiammazione intestinale.
Le analisi delle urine presentano un valore di proteine di 20 mg/dL, oltre il doppio del valore corretto che è da 0 a 10, ma sembrerebbe nulla di preoccupante, a seconda del medico.

Avvicinamento crescente all’alimentazione naturale e non-crudele

Da circa 3 mesi ho smesso di mangiare carne e di bere latte, preferendo un’alimentazione più naturale.
Ma il problema permane comunque.
Devo dire che il mio avvicinamento all’alimentazione naturale è dettato da una scelta etica e salutare, e non dai miei presenti problemi intestinali.
Mi può dare qualche consiglio per migliorare il mio stato di salute?
Mi può far capire di quali reali problemi si tratta?
Ringrazio in anticipo per l’eventuale disponibilità.
Saluti. Matteo

Le origini della patologia stanno più in alto

Ciao Matteo, sono sicuramente in grado di aiutarti, a patto che tu mi dia la tua piena collaborazione.
Spero intanto che tu abbia letto la mia tesina Gastrite cronica, stitichezza ed emicrania del 24/2, che potrebbe darti qualche idea in più sui problemi che stai affrontando.
L’infiammazione intestinale non è una patologia locale e circoscritta, ma una condizione sintomatologica le cui origini e cause vanno cercate più in alto, cioè nel duodeno, cioè nello stomaco, cioè nella bocca, cioè nella testa, cioè nell’anima.
Anima che tu hai già guarito, mentre il corpo resta tuttora convalescente.

L’infiammazione non è uno scherzo, e stai alla fase 4

L’infiammazione intestinale non è affatto uno scherzo.
Il fatto di non aver trovato chissà quali cose e chissà quali eclatanti irregolarità, non significa niente.
Al contrario del tuo medico sarei molto preoccupato.
Gli esami, le mammografie, le colonscopie, il più delle volte non servono a niente, se non a giustificare l’investimento che le strutture sanitarie hanno fatto per dotarsi di tali apparecchiature.
Se vai a cercare un tumore, non lo trovi quasi mai, e magari lui esiste già a livello di precursori e di semi pronti a gonfiarsi e partire col germoglio patologico.
Non ti dico questo per spaventarti, tutt’altro. La realtà non deve mai spaventare, ma solo istruire.
Si tratta di raffreddare la fase digestivo-assimilativa, mediante più cibi crudi e più attività sportiva che riscalda le parti esterne e riequilibra il tutto.

I sette passi verso il cancro

Il fatto che tu scarichi proteine nell’urina indica che stai alimentandoti con formaggi e uova, o forse con troppi cereali che non vengono assimilati al meglio, e che coltivi qualche putrefazione intestinale.
Ricordati che le fasi che portano al cancro, come indicato 100 anni fa dal dr John Tilden, restano sempre quelle:

1) Enervazione
2) Tossiemia
3) Irritazione
4) Infiammazione
5) Ulcerazione
6) Indurimento
7) Fungazione (cachessia e metastasi)

Il veganismo tendenzialmente crudista ti tirerà fuori dai guai

Sei molto giovane e hai fatto bene a non indulgere ulteriormente.
La salute è un fatto normale. Vivere male a 23 anni per colpa di questi problemi è un’assurdità.
Servono meno visite, meno raggi e più buona cultura alimentare-comportamentale.
La funzione intestinale è della massima importanza e si realizza principalmente nell’intestino tenue, dove gli alimenti (sottoposti precedentemente alla pre-digestione nella bocca e nello stomaco) continuano a rilasciare le loro sostanze nutritive, sotto l’azione dei succhi intestinali-pancreatici-biliari, e vengono in questa precisa area assorbiti.

Occorre alimentarsi bene ed evacuare altrettanto bene

L’evacuazione intestinale avviene in seguito al rilassamento degli sfinteri anali ed alle contrazioni peristaltiche.
Se tale evacuazione è liquida (diarrea) significa che gli alimenti non sono stati ben digeriti ed utilizzati.
Se invece sono secche e consistenti, faticose da espellere, significa che c’è atonia intestinale (stitichezza) e intossicazione del sangue. Se gli escrementi hanno odore malsano ed eccessivo denotano putrefazione intestinale, cioè processi interni di denutrizione e di toxemia.

