CONFESSIONI MEDICHE SUI TUMORI E SULLA CHEMIO

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Nexus non è una rivista qualsiasi. È un trimestrale australiano che dal 1995 propone una informazione indipendente e libera da ogni condizionamento politico, religioso e sociale. Una delle poche riviste che parla di salute in modo aperto, coraggioso ed affidabile.

Non è un caso che sia la pubblicazione più letta nel mondo scientifico anglosassone, in Olanda, Scandinavia e nei paesi di lingua inglese in genere. Ha pure ospitato nel marzo 2007 il mio articolo “Aids non malattia ma programma di governo”, ribadito pure nella sua versione italiana.

MORTE PER TRATTAMENTO MEDICO

Nel suo numero 44 del 2002 pubblicò “Morte per trattamento medico” un interessante articolo firmato da Steven Ranson, research director della Credence Publication-UK.

Sono passati 17 anni da allora, ma la musica stonata sul cancro non è affatto cambiata, se non in peggio. Non smettono di arrivarmi mail di persone spaventate, soprattutto di donne con dei noduli induriti al seno, o ambosessi con carcinomi al fegato o al colon, con leucemia o altre forme di cancro sospetto o diagnosticato.

L’argomento è trito e ritrito, ma rimane sempre all’ordine del giorno nella sua drammaticità, nella sua crescente diffusione a macchia d’olio, nell’ondata di ansia ed inquietudine che continua a generare nella gente.

CURE APPORTATRICI DI GRAVI DANNI

I dati statistici qui riportati in sintesi sono del 2002 e pertanto vanno aggiornati, ma non per questo perdono di valore e di attualità. Basta ampliarli e a volte raddoppiarli e si hanno grossomodo le cifre aggiornate.

Quello che conta di più sono i concetti di base che non cambiano di una virgola. La scienza medica del 21° secolo si vanta delle sue cure avanzate e in particolare delle sue cure anti-cancro. “In realtà tali cure arrecano ogni giorno gravi danni ai pazienti. Questo fatto è dimostrato prove alla mano”, così esordisce Steven Ranson.

STATISTICHE DA BRIVIDO SUL CANCRO IN REGNO UNITO E NEL MONDO

Ogni anno nel Regno Unito viene diagnosticato il cancro a 200 mila persone, di cui 152.500 muoiono. Negli USA il ritmo annuo decessi da cancro è di 547 mila persone (l’Italia, per la cronaca, tocca oggi le 180 mila unità e il mondo 8,7 milioni di unità), cifre da spavento.

Tali decessi vengono registrati come dovuti al cancro, ma quanti di essi sono in realtà conseguenza non della malattia in sé ma alle cure mediche, cioè a quella che viene chiamata “morte per trattamento medico”?

La maggior parte dei malati di questo paese -afferma Ranson- muore a causa della chemio, la quale non elimina affatto le cause dei tumori al seno, al colon, ai polmoni o ad altri organi del corpo. Queste cose si sanno e sono ben documentate. Tuttavia la medicina continua a utilizzare la chemio.

IL CASO DI JOHN DIAMOND

In Regno Unito tutti conoscono la tristissima vicenda di John Diamond, celebrità dei media britannici che optò per le cure convenzionali. John era noto per il suo atteggiamento iper-critico nei confronti delle terapie alternative.

Migliaia di persone seguivano la rubrica che Diamond teneva giornalmente sul Times di Londra, nella quale forniva un crudo e brutale resoconto sul proprio vivere con un cancro alla gola. Con stile arguto e realistico John esplorò i numerosi risvolti di una esistenza minata dal cancro, dello stato mentale e fisico durante le radiazioni.

Un intervento alla gola gli fece perdere la voce che, per uno speaker radiofonico e televisivo costituisce un gravissimo colpo. In seguito, a causa delle cure chirurgiche e radiologiche, perse quasi tutta la lingua e con essa il senso del gusto e la capacità di mangiare normalmente. Un doppio smacco, dato che era sposato con la superlativa cuoca televisiva Nigella Lawson.

