LA CURA DELL’UVA PER DEPURARE E RINGIOVANIRE

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L’uva, per le sue componenti e caratteristiche, si presta in modo eccellente a una cura disintossicante e ricostituente. La cura dell’uva consiste nel nutrirsi degli acini, oppure nel bere esclusivamente il succo, o anche nel fare ricorso ad ambedue le pratiche. La cura dell’uva veniva praticata dalle antiche popolazioni arabe ed anche nell’antica Grecia. La raccomandava pure Galeno a un suo paziente speciale di nome Marco Aurelio. Cura dell’uva dunque in auge anche nella Roma dell’impero.

La cura dell’uva è indicata nelle convalescenze, durante la gravidanza, nell’astenia, nell’artritismo. Può servire negli stati febbrili, nei soggetti sofferenti di nefrite, azotemia, edemi, ipertensione, dermatosi. Le uve più adatte includono Aleatico, Barbera, Cabernet Sauvignon, Cabernet Cardinal, Ciliegiolo, Fragola nera (Isabella), Lacrima di Moro d’Alba, Merlot, Montepulciano, Sangiovese, Vernaccia nera e tante altre ancora.

LE GRANDI PROPRIETÀ DELL’UVA

L’uva è estremamente digeribile e possiede numerose proprietà terapeutiche. Dolce, succosa ed energetica. Bianca, dorata, violacea o nera, l’uva è un tipo di frutta particolarmente saporito e ricco di virtù salutari conosciute fin dai tempi antichi. Mezzo chilo d’uva ha lo stesso potere antiacido di tre cucchiaini di bicarbonato.

Energetica, rimineralizzante, disintossicante (favorisce il drenaggio organico). Grande alleata di bellezza e benessere, oltre che efficace antidoto contro lo stress generato dal rientro alla vita normale dopo un periodo di vacanza e relax, grazie alle sue proprietà tranquillanti.

1. RINFORZANTE DEL SISTEMA IMMUNITARIO

Ricca di vitamine (A, B1, B2, C, PP) e di sali minerali, l’uva rafforza le difese immunitarie ed è un buon ricostituente. Combatte l’anemia, contrasta la stitichezza essendo blandamente lassativa. È un autentico decongestionante epatico. Aiuta a depurare il fegato dalle tossine, essendo diuretica. Il frutto contiene numerose sostanze salutari come:

  • Glicidi (glucosio e fruttosio o levulosio, 120-150 grammi di buon zucchero al chilo),
  • Pectina,
  • Gallati,
  • Oli eterei aromatici,
  • Acidi organici (malico, succinico, salicilico e tartarico),
  • Minerali organicati (fosforo, calcio, magnesio, rame, manganese, potassio, ferro, sodio, iodio),
  • Flavonoidi, enocianine, tannini e cremortartaro (sostanze che stanno sulla buccia e che variano a seconda del colore dell’uva),
  • Enocianina, colorante e tonico naturale,
  • Resveratrolo, sostanza dotata di azione antitumorale, antiinfiammatoria e fluidificante del sangue che limita l’insorgenza di placche trombotiche e difende da batteri e funghi, prezioso per i postumi da diverse operazioni chirurgiche come l’asportazione della milza.

2. RICCA DI MELATONINA CONTRO LO STRESS

La melatonina contenuta nella buccia e nei chicchi di uva può contrastare il cosiddetto “stress da rientro al lavoro” dopo la pausa estiva, regolando i ritmi circadiani (i ritmi biologici che hanno la durata di 24 ore) negli esseri umani, proprio come fa l’ormone prodotto naturalmente dalla ghiandola pineale situata nel cervello.

3. ABBASSA COLESTEROLO E PURIFICA IL SANGUE

Molto digeribile, contribuisce a ridurre il livello di colesterolo nel sangue e a eliminare l’acido urico. Provoca una ipersecrezione biliare. Un bicchiere di succo d’uva nera rallenta l’attività delle piastrine del 75%, per ridurre in modo significativo il rischio di trombosi e di infarto cerebrale, favorisce l’attività cardiaca, purificando il sangue, giova al sistema nervoso, ed è preziosa nel corso di sforzi fisici e psichici. Indicata per i dispeptici, gli stitici, i litiasici biliari e urinari.

