IL CHIODO FISSO DELL’HERPES CONTAGIANTE

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LETTERA

Caro dr Vaccaro.
Ho letto con molto interesse il suo articolo AIDS non malattia ma programma di governo.
Concordo con quello che lei ha scritto sulla produzione di virus HIV dovuta a ingegnerizzazione molecolare, sul coinvolgimento delle industrie farmaceturiche e delle lobby politico-industriali americane.

Perplessità sulla latenza e per la faccenda dell’AIDS in Africa

Resto invece perplessa su altre affermazioni.
Come quella di sostenere che i disturbi legati a eventi virali si debbano sviluppare subito e non dopo anni, o che le morti nei paesi africani siano solo da imputare a TBC, malaria, ecc.
Ho visto vari villaggi scomparire per la trasmissione del virus HIV anche quando i farmaci per le altre malattie erano disponibili, e non penso che siano morti per causa dell’Azt, visto che quest’ultima non era di facile reperibilità.

L’esempio del virus di Epstein-Barr

La trasmissione avviene attraverso il sangue e, sicuramente, a questo punto delle precauzioni vanno prese.
Per quanto riguarda la latenza del virus vorrei ricordare il virus di Epstein-Barr, il quale è endemico in circa il 99% della popolazione mondiale, e non sviluppa alcuna patologia per anni, se non addirittura mai.
Ringraziandola dell’attenzione, resto in attesa di un suo riscontro.
Le invio cordiali saluti.
Maria d’Erme

*****

RISPOSTA

È d’obbligo una panoramica completa

Ciao Maria, ti ringrazio per aver letto l’articolo fino in fondo e per non averlo cestinato.
Non ho dati su di te, ma sei sicuramente una persona preparata, magari operante nel settore della microbiologia, e quindi dotata già di una precisa opinione sull’argomento.
Mi dai però l’idea di aver letto solo quell’articolo e non i miei precedenti, relativi all’AIDS e ai virus in generale. Ecco perché ieri ti ho già inviato una raccolta di miei scritti sull’argomento, che ho trattato pure sul mio testo Alimentazione Naturale.

Se fossimo in un mondo non monatto, in un mondo più scientifico, verrebbero a cercarmi

Queste tesine, incluso la presente, se fossimo in un mondo non monatto, verrebbero messe in un libro immediatamente, non per la vanità o i diritti d’autore dello scrivente, che sono un dettaglio tutto sommato futile di fronte al problema in discussione, ma proprio per l’estrema urgenza ed importanza di capire cosa fare e come muoversi di fronte alla minaccia vaccinatoria.
Se fossimo in un mondo scientifico e responsabile, ci sarebbe un editore che mi rincorre, mi viene a cercare in Lamborghini, e mi sequestra ogni scritto portandolo di corsa in tipografia.
Corro invece il rischio che mi vengano a portare delle raccomandate con ricevuta di ritorno targate ASL, o, al limite, che mi vengano i carabinieri, per estremo contrasto alle direttive miliari dell’OMS e del Comandante Nazionale dr Fazio.

Forse è vero: le cose gratuite sono prive di valore

Succede invece che devo stare di notte a scrivere e a mandare gratuitamente (ben volentieri però) le mie tesine ad amici e conoscenti vecchi e nuovi. Qualcuno mi ha detto che le cose gratuite non servono a niente, che non hanno alcun valore, ed è per questo che sono gratuite. Una spinta a monetizzare il tutto.
C’è gente che mi scrive e mi telefona.
Una futura mamma da Londra che mi chiede ansiosamente cosa fare.

È d’obbligo pertanto una panoramica libera, indipendente e completa

Se uno vuole capire ed apprezzare meglio un poeta, non basta leggere le sue rime.
Occorre dare un’occhiata alla sua poetica.
Non sono né un poeta né un microbiologo di professione, né tanto meno un medico, ma solo uno studioso praticante di igienismo naturale.
Non pretendo di invadere i cervelli e di essere letto in ogni dettaglio.
Ma l’argomento malattie virali richiede davvero una panoramica libera, indipendente e completa, altrimenti ci scontriamo sulle sciocchezze e ci areniamo in modo improduttivo sulle diversità.