Un intestino sano significa salute a tutti i livelli

La via digerente, oltre che essere fonte di assimilazione delle sostanze vitali, è pure via di scarico delle impurità e delle tossine che arrivano a questo condotto eliminativo intestinale da ogni parte del corpo mediante il sangue, per essere espulse dal corpo.
Ecco spiegato il motivo per cui un’emicrania scompare scaricando il ventre, e perché uno stato di febbre se ne vada quando si ristabilisce la normalità intestinale.
In effetti, le diarree abbondanti e non striminzite sono utili in quanto servono a scaricare materiale tossico.

L’intestino guarisce coi cibi crudi e le fibre vegetali

Il tuo corpo è reattivo e sta funzionando bene. C’è però qualcosa di sbagliato nel tuo modo di alimentarti.
Non mi hai indicato per filo e per segno com’è la tua giornata nutrizionale, ma lo posso immaginare.
Un esame iridologico confermerebbe sicuramente la tua condizione tossica.
L’infiammazione intestinale è una reazione a delle offese. È uno stato febbrile indotto internamente.
Come dice Lezaeta, vivi in stato di scompenso termico. Occorre ristabilire la normalità.
L’intestino guarisce proprio coi cibi crudi che spesso il normale medico proibisce in casi come questo.
Il dr Bircher-Benner era famoso per queste strategie controcorrente con le quali faceva miracoli.

Depurare e disinfiammare il tubo gastro-intestinale

Ti consiglio intanto di depurare velocemente il tuo tubo gastrico, con un paio di giorni di totale digiuno a sola acqua di alto Trentino, con riposo assoluto al caldo.
Poi riparti con la frutta e le ottime mele della tua regione, a cui aggiungerei mirtilli e lamponi, se ci fosse la stagione. Niente male se arrivano dal Cile. Devono vivere anche i cileni, colpiti pure loro da disastrosi terremoti. Anche la loro uva nera è fantastica.
Dà un’occhiata agli schemi nutrizionali dettagliati che trovi ad esempio nella tesina Emicrania,
fibromialgia e allergie del 30/1, e cerca di adattarli al meglio alle tue condizioni particolari.

Acqua biologica, aria, sole, movimento e alcuni alimenti fondamentali

Cura il movimento e la respirazione, nonché l’esposizione al sole.
Le priorità siano l’acqua biologica strutturata della frutta acquosa, l’acqua biologica strutturata dei centrifugati di rape-carote-sedani-patatedolci-ananas, la betaina delle barbabietole e lo zolfo delle crucifere, le vitamine gruppo B delle mandorle, delle noci e dei pinoli, i micronutrienti e le proteine vegetali dei germogli, i grassi polinsaturi dell’avena e del pop-corn, e a volte dell’orzo, del farro, del riso integrale, del grano saraceno, l’amido non troppo cotto di patate e zucche.

Combinazioni giuste e semi di finocchio

Quanto alla formazione di gas, mescola le sostanze il meno possibile e nei giusti modi, cominciando sempre dal crudo e dal cibo più veloce a digerirsi, con tutta la frutta a stomaco vuoto (escluso mela, papaia e ananas, mangiabili a piacimento).
Evitare i legumi, ma nessun problema con le tegoline e coi piselli freschi.
Fare dei tentativi coi vari tipi di lenticchie.
I semi di kummel, o finocchio, aiutano ad attenuare temporaneamente il problema.
Niente cioccolate, caffè, the, fumo, cole e simili. Niente farmaci di nessun tipo. Niente integratori.