4. PANACEA CONTRO L’OBESITÀ E RADICALI LIBERI

Ottima cura contro il sovrappeso? Due giorni su 10 alimentarsi solo di uva, con 1200 g/giorno. Disinfettante ed antivirale, è una panacea per obesi e per affetti da piorrea, previene patologie degenerative, quali il morbo di Alzheimer, aiuta a ostacolare la comparsa di tumori e rallenta la degenerazione delle cellule cerebrali. Esistono documentati casi di guarigioni importanti.

Nel 1920 la dottoressa sudafricana Johanna Brandt riuscì a curare un cancro allo stomaco come racconta nel sul libro “La cura dell’uva”. Tutto questo è favorito di più dall’uva nera che da quella bianca, perché contiene una maggiore concentrazione di flavonoidi (circa 20 volte di più). È utile se associata alle cure contro gli avvelenamenti e le intossicazioni croniche da piombo e mercurio.

5. SOSTITUTO DEL LATTE MATERNO

Impressionante l’equivalenza tra succo d’uva e latte di donna. Il latte di donna è composto da:

  • 1-2% proteine
  • 3-5% grassi
  • 6,5-10% carboidrati
  • 2% minerali
  • 81-88% acqua

Il succo d’uva contiene acqua 75-83%, amminoacidi 1,7%, sali minerali 1,3%, zucchero naturale 12-30%. Il succo d’uva è da considerarsi una specie di latte vegetale ad alto valore calorico (oltre 900 calorie per 1 kg di uva). Il tutto senza introdurre nel corpo un eccesso di proteine.

COME FARE LA CURA DELL’UVA

Ecco dunque qualche consiglio per una cura dell’uva adatta a tutti. La cura va fatta se possibile con uva nera e si prolunga generalmente per un paio di settimane. Il succo d’uva, definito latte vegetale, molto simile per la sua composizione al latte umano, è consigliato in particolar modo a bambini, studenti, sportivi, anziani, gestanti e puerpere. In fitocosmesi viene usato per lozioni tonificanti e maschere idratanti e schiarenti.

Prima di essere mangiata, l’uva va sempre accuratamente lavata in acqua corrente, in modo da togliere la polvere e le eventuali tracce di solfato di rame che possono essere presenti sulla buccia. Prima di intraprendere una cura dell’uva è opportuno uno stop totale da ogni eventuale farmaco.

Perché una cura a base di uva sia efficace bisogna alimentarsi di sola uva con 1-2 chili al giorno. Va iniziata alla fine di agosto fino alla fine di ottobre. Durante il periodo estivo il corpo umano tende a produrre una dose maggiore di radicali liberi, quindi prima della stagione fredda l’organismo va protetto. Viene particolarmente praticata in Germania, Austria e Svizzera, mentre in Italia si preferisce la cura del vino, che è ovviamente tutt’altra cosa.

NELLA CURA PROLUNGATA EVITARE SEMI E BUCCE

In genere va bene masticare la buccia ed anche i vinaccioli. Ma se la cura si prolunga per parecchi giorni, non ingerire mai, i vinaccioli e le bucce. Dopo diversi giorni di cura dell’uva, l’intestino si pulisce eliminando ogni traccia di olio e lubrificanti vari, quindi le bucce ed i semini faticherebbero a scorrere rischiando di formare un tappo che potrebbe provocare un pericolosissimo blocco intestinale. Contrariamente a quello che si crede, se si mangia esclusivamente uva, la glicemia si abbassa.

PREPARAZIONE ALLA CURA E RIPRESA DALLA CURA

Prima d’iniziare la cura è opportuna una preparazione di alcuni giorni a base di frutta e verdura cruda. Se la cura si prolunga oltre una settimana è opportuno al termine un periodo di rialimentazione graduale. Sono consigliati in questo periodo centrifugati di frutta e verdura, spremute, frullati. Quindi passare poi a frutta e verdura cruda (masticata molto) prima di riprendere la normale alimentazione.

