UNICITÀ DEL LATTE MATERNO E GOFFI TENTATIVI ANTIVEGANI DELLA PEDIATRIA DI REGIME

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LETTERA

ARTICOLO DEDICATO ALLE NEO-MAMME E AI LORO PICCOLI

Ciao Valdo! questo che ti segnalo, è un articolo dedicato soprattutto alle neo-mamme poiché contiene l’elogio del latte materno. Chiamato anche oro bianco e definibile come la sostanza più mistica del pianeta, il latte materno completa l’atto della creazione iniziato nell’utero e fornisce all’individuo la migliore opportunità per svilupparsi al meglio  fisicamente e psicologicamente. L’articolo in questione, tratto dalla rivista Nexus, è piuttosto lungo e corposo. Ho pensato, così, di riprenderlo tagliandone alcune parti per proporlo in versione più asciutta. La versione integrale si trova qui

http://www.nexusedizioni.it/it/CT/latte-umano-il-vero-oro-bianco-5683

Elena Fasulo

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LATTE DI MADRE: IL VERO ORO BIANCO, di Patricia Hatherly  (titolo e sottotitoli VV)

L’ALLATTAMENTO ACCORCIATO PRODUCE IMMANCABILI RIPERCUSSIONI

Gli esseri umani sono gli unici mammiferi che continuano a consumare il latte anche dopo lo svezzamento, e che bevono il latte di altri mammiferi. Perché?  La risposta più plausibile è che gli umani sono gli unici primati che tendenzialmente non allattano per il periodo standard pari a sei volte la durata della gestazione, che nel nostro caso è di 54 mesi.  Per questo durante la vita cerchiamo di recuperare e desideriamo ciò che ci è mancato da bambini, perché il latte offre un nutrimento interiore, sia a livello fisico che psicologico.

OGNI DIVERSO MAMMIFERO HA IL SUO PARTICOLARE TIPO DI LATTE

Il latte di ciascun mammifero ha caratteristiche uniche all’interno della più ampia definizione di sostanza contenente acqua, amminoacidi (proteine), carboidrati (lattosio), grassi e minerali (ceneri). Questa specificità per ogni specie è il sistema con cui la Natura garantisce che ogni mammifero venga inizialmente nutrito con una sostanza che possiede l’equilibrio ottimale per un buon avvio della vita. Per esempio, il latte di foca è molto ricco di proteine e grassi: ciò assicura che il cucciolo cresca in fretta e sviluppi massa grassa per proteggersi dall’ambiente ostile e per sostentarsi durante i giorni in cui la madre si allontana per procurarsi cibo. Il latte di canguro contiene pochi solidi magri ma ha un elevato contenuto di acqua, il che rispecchia la necessità di sopravvivere nelle condizioni dure e aride dell’habitat dell’animale. Il latte umano, invece, ha poche proteine (noi cresciamo lentamente) ma è ricco di lattosio, che è uno dei principali nutrienti a favorire la crescita del cervello. Il lattosio è il componente del latte che favorisce la crescita cerebrale e i processi cognitivi di ordine superiore.

ALLATTARE SEI VOLTE IL TEMPO DI GESTAZIONE

Ad eccezione degli esseri umani che vivono in culture sviluppate, fra i primati la regola generale è allattare per un periodo pari a sei volte quello della gestazione. Le femmine delle culture indigene tendono ad allattare i figli per molti anni, e addirittura potrebbero arrivare a uccidere un neonato se inavvertitamente dovessero riprodursi di nuovo mentre stanno ancora allattando. Per quanto atroce possa sembrare, è una prova decisiva del ruolo cruciale che ha il latte umano nell’allevare un neonato. Se una madre non ha modo di servirsi del latte artificiale, non ha molte opzioni a disposizione. Infatti, l’UNICEF ci dice che 1,4 milioni di neonati muoiono ogni anno per l’indisponibilità di latte materno.

