BENEFICI INCREDIBILI PER ME E AIUTO PER L’IDROTORACE DI MIO PADRE

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LETTERA

UN GENITORE NON FACILE DA TRATTARE

Caro Dr Valdo, Mi chiamo Francesca, ho vent’anni e le scrivo da Anzio, in provincia di Roma. Mi dispiace dovermi aggiungere alle migliaia di persone che le scrivono ogni giorno, ma sono preoccupatissima per mio padre. Ha 76 anni, mangia prevalentemente carne, salumi, pasta bianca con sugo di spuntature di maiale, pane bianco, cappuccino e biscottate la mattina. Un vero disastro!

Ho provato a convincerlo di eliminare almeno carne, pesce e salumi, ma non mi dà ascolto. Dice che per milioni di anni l’uomo ha mangiato carne e adesso arrivo io a inventarmi che tutto ciò è sbagliato. Mi prende per scema!

TRAUMA POLMONARE E VERSAMENTO PLEURICO

Un anno e mezzo fa è caduto e si è fratturato otto costole, una delle quali gli ha danneggiato un polmone, da cui ha cominciato a formarsi pian piano del liquido, che puntualmente i medici gli aspirano con un tubicino. Hanno chiuso questa ferita, ma il liquido continua a formarsi. L’ultima volta gliene hanno aspirati due litri e mezzo!!!!! Non respira bene e durante la notte spesso tossisce e a volte quasi soffoca, spaventando me e mia madre. I medici non capiscono quale sia la causa di questo versamento pleurico, e io sono preoccupatissima. Cosa devo fare? Da cosa dipende?

ALIMENTAZIONE NATURALE PIU’ RAGGIO DI SOLE CHE SEMPLICE LIBRO

Io del resto sono vegan-crudista da un mese, con benefici incredibili! Sono passata dall’alimentazione onnivora a quella vegan-crudista all’improvviso, senza prima diventare vegetariana. Mi sono azata una mattina, all’improvviso, e ho cambiato vita. Il suo libro, “Alimentazione Naturale”, un’illuminazione, un raggio di sole che ha rischiarato il cielo buio e torbido della mia vita, una vita basata sul nulla, sull’indifferenza, sul nichilismo, su bistecche ingurgitate senza appetito reale, un appetito che non arrivava mai perché mortificato da quantità industriali di cibo. La mia bulimia mi accompagna anche ora. Sto cercando di guarire, ma meglio dieci arance che un chilo e mezzo di pollo arrosto!

ATTUALE MENU GIORNALIERO

La mia dieta attuale prevede 4 arance o due bicchieri di spremuta per colazione, una mela come prima merenda, 3 datteri o una banana come seconda merenda mattiniera. Poi c’è per pranzo l’ insalata di lattuga/rucola/valeriana con mezzo avocado, olio extra vergine, aceto di mele, verdura cotta e a seguire 40 grammi di riso integrale al vapore o 200 grammi di patate al vapore, 20 grammi di noci o mandorle (i semini mi gonfiano la pancia e mi creano meteorismo, ho provato anche a mangiarli lontano dai pasti, ma niente). Una pera o altro frutto alle 16, seguito da altro frutto alle 18 (ad esempio ananas). La cena alle 19, come il pranzo con qualche variazione.

SONO FELICISSIMA E NON CHIEDO NIENTE DI PIU’

Ho risolto un blocco intestinale che i medici volevano curare con lassativi e farmaci. Mi hanno proposto l’idrocolonterapia, ma ho rifiutato tutto e ahimé, ricorrevo “solamente” a clisteri di acqua calda casalinghi. Lo so, ho sbagliato, ma è tutta acqua passata. Oggi, grazie a lei, al suo libro, al suo blog, alle sue tesine, posso dire CE L’HO FATTA!