Valdo Vaccaro

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14 commenti

  1. Fantastica uva!!Quante cose mi hai insegnato su questo frutta buonissimo.
    Annamaria

  2. Una mentalità che circola in ambito igienista è che ogni tanto si debba depurare l’organismo, ricorrendo a qualche strumento fuori dall’ordinaria routine, come può essere il digiuno o il semidigiuno o la cura dell’uva o altro ancora. Non che non sia vero, l’effetto depurativo è assicurato. Poi però che facciamo, torniamo ai cereali in attesa del prossimo digiuno? C’è un modo più semplice ed efficace di mantenersi sempre depurati, ed è quello di mangiare di norma crudo: tutta la frutta, quale più quale meno, è depurativa, non solo l’uva, e anche la verdura; i succhi poi ancora di più. Che bisogno c’è allora di ricorrere a queste forme autopunitive di depurazione? Ma alla gente (sempre comunque sparute minoranze) fa comodo così: intossicarsi liberamente in via ordinaria, tanto poi si fa una bella pulizia straordinaria, un po’ come la confessione, pecchiamo pure poi a Pasqua ci confessiamo. E allora anche l’igienismo si adegua.
    Del resto poi questo è perfettamente in linea con il tradizionale indirizzo igienistico, secondo il quale la depurazione (detox) occupa un ruolo cruciale nel recupero e nel mantenimento della salute. Una concezione tuttavia forse un po’ vecchia e stantia, bisognosa di qualche aggiornamento. Infatti non vi è dubbio che in condizioni di bassa tossiemia il sistema immunitario lavora meglio, diciamo che la detossificazione è una condizione necessaria, ma il punto centrale resta pur sempre il corretto funzionamento del metabolismo cellulare, e questo non migliora da solo senza un adeguato apporto nutritivo. Insomma il vero problema sta nella nutrizione delle cellule, e questa, per limitarci al piano alimentare, è soprattutto fornita dai cibi crudi, mentre quelli cotti non sono che calorie vuote o quasi. E questo è tanto più vero per un soggetto in condizioni malandate, per il quale c’è allora bisogno di ipernutrizione.
    La cosa buffa è che l’igienismo dispone tra i suoi arnesi teorici di ottime carte per dire la sua anche a proposito di nutrizione: sia quella alimentare, posto che il crudismo si colloca a pieno titolo in ambito igienista, sia altre forme di nutrizione, come la respirazione, l’esposizione all’aria e al sole, l’esercizio fisico e soprattutto quella speciale fonte di nutrizione che è la sfera emotiva. Tutti settori, questi, nei quali l’igienismo o è bene attrezzato di suo o comunque resta tendenzialmente aperto anche se non ha una sua specialistica propria.
    Poi però, alla resa dei conti, le varie scuole igienistiche finiscono in genere per impantanarsi nella sola tossiemia, senza peraltro mostrare grande fantasia neppure a questo riguardo, visto che poi alla fine tutto si riduce alla cura del digiuno e a poco altro, laddove il controllo della detox è materia di ben altra complessità e richiede risposte o indicazioni operative molto concrete. In questo panorama alquanto sconfortante, Valdo Vaccaro cerca di recitare con onestà e intelligenza la sua parte, e bisogna dire che possiede una indubbia abilità nel suscitare l’interesse del pubblico. Ma Valdo è lui stesso il primo a dire di non essere un terapeuta, e una valida terapia, in casa igienista, significa saper dominare la detox, imbrigliandola se necessario oppure stimolandola secondo le specifiche necessità del caso, anche e soprattutto sapendo utilizzare le opportune scelte in ordine alla nutrizionale. Un compito, riconosco, molto difficile e delicato, e del quale temo non vi sia adeguata consapevolezza nell’igienismo un po’ vetusto di oggi. Urge insomma un aggiornamento dello stesso, credo che Valdo ne convenga ampiamente.

  3. Secondo me, Valdo Vaccaro resta impareggiabile per suscitare interesse e per fornire le traccie operative, poi pero' il lavoro per chi vuole impegnarsi resta tutto da fare. Del resto, se vogliamo vedere le cose per um momento in modo semplicistico, esiste una sola ed unica ricetta: mangiare tanta frutta e verdura. La cosa vista cosi' sarebbe di una semplicità assurda, fattibile da chiunque, poi pero', evidentemente le cose non sono cosi' semplici come appaiono. Io, poi, avrei sempre da obiettare che dire "frutta" non signifca ancora niente: piuttosto direi "frutta di quale qualità ?"…si è sempre affermato in questa sede che la frutta è il meglio che si possa trovare, ma questo significa anche che la frutta spesso costituisce il male minore, la forma più garantista di mantenimento della salute, considerando la qualità del resto. Ma siamo sicuri che i 3/4 chili di frutta che dovremmo ogni giorno mangiare siano sani ?…quanti di noi hanno il giardino dietro casa con 20 alberi a cui attingere ?..le banane, i mangos e gli avocados che paghiamo anche piuttosto cari al supermercato sono arrivati direttamente su quel banco di vendita spediti 3 giorni fa dall'Africa con un paccocelere3 oppure sono stati raccolti chissà quando, chissa come, conservati in chissà quale modo e fatti maturare a comando con chissà quale attivatore chimico ?…Non so voi, ma io da mesi trovo degli ananas con un puzzo insopportabile, di chimico, che mi si impregna in tutta la casa. generalmente poi li butto…ma di cosa si tratta? a quanti Angstrom vibrano 'sti frutti qua ? Io per ora non ce la faccio a trasferirmi in Thailandia o alle Hawaii, devo cercarmi il meno peggio qua. ma spesso è dura. Perchè alla fin fine se sei crudista devi curare al massiamo la qualità di frutta e verdura, perchè non hai altro su cui giocare..

