ESCHERICHIA COLI NELLE URINE E RECIDIVE

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LETTERA

Gentile dottore, mi permetto di disturbarla perché mia figlia soffre da recidive di Escherichia Coli nelle urine (600.000u) anche se è vegetariana. Ho letto diversi suoi libri e saggi, ma sinceramente non riusciamo a debellarla. Grazie per ogni suo prezioso consiglio.
Margherita

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RISPOSTA

CHE COS’È L’ESCHERICHIA COLI

Ciao Margherita. L’Escherichia Coli, batterio gram-negativo appartenente al gruppo degli enterobatteri, è normalmente presente nel colon, dove svolge funzioni importanti nella digestione umana. Il suo nome deriva dal suo scopritore Therodore Escherich. Ha una forma a bastoncello ed è un batterio aerobio e anaerobio facoltativo, non sporigeno, che si riproduce a una temperatura di 44,5 °C.

È anche il principale responsabile di infezioni urinarie, sostenendo fino al 90% dei casi. Non sorprende che venga spesso riscontrato l’Escherichia coli nelle urine in seguito ad esami di laboratorio condotti per indagare l’origine di uno o più sintomi riconducibili ad un’infezione delle vie urinarie, come cistite, uretrite, pielonefrite e prostatite.

GRAM-NEGATIVO E GRAM-POSITIVO

Il batteriologo danese Hans Christian Gram (1853-1938), suddivise i batteri in funzione della loro colorazione in batteri Gram negativi e Gram positivi. I Gram negativi non mantenengono la colorazione dopo il trattamento con il metodo di Gram. Ciò è dovuto al fatto che i Gram negativi possiedono una sottile parete cellulare, costituita da non più del 5% da peptidoglicano (a differenza dei gram-positivi dove il peptidoglicano rappresenta circa il 50-90% della parete stessa) che permette al colorante di penetrare e colorare la cellula. È questa sostanzialmente la maggiore differenza che caratterizza e distingue i Gram positivi dai Gram negativi.

SINTOMI

I sintomi di infezione da Escherichia coli alle vie urinarie comprendono:

  • Dolore o bruciore durante la minzione.
  • Frequente stimolo ad urinare.
  • Urine torbide e di odore pungente.
  • Dolori nella parte bassa dell’addome od ai reni.
  • Brividi, febbre, sudore.
  • Dolore durante i rapporti sessuali.

CAUSE

Questi disturbi vescicali ed uretrali vengono definiti dalla medicina come di origine batterica, per cui le responsabilità vengono addossate all’Escherichia Coli, che vive abitualmente nell’intestino, oppure a Klebsiella Pneumoniae, Enterobacter Aerogene, Stafilococchi, Enterococchi, Streptococchi, ed altri ancora. La contaminazione batterica sarebbe determinata da una serie di fattori tra i quali una igiene intima inadeguata, come il detergersi dall’ano verso i genitali, con passaggio dei batteri presenti nelle feci all’uretra, determinando così una cistite. Non mancherebbero casi in cui i germi possono arrivare dall’intestino attraverso i dotti linfatici, che si trovano tra il colon e le vie urinarie.

Quando si continua però a parlare di batteri si fa uno scaricabarile colpevolizzando impropriamente i microrganismi. In ogni caso, i batteri sono sempre un prezioso capitale del nostro corpo. Essi vivono in simbiosi col nostro organismo dandoci indispensabile collaborazione nella pulizia interna e liberandoci delle scorie ostruttive che accumuliamo su base quotidiana. I parassiti invece si alimentano delle stesse nostre sostanze nutritive per cui devono per forza essere contrastati senza remissione. Chiaro che se c’è disbiosi, con prevalenza di batteri anaerobi, saltano tutti gli equilibri.

FATTORI DI RISCHIO

Le infezioni urinarie sostenute da Escherichia coli sono più comuni nella donna, per le caratteristiche anatomiche sfavorevoli (uretra più corta, meato urinario più vicino alla regione anale) e per l’assenza dell’attività battericida delle secrezioni prostatiche. Il rischio aumenta anche durante la gravidanza, oltre che in presenza di diabete.