QUELLA DEL CANCRO È UNA DECIMAZIONE DI MASSA

John morì nel marzo 2001 all’età di 47 anni, dopo orribili sofferenze durate 4 anni. Il suo nome si aggrega a quello di altre celebrità inglesi come Helen Rollason (presentatrice sportiva), Bill Compo Owen (attore), Jan Dury (cantautore), Roy Castle (ballerino-attore-presentatore), George Basil Hume (cardinale), George Harrison (Beatles), Linda McCartney (cantante tastierista), più altri 152.500 soggetti che nel Regno Unito soccombono ogni anno alla decimazione di massa.

Gli scritti di John Diamond hanno portato nelle case degli inglesi la brutalità e l’inefficacia delle cure anticancro. Ma tali scritti, per quanto brillanti, non hanno sviscerato la questione nella sua interezza. John Diamond infatti notò che fu solo quando cominciò la cura che iniziò davvero a stare male. Di questo dettaglio se ne parlò troppo poco.

MOLTI ONCOLOGI SONO SCHIERATI CONTRO LA CHEMIO

Sentiamo a questo punto il parere di alcuni oncologi. Il prof Charles Mathe, oncologo: “Se io contraessi il cancro, non ricorrerei mai a un centro standard per la cura di tale malattia. Gli ammalati che stanno alla larga da questi centri hanno almeno qualche possibilità di farcela.”

Walter Last, che scrive su The Ecologist, ha riportato che il dr Hardin Jones, docente alla University of California, dopo aver analizzato molti decenni di statistiche, ha concluso che i pazienti non curati sopravvivono e migliorano con notevole frequenza, e nessuno ha mai contestato i suoi dati.

Il dr Albert Braveman, oncologo, ha rilevato che molti suoi colleghi raccomandano la chemio per qualsiasi tipo di tumore, con una fiducia mai scoraggiata dagli insuccessi pressoché costanti.

Il dr Allen Levin, autore di The Healing of Cancer, scrive che “La maggior parte dei malati di cancro di questo paese muore a causa della chemio”.

Il dr Thomas Dao, oncologo inglese è della stessa opinione: “Nonostante il diffuso impiego della chemio, negli ultimi 70 anni il tasso di mortalità da cancro al seno, ad esempio, non ha prodotto alcun miglioramento”.

ESTREMA TOSSICITÀ DELLA CHEMIO

La chemio è una cura invasiva e ultra-tossica che si presume elimini le cellule cancerose, mentre la sua feroce e corrosiva chimica non è nemmeno in grado di distinguere fra tessuto sano e tessuto malato. In altre parole la chemio è un veleno somministrato per via endovenosa, un veleno che uccide tutta la materia vivente.

Le ripetute somministrazioni di chemio e radio uccidono gradualmente l’intero organismo e in particolare il sistema immunitario, per cui partono tutte le difese.

Qualcosa come il 67% delle persone che muoiono durante le cure anti-cancro finiscono in tal modo a causa di infezioni opportunistiche derivate dalla caduta immunitaria. Di cosa si tratta se non di Morte per Trattamento Medico, di Morte per la natura tossica ed aggressiva dei farmaci?

Senza contare un lungo elenco di effetti collaterali come vertigini, decolorazione cute, calo sensoriale, menomazioni audiovisive, nausea, dissenteria, caduta capelli, caduta appetito, malnutrizione, perdita stimoli sessuali, perdita globuli bianchi, emorragie, deterioramento arterie.

MENZOGNE SULLA CHEMIO DENUNCIATE DAGLI STESSI MEDICI

Il dr Charles Moertal, esperto oncologo della Mayo Clinic americana, riconosce con amarezza che “I nostri sistemi di cura sono pieni di rischi e di effetti collaterali. Solo una esigua percentuale dei pazienti viene ricompensata da un effimero, temporaneo e parziale periodo di regressione tumorale”.

Il dr Ralph Moss, autore di The Cancer Industry, fa una sconvolgente denuncia delle politiche e prassi relative al cancro: “In fin dei conti non vi è alcuna prova che la chemio prolunghi le aspettative di sopravvivenza. Ed è proprio questa la grande menzogna sulla chemio: far vedere che esista una correlazione tra riduzione di alcuni tumori e prolungamento della vita del malato”.