Sguazziamo nel buio e nell’ignoranza più profonda

Esiste una ignoranza nera ed ubiquitaria sull’argomento. Parte dal comune viandante, magari semi-analfabeta in fatto di microrganismi, e tocca i vertici della Sapienza di Roma e della Normale di Pisa, fino ad Harvard e al MIT di Boston. È inutile che tu dimostri incredulità e sbalordimento.
Le cose stanno esattamente in questi termini. Il mondo è diretto e governato dai monatti.
Da industriali, governi, stati, presidenti, università, servizi segreti, sindacati, militari, medici, tutti con la lettera M stampata in grande sulla fronte e persino nel Dna. Tutti monatti.

Serve un minimo di base ideologica comune, non incomprensioni ed insulti

Per commentare questo tuo messaggio positivamente e proficuamente, e non renderlo un discorso tra sordi, o una sterile e polemica contrapposizione tra posizioni incompatibili ed estranee, serve un minimo di base comune, un pizzico di condivisione ideologica e scientifica dei concetti, che allo stato delle cose mi pare non esistere.
E parliamo infatti due lingue diverse, in termini non soltanto di bio-ingegnerizzazione del virus e di coinvolgimenti politici vari, che nella mia visuale globale è addirittura un punto di scarsa importanza, ma in termini di microbiologia vera e propria, di definizione esatta del termine virus, di rilevanza o irrilevanza patologica del virus stesso, di trasmissibilità e contagio del virus.

Una carta geografica strana, coi piedi per aria

Nell’ufficio da dove ti sto rispondendo tengo appesa alla parete una carta geografica globale regalatami anni fa da un amico australiano.
È un mappale preciso e regolarissimo, completo di tutti i paesi incluso l’Italia.
Solo che il nostro stivale ha la punta e il tacco verso l’alto, per cui Milano sta a Sud di Roma, mentre l’Africa e l’America Latina, pure rovesciate, stanno con il Capo di Buona Speranza e l’estremità della Patagonia in alto sul globo terracqueo.
L’Australia invece, in questa visuale, appare al centro del mondo, e non più defilata e quasi abbandonata in basso, fuori dalle rotte e fuori dal mondo.

Una trovata spiritosa e provocante degli australiani

Tutto è in regola, anche i punti cardinali, visto che il Sud sta in alto e il Nord in basso, l’Ovest conseguentemente a destra e l’Est a sinistra.
Una trovata spiritosa e mattacchiona degli australiani per rompere il loro isolamento geografico e sentirsi meno sperduti e quasi discriminati e dimenticati? Certamente che sì.
Però si tratta di un punto di vista accettabilissimo.

Le comode convenzioni e i dubbi amletici che provocano il mal di testa e gli incubi notturni

Chi mai ci dice che il Nord sia davvero verso l’alto e il Sud verso il basso?
Trattasi solo di una convenzione, di un punto di vista.
Quando stai sul suolo australiano vedi dopotutto il cielo sopra di te e guardi verso il polo e verso il freddo continente Antartico allo stesso esatto modo in cui noi guardiamo verso l’Islanda, la Groenlandia e la Lapponia. Certo che, a pensarci bene, c’è di che farsi venire il mal di testa, e magari gli incubi di notte. Anche perché all’uomo piacciono le certezze e non i dubbi.
È un po’ la stessa faccenda del guidare a destra o a sinistra.