GROSSE DIFFERENZE TRA LATTE BOVINO E LATTE DI DONNA

È un peccato, perché il latte di una madre in condizioni di privazione non è comunque molto diverso da quello di una donna che si alimenta correttamente. Il latte è una sostanza universale che resta pressoché immutata nei suoi componenti in tutte le razze e aree geografiche. Se è vero che la dieta della donna può influire sui livelli di grassi e di alcune vitamine e minerali, non influisce però sulla composizione del siero (che costituisce il 60% delle proteine nel latte umano maturo e il 90% nel colostro). Esso contiene numerosi componenti che non sono mai elencati nelle lattine di latte artificiale, che in genere si basa su proteine bovine con una componente di siero pari appena al 20% e su un profilo che è fatto per favorire lo sviluppo delle specie bovine, e non umane.

UNICITÀ QUALITATIVA DEL LATTE UMANO

Oltre a racchiudere una gamma completa di vitamine, minerali (fra cui elementi in traccia) e acidi grassi (fra cui quelli a corta catena che promuovono la chiusura dell’intestino migliorando la protezione contro le allergie e la giardia, e quelli a lunga catena che ottimizzano lo sviluppo del sistema nervoso centrale), il latte umano è unico in quanto contiene anche:

1) Gamma di antiossidanti.

2) Proteine specifiche (α1-antipripsina e α2- macroglobulina) che proteggono da influenza, parainfluenza e rotavirus.

3) Fattore bifidus che promuove la proliferazione di lactobacilli, inibendo così alcuni batteri E. coli ed enterobacteriaceae tra cui Shigella e Salmonella.

4) Lipasi sale-biliare-dipendente che genera acidi grassi e monogliceridi che neutralizzano gli organismi Giardia lamblia, Entamoeba histolytica e Trichomonas vaginalis.

5) Complemento che protegge dall’E. coli.

6) Gamma di citochine che attivano e stimolano la difesa dell’ospite, prevengono le malattie autoimmuni, hanno effetti antinfiammatori nei tratti respiratorio superiore e gastrointestinale e stimolano lo sviluppo dell’apparato digerente.

7) 20 diversi enzimi che rivestono varie funzioni, fra cui la biosintesi e la conservazione dei componenti del latte nella ghiandola mammaria, e hanno anche un ruolo di trasporto e disinfezione, promuovendo così la funzione digerente nel neonato.

8) Fattore di crescita dell’epidermide che favorisce la crescita e la maturazione dell’epitelio polmonare fetale, stimola l’attività dell’ornitina decarbossilasi e la sintesi del DNA nel tratto digerente e accelera la guarigione delle ferite (comprese le piccole lesioni sui capezzoli).

9) Gangliosidi, utili per proteggere il neonato dalla diarrea dovuta a tossine, in particolare E. coli e V. cholerae.

10) Immunoglobuline, di cui sono stati identificati più di 30 tipi: 18 derivano dal siero materno, mentre il resto si trova esclusivamente nel latte; fra questi, il più importante è il sIgA, in concentrazioni di cinque volte maggiori rispetto al siero materno (le immunoglobuline proteggono la mucosa e neutralizzano batteri e virus); il sIgA ha una nota funzione protettiva dagli enterovirus [poliovirus di tipo 1, 2, 3; Coxsackievirus di tipo A9, B3, B5; Echovirus di tipo 6 e 9], dai virus dell’herpes [Cytomegalovirus; Herpes simplex], dal Semliki Forest virus, dal virus respiratorio sinciziale, dalla rosolia, dal reovirus di tipo 3 e dal rotavirus; l’IgM e l’IgC proteggono dal virus respiratorio sinciziale e contenenti gamma di ormoni che svolgono varie funzioni.

11) Interferone, che ha anche un’attività antivirale.

12) Interleuchine, un sottogruppo delle citochine che rafforza il sistema immunitario del neonato incrementando la produzione di anticorpi (specialmente IgA), migliorando la fagocitosi, attivando i linfociti T e incrementando la produzione di α1-antitripsina da parte dei fagociti mononucleati.

13) Lattoferrina, che si lega al ferro e quindi inibisce le interazioni ospite-patogeno.

14) Lattoperossidasi, che distrugge gli streptococchi e i batteri intestinali.