  4. Certamente importante il discorso sulla qualità della frutta, una volta però che ci siamo chiariti che di frutta (e di verdura) dobbiamo comunque parlare, e non di altro. Avessi i mezzi finanziari sufficienti, mi indirizzerei verso la frutta biologica, ma in mancanza mi devo accontentare di quella convenzionale, non faccio certo l’errore di chi si butta con disinvoltura sui cibi spazzatura visto che tanto sono tutti trattati: sarà pure, ma le differenze restano abissali. Evito di mangiare l’ananas (trovo anch’io che siano abbastanza disgustosi, a parte quelli importati per via aerea), ma la banana è praticamente insostituibile (se non con i cachi e i fichi, quand’è stagione) per il suo alto valore calorico, e devo dire che ne trovo di veramente buone, anche senza andare sul biologico. E poi naturalmente cerco di stare sui frutti di stagione, che sono sicuramente meno trattati e più gustosi. Per la verdura mi rivolgo spesso a un contadino della zona, che so per certo non fare troppo uso di sostanze chimiche. Per i ristoranti sono d’accordo con te, sono un disastro quasi totale per noi, meglio portarsi dietro il cestino della frutta e mangiare in ufficio. Insomma si cerca di arrangiarsi, ma comunque alla fine diventare crudisti si può, non è così bizzarro come potrebbe sembrare a prima vista.

  5. Concordo sulle banane, sono irrinunciabili. Sarebbero sostituibili forse con i datteri se non fosse che quest'ultimi sono effettivamente troppo dolci per essere consumati con costanza. Ho comunque la fortuna di avere un padre con la campagna, ora ci sono i fichi e l'uva, ne mangio a chili, anche uva da vino, è buonissima. pure meglio di quella da tavola secondo me, meno pompata e comunque più dolce e saziante. Darei non so cosa per avere anche un albero di cachi. All'inizio della mia conversione acquistavo solo prodotti bio, ora con l'aumento delle dosi sarebbe impossibile per ragioni di costo. Mi arrangio come posso, frequento vari punti vendita e cerco di prendere il meglio a prezzi ragionevoli un po' qua un po' la..ci investo parecchio tempo ogni giorno, ma in fin dei conti lo faccio per me, procacciarsi il cibo adatto è il primo dovere di ogni essere vivente….l'avessi fatto 20 fa ora non starei qua ad impazzire con la detox..

  6. I datteri non possono proprio sostituire le banane, fanno sballare la glicemia, come del resto tutta la frutta essiccata, che al massimo può essere usata in funzione integrativa a piccole dosi. Per chi vive in campagna non dovrebbe essere difficile piantare qualche albero di caco accanto alla vigna o presso l’orto vicino a casa; un tempo il caco era l’albero da frutto più diffuso dalle nostre parti, erano molto saggi allora. Anche l’uva è un buon sostituto della banana, anche se è molto più depurativa di questa, quindi può essere che per uno come te, in piena detox, possa dare qualche problema, e che in definitiva tu sia costretto a rallentare ogni tanto la morsa della detox ritornando alle banane. Di che detox si tratta, se non sono indiscreto? Quanto a me, non posso dire di esserne completamente fuori (in realtà si può sempre compiere un passo ulteriore in direzione di una maggiore disintossicazione; c’è chi si accontenta di poco, come i consumatori di cereali, per arrivare fino all’estremo dei respirazionisti) ma diciamo che ho raggiunto un equilibrio tossiemico di livello decisamente soddisfacente, specie se paragonato alle cagionevoli condizioni di salute che mi hanno accompagnato per una vita.