A volte accompagno il riso con un pò di piselli della Findus, ora non è stagione ovviamente, ma ne vado pazza. Nelle insalate a volte metto un po’ di mais in scatola della Bonduelle, senza zuccheri né conservanti. E’ molto grave? Non tocco mai pane. Uso solo sale marino integrale e pochissimo, dato che mangio molto crudo! Posso permettermi questi sgarri e se sì anche due volte a settimana? O è troppo? La ringrazio di tutto! Un abbraccio.
Francesca

*****

RISPOSTA

Ciao Francesca. Non succede niente di trascendentale, se ti concedi di tanto in tanto qualche pisello fuori stagione. Se a volte ti scappasse qualche buona fetta di pane integrale alla segale o ai vari semini, non pensarci sopra due volte! Qualsiasi compromesso non grave viene smaltito con facilità, se possiamo disporre di un minimo di tolleranza ai veleni. In linea generale, si trovano suol mercato pure i piselli freschi e quelli secchi, si trovano i lupini e si trovano le pannocchie fresche, oltre che al pop-corn. Ogni cosa in scatola, per quanto resa deliziosa, e penso ai fagioli al succo di pomodoro, o anche ai carciofini, è stata come minimo devitalizzata, per cui la digestione avviene, ma sempre ricorrendo agli enzimi del pancreas e agli sparuti micronutrienti del sangue.

PLEURITE TRAUMATICA E IDROTORACE

Andiamo però a quanto ti preme maggiormente, ovvero al problema di tuo padre. Non sono autorizzato per legge ad esprimere diagnosi e ad invadere abusivamente la res medicorium, ma ti comunico ugualmente il mio libero pensiero. Evidenziato il trauma di origine, che è alla base del problema, partiamo dal fatto che si tratta di pleurite traumatica ed essudativa, resa complicata, cronica e persistente da fattori comportamentali. Direi pure che si tratta di idrotorace, una condizione clinica caratterizzata da raccolta indolore di siero di sangue, o liquido sieroso, nelle cavità pleuriche.

DISPROTEINEMIA E ANOMALIE NELLA SINTESI PROTEICA SIGNIFICA MANGIARE DA CANI RANDAGI E NON DA UOMINI

Idrotorace significa anche edema generalizzato correlato a disproteinemia e anomalie nella sintesi proteica. Questa complicazione, di cui i medici sono gnorri o fanno invece gli gnorri, è chiaramente dovuta a malnutrizione. Per malnutrizione si intende malassorbimento delle porcherie che tuo padre sta continuando a mettere dentro testardamente nella sua stufa. E le porcherie sono nell’ordine, fagli pure leggere questa tesina, carne, pesce, salumi e tutte le sostanze iperproteiche di origine animale cui tanto ci tiene.

RIBELLIONE INTERNA AI SOPRUSI DI UN PILOTA MEDIOCRE

Il suo fegato vegano non ci sta alle trasgressioni sciocche del suo padrone, per cui si parla di epatopatia. I suoi reni vegani non ci stanno alle trasgressioni sciocche del loro padrone, per cui si parla di nefropatia, il suo sangue vegano con pH oscillante tra quota 7.30 e 7.55 non ci sta alle trasgressioni sciocche del suo padrone, per cui si parla di sangue lipidico e di stasi circolatoria, il suo muscolo cardiaco vegano non ci sta alle trasgressioni sciocche del suo padrone, essendo stato disegnato per pompare sangue fluido e non melma, le sue venule e il suo sistema linfatico non ci stanno alle trasgressioni sciocche del loro padrone, e sono costrette a marciare al ritmo della tartaruga, causando pigrizia linfatica e rallentato ritmo metabolico, con moria cellulare anomala e scarsa pulizia dei relativi detriti, il tutto accompagnato da pesante incremento di colesterolo, di trigliceridi e di omocisteina e da un insostenibile e pericolosissimo regime di ipertensione (extra-pressione sulle pareti vascolari).