15) Linfociti, di cui il latte umano contiene i tipi T (timo) e B (Bursa); questi linfociti trasferiscono i longevi anticorpi materni nel bambino e sintetizzano gli anticorpi sIgA nel seno.

16) Lisozima, che provoca la lisi dei batteri distruggendone la parete cellulare; si trova in grandi quantità nelle feci dei bambini allattati al seno, dunque si ritiene che influisca sulla flora intestinale.

17) Macrofagi che sintetizzano il complemento, la lattoferrina e il lisozima e svolgono varie altre funzioni, fra cui la fagocitosi di funghi e batteri.

18) Nucleotidi, che costituiscono il 15-20% dell’azoto non proteico nel latte umano; si ritiene che influiscano sul sistema immunitario, l’assorbimento di ferro, la flora intestinale, le lipoproteine del plasma e la crescita di cellule intestinali ed epatiche.

19) Oligosaccaridi, di cui è stato identificato oltre l’80%, impediscono agli enteropatogeni di legarsi ai recettori dell’ospite.

PROTEZIONE IMMUNITARIA E PROTEZIONE DALL’OBESITÀ

Inoltre, alcune delle ricerche più recenti sul latte umano stanno esaminando una serie di fattori coinvolti nel suo ruolo di protezione dall’obesità nelle fasi successive della vita. Si sta studiando anche l’interazione dinamica fra madre e figlio, in cui la donna fornisce anticorpi attraverso il latte quando il bambino soffre per attacchi batterici o intestinali. In questo processo sono coinvolte alcune cellule staminali contenute nel latte, e si tratta di una scoperta molto interessante.

SVANTAGGI DEGLI ALTRI TIPI DI LATTE

Quando si valuta il ruolo del latte umano nel promuovere la maturazione fisica, occorre anche considerare la gamma di svantaggi noti che affliggono i bambini allevati con sostituti del latte materno. Oltre a non godere dei vantaggi unici che abbiamo appena elencato, avranno una flora intestinale diversa rispetto ai bambini allattati al seno e rischiano di assumere:

  • Troppo alluminio,
  • Troppo manganese,
  • Troppo piombo,
  • Troppo cadmio,
  • Troppo ferro,
  • Soia e lieviti transgenici,
  • Tracce di alghe e funghi usati per produrre gli acidi grassi polinsaturi che si trovano nelle confezioni di latte artificiale “gold standard” scelto da madri benintenzionate che desiderano il meglio per i loro bambini,
  • Esano, usato per produrre quanto sopra,
  • Enterobacter sakazakii (che si trova nel 14% delle lattine di formula: è il motivo per cui nei reparti di ostetricia si trova solo latte artificiale liquido, proprio perché gli ospedali vietano le lattine a causa di questo batterio).

USO DI OLIO DI PALMA NEL LATTE SUCCEDANEO

A tutto questo si aggiunge il fatto che i lipidi contenuti nella formula variano in funzione di disponibilità e prezzo. Esaminando una gamma di lattine di formula, si possono identificare fonti di lipidi diverse, tra cui cocco, mais, “oli marini” (ovvero ottenuti da alghe con intervento genetico), oleina di palma, lecitina di soia e oli vegetali (probabilmente di cartamo). Un’interessante ricerca pubblicata nel 2003 indica che nei bambini sani e nati a termine alimentati con latte artificiale contenente come grasso prevalente l’olio di palma si riscontra un contenuto di minerali ossei e una densità minerale nelle ossa decisamente minore rispetto ai bambini alimentati con latte artificiale privo di olio di palma (in particolare cartamo, cocco e soia). Dunque, l’uso di olio di palma nella formula per neonati, ai livelli necessari per fornire un profilo di acidi grassi simile a quello del latte umano, causa (al di là dei danni da deforestazione in alcune regioni dell’Asia) una minore mineralizzazione delle ossa, in quanto è stato dimostrato il minore assorbimento di calcio e grassi.