IL COMUNE CISPLATIN È DISTRUTTORE DEL SISTEMA RENALE

Alcuni scienziati operanti presso il celebre McGill Cancer Center in Montreal-Canada inviarono a 118 medici esperti di cancro ai polmoni un questionario per determinare il grado di fiducia che i medici nutrono nei riguardi delle teorie da essi stessi applicate.

Risposero 79 medici e, ben 64 affermarono che “se si fossero ammalati di cancro polmonare non avrebbero acconsentito ad alcun trattamento contenente Cisplatin”.

Cisplatin è uno dei comuni farmaci chemio in uso (la penicillina del cancro), distruttore del sistema renale, che raggiunge un fatturato complessivo annuo di 110 milioni di US$. Ben 59 dei medici citati ritenevano che tutte le terapie chemio fossero inaccettabili a causa della loro inefficacia e dell’alto livello di tossicità.

CHEMIO UGUALE SQUALLORE SCIENTIFICO

Il dr Ulrich Abel della Heidelberg Tumor Clinic tedesca ha passato in rassegna tutti i maggiori scritti mondiali pubblicati sulla chemio, inviando lettere a 350 centri medici specializzati di tutto il pianeta, scoprendo che la percentuale di esiti positivi da chemio era spaventosamente bassa e che di rado la chemio riesce a migliorare la qualità della vita, tanto da definirla come squallore scientifico.

Almeno l’80% della chemioterapia amministrata nei vari paesi è priva di qualsiasi valore. Non esiste prova scientifica che essa funzioni. Eppure né medici né pazienti sono disposti a rinunciarci.

SCONVOLGIMENTO MENTALE DA DIAGNOSI

“Mi spiace signora, ma questa forma di cancro è spesso letale, velocemente letale. Senza cure le restano poche settimane di vita. Dobbiamo davvero agire in modo aggressivo con la chemio, allo scopo di anticipare la metastasi”: questo venne detto a Katty Keaton moglie di Bob Guccione, magnate della rivista Penthouse.

Altro caso quello di Hazel: “Me ne stavo seduta lì mentre il medico mi diceva che la chemio era la migliore cura disponibile, una questione di vita o di morte. Mio marito era seduto al mio fianco e mi disse che era necessario esprimere il mio assenso. Così caddi in una sorta di trance e mi ritrovai ad annuire.

INFORMAZIONI CONFUSE

A parte queste strategie della paura, ci sono gli effetti negativi della ridda di informazioni confuse, contraddittorie e bizzarre che circolano. Se uno cerca consigli alternativi su internet cadono presto le braccia.

Alla sola voce “Cure Alternative” esistono migliaia link che dicono di tutto e di più. Molte persone si scoraggiano, deglutiscono ed entrano rassegnati nel tunnel del cancro, sperando di uscire dalla parte opposta e di ritrovare la luce.

Tutto gioca a favore della Cancro Spa. I mercanti di farmaci sfruttano ogni occasione per scardinare qualsiasi cura naturale valida che non ricada nella loro giurisdizione e che non protegga i loro lucrosi affari.

MEDIA, PARTITI, SCUOLE E OSPEDALI MANOVRATI A BACCHETTA

John Le Carré, noto romanziere, ha lavorato per molti anni presso il Ministero degli Esteri Britannico e conosce assai bene sia la politica del grande business che la natura corrotta dell’industria farmaceutica.

La grande industria del farmaco, del vaccino e dell’integratore rappresenta il pilastro di sostegno dei media, dei partiti, delle scuole, delle università e degli ospedali. E lo fa senza imbarazzo e senza vergogna, senza nemmeno curarsi di nasconderlo.

Big Pharma è impegnata costantemente a corrompere i rappresentanti della professione medica a livello mondiale, nazione per nazione, e sta spendendo enormi cifre per influenzare, per assicurarsi i servizi e il parere degli accademici. Nel giro di pochi anni sarà difficile se non impossibile trovare delle valutazioni mediche genuine e non comprate.