A 76 ANNI CI SI TIENE IN REGOLA COME A 20

Ho parlato solo di alcuni meccanismi direttamente coinvolti, senza citare poi organi come cistifellea, pancreas, milza, prostata e sistema urinario, tutti sottoposti a incredibile stress dalla situazione in cui si è cacciato tuo padre. Più di qualcuno dirà. Ma suvvia, ha 76 anni, lasciate che si tenga le sue idee e le sue magagne. E’ un ragionamento che non fila. La vita è dalla mattina alla sera e vale per tutti. Ognuno si sveglia, sperando che abbia dormito bene e a sufficienza, e si trova davanti la sua giornata. Tutto lì. D’accordo che per un ventenne le prospettive sono giustamente più ampie ed ambiziose, ma non è affatto scontato che una persona matura o persino centenaria debba trarre meno valore dalla sua avventura quotidiana. Ogni vivente ha diritto e dovere di spendere al meglio il suo tempo sulla terra di adozione e di provvisorio passaggio. E fa benissimo la Francesca a preoccuparsi per il suo genitore. Chi se non lei può prendere a cuore la situazione?

EVENTUALITA’ DI IDRO-PNEUMOTORACE

Avere una persona cara in condizioni critiche fa star male un po’ tutti. L’idrotorace comporta poi diversi inconvenienti, oltre quello della tosse e del rischio di soffocare. C’è uno star male generalizzato, c’è inappetenza, c’è dispnea (ossia difficoltà respiratoria), c’è senso angosciante di oppressione toracica, c’è cianosi, ci sono svenimenti e mancamenti, ci sono scompensi, extrasistole e tachicardia, e c’è pure probabilmente aria nel sacco pelvico, e tale gas va a comprimere il polmone, rendendo corto il respiro. In questo caso di parlerebbe di idropneumotorace, con presenza contemporanea di aria (pneumotorace) e di versamento trasudatizio (idrotorace) in zona pelvica. L’eventuale pneumotorace è determinato da un’apertura formatasi nella pleura parietale, ossia nelle due sottili e trasparenti membrane che avvolgono i polmoni.

CHE COS’È IL PNEUMOTORACE

Il pneumotorace è una condizione patologica in cui esiste una raccolta d’aria nella cavità pleurica.
L’espansione del sacco pleurico comprime il polmone e causa sofferenza.
Il pneumotorace è determinato e da un’apertura formatasi nella pleura parietale, ovvero nelle due sottili e trasparenti membrane che avvolgono i polmoni. Tale apertura può derivare da una ferita di origini traumatiche o da tubercolosi polmonare, ma anche da enfisema e da asma bronchiale.

Devi però tener presente che se ne vuoi davvero saperne medicalmente di più, ti devi rivolgere a uno specialista.
Esistono infatti diverse forme di pneumotorace. Può essere spontaneo, iperteso, aperto, chiuso, e per ognuna forma esistono terapie e tecniche mediche diverse.I sintomi consistono in un intenso dolore in un lato dei polmoni e nel fiato corto, accompagnati da sudorazione e tachicardia.

MEDICINA CHE SI RAVVEDE?

La terapia medica, traggo una frase detta e ripetuta dai medici su internet, “va indirizzata sulle cure della causa”! Il che mi sorprende. Che la medicina stia tutto di un colpo rinsavendo e rinunciando alla sua curomania sistematica verso il sintomo? O non sarà invece un volersi salvare in corner, visto che qui, in questa specifica circostanza, non c’è nulla da asportare e nulla da chemio-farmacizzare? L’illusione dura poco. Si parla infatti ben presto di terapia diuretica volta a contrastare il versamento.

ETERNA INCAPACITA’ DI DISTINGUERE IL SINTOMO DALLA CAUSA

Forse chi ha scritto non ha ancora capito che il versamento è il sintomo vero e proprio della situazione, ossia la conseguenza di qualcosa che sta a monte, e che il fattore causante è invece il meccanismo mentale-comportamentale del paziente, convinto di essere nel giusto e nel sano mangiando carne rossa e bianca, affettata ed insaccata, di acqua dolce e di mare, in nome di una tradizione millenaria dell’uomo, un orco spaventevole e mai domo nel sopraffare e sottomettere con violenza e furbizia tutte le altre specie.

