MACULOPATIA A CELLOPHANE O PUCKER MACULARE

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LETTERA

LEGGERO CALO DELLA VISTA

Gentile Dr Valdo, Questa mattina ho accompagnato mia mamma, che ha 73 anni, ad una visita oculistica. L’ultima visita risale a circa 20 anni fa, quando il medico le aveva prescritto gli occhiali per vedere da vicino. In questi ultimi anni, la vista le è un po’ calata, senza causarle però alcun problema agli occhi. Finché decide di fare questo controllo presso il reparto oftalmico dell’ospedale.

DIAGNOSI DI MACULOPATIA ALL’OCCHIO DESTRO

Stamane l’oculista, dopo averla visitata, ha detto che mia madre ha una maculopatia a cellophane all’occhio destro, mentre il sinistro va bene. Occorre operarla al più presto possibile dopo aver fatto la tomografia retinica a luce coerente (OCT), da realizzarsi in tempi brevi, per cui meglio andare a pagamento. Fatto l’esame, l’oculista ha chiesto di ricontattarla, e le ha lasciato scritta una nota col numero di cellulare privato, per poterla poi indirizzare su quale ospedale fare l’operazione.

MIA MADRE NON È DIABETICA E STA BENE DI SALUTE

Secondo l’oculista la maculopatia a cellophane è una conseguenza di gravi malattie (tipo diabete), ma mia madre non ha mai avuto gravi malattie se non problemi di gonfiore intestinale (che ormai da quando ha smesso di mangiare carne e formaggi le è sparito ), e di dita delle mani che diventano bianche e anemiche nella stagione fredda.

URGENZA INOPPORTUNA

Siamo usciti dell’ambulatorio in uno stato mentale di paura e confusione. Maculopatia a cellophane non ne ho mai sentito parlarne prima d’ora e non riesco a capire tutta questa fretta. Mia madre fisicamente si sente bene e le ultime analisi del sangue, fatte qualche anno fa, erano perfette. Dall’occhio destro ci vede di meno, ma sempre in modo chiaro e senza nebbie.

PARERE IGIENISTICO-NATURALE

Può darmi qualche indicazione che mi aiuti a capire, dal punto di vista igienistico, come affrontare il tutto? Come posso muovermi con l’alimentazione? La ringrazio per l’attenzione. Spero tantissimo in una sua risposta. Grazie e cordiali saluti.
Targa

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RISPOSTA

PUCKER IN INGLESE SIGNIFICA CORRUGAMENTO E IRREGOLARITÀ DELLA MEMBRANA

Ciao Targa, Il Pucker Maculare deriva dalla parola inglese pucker, che sta per grinza, ruga, corrugamento. Parliamo di una patologia dell’occhio che consiste nello sviluppo di una sottile membrana translucida, chiamata in gergo cellophane. Il problema può sorgere per malattia come il diabete, ma anche come normale evoluzione dell’età.

IL CORPO VITREO, IL PROGRESSIVO DISTACCO E LE MOSCHE VOLANTI

Al fine di mantenere condizioni operative e struttura, la posizione interna e centrale dell’occhio è colma alle
origini di una sostanza gelatinosa conosciuta come corpo vitreo, attaccata anteriormente e posteriormente  alla superficie retinica. Alla nascita la sostanza è consistente e solida. Poi, man mano che si va avanti con gli anni e che ci si dimentica del legame retina-sole e del dedicare più cura e tempo alla ginnastica funzionale dell’occhio, al guardare vicino e lontano, all’assorbire raggi solari da convogliare dalla retina alla ghiandola pineale, avviene un processo sclerotizzante progressivo di distacco vitreale dalla retina. Un fenomeno che comporta a volte le cosiddette mosche voltanti (miodesopsie), senza causare però in genere danni particolari alla vista.

LA MACULOPATIA, LA TRAZIONE E LA DISTORSIONE DELLE IMMAGINI

La maculopatia consiste nella azione eccessiva ed abnorme di questa sottile membrana che si sviluppa al di sopra della parte centrale della retina (la macula), esercitando una trazione ed una progressiva distorsione delle immagini, con comparsa di una macchia grigia centrale. L’unico trattamento curativo previsto dall’oculistica consiste nell’intervento di vitrectomia, ovvero in una rimozione meccanica (peeling) della membrana o del cellophane.

INTERVENTO CON TECNICA MINI-INVASIVA

I migliori risultati si ottengono con membrane epiretiniche di recente insorgenza (inferiori ai 6 mesi) dove si
perviene ad una completa regolazione e persino a un certo recupero dell’acuità visiva.
L’intervento si fa in anestesia locale e consiste nella rimozione del corpo vitreo centrale. Oggi si fa con una tecnica mini-invasiva ed utilizzo di strumenti sottilissimi, evitando i punti di sutura e quindi con rapido recupero anatomico-funzionale a fine intervento.

UNA NUOVA PATOLOGIA CHIAMATA ANSIA

Detto questo, concentriamoci sul caso specifico. Dalle condizioni tutto sommato soddisfacenti e dalla voglia di un normale controllo oculistico, una persona si ritrova invece confusa, spaventata e messa sotto pressione dall’urgenza esercitata dall’oculista. Una persona cioè si ritrova di fronte a una nuova malattia che non è la maculopatia ma l’ansia. Questo non dovrebbe mai accadere. L’oculista avrebbe potuto esprimere tutti i suoi bravi pareri tecnici, aggiungendo però che l’operazione stessa è qualcosa di opzionale, di opportuno, di consigliabile secondo il suo punto di vista, ma non certo di inevitabile, di fatale, per cui se uno non la fa diventa cieco e finisce male.

RECUPERIAMO LA SERENITÀ EMIGLIORIAMO LA CIRCOLAZIONE

Dopotutto tua madre se la sta cavando bene. La prima cosa logica che mi sento di consigliare, è il recupero immediato della serenità, e il ridarsi una posa mentale positiva ed ottimistica. La seconda, è un miglioramento della circolazione ottenibile mediante digestioni rapide e virtuose, oltre che con esercizi di ginnastica motoria coinvolgente mani, piedi e dita.

UN PIZZICO DI OTTIMISMO NON GUASTA

Promettere miglioramenti visivi all’occhio destro, a dispetto della diagnosi oculistica, non è cosa facile. Resta il fatto che, continuando a mantenersi in buona forma fisica generale, eliminando possibilmente le uova, bevendo più centrifugati di carote, sedani e germogli, camminando e respirando di più, inserendo qualche esercizio Bates di rotazione dell’occhio, del guarda-vicino alternato al guarda-lontano, del guarda il sole mattiniero o serale e catturane i raggi, del guarda intensamente le foglie verdi e i colori vibranti della natura, ci sarà sicuramente un non-peggioramento delle attuali condizioni funzionali, e magari anche una qualche leggera miglioria.

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Valdo Vaccaro

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