L’Helicobacter pylori dell’ulcera e lo zolfo delle crucifere

Gli scienziati della John Hopkins School of Medicine di Baltimora, vedendo che molte persone guarivano dall’ulcera consumando broccoli crudi, hanno svolto ricerche approfondite.
Con grande sopresa, hanno scoperto che il sulforafano, un derivato dello zolfo che si trova concentrato in tutte le crucifere, dando loro il forte sapore che le caratterizza, faceva autentici miracoli nella guarigione delle ulcere.
Il piccolo Helicobacter pylori, causa o meglio accompagnatore di quasi tutte le ulcere, non trova vita facile in presenza di zolfo.
Il sulforafano si trova in massima concentrazione nei germogli teneri dei broccoli, nei cavoli, nei cavolfiori, nei cavolini di Bruxelles, nelle verze, nel crescione, nei rafani e nel cren, nei ravanelli, nelle rape.

L’autentica panacea verde

Oltre che curare l’ulcera, dove gli antibiotici falliscono sempre, queste sostanze solforate proteggono dai tumori allo stomaco, all’intestino e persino alla mammella.
Panacea?
Chiaro che sì (tenendo presente che la vera panacea resta sempre e solo la prevenzione).
Se andassero poi a scoprire cosa si trova nei germogli di ortiche e di altre piante selvatiche, imparerebbero molte altre cose interessanti, che gli indiani d’America, dotati di grande superiorità intellettuale, conoscevano ed usavano regolarmente.

Li abbiamo preceduti di circa 2000 anni

Ma i ricercatori Americani non hanno mica scoperto l’America.
L’America gliela abbiamo scoperta e persino denominata noi, con Cristoforo Colombo e Amerigo Vespucci.
Quando Catone (234-148 a.C) scrisse che i romani sono vissuti sani e felici per 600 anni, senza nemmeno un singolo medico in circolazione (la medicina era vietata per legge, perché i romani se ne intendevano), dalla fondazione agli anni dell’Impero, grazie al cavolo crudo, all’uva nera, e alle rape afrodisiache, eravamo due secoli in anticipo sulla venuta del Messia.
Figurarsi quanto in anticipo eravamo sulle trovate scientifiche di Baltimora.

Una straordinaria sostanza chiamata sulforafano

Il potere antiossidante del sulforafano è dotato di attività antiossidante a largo spettro, ed è capace di neutralizzare molti radicali liberi con un’azione martellante e ripetuta contro le ossidazioni persistenti, che portano a mutazioni e alla nascita di tumori.
Gli effetti antiossidanti del sulforafano sono molto più potenti degli effetti antiossidanti della vitamina C, della vitamina E e del betacarotene, i quali neutralizzano una sola molecola per volta di radicali liberi e finiscono consumati e distrutti nel processo.
Il sulforafano mantiene un’azione persistente, indiretta e lenta, ad ampio spettro, per cui dura più a lungo, in un processo che continua ad essere efficace per giorni.

Messeguét, nonna Marina e le lumache, come insegnanti sulla materia sulfurea

Il grande erborista francese Maurice Messeguét non conosceva certamente questa storia sul sulforafano, ma questo non gli impediva di sapere che i cavoli erano miracolosi per il minerale organico ivi contenuto, e di ottenere grossi risultati curativi con dive dello schermo e presidenti di stato.
Non sempre lo zolfo significa odore di fiamme e di diavoli, si potrebbe dire a questo punto.
Messeguét aveva appreso queste conoscenze da suo padre.
Pure io le ho apprese da mia nonna Marina.
Le ho apprese pure dalle ostinate e indistruttibili lumache, le quali, ogni volta che pianto i cavoli, me li divorano nel giro di una notte.
È anche per questo che, quando sono in viaggio, la foglia di cavolo non manca mai nei miei panini vegani.

A quelli della catena McDonald’s serviranno altri 200 anni, per capirci qualcosa

Quelli della McDonald’s lo impareranno forse tra 200 anni.
Per adesso hanno inserito qualche precaria e smorta foglia di lattuga, in mezzo ai loro disgraziati menù.
Fino a quando continueranno a mettere cadaveri marchiati Cremonini e Manzotin nei loro Big-Mac, continueranno ad accumulare dollari sporchi di sangue, ed in più non andranno mai lontano in termini di qualità.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

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