FARMACI ANCORA PER CONTRASTARE IL VERSAMENTO

Contrastare il versamento con dei farmaci diuretici, continua il medico in questione, e ridurre l’idrotorace mediante toracenesi, che è poi l’evacuazione del liquido accumulatosi nel cavo pelvico (cosa che già avviene mediante il ubichino aspirante da te accennato). Completando il testo, mi accorgo cosa si intendeva per contrastare le cause in termini medici. La presenza di un trasudato pelvico diventa un disturbo serio se il paziente è iperteso, per cui si raccomandano dei farmaci ipotensivi, e diventa ancora più drammatico se il trasudato deriva da tumore o da una infiammazione grave nel mediastino (spazio toracico tra i due polmoni, dietro lo sterno).

STERNO E MEDIASTINO

Lo sterno, nell’architettura del torace, è un osso piatto ed allungato, collegato alle costole da struttura cartilaginosa e formante con esse la gabbia toracica, che prende parte attiva ai processi di respirazione e protegge da traumi il cuore, i pomoli e i principali vasi sanguigni. Il mediastino, di cui si parla stranamente pochissimo, per cui pochi sanno persino cosa sia e dove si trovi, è di importanza strategica stratosferica, dato che ospita le strutte e gli organi dell’apparato circolatorio, respiratorio, digerente, linfatico e nervoso. Zona in cui non è concesso sbagliare, per cui ogni anomalia in tale zona si ripercuote pericolosamente su tutto l’organismo.

PIU’ CHE MEDIASTINO ANDREBBE CHIAMATO DOWNTOWN O ZONA-FULCRO DELL’ORGANISMO

Il mediastino, per capirci meglio, è quel compartimento anatomico compreso tra il limite inferiore (diaframma divisorio tra zona addominale e zona polmonare) e il limite superiore (margine superiore della prima costa e della prima vertebra toracica), tra i foglietti laterali delle pleure mediastiniche, la parte anteriore (superficie interna dello sterno difese dalle cartilagini tra la 3° e la 6° costa, e la parte posteriore (superficie interna delle vertebre toraciche).

TUMORE ED IPERTENSIONE SONO ANCORA SINTOMI

Tornando alle terapie mediche sopra citate, da indirizzarsi “sulle cure della causa”, il medico autore intendeva evidentemente il tumore come causa della malattia “idrotorace”, oppure l’ipertensione come causa del medesimo. A dimostrazione che coi medici non ci siamo proprio, per cui o loro o noi parliamo berbero, più che arabo antico. Se vogliono davvero commettere un reato interno e diventare un po’ igienisti, sarà opportuno che si mettano in testa una cosa. E cioè che tumore e ipertensione sono ancora sintomi e non fattore causante di malattia idrotoracica. Nelle cose occorre andare a fondo e non fermarsi nelle concatenazioni intermedie e a metà del guado.

PER MODIFICARE LE CAUSE NON BASTA IL BISTURI E NON BASTA L’ASPIRINA

Intendo dire che intervenire sul tumore o sull’ipertensione nei modi che sappiamo (chemio e asportazione per il tumore, statine e ipotensivi vari per l’ipertensione) non è intervento mirato sui fattori causanti, ma curomania sul sintomo bella e buona. L’intervento mirato sulle cause avrebbe implicato per il medico sedersi di fronte al paziente con un bicchierozzo di succo chilometrico d’arancia e niente fumanti caffè, guardandosi reciprocamente nelle palle degli occhi e discutendo di filosofia su quello che è giusto o sbagliato pensare sull’apparato gastrointestinale umano, sul sangue, sul tetto proteico massimo di 24 grammi, oltre i quali si va dritti dritti in drammatico stato di acidosi, e sulla struttura mentale-spirituale-etica dell’uomo, e sulla storia vera della nutrizione umana, che non va basata sugli individui ultimi della scala comportamentale ma piuttosto sui grandi maestri che non sono mai mancati, si trattasse dell’uomo cavernicolo, di quello delle palafitte, di quello delle Piramidi, di quello stile Diogene e Pitagora della avanzatissima civiltà greca e sud-italica, e di quello superlativo dell’antica Roma.