Nella microbiologia non è passato Einstein, ed impera il nozionismo becero dei monatti

Nella fisica è intervenuto Albert Einstein, premiato nel 1921 quando i Nobel erano ancora una cosa seria, e ha messo tutto sottosopra con la teoria della relatività, trasformando tutte le enciclopedie del mondo e tutti i testi di fisica, dall’oggi al domani, in carta straccia ed obsoleta.
Nel settore della microbiologia viviamo in un mondo dove impera il nozionismo dei monatti, quelli che hanno stabilito che le malattie, soprattutto le più ricorrenti, sono causate da batteri e virus e non da motivazioni esclusivamente tossicologiche, come sostenuto da sempre dalla scienza igienistica.

Non esiste una sola prova al mondo, teorica o pratica, che virus e batteri siano contagiosi e persino che siano causa diretta di malattia

Si tratta di nozioni e convenzioni di comodo, di interesse, di convenienza, non assolutamente di verità.
Nessuno al mondo ha mai portato non dico prove assolute ed inequivocabili, ma nemmeno uno straccio di prova convincente, che i batteri e i virus causino una malattia, che i batteri e i virus siano contagiosi. In questo discorso includo il comune raffreddore, la semplice influenza, la pandemia suina, l’AIDS, il Papilloma Virus, la spirocheta della sifilide, il gonococco di Neisser o blenoraggia, i vari tipi di herpes, e chi più ne ha più ne metta.
È vero soltanto che ci sono dei malati carichi di virus in eccesso e carichi di batteri indispensabili e benedetti dal Dio Creatore.

Un vero scienziato non si accontenta delle apparenze

Le uniche prove scientifiche dicono che virus e batteri accompagnano come elementi conseguenti (virus) o come elementi risolventi e utili (batteri) certe malattie causate però da altri precedenti fattori di disequilibrio e di ammalamento.
Quanti hanno però reumatismi, mali di denti, mali di testa, osteoporosi e altre patologie?
Quasi il 100%.
Non per questo si può parlare di contagio e di trasmissibilità, ma solo di perversa convergenza verso errori di comportamento e di nutrizione, verso percorsi non virtuosi di intossicazione interna.
Uno scienziato vero non si accontenta delle apparenze, e va ben oltre.

Robert Koch vero scienziato di ieri e Peter Duesberg vero scienziato di oggi

Ed è per questo che Robert Koch, pur appartenendo a quello che io chiamo il mondo dei monatti e degli untori, ha tutto il diritto di essere chiamato scienziato di ieri, in quando, da bravo tedesco, ha preteso di fissare dei criteri precisi entro i quali stabilire il coinvolgimento e la responsabilità di un qualsiasi microrganismo nei riguardi delle malattie, non accontentandosi del semplicismo pasteuriano, tipico del dilettante e del facilone che si mette la prima volta a scrutare un microscopio e scopre cose piccole mai viste prima, e si mette a fare i voli di Pindaro, attribuendo a quelle entità ruoli e funzioni maturate nel suo piccolo e limitato cervello.
Ed è per questo che Peter Duesberg, tedesco pure lui, ha il diritto di essere chimato scienziato di oggi, al contrario della massima autorità italiana del settore, il professor Aiuti che, dalla Sapienza di Roma, ebbe in passato l’impudenza e l’arroganza di contestarlo duramente.

Le contraddizioni e il furto scientifico ai danni di Béchamp

Luigi Pasteur era un chimico.
Ne combinò di cotte e di crude, rubando persino teorie e schemi al suo contemporaneo Antoine Béchamp, che valeva 10 volte di più in fatto di conoscenze scientifiche approfondite, e che era pure di matrice medica.
Pasteur si prese in vita tutti gli onori, al punto di essere catapultato sul massimo trono della sanità mondiale.
Luigi Pasteur padre della medicina moderna, si legge tuttora nei titoli apologetici formulati anni fa.
Luigi Pasteur il grande impostore, è invece uno dei tanti accurati libri pubblicati in USA dalla American Natural Hygiene Society.