  7. Un'altra variante del discorso è anche quella dell'importanza di consumare più possibile frutta di stagione; ciò non solo per un fatto di avere prodotti meno inquinati, ma proprio per una esigenza, per così dire, naturale.C'è una questione "vibrazionale" legata all'alimento che si consuma. Sembrerà cosa inconsistente, ma per dar conto di queste cose basterebbe osservare il mondo animale. Mai visto un erbivoro mangiare cibo fuori stagione….a meno che non glie lo diamo noi. E ho visto invece animali ammalarsi con cibo non adeguato al periodo, o cibo simile preso da diverse latitudini. E' un discorso simile a quello delle piante che hanno un abitat naturale e più ci si discosta da esso, più la pianta diviene vulnerabile alle malattie. Questioni che sono tra le poche da salvare nel mondo della macrobiotica, indipendentemente da come le applicano, cioè con scarsa coerenza.
    Circa la disintossicazione, insisto nel dire che può essere attivata anche con mezzi psicologici o meglio ancora "psico energetici", applicando tecniche adeguate allo scopo e, sembrerà incredibile, anche con mezzi semplicemente fisici. Un'esempio è l'applicazione di determinate asanas yoga e certe posture del proprio corpo. Ho recentemente assistito, per chiudere, al superamento di una allergia decennale di un tizio, in una sola seduta di 20'min, adottando una tecnica psico energetica chiamata TAT, applicata da una persona esperta ad un paziente che ne faceva richiesta. Ora, se la cosa praticamente funziona ed è duratura, non può che esserci disintossicazione, almeno come effetto collaterale. Non vedo altre spiegazioni possibili, visto che qui non si tratta di medicine per tacitare un sintomo o creare desensibilizzazione con delle droghe. Gli ambiti fisico e mentale, non possono essere realmente separati ed uno non può che agire sull'altro. Discorso comunque senza dubbio complesso e con tante cose a noi sconosciute.

  8. A completamento aggiungo che circa un anno fa la cosa che più mi colpì del percorso vegano crudista appena iniziato, non fu un qualche miglioramento di salute, visto che non soffrivo di patologie eclatanti, quanto la sorprendente sensazione di benessere generale che a sorpresa mi investiva. Non mi pareva vero e quello che era solo un momentaneo esperimento personale è divenuto abituale.Insomma un senso di liberazione mentale e relax diffuso. Si torna al discorso corpo-mente. La mia convinzione è che ogni qual volta si elimina una emozione negativa della quale possiamo essere o no coscienti,( tecnicamente : ogni volta che si "abbatte" la struttura energetica di un "campo-pensiero") si ha una corrispondente detossificazione organica che è il corrispettivo di quella psicologica. O, in altre parole, ogni negatività interna (specie se prolungata o automatica) "trattiene" e contribuisce a trattenere, uno stock tossico; il quale si libera quando la negatività interna viene REALMENTE eliminata (da una tecnica) o superata per adattamento della persona. Ovvio che il processo è reciproco, nel senso che mangiando le cose giuste, si ha anche un corrispettivo mentale e attivazione della depurazione organica.