SERVIREBBE CULTURA, PAZIENZA E FORSE UN PIZZICO DI MODERAZIONE PECUNIARIA

Ma per fare questo lavoro il medico dovrebbe A) Avere la giusta preparazione culturale lui stesso (mentre gli manca del tutto, avendo sciupato metà della sua vita a studiare bugiardi di Big Pharma e a prescrivere cervellotiche e fallimentari terapie, B) Avere la calma e la pazienza da dedicare 2 ore del suo prezioso tempo a ciascun paziente (senza per questo presentargli una sberla di onorario da metterlo col sedere a terra).

COSA FARE IN CONCRETO?

Quale è allora in concreto il modo per risolvere la pleurite e, nella fattispecie, i versamenti? Al paziente è richiesto di cambiare urgentemente mentalità. Farsi umili. Accettare l’idea di aver sbagliato tutto o quasi tutto nella vita. Rimettersi in discussione. Rimboccarsi le maniche. Scrollarsi di dosso la pigrizia e decidere che il momento di imparare non tramonta mai, sia che uno abbia 20 anni o ne compila invece 95. Molti casi di pleurite si risolvono anche da soli, a patto che non continuiamo ad alimentarci in modo abominevole. I versamenti sono frutto di acidosi e di ritenzione idrica. Cominciamo a bloccare questa anomalia. Cominciamo a smettere di fare i fabbricanti di siero in eccedenza.

MUOVERSI, YANGHIZZARSI, E APPLICARE DEI CATAPLASMI

Diventiamo più yang, in termini di macrobiotica. Camminare, respirare e ricambiare con intensità la parte dinamica delle nostre acque interne, come insegnato dal dr Andrea Grieco da Pistoia (Vivere alcalini, vivere felici). Applichiamo un cataplasma notturno di 4 foglie di cavolo crudo, alternando con cataplasma di cipolle crude, ed anche con cataplasma di fango davanti e dietro sulla zona pleurale. Anche per via interna, il succo di cavolo crudo è di ottimo aiuto.

LA DIETA IDEALE ESISTE, E QUALCUNO HA ANCHE LA SMACCATA FORTUNA DI AVERE UNA FIGLIA SUPERBRAVA

La dieta ideale, caro papà della Marina, esiste, ed è una dieta di tipo vitale, con frequenti centrifugati di tuberi e verdure, incluso peperoncino, zenzero, crescione, rucola, ravanelli piccanti, achillea, tarassaco, coda cavallina, acetosa. ortiche. La stessa dieta adottata dalla tua Marina, un dono divino averla in casa una figlia del genere, cosa che non hai ancora saputo sfruttare. Per metterti a posto con l’intestino, piano con il digiuno ad acqua, ma un semi-digiuno a frutta e a centrifugati, inserendo magari un pasto al giorno di verdure crude ben masticate, e secondo piatto di passato-verdure, o anche di pasta alle verdure. Andiamo per gradi nella parte iniziale, evitando eccessivi traumi da adattamento.