La riabilitazione tardiva del vecchio Pasteur

Nella sua tardiva riabilitazione, addirittura sul letto di morte, il vecchio Pasteur, con un filo di voce tremante, riconobbe che avevano ragione i suoi detrattori, e pronunciò la celebre frase usata da Koch:
Il microbo è niente, il terreno è tutto.
Aveva ragione Claude Bernard, aveva ragione Roberch Koch e aveva ragione Max Joseph von Pettenkofer (1818-1905), docente di microbiologia all’Università di Vienna, quando Vienna era la capitale del mondo, al centro del grande Impero Austro-Ungarico. Pettenkofer che si divertiva, nota bene, a scolare tazze piene di vibrioni del colera davanti ai suoi esterrefatti allievi, per dimostrare come i microrganismi non fossero contagianti e non avessero nulla a che fare con le malattie.

Prove a bizzeffe sulla innocuità e sulla non-contagiosità di batteri e virus

Dicevo che nessuno ha mai provato scientificamente la responsabilità batterico-virale.
Nel campo anti-monatto, cui ho l’onore e l’ardire di appartenere, le prove di quanto diciamo sono state fornite a bizzeffe, a centinaia.
Ho appena citato Pettenkofer, ma ce ne sono stati molti, con esperimenti famosi, fatti e ripetuti davanti a giurie serie e a spettatori incuriositi. Nelle mie altre tesine ho parlato del medico inglese Thomas Powell e di quello canadese John Fraser, a puro titolo di esempio.

Quando vedo quattro imbecilli con la mascherina

Lo faccio anche io in continuazione, al punto che ormai mi annoio pure e non ci prendo più gusto.
Ogni qualvolta vedo quattro imbecilli con la mascherina, o quattro bacucchi che si lavano le mani come avessero il diavolo sulle palme, sia che mi trovi in aeroporto a Tokyo e a Hongkong, o che cammini per le strade di Seul, Melbourne o Singapore, è diventato inevitabile e provocante hobby per me toccare con la mano il pavimento o la strada e leccare lo sporco con deliziosa avidità, come fosse un gelato alla nocciola, anche se normalmente preferisco il pulito allo sporco, come è giusto che sia.
Si tratta di una reazione di tipo freudiano.
L’ho fatto persino in aereo, scatenando l’ilarità di un intero settore del Jumbo, dove un paio di ragazze stavano tappate dietro la solita maschera carnascialesco-virale.

Per reazione punto provocativamente allo sporcizionismo

Di fronte all’imperante pulizionismo propugnato dai monatti, mi viene l’irresistibile voglia di puntare allo sporco, di rinunciare persino al sapone, allo shampoo e al dentifricio.
Acqua in abbondanza sì, una buona spugna sì, uno spazzolino sì, e magari qualche bella foglia di salvia, come faceva mio nonno Markìn, altro che il fluoro istupidente ed ipnotizzante della Colgate e del Nazi-Alimentarius.

Quelli che valgono meno di zero anche come monatti

Quando arrivo in Australia, e i passeggeri di ogni aereo in arrivo vengono regolarmente innaffiati di venefici spray anti-viralbatterici, vorrei fare sempre una grande pernacchia a questi scimuniti ed incompetenti, che valgono meno di zero anche come monatti.
Come si fa a sterilizzare la gente in arrivo, se questa gente poi va nelle loro toelette a scaricare i residui dei cibi che ha consumato e delle bevande che ha sorbito in precedenza, cariche ovviamente di microrganismi?

Stiamo sprofondando nelle infide sabbie mobili medievali del Terzo Millennio

Era di moda fare queste dimostrazioni, stile Van Pettenkofer, nei primi decenni del Novecento, quando c’era ancora spirito e passione per la ricerca e la dimostrazione concreta della verità, e quando il mondo pur povero e squinternato industrialmente, pur tormentato da una sanguinosa rivoluzione sovietica e da una disastrante prima guerra mondiale, non era ancora scivolato nelle infide sabbie mobili medievali e vuduistiche del Terzo Millennio, con infinita soddisfazione della GlaxoSmithKline, della Pfizer, della Roche, della Novartis.