DIVERSO RAPPORTO CALCIO-FOSFORO E INFERIORE ASSORBIMENTO

L’assorbimento di calcio è problematico anche per il fatto che il latte bovino ha un rapporto calcio-fosforo di 1:3, mentre il rapporto calcio-fosforo del latte umano è di 1:1, e il calcio risulta più facilmente assimilabile. Il rapporto di 1:3 lega invece il calcio al fosforo destinato all’escrezione. Nonostante il latte vaccino sia reclamizzato come una “buona fonte di calcio”, questo rapporto non lo rende facilmente biodisponibile. Le fonti di calcio con migliore assorbimento sono la frutta secca e i semi, le lische dei pesci grassi e gli ortaggi verdi in foglia. Le mucche prendono tutto il calcio dall’erba!

L’ALLATTAMENTO AL SENO MIGLIORA L’INTELLIGENZA DEL BIMBO

Comunque, riprendendo il tema dei lipidi, il loro ruolo nel latte è definito soprattutto dalla funzione di potenziamento dello sviluppo del sistema nervoso centrale, ed è ormai assodato che l’allattamento al seno aumenta l’intelligenza. Sebbene in gran parte ciò sia dovuto all’elevata quantità di lattosio nel latte umano, hanno un ruolo anche gli acidi grassi polinsaturi a lunga catena (PUFA) che abbondano nel latte umano purché la madre assuma nella dieta molto pesce oppure oli di semi di lino o di canapa.

SIGNIFICATIVO IMPATTO SUL SISTEMA NERVOSO CENTRALE

Già nel 1929 si descrivevano capacità di apprendimento e punteggi di QI maggiori all’età di 7-13 anni nei bambini nutriti esclusivamente con latte materno per quattro-nove mesi. Da allora sono giunti dati sempre più definitivi a confermare questo pregio del latte materno riguardo alla funzione cognitiva: le ricerche indicano che l’allattamento al seno in generale ha un impatto significativo sullo sviluppo del sistema nervoso centrale. È stato svolto un confronto fra dei nati prematuri a cui veniva somministrato latte materno attraverso il tubo naso-gastrico e dei bambini di età gestazionale e peso alla nascita simili nutriti con latte artificiale. I risultati dimostravano che nei bambini nutriti con latte materno si riscontrava uno sviluppo più avanzato al compimento dei 18 mesi, e che questo vantaggio continuava fino agli otto anni di età.

NESSUN ANIMALE SI CIBA DEL LATTE ALTRUI

Gli esseri umani sono gli unici mammiferi sul pianeta a bere abitualmente il latte di altre specie, tuttavia nessuna ricerca supporta la nozione che altri tipi di latte diano gli stessi effetti positivi del latte umano, anzi le indicazioni vanno in senso opposto. Al di là dei problemi già citati, alimentando il neonato con latte non umano si va incontro a una moltitudine di problemi di salute. Per esempio, nell’ambiente veterinario si sa che nutrire un animale con latte non specifico della sua specie causa episodi apnoici. Lo stesso accade ai bambini nutriti con la formula. Il bambino non riesce a respirare normalmente mentre viene alimentato, per via dell’irritazione causata da frammenti proteici non specifici della specie nel latte artificiale. La ricerca ha registrato modelli diversi di suzione/ingestione fra i bambini alimentati al seno e con il biberon, e ha dimostrato che la suzione dal seno ottimizza lo sviluppo oro-facciale, con migliore sviluppo della dentatura e del linguaggio.

RISCHI A LUNGO TERMINE PER BIMBI SVEZZATI TROPPO PRESTO

Altri punti da considerare sono i maggiori rischi a lungo termine per la salute nei bambini svezzati presto e alimentati con sostituti del latte materno, per quanto riguarda:

  • Obesità (i bambini alimentati con latte artificiale consumano 30.000 calorie in più rispetto a quelli allattati al seno nei primi otto mesi; la questione dell’obesità è però complicata dal fatto, dimostrato da ricerche condotte negli anni Settanta, che il vaccino difterite-tetano-pertosse interferisce con il metabolismo dell’insulina),
  • Morbo di Crohn,
  • Colite ulcerosa,
  • Celiachia,
  • Disturbi cardiovascolari,
  • Diabete di tipo 2.