COMPLICAZIONI E ANOMALIE FUNZIONALI

Infezioni urinarie complicate e pielonefrite si osservano perlopiù in pazienti anziani con anomalie strutturali delle vie urinarie o problemi ostruttivi, causati ad esempio da una prostata ingrossata o da un tumore. Nei casi più gravi, dinanzi ad un sistema immunitario compromesso e ad una debilitazione fisica generale, l’Escherichia coli può entrare nel circolo sanguigno, causando una reazione sistemica ai suoi antigeni, che può condurre a coagulazione intravascolare disseminata, con prognosi infausta.

La presenza di dolori localizzati al fianco o alla bassa schiena, accompagnati da febbre alta, brividi, sudorazione, cefalea, nausea, frequenza ed urgenza nella minzione, deve far sospettare un’infezione renale (pielonefrite) od un’infezione urinaria complicata.

ESCHERICHIA COLI UROPATOGENO

Non tutti i ceppi di Escherichia coli sono in grado di provocare infezioni urinarie. I microrganismi dotati di questa capacità sono definiti uropatogeni. Tale caratteristica si deve alla presenza di fattori di aderenza, che permettono all’Escherichia coli di ancorarsi alla membrana delle cellule uroepiteliali per mezzo di strutture proteiche chiamate adesine, localizzate all’estremità distale di sottili filamenti (pilio fimbrie) che si proiettano dalla parete del batterio. Tra queste, le fimbrie P (mannosio-resistenti) si legano ad un disaccaride del galattosio presente sulla superficie delle cellule uroepiteliali, e all’antigene P degli eritrociti.

Di conseguenza, i pazienti che ospitano ceppi uropatogeni nel proprio intestino, corrono un maggior rischio di sviluppare infezioni urinarie da Escherichia coli, secondo i dettami della medicina convenzionale. Queste infezioni possono coinvolgere l’uretra (uretriti), la vescica (cistiti), il rene (pielonefriti) e la prostata nei maschi (prostatiti). Per evitare situazioni di disbiosi, non esiste strada migliore se non quella della dieta vegan-crudista produttrice di batteri simbiotici ed aerobi a lenta moltiplicazione.

Tutto vero, se vogliamo, ma nel nostro intestino abbiamo in realtà, che ci piaccia o no, migliaia e migliaia di batteri dei diversi ceppi. Gli squilibri batterici e le conseguenti patologie insorgono non tanto per colpa loro, ma sempre per le nostre aberranti scelte ideologiche, alimentari e comportamentali. Il terreno è tutto ed il microbo è niente, detto e ripetuto fino alla noia. Questo dobbiamo mettercelo bene in testa.

TRATTAMENTI DI PREVENZIONE

L’Escherichia coli è normalmente suscettibile a diversi antibiotici, ma questa soluzione medica non fa parte della visuale igienistica, per cui viene scartata. Per debellare e soprattutto prevenire le infezioni urinarie da Escherichia coli è importante:

  • Bere ogni giorno generose quantità di acqua a piccoli sorsi, o meglio ancora di acqua biologica da frutta acquosa.
  • Urinare al momento del bisogno senza trattenere l’urina.
  • Preferire la doccia al bagno nella vasca.
  • Pulire l’area genitale ed urinare dopo il rapporto sessuale.
  • Evitare l’utilizzo sostanze e detergenti irritanti.
  • Lavarsi a partire dalla vulva e scendere verso l’ano, non viceversa, questo, per evitare che batteri intestinali come l’Escherichia coli entrino in contatto con la vagina o le vie urinarie.

VISUALE IGIENISTA

In termini di Scienza Igienistica si parla di irritazione da sostanze estranee nel sangue e nell’urina. Quali sostanze estranee? Sostanze derivanti da stitichezza interna e soprattutto dall’uso di farmaci irritanti, specie antibiotici!!! Di questo ne ho parlato nella tesina “Microbiota undicesimo organo del corpo umano“.