L’importante è far gioire Donald Rumsfeld, ex ministro della difesa statunitense

Siamo finiti di nuovo nella stanza delle streghe, con grande giubilo di Donald Rumsfeld, ex ministro della difesa americana, nonché titolare della ricetta brevettata più famosa e redditizia del momento, proprietario del cocktail più ambito e venduto di nome Tamiflu.
Poco importa se non protegge nessuno. Poco importa se si tratta di preziose risorse economiche buttate letteralmente al vento. Poco importa se il vaccino fa male a tutti, specialmente ai malati e ai bambini, specialmente alle donne incinte, specialmente ai vagotonici che rischiano il collasso, come ammonisce il dr Hamer, paladino tedesco dell’equilibrio nervoso ad oltranza.

Rivediamo cosa può fare e cosa non può fare un virus accumulante e non moltiplicante

A questo punto Maria, non vorrei nemmeno rispondere alla faccenda della latenza corta o lunga del virus, ma in qualche modo lo devo fare, correndo il rischio di ripetermi.
Un morto non dorme e non si risveglia, tanto meno si riposa e latita.
Non è titolare di nessun comportamento e di nessun contagio.
Il nostro corpo produce in continuazione, come ogni biologo sa, una mole impressionante di cadaverini triturati per bene dai rispettivi lisozomi cellulari.
Il materiale virale, quando non viene prontamente riciclato ed espulso, per colpa degli errori marchiani di tipo nutritivo-comportamentale umano, non si moltiplica (non ha sesso, non mangia, non beve, non ha orgasmi e non fa il parassita: non fa un cazzo di niente, scusami l’espressione).
Non si moltiplica ma si accumula.

Le contraddizioni del virus EBV ossia dell’Epstein-Barr Virus

Ed è per quello che nel caso dell EBV, o Epstein-Barr Virus, ci sono tante contraddizioni inesplicabili che hanno fatto impazzire gli stessi autori originali delle ricerche, con manifestazioni virali sotto i cinque anni nei paesi asiatici, ma oltre i vent’anni nei paesi occidentali, con decorso innocente e asintomatico a vita nella maggioranza, ma con mononucleosi, febbre, mal di gola, fatica cronica e
ingrossamento ghiandolare in altri, con cellule dei globuli bianchi o linfociti B dove il preteso ciclo di crescita del virus EBV è di tipo abortivo, persiste nei linfociti in un parziale stato di replicazione per tutta la vita della cellula, senza moltiplicarsi.

Un disordine dai contorni ipotetici causato da virus ipotetico e da tanta vanità

Ho usato il linguaggio dei ricercatori inglesi che notarono, ovvero rilevarono, o meglio ancora ipotizzarono, la presenza di tale virus nei tessuti ricavati da un linfoma e poi coltivati in vitro.
Perché, in verità, il disordine chiamato mononucleosi cronica, o sindrome da fatica cronica (CFS) è tuttora ipotetico.
Non esistono trattamenti e non esistono vaccini, ma solo sperimentazioni e tentativi.
Lo stesso EBV, è un fantasma, un virus partorito dalla fantasia di Espstein e Barr, i quali, tra l’altro, hanno lasciato ingiustamente fuori da ogni onore il collega B.G. Achong, il cui nome suonava da cinese e avrebbe compromesso l’esotismo misterioso del termine Epstein-Barr, una vanità che ogni ricercatore cerca e insegue, volendo il proprio nome stampato in tutte le lingue e in tutti i dizionari del mondo.

Specialisti nello scambiare lucherini per corvi e cespuglietti per foreste

La dicitura Epstein-Barr-Achong avrebbe reso il tutto meno scientifico, meno orecchiabile.
Questi tre monatti sono della stessa famiglia della famigerata coppia Gallo-Montagnier.
Specialisti in virus inventati e mai isolati.
Specialisti in contagi pretesi, immaginati ed inesistenti.
Specializzati nello scambiare lucherini per corvi e cespuglietti per foreste.