RISCHI A BREVE TERMINE PER BIMBI SVEZZATI TROPPO PRESTO

  • Maggiore rischio di sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS),
  • Enterocolite necrotizzante (NEC) e sepsi tardiva nei neonati pretermine,
  • Meningite batterica tardiva nei neonati pretermine in unità di terapia intensiva neonatale (gli omeopati riconoscono che sono i bambini con miasma tubercolare ad avere emorragie cerebrali se alimentati con “fortificatori del latte umano”, ovvero formula di latte vaccino),
  • Botulismo,
  • Diarrea,
  • Infezioni al tratto respiratorio superiore,
  • Otite media,
  • Infezioni al tratto urinario,
  • Maggiore rischio di diabete di tipo 1, perché la maggior parte dei sostituti  del latte materno si basa sul latte bovino, e le ricerche hanno stabilito da tempo un nesso fra il consumo di latte vaccino e il diabete di tipo 1.

CREAZIONE DI BANCHE PER IL LATTE MATERNO

Ecco quindi, dopo tutte queste considerazioni, perché alle mie pazienti in svezzamento offro un metodo per conservare il loro stesso latte sottoponendolo a succussione a potenza omeopatica 7C, così il bambino potrà continuare a godere dei vantaggi del latte materno mentre cerca di sopravvivere in una situazione meno che ottimale. Nel frattempo, è necessario mobilitarsi per la creazione di banche del latte umano, affinché le madri possano compiere scelte consapevoli al momento dello svezzamento. E sarebbe un bene anche per il pianeta, in quanto il latte materno è un prodotto ecologico, che non arreca pressoché alcun disturbo agli ecosistemi della Terra. L’atmosfera, il suolo, la flora, la fauna e le acque sono meno danneggiate dalla produzione di latte umano che dalla produzione di sostituti del latte materno. È una risorsa totalmente rinnovabile, e per questo l’allattamento al seno è essenzialmente un’attività a impatto zero. Inoltre, al di là dei vantaggi fisici e psicologici di cui gode la persona allevata con latte materno, si creano vantaggi reali e tangibili per l’economia quando i bambini ricevono il latte materno per un periodo prolungato. Non si sprecano preziose risorse naturali in produzione e distribuzione, e si contribuisce a promuovere il controllo della popolazione, il benessere del bambino e della famiglia e la buona salute di madre e figli. Le donne in allattamento producono (nella media mondiale) mezzo litro di latte al giorno, dunque ogni anno nel mondo sono prodotti miliardi di litri, e il contributo dell’allattamento al seno al prodotto interno lordo e alla bilancia dei pagamenti di tutte le nazioni è considerevole.

SI AUSPICA LA CREAZIONE DI BANCHE DEL LATTE A LIVELLO PLANETARIO

Sorge quindi spontanea la domanda: se i paesi dispongono dei mezzi per istituire e mantenere una rete di banche del sangue e banche del seme, ritenendole necessarie per vari motivi medici, economici e sociali, perché le stesse risorse non possono essere estese all’istituzione e al mantenimento di banche del latte umano? I vantaggi per la nostra specie sarebbero enormi. Nulla può sostituire l’originale: è il latte umano l’oro bianco che stiamo cercando.

Patricia Hatherly

DATI SULL’AUTRICE

Patricia Hatherly, laureata in Arte e in Scienze Mediche, è un’omeopata classica e naturopata certificata, specializzata nel lavoro con madri e bambini da 35 anni, 20 dei quali nel ruolo di consulente internazionale certificata in materia di allattamento. È autrice di numerosi articoli e di due libri, The Homoeopathic Physician’s Guide to Lactation (2004) e The Lacs: a materia medica and repertory (2010). Maggiori informazioni sono disponibili sul suo sito http://www.patriciahatherly.com.