INSEGNARE SALUTE SIGNIFICA DIVENTARE NEMICI GIURATI DEL SISTEMA

Per il medico tedesco dr Matthias Rath l’industria farmaceutica è stata creata nel secolo scorso in concomitanza col rapporto Flexner-Rockefeller. Creata allo scopo dichiarato di sostituire terapie e rimedi naturali efficaci ma non brevettabili con prodotti farmaceutici per lo più inefficaci e dannosi, ma brevettabili e altamente lucrosi.

È per questo che tende a espandere senza sosta i propri mercati preservando le malattie presenti e scovandone di nuove, di inedite e di inventate di sana pianta, tutte da curarsi per legge mediante i propri prodotti.

Chiunque opera per la salute genuina, chiunque aiuta la gente a guarire, chiunque istruisce la gente verso le giuste scelte naturali diventa nemico giurato del sistema, del regime sanitario, minacciando l’esistenza del sistema stesso.

CRESCITA DELLE MALATTIE IATROGENE

Secondo le assicurazioni sanitarie (vedi Aok Magazine 1998, dati degli anni ’90) sono in commercio 24000 prodotti farmaceutici privi di qualsiasi sperimentata efficacia terapeutica.

La 4° causa di morte dopo infarto, cancro e ictus cerebrale sono le malattie iatrogene medico-causate e farmaco-causate. Milioni di persone e di malati in tutto il mondo vengono defraudati doppiamente. Una consistente quota dei propri redditi viene assorbita per rimpinguare i guadagni miliardari delle multinazionali farmaceutiche e, in cambio, vengono offerte medicine che non curano e che causano pesantissimi effetti indesiderati.

Mentre dietro le quinte politici e affaristi di grosso calibro stanno tramando e tirando le fila dei loro pupazzi telecomandati, la gente viene inondata da messaggi tipo “ultimissime in campo oncologico”, “il vaccino contro il cancro”, “le staminali contro il cancro”. Tutto questo avviene mentre le statistiche sulla mortalità peggiorano giorno dopo giorno.

PERSUASIONE OCCULTA A DANNO DEL MONDO FEMMINILE

John McDougall, medico americano di prestigio, ha eseguito una esaustiva rassegna della letteratura relativa alle mammografie scoprendo che i 5-13 miliardi di dollari annui, generati dal business-mammografie, servono a controllare le informazioni destinate alle donne su tivù, quotidiani e riviste.

Paura, dati manipolati e incompleti sono gli strumenti normalmente utilizzati per persuadere le donne a sottoporsi a regolari mammografie su base annua. Non viene detto loro che le mammografie stesse sono in grado di provocare tumori.

QUANTE COSE NON VENGONO DETTE

Non viene detto che le mammografie non hanno alcuna funzione positiva.

Non viene detto che nel momento in cui un tumore è abbastanza sviluppato per essere individuato dalla macchina si trova lì da almeno 12 anni, per cui è ridicolo definire tale esame come individuazione precoce.

Non viene detto che sin dal 1976 il NCI-NationalCancerInstitute (ente governativo) e la stessa American Cancer Society (ente privato) posero fine alle mammografie per donne sotto i 50, per i loro effetti nocivi e cancerogeni.

Non viene detto che un esteso studio canadese ha riscontrato che le donne sottoposte a mammografie prima dei 50 presentavano preoccupanti tassi di decesso, superiori del 38% rispetto alle donne non esaminate.

Non viene detto che il dr Wright e il dr Mueller, rinomati ricercatori della British Columbia University, dopo aver esaminato tutta la letteratura mondiale sull’argomento, raccomandarono l’interruzione dei finanziamenti pubblici alle mammografie, in quanto producono danni sostanziali (vedi Lancet luglio ’95), e nei danni si includono paura, preoccupazione, angoscia, oltre che tendenza a sottoporsi ad ulteriori test e a terapie non necessarie.

Quante cose non vengono dette! E, sia ben chiaro, non dire significa mentire!

Valdo Vaccaro

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