L’ANTICA ROMA PULSAVA DI VITA, DI BUONI PRINCIPI E DI SAGGEZZA

Tornando a te Marina, tuo padre vive come te ad Anzio. Non può permettersi di dimenticare su quali spiriti gli circolano intorno, impregnando di pensieri sublimi ogni angolo, ogni filo d’erba, ogni zolla ed ogni sasso della Città Eterna e dei suoi paraggi. Non potrà dimenticarsi di Marco Tullio Cicerone (106-43 a.C): “Non siamo nati soltanto per noi stessi”, “Non con la forza, non con la prestanza e l’agilità del corpo si fanno le grandi cose, ma col senno, con l’austerità, col pensiero”. Non ignorerà Marco Aurelio Antonino Augusto imperatore (121-180 d.C): “Darai conforto a te stesso se in ogni tuo atto agirai come se fosse l’ultimo”, “L’uomo non vive altra vita di quella che gode in questo istante, né perde altra vita di quella che sciupa adesso”, “Si ha bisogno di molto poco per condurre una vita felice”. Non schiverà Lucio Anneo Seneca (4 a.C-65): “Povero non è chi ha poco, ma chi ha bisogno di tanto”, “La calamità è l’opportunità della virtù”, “Ogni criminale è il boia di se stesso”, “Vivi adesso”, “La morte pareggia tutto”, “Se vuoi essere amato, ama”.

IL BUE CONTINUA AD ESSERE SACRO IN INDIA, MA TUTTE LE CREATURE SONO SACRE ED INTOCCABILI, DALL’ELEFANTE AL PULCINO

Ho preso solo 3 nomi a caso, lasciando fuori Giovenale, Orazio, Virgilio, Ovidio e tanti altri ancora. Tutta gente che non mangiava carne. Tuo padre pensa che l’uomo non possa vivere senza ammazzare le altre creature? E’ padrone di pensarlo, ma ne paga le conseguenze, sia sul piano fisico che su quello etico e spirituale. Crede di avere ragione, fino al punto di ritenerti scema? Ricordagli pure che per millenni il bue, la mucca, il vitello e il bufalo erano considerati sacri non solo in India e in Egitto, ma anche in tutta l’area mediterranea, per cui anche dal punto di vista storico sarà il caso che copra e ripari le sue gravi lacune cognitive.

L’UOMO NON FUNZIONA SU BASI ISTINTUALI SOLTANTO MA PIUTTOSTO SU BASI EVOLUTIVE

Anche se fosse vero che siamo stati tutti degli assassini e delle sanguisughe per milioni di anni (e non è per niente così), questo non ci autorizzerebbe affatto a continuare imperterriti con tali aberrazioni. L’evoluzione ci impone di fare dei passi avanti verso la civiltà del rispetto e della buona educazione, e non certo di spendere ulteriori giorni nei bassifondi della mediocrità.

UNA TELEFONATA DI PINO AFRICANO DA BARI

E non occorre andare a Roma antica. Proprio mentre scrivo queste note, mi è giunta una telefonata da Bari, dal caro amico Pino Africano, 55 anni portati egregiamente e cuore di bambino. Filosofo, comico, prestigioso tecnico oleario, nonché autore di “Aprite le orecchiette” e di altri testi carichi di sano umorismo. Lui è uomo del Sud, della calda terra pugliese. Io vengo dalla zona istriana e friulana, pure magnifica se pensiamo ad Abbazia, ora Opatija, o anche se pensiamo a Lignano, ad Aquileia, ad Arta Terme, allo Zoncolan, al castello di Udine.

VEDERE L’ABATTIMENTO DI UN ANIMALE DAL VIVO, PER POI DECIDERE DA QUALE PARTE STARE

Diversi e lontani? Manco pù cazz, direbbero a Napoli. Mi ha appena ricordato che, a 23 anni, ha assistito dal vivo alla uccisione di un cavallo. Gli è bastato questo per capire, nella scena del crimine, chi era la creatura divina e chi la bestia. La stessa cosa che più volte mi è successo di sopportare. Ho visto sgozzare oche e decapitare anatre. Ho visto troppi vitellini tirati via con la corda dalla madre piangente e scaraventati nel cassone metallico del macellaio. Ho visto dei piccoli maialini vivaci e desiderosi di correre sull’erba e di giocare con le galline, col cane e col gatto, messi invece in un angolo e brutalizzati con un coltellaccio da bipedi capaci di lavarsi poi le mani, di toccare l’acquasantiera in chiesa e farsi pure il segno croce.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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