Una sfida in otto punti in nome della chiarezza e della verità

Concludo con una sfida ufficiale alla scienza monatta in otto punti precisi e circostanziati.
Sfido i maggiori biologi e medici in circolazione a esprimere in termini comprensibili e convincenti una loro teoria logica, trasparente, priva di trucchi, dogmatismi e misteri, sull’herpes, su tutti i tipi di virus herpes, incluso l’herpes simplex e l’herpes genitalis (ex-sifilide), incluso l’EBV or ora citato, che viene pure catalogato nella vasta famiglia herpes.
Attendo una semplice pagina con 8 punti chiari e comprensibili, che pubblicherò e commenterò ben volentieri, sempre con in testa la voglia di chiarezza e di verità che sale prepotentemente nell’animo della gente.

Gli otto punti della Scuola Americana di Igiene Naturale (ANHS):

1) Il cosiddetto herpes, non è niente altro se non un rottame invisibile di cellula disintegrata.
Rottame senza vita di una di quelle cellule che a centinaia di miliardi al giorno continuano a morire nel nostro corpo, diventando polvere in parte riciclata ed in parte espulsa.
Più particolarmente, il virus herpes è il detrito genetico di migliaia di organelli mitocondriali che abitavano all’interno della cellula stessa. Ogni essere vivente è carico di questi rifiuti organici dentro il proprio corpo in continuazione ed in ogni momento della propria esistenza.
2) Il dolore locale, la vescica, la pustola, la bolla, le lesioni cutanee, le essudazioni tipiche dell’herpes, sono tutte programmate, istituite, condotte e portate a termine come passi detossificanti nei quali il materiale offensivo e patologico viene espulso attraverso la pelle nell’area prescelta, naso, labbra o genitali.
3) Il disturbo non è assolutamente contagioso.
4) Quei sintomi e quelle manifestazioni diagnosticate col termine di sifilide (da spirocheta) fino a qualche decennio fa, vengono oggi fatti rientrare nella famiglia herpes, dalle nuove mode mediche orchestrate dal Centre for Disease Control (CDC) di Atlanta.
5) L’herpes, come tutte le altre infiammazioni acute, può essere rapidamente risolto nel giro di qualche giorno, attraverso semplicissime misure detossificanti tipo digiuno che ne impediscono una ripetizione vita natural durante, a meno che il corpo non venga di nuovo inquinato da cibi farabutti e da pratiche antifisiologiche.
6) Tutte le procedure mediche anti-herpes sono negative e sbagliate, e pure pericolose, non avendo assolutamente nulla a che fare con la salute. Gli esseri viventi non possono essere accompagnati velenosamente verso la salute mediante droghe chiamate medicine o farmaci.
Niente al mondo esiste se non misure salutistiche per produrre salute.
7) I sofferenti di herpes genitale (cioè della ex-sifilide) portano ingiustamente il distintivo, il simbolo ed i galloni della vergogna e dell’iniquità, per supposte trasgressioni sessuali.
Succede invece che chi va con le prostitute sane e malate senza preservativo (essendo lui in condizioni di forza e di forma fisica) ne salta fuori indenne (subendo però un drammatico calo energetico, un alleggerimento del portafogli e una normale caduta di reputazione ai propri stessi occhi, per essere caduto nell’odioso fenomeno della commercializzazione dell’heros).
E succede paradossalmente nel contempo (controllare con gli specialisti e le statistiche per credere) che la maggior parte dei sofferenti di herpes genitale è composta da persone fedeli al loro stato maritale, nonché da un sostanzioso numero di bambini e ragazzi in età pre-sessuale, da celibi poco portati per il sesso e persino da asceti viziosi a livello dietologico.
8) I criteri di suscettibilità e non i germi o i virus sono responsabili di tutte le malattie presenti sulla faccia della terra.
E la suscettibilità non è altro che il famoso terreno di Koch e di Pasteur morente: Il terreno è tutto ed il microbo è niente.
La suscettibilità non è nient’altro che il proprio corpo carico di tossine.
E colui che conduce la danza della salute, della perdita di equilibrio e del successivo ripristino, è il nostro sistema immunitario che sta intelligentemente avviando una crisi di eliminazione al fine di espellere questi materiali intasanti che ci stanno afflosciando e depotenziando, usando i nostri regolari organi di purificazione e di escrezione, attraverso la pelle e le membrane mucose.