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AGGIORNAMENTO SULLE BANCHE DEL LATTE

ESPERIENZA PIONIERISTICA IN EMILIA

Qualcosa intanto si è mosso. A Bologna è attiva “Allattami”, la Banca del Latte Umano Donato di Bologna, progetto nato su iniziativa dell’Unità Operativa di Neonatologia del Policlinico di S. Orsola e di Granarolo, finalizzato a rispondere alle necessità di alimentazione dei neonati prematuri. A Bologna ogni anno nascono più di 100 bambini prematuri con peso inferiore a 1500 grammi, bambini che lottano ogni giorno contro mille difficoltà, infezioni e gravi complicanze che possono compromettere le loro possibilità di farcela.

SEICENTO LITRI DI LATTE COME OBIETTIVO IMMEDIATO PER LE EMERGENZE

Per rispondere a questo bisogno è nata ‘Allattami’, con l’obiettivo di raccogliere almeno i 600 litri di latte umano donato che servono ai neonati ricoverati nelle terapie intensive neo-natali del Policlinico di S. Orsola e dell’Ospedale Maggiore. Per raggiungere tale obiettivo è stata avviata un’importante azione di sensibilizzazione verso le future e nuove mamme grazie alla collaborazione dell’Azienda Usl di Bologna, del Collegio delle Ostetriche, dei Pediatri di famiglia e de Il Cucciolo, associazione in Bologna dei genitori dei bambini nati pretermine.

ATTENTA SELEZIONE DELLE MAMME DONATRICI

Allatami seleziona le mamme donatrici, ritira il loro latte direttamente a casa, lo pastorizza e conserva in condizioni di massima sicurezza e lo fornisce agli ospedali cittadini. La seleziona delle mamme donatrici, che abbiamo molto latte e siano in buone condizioni fisiche, verrà effettuata dai medici del Policlinico di S. Orsola che valuteranno, caso per caso, se vi siano tutte le condizioni utili alla donazione.

[di Alice Di Pietro, da http://www.beautips.it/news/bologna-nasce-la-banca-del-latte-umano/]

BANCA DEL LATTE ANCHE IN BASILICATA

Pure la Basilicata potrà disporre di una “Banca del latte umano donato” per la “selezione, la raccolta, il controllo, il trattamento, la conservazione e la distribuzione per specifiche necessità mediche con particolare attenzione nei confronti dei neonati prematuri o affetti da malattie dell’apparato digerente, di origine immunologica e allergica”. La “Banca” è prevista in una proposta di legge presentata da Mario Polese e Vito Giuzio (Pd), approvata all’unanimità dalla seconda commissione permanente del Consiglio regionale della Basilicata.

[da http://www.oltrefreepress.com/basilicata-avra-banca-latte-umano-donato/]

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COMMENTO

ENORMI DIVERSITÀ TRA LATTE E LATTE

Questo articolo di Patricia Hatherly, sintetizzato dalla Elena Fasulo, porta un notevole contributo di chiarezza sulle grosse differenze esistenti tra il latte materno e i vari tipi di sostituti che vengono purtroppo rifilati ai bambini di oggi. Assume una particolare importanza in un momento dove si assiste a un tentativo ignobile di ribaltare la tendenza in atto verso le scelte vegetariane e vegane a tutti i livelli.

GROTTESCHI TENTATIVI DI RIPRISTINARE LE VECCHIE TENDENZE

C’è stata infatti, segnalata dalla rivista CRUDO STYLE (dic-gennaio), una specie di ondata di ritorno di vecchi concetti da tempo superati, tesi a sconsigliare le diete Veg sotto i 5 anni di età. Un fatto gravissimo in quanto proveniente non dalla Parmalat o dalla Danone o dalla Cremonini, ma dalla SIPPS, Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale. Come al solito, gli enti pubblici si rivelano i meno adatti a rivestire un manto di affidabilità e di credibilità. Non sarà che essi si preoccupano del calo di vendite progressivo registrato da carne, omogeneizzati, yogurt, latte e formaggi? Viene automatico chiedersi quali sono i legami che intercorrono tra gli enti pubblici e le aziende produttrici di proteine animali.