Per la Health Science la responsabilità batterica non esiste e non ha alcun significato, in netto contrasto con i concetti e i metodi della medicina. La moltiplicazione dei batteri, e quindi i rilevamenti della loro presenza mediante tamponi, avviene come conseguenza della infiammazione in atto e non come causa di essa. Una ostruzione interna per eccesso di scorie, un eccesso di detriti cellulari morti ovvero di virus endogeni autoprodotti ma non prontamente espulsi a causa di nostra debolezza o da nostra carenza immunitaria, può ad esempio innescare questo tipo di problema. Per fortuna che abbiamo nel nostro sistema non soltanto una dotazione di 100 trilioni di cellule in continuo rinnovamento, ma anche 1000 trilioni di batteri specializzati a  banchettare soprattutto sui virus endogeni.

DIETA PER SCONFIGGERE L’E. COLI

Un esempio suggerito da Manuel Lezaeta per la dieta di recupero? Superato lo stato acuto della malattia mediante digiuno o semidigiuno, la prima colazione sarà a base di frutta acquosa a volontà.

Il pranzo delle 13 si baserà su insalate miste crude, condite con olio d’oliva extravergine, o con avocado e succo di limone, senza sale, ma con olive e pomodori secchi, con della eventuale ricotta o un paio di uova soda per i vegetariani non vegani e da una decina di mandorle, seguito da una minestra di verdure, o da qualche stufato di verdure cotte.

Per la cena, un’abbondante insalata verde se c’è del vero appetito, oppure un pasto di frutta acquosa o un estratto di 4 carote, una costa di sedano e due fette di ananas, più pizzico di peperoncino, o di zenzero, o di curcuma.

Per uno schema alimentare vegano crudista tendenziale puoi consultare il mio Vitto Valdiano.

CIBI AMICI E SOSTANZE ANTIPARASSITARIE

Contrastare i parassiti non è cosa semplice, per cui l’unica soluzione valida sta nella prevenzione. Qui vi elenco alcuni alimenti utili e alimenti da evitare per tenere sotto controllo l’Escherichia coli:

  • Inserimento nella dieta di bevande verdi e vitali alla clorofilla, di aglio e cipolla, di semi di zucca, di peperoncino, zenzero e curcuma, va sempre bene in funzione anti-parassitaria.
  • Cibi amici mirtillo e frutti di bosco, rosa canina, malva, betulla, rapa, cavolo, ravanello, cavolo, cavolfiore, crescione, orzo, porro, ortica, 2-5 limoni al giorno, arancia, pompelmo, noci, equiseto.
  • Ssucco di mirtillo rosso americano, che inibisce l’adesione del batterio alle pareti del tratto urinario, mentre un’attività antimicrobica diretta nei confronti dell’Escherichia coli viene spesso ascritta all’uva ursina.
  • Niente dolci, niente cibi animali, al di fuori delle citate eccezioni, e basso apporto proteico.

DIGIUNO E SEMIDIGIUNO COME RIMEDIO NATURALE PRINCIPE

Ecco dunque la necessità di andare alla cura dei fattori causanti e non alla cura dei sintomi infiammatori in corso. Tant’è che, per guarire dalla cistite, è conveniente il digiuno di 3-5 giorni, bevendo soltanto acqua o acqua e limone a piccoli sorsi. Oppure anche un buon semidigiuno basato su frutta acquosa e insalate miste. Limonate senza zucchero o acqua leggera di sorgente, o al limite acque leggere commerciali, assunte lontano dai pasti, favoriscono l’eliminazione delle sostanze estranee responsabili dell’emergenza.

Per guarire non esiste altra strada se non quella di migliorare il proprio terreno corporale. Le lotte senza quartiere contro i microbi rappresentano una lotta a noi medesimi. Abbiamo un corpo autoguarente, a condizione di renderlo funzionante. Il corpo umano è health oriented e tende a produrre salute, purché non ci siano interferenze e curomanie. Solo la pulizia interna del corpo può guarire. Niente altro che quella.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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