Quelli del carrozzone AIDS sono degli impareggiabili azzeccagarbugli

Non entro nei dettagli del cosiddetto AIDS in Africa.
Non so se ci sei stata personalmente, o se hai seguito dei programmi televisivi.
Devi sapere che quelli del carrozzone AIDS hanno mezzi e risorse per mettere assieme trasmissioni molto convincenti.
Sono degli impareggiabili specialisti nel trasformare la latta in ottone e l’ottone in oro, e persino nel resuscitare i virus morti e disintegrati, nel riassemblarli, ridar loro un’identità guerrafondaia, e nell’illudere il popolo di portarli a buoni consigli tramite demenziali e truffaldine attenuazioni.
Sono dei grandi simulatori.

Agli immunologi ed agli infettivologi più che fare all’amore piace molto giocarer alla guerra, soprattutto a quella batteriologico-virale

Gli immunologi e gli infettivologi sono dei medici specializzati nel non diventare mai adulti, innamorati come sono dei fumetti di Rambo e Nembo Kid.
Gli piace da matti continuare a giocare alla guerra, trasformando normalissime operazioni di ricambio cellulare in autentici campi di battaglia in cui la gente è la carne da macello e loro sono i generali ed i burattinai, gli strateghi e gli eroi.

Nel mio peregrinare ho visto e toccato da vicino le condizioni disperanti di certi paesi africani

Per quanto mi riguarda ho osservato di persona le capanne di Soweto a Johannesburg, passando pure per le miniere diamantifere di Pretoria e i fasti di Città del Capo, incontrando pure il dr Chris Barnard che mi sono permesso di intervistare. Ho verificato di persona le baraccopoli dell’Angola e del Mozambico, del Madagascar e del Senegal, per cui posso immaginare facilmente le condizioni di tutte le aree del Continente Nero.
Posso garantirti che la paura e il terrore, la miseria e la mancanza delle più elementari condizioni per vivere, incluso la possibilità di avere del cibo e dell’acqua, e l’insicurezza che qualcuno non ti rapini, non violenti o sgozzi te con tutta la tua famiglia, sono la vera causa della distruzione dei villaggi, prima ancora di tutte le malattie vere o false di queste masse di disperati.

L’infame etichettatura AIDS al continente africano è il colmo del post-colonialismo

Il discorso sull’AZT non riguarda specificamente l’Africa, continente abituato da troppi secoli alla violenza, alla tratta dei neri, allo schiavismo, alle allucinanti lotte tribali, alle esecuzioni di massa stile Uganda, ai flussi migratori da un’area disperante ed ostile a un’altra zona identica o peggiore della precedente.
Ne hanno subite tante dai colonizzatori bianchi, e mancava solo che i sordidi rappresentanti dell’OMS e della FAO andassero pure ad appicicargli l’infamia dell’etichetta AIDS.

Gli otto punti di cui sopra, dedicati all’herpes, valgono ovviamente per tutti i virus conosciuti e non conosciuti, isolati o inventati

Non so se ti ho convinta. Spero almeno di averti fornito chiara informazione sui miei punti di vista,
nonché di aver soddisfatto le tue curiosità.
Lo schema in otto punti risponde pure a tutte le domande e le incertezze sui virus e sulle vaccinazioni in linea generale.
Se hai altri dubbi o domande ti risponderò ben volentieri.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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