  9. Sono d’accordo con te, Arvo, anzi penso che il concetto si possa estendere ad un ambito più ampio di quello della disintossicazione. Mi spiego meglio: la salute dell’organismo umano (corpo-mente) può essere osservata sotto due angoli di visuale, quello del suo recupero (attraverso la disintossicazione) e quello del suo mantenimento (grazie alla nutrizione cellulare). Ti faccio il mio caso personale: io credo di aver raggiunto un livello di equilibrio tossiemico piuttosto soddisfacente (grazie ad anni di detox), almeno dal mio punto di vista. Non che io non possa fare ulteriori progressi, volendolo, facendo ricorso a tutta una serie di tecniche di detossificazione, dal digiuno alla cura depurativa dell’uva o quella dei succhi o altre simili, fino ad arrivare alle tecniche psico energetiche da te citate, Arvo; né è escluso che in futuro possa fare qualche ulteriore esperienza in tal senso, ma insomma al momento la cosa non mi interessa personalmente, mi sento abbastanza bene così come sto. Quel che mi interessa ora è come mantenere e valorizzare la mia attuale condizione di salute, e so che da questo punto di vista l’esigenza centrale dell’organismo è quella di una adeguata nutrizione: intendo dire l’organismo nella sua interezza di corpo e spirito, per il quale la nutrizione non è solo quella alimentare, ma anche quella conseguita attraverso la respirazione, l’esposizione alla luce del sole ecc., e soprattutto quel particolare nutrimento dell’anima che sono i pensieri positivi. Possiamo dire che l’igienismo è abbastanza prodigo di utili consigli (pur con tutti i suoi limiti pratici) per quel che attiene il nutrimento del corpo, mentre per ciò che attiene il nutrimento dell’anima ci si deve in genere rivolgere ad altri settori della medicina alternativa. Personalmente credo di avere acquisito una buona dimestichezza con le tecniche di nutrimento del corpo, mentre sono abbastanza a digiuno di tecniche di nutrizione spirituale, e quindi d’ora in avanti i miei interessi saranno soprattutto rivolti alla ricerca e applicazione di quelle tecniche in grado di correggere nostri antichi schemi mentali deviati al fine di far cessare il flusso dei pensieri negativi (uguale tossine) e rimettere in moto invece quello dei pensieri positivi, che costituiscono vero e proprio nutrimento per il nostro organismo (tra l’altro, sotto il profilo biochimico, ad ogni emozione corrisponde una sostanza chimica precisa, neurotrasmettitori e ormoni, insomma delle molecole, che poi l’organismo dovrà metabolizzare).
    Insomma, Arvo, l’intreccio fra corpo e mente ci accompagna di continuo, sia nel momento della malattia che in quello della salute. Io sono partito dalla detox di origine corporale, ma ora è arrivato il momento della nutrizione spirituale (oltre a quella fisica, naturalmente, perché tutto si tiene).

  10. Concordo sul fatto che gli ambiti fisico e mentale si intermodulino vicendevolmente e non possano essere visti e trattati seperatamente, per quanto uno poi tenda a lavorarci inevitabilmente più su uno sull'altro a seconda dell'urgenza, dell'estro e delle capacità personali. Anzi, io continuo a pensare che la psiche e soprattutto l'inconscio siano il luogo di accadimento primo di tutte le somatizzazioni, di tutti i successi e di tutte le nostre sconfitte. Addirittura, direi che l'inconscio anticipa cio' che poi si formalizzera' concretamente come azione esistenziale su tutti i piani. Ho un minimo di esperienza con alcune tecniche, soprattutto EFT, ma credo comunque che la prima cosa da accettare sia il fatto che siamo responsabili delle nostre azioni in via totale, senza esclusione e senza scusanti. se stiamo bene o se stiamo male il merito o la colpa son sempre nostri, non dipende dagli altri, non dipende da mamma o papà anche se pure loro le responsabilità ce le hanno, non dipende dal governo e nemmeno dalle scie chimiche, non dipende neppure dai pèsticidi che troviamo nel cibo, non dipende nemmeno in via esclusiva dal cibo che mangiamo, dipende esclusivamente da noi per come programmiamo e viviamo la nostra vita. La legge del Karma è incontrovertibile e si avvera nell'ambito della stessa nostra esistenza: ora stai per come hai agito e costruito almeno 10 anni fa, ed i risultati di cio' che fai ora li vivrai fra 10 anni. non c'è deroga, non c'è fuga, almeno per le persone autentiche, sensibili e riflessive per quanto magari magagnate, poi, per i passivi e gli automi le cose possono anche essere diverse e la sorte più clemente, ma non è condizione da invidiare.
    Francesco, il mio problema principale è la psoriasi, gli altri con la dieta gli ho molto smussati, soprattutto dopo la svolta crudista. Il bello è che, ogni volta che miglioro qualcosa sull'alimentazione, questo disturbo sembra reagire positivamente, ma alla prima avvisaglia di stress o tensione ricompare più cattiva di prima. Ho fatto comunque dei grossi errori in questi mesi, mi sono concentrato sulla dieta ma ho completamente trascurato respirazione, attività fisica, aria aperta e tutto il resto. Non ho tenuto conto della legge del minimo di Liebig, che è applicabile alle piante per la fotosintesi ma tutto sommato pure a noi, per quella famosa convergenza multifattortiale a cui spesso mi riferisco…insomma, ho toppato !…comunque su altri fronti i risultati si son fatti sentire, anche se ovviamente mi aspettavo nel complesso di più. le crisi detox ora le avverto soprattutto con un senso di sballamento, di torpore e di dolore diffuso a livello osteo-articolare, nonchè con dei raffreddori inspiegabili che scattano senza che prenda assolutamente freddo, mentre invece da un anno e mezzo è sparito il mal di gola cronico..
    Sta storia dei datteri che ti sballano l'indice clicemico la sospettavo, infatti ne ho sempre mangiati pochi e per giunta freschi….ma allora le banane d'inverno con cosa le sostituisci ? non resta molto… d'accordo i cachi, ma volendo mettere sotto i denti qualcosa di più solido ?
    Comunque, Arvo e Francesco, complimenti per i Vostri interventi, siete molto preparati, e soprattutto sembrate gli unici a movimentare questo blog un po' sonnachhioso, dove alla fin fine quasi mai niente viene commentato o discusso..e secondo me è un peccato..
    ultima cosa: quando si parla di crudismo all'80 al 90 etc etc ci si misura su una proporzione calorica ?..non certo di peso, suppongo..