DIETA CARNIVORA MEDITERRANEA CONDANNATA DA OGNI TRASPARENTE RICERCA SCIENTIFICA

La SIPPS in un suo recente documento anti-vegano esalta infatti la Dieta Mediterranea, senza citare che Dieta Mediterranea è un mito inesistente e che oggi si ha a che fare con una Nuova Dieta Mediterranea Moderna che non ha nulla a che vedere con quello che era lo stile originario delle genti mediterranee, dove si assumeva del pesce massimo una volta a settimana e niente carne. La dieta mediterranea odierna è un autentico obbrobrio, è un insulto vergognoso ed eclatante alla salute di grandi e piccini. Prevede carne, latticini, salumi e pesce diverse volte al giorno, e magari va in cerca di nuove fonti proteiche a base di ragni, lombrichi, formiche e scorpioni. Il tutto quando la USDA (US Department of Agricolture) ha da tempo denunciato gli enormi strafalcioni del nutrizionismo medico tradizionale basato sulle proteine.

ITALIA SCHIAVA DELLA GRANDE MELA MARCIA

La sanità italiana, ministeri della sanità, enti medicali e simili, è da decenni schiava dei giochi che si fanno in America, o meglio nell’America più marcia e più retrograda. In Usa si dice verde, e l’Italia ripete verde. Si dice giallo e l’Italia ribadisce giallo. Si dice vaccino e l’Italia sottolinea vaccino. Ma, per paradosso,  quando l’America lascia trapelare qualche verità importante, come nel caso della USDA, da queste parti si diventa stranamente sordi e ciechi, pensando magari che in America si devono essere sbagliati. Come dire siamo coloni e schiavi ma solo quando ci comoda.

RECORD EUROPEO DI OBESITÀ PER I BAMBINI ITALIANI

Occorre ribadire che i prodotti di origine animale contrastano decisamente con le esigenze del bambino umano. Causano irritazioni, acidità, ingrassamento del sangue e altri grani inconvenienti. E fanno tutto questo quando sono in teoria perfetti. Ma essendo nella realtà dei fatti stracarichi di interferenti endocrini, di antibiotici e di fitofarmaci, concentrano ed accumulano queste porcherie chimiche nella carne e nel latte. Fatto sta che i bambini italiani sono i primi in Europa a rivelare sovrappeso ed obesità.

Valdo Vaccaro

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1 commento

  1. “Gli esseri umani sono gli unici mammiferi che continuano a consumare il latte anche dopo lo svezzamento, e che bevono il latte di altri mammiferi. Perché?”

    Probabilmente perché gli altri mammiferi non sono in grado di mungere.

    Servendo del latte a degli animali questi rifiutano di consumarlo?

    Siamo anche l’unico animale che utilizza mezzi per spostarsi, che legge dei libri, che usa impianti di riscaldamento, che processa il cibo prima di consumarlo…

    Il fatto che non ci siano altri animali ad avere i nostri stessi comportamenti rende questi sbagliati?

    “La risposta più plausibile è che gli umani sono gli unici primati che tendenzialmente non allattano per il periodo standard pari a sei volte la durata della gestazione, che nel nostro caso è di 54 mesi.”

    Giusto per fare un esempio la gestazione dei bovini dura poco più di nove mesi, l’allattamento mediamente meno di 7 mesi.

    Secondo il calcolo dovrebbero essere allattati fino a quasi 5 anni di età (ben oltre l’età adulta).

    “Ad eccezione degli esseri umani che vivono in culture sviluppate, fra i primati la regola generale è allattare per un periodo pari a sei volte quello della gestazione.”

    I vari primati hanno periodi di allattamento diversi, l’orango può arrivare anche a 9 anni, ma dipende dalla disponibilità di cibo. Se il cibo scarseggia la madre integra con il latte. Non mi sembra che nel caso degli esseri umani ci sia questo rischio.

    “Patricia Hatherly, laureata in Arte e in Scienze Mediche”

    Veramente non ha né una laurea in Arte né in Medicina, piuttosto si potrebbe tradurre come Scienze della Salute (o sanitarie).

    I laureati in medicina hanno il titolo MD (Doctor of Medicine), mentre il BA (Bachelor of arts) riguarda materie umanistiche o artistiche. Questo è il caso della signora Hatherly.

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