  11. Contrariamente a te, Vizz, non me la sento di stabilire primati fra corpo e psiche. La mia esperienza sembrerebbe andare in direzione opposta alla tua, visto che ho risolto ogni problema di detox grazie essenzialmente al cibo crudo (degno di particolare rilievo il superamento della detox intestinale dopo l’abbandono dei cereali). Certo devo dire che il mio stile di vita è piuttosto virtuoso, faccio parecchio esercizio fisico, passeggiate all’aperto ecc., il che pure contribuisce; mentre non ho mai fatto ricorso a tecniche riguardanti la psiche. Anzi posso affermare, al pari di Arvo, di aver tratto sensibili benefici anche nella sfera mentale pur avendo agito quasi esclusivamente sul lato fisico. Quindi verrebbe da dire che il primato spetta al corpo, ma non credo che ciò sarebbe corretto, continuo a credere che ci sia interrelazione fra i due ambiti – mentale e fisico – del nostro organismo. Forse potrei dire che il crudo costituisce una base necessaria per il nostro benessere generale: una base che nel mio caso è stata forse anche sufficiente, ma non è detto che sia sempre così, in altri casi più complicati il crudo potrebbe anche non bastare, essendo richiesto anche un duro lavoro sul versante spirituale (o sull’inconscio, come tu suggerisci). Insomma mi tengo aperto ad altre possibili esperienze diverse dalla mia, e in tutti i casi ribadisco il mio interesse, ora che sono fuori dalla detox (sebbene non ne abbia la certezza assoluta, questo lo si vedrà nel tempo), ad aprirmi alle sterminate e per me nuove praterie della psiche.
    La tua detox, dopo un anno e mezzo da quando hai iniziato a migliorare la tua dieta, secondo me ci sta tutta. La psoriasi credo sia piuttosto rognosa, personalmente ho provato anch’io una forma di detox cutanea come la vitiligine, che mi è durata diversi anni (da quando son diventato vegano nel 2004 fino a due anni fa); poi è scomparsa d’incanto. Il torpore, la stanchezza ecc. sono tipiche manifestazioni della detox. Lo stesso dicasi dei raffreddori estivi, io ne ho avuti per mesi, potevano essere scambiati per qualche allergia: mi fossi rivolto a qualche allergologo, è certo che mi avrebbe trovato qualche intolleranza, e invece son passati lo stesso, senza fare assolutamente nulla. Comunque vedo che hai già registrato buoni risultati sul fronte della detox, altri sicuramente ne arriveranno, tanto più quanto più ti orienterai su frutta e verdura crude.
    In inverno, finita la stagione dei cachi (febbraio), diventa effettivamente dura, non restano che le banane, mele, pere, oltre alla frutta acida (arance e kiwi): è il momento più critico per un crudista, ma si può sopravvivere (magari con l’aiuto della verdura cotta).
    P.S. secondo me quando si parla di crudismo all'80 o 90 percento, si va solo un pò a naso.

  12. Giampiero Ragatzu on

    buon pomeriggio, il 18 ottobre di quest’anno 2018 durante una visita dentistica attraverso una radiografia panoramica mi è stato riscontrata una cisti apicale dentaria di dimensioni importanti . E’ possibile che la lesione possa essere riassorbita /rimossa senza intervento chirurgico cioè : estrazione del dente pulizia del cavo orale e possibile applicazione di una placca per assottigliamento dell’ osso mandibolare ?