CAN-CAN LEONARDO-VERONESI

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CAN CAN LEONARDO-VERONESI

Il precedente

Tutto è cominciato con L’Uomo della Gioconda, dove ho criticato un articolo del Corrire della Sera del 19 aprile a firma di Carla Favaro, dal titolo Le Diete Vegetariane, nel quale l’autrice, a supporto del suo antivegetarianismo, è partita da una subdola annotazione sulla emiparesi di Leonardo da Vinci il quale, per difendere i suoi amati animali, sarebbe per così dire finito male in arnese.
Dire che la mia citata tesina sta andando bene è poco. Qualcuno l’ha definita generosamente strepitosa.
Solo che, il fatto di aver inserito in tale scritto il professor Umberto Veronesi, quale eccellente testimonial vivente del veganismo, in improprio abbinamento al grande Leonardo, ha suscitato una serie di obiezioni e di critiche, alle quali cercherò quio di rispondere.

Le obiezioni di Barbarella da Firenze

A me Veronesi non va proprio giù. È vegetariano d’accordo. Ma è anche colui che va in giro a sostenere l’innocuità e l’estraneità delle polveri provenienti da smog e termovalorizzatori rispetto al cancro, cosa che non mi convince affatto.
È risaputo che migliaia di persone muoiono ogni anno per cause ambientali.
Un’altra cosa non mi convince.
Essendo lui molto attento all’alimentazione, sapendo benissimo i danni che certi cibi provocano all’organismo, perché allora si ostina a curare i malati che arrivano da lui, o ddai suoi assistenti, con i letali protocolli usati da tutti gli oncologi?

Le vivaci disapprovazioni di Annarosa da Milano

Mi meraviglio di te. Hai scritto un magnifico testo come Alimentazione Naturale, e poi vai ad elogiare qualcuno che non merita perché:
a) Non è vegano. So benissimo che mangia uova.
b) Non è igienista. Cura tuttora il cancro con la medicina nucleare e con la chirurgia.
c) Non è indipendente. Si appoggia alla sinistra e sarebbe ridiventato ministro della sanità se il partito democratico non avesse perso.
d) Non è popolare. Una consultazione presso di lui è oltremodo onerosa.
e) Non è innocente. Appartiene alla sponda opposta, ovvero al Codex Alimentarius di cui si parla tanto.
f) Non è un ottimo testimonial. Meglio sarebbe stata, ad esempio, la Rita Levi di Montalcini.

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Le riserve di Giovanni da Frosinone e di Giampiero da Brescia

Ho qualcosa da ridire sul tuo articolo L’Uomo della Gioconda, che ho trovato peraltro formidabile.
Il fattore disturbante è che Veronesi sta facendo promozione per prodotti OGM, dice il primo.
Non è che ti è così simpatico perché su Internet sta elogiando la tua tesina Zona Tumore e Zona Cancro, e che hai pensato di contraccambiare il favore? aggiunge il secondo

Non è mai facile parlare dei vivi

Se parlare dei morti è già difficile, figurati quando si vanno a toccare i vivi.
Se poi questi vivi sono anche famosi, hanno successo, e sono particolarmente vivaci, apriti cielo.
Sgombriamo il campo da questioni personali e da sospetti di piaggeria.
Non conosco di persona e nei piccoli dettagli il dr Veronesi e tantomeno ovviamente lui conosce me.
Non lo conosco più di quanto il cittadino medio italiano lo percepisca attraverso la sua immagine pubblica, i suoi ruoli pubblici, le sue apparizioni sullo schermo tivu, i suoi scritti su riviste e quotidiani.

Urgenza di colpire un’inqualificabile strumentalizzazione ai danni di Leonardo e del veganismo

Veniamo al fatto concreto ed oggettivo, ossia all’avere prescelto il più famoso luminare oncologo come testimonial vivente del veganismo, e di averlo associato addirittura al grande Leonardo.
Faccio presente che l’articolo della Favaro, preso da me sotto tiro, aveva per tema specifico il vegetarianismo, e parlava specificamente di sviluppo di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, arrivando a ipotizzare che la scomparsa di Leonardo a 67 anni di età (i 67 di allora equivalevano comunque agli 87 di oggi), fosse causata da carenza di B12 ed eccesso di omocisteina.
Mi interessava dunque colpire soprattutto questa inqualificabile strumentalizzazione e questo sciacallaggio psicologico contro Leonardo e contro il nostro movimento vegano da parte del mangiacarognismo nazionale, così ben rappresentato dai due infelici docenti citati nella presente.

Le gravissime e diseducative informazioni di chi dovrebbe trasmettere scienza e non buffonate

Ribaltare la situazione reale, e far vedere che l’ictus e l’infarto arrivano ai vegani (enorme e ridicola menzogna), e non ai mangiacadaverina e mangia-B12, era cosa abominevole, da stroncare all’istante.
Quell’articolo, taroccato e disinformatore, conteneva pure altre affermazioni gravissime e paradossali di Carlo Cannella, docente di Scienze Nutrizionistiche alla Sapienza di Roma.
Affermare che l’uomo è onnivoro, mentre sappiamo benissimo per che è il principe dei primati (ce lo dicono pure i libri di tutte le scienze), è un atto diseducativo gravissimo.
A questa gente ha la certezza dell’impunità, dell’invulnerabilità.
È la stessa identica sfrontatezza usata giornalmente sui canali televisivi, poco importa il nome di chi presenta e si presta agli indegni teatrini.
Tutto in linea ed in rima perfetta col dr Giorgio Calabrese e i suoi discepoli.

Affermazioni corrotte o demenziali sui minerali e sul latte, non esiste via di mezzo.

Aggiungere poi che nella dieta vegana è elevato il rischio di carenze di ferro, zinco e calcio, è addirittura demenziale, visto che i vegani assorbono in abbondanza i minerali citati nell’unica forma assimilabile che è quella organicata.
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Gravissime poi le sue affermazioni sull’assorbimento di calcio dal latte, smentite da tutte le ricerche degli ultimi anni, ed anche dalle statistiche dove appare chiaro che più un paese consuma latte e latticini e più alta è l’osteoporosi, a causa dell’acidificazione accelerata del corpo, che porta il latte a rubare calcio all’organismo e non certo a regalarglielo.
America, Paesi Bassi, Paesi Scandinavi, Francia, Italia, tutte tartassate dall’osteoporosi, mentre succede l’opposto per i paesi non consumatori di latticini, questa è l’amara verità del carnelattismo, supportato da elementi al soldo del carrozzone del latte, al soldo della NDC, della Nestlé, della Danone, della Ferrero, dei Fast Food, della Cocacola e delle catene McDonalds.

Falsità propagandata in termini dogmatici da docenti stipendiati coi soldi dello stato

La falsità propagata in termini dogmatici (non ideologici) sui media nazionali, da docenti stipendiati coi soldi della gente, è degna non solo di denuncia pubblica ma anche di codice penale.
Dove sta la giustizia e dove sta la legge in questo paese?
Dove sta il rispetto dell’art 32 della Costituzione, dove la Repubblica Italiana tutela la salute come diritto fondamentale e come interesse della collettività, quando dalle sue università più titolate arrivano mendacità ed imposture a ciclo continuo?
La Manzotin, la Simmenthal, i prosciuttifici di Parma e San Daniele sono padronissimi di fare pubblicità a pagamento. I soldi ce li hanno pure.
Ma è ora di smetterla con questo attacco continuato e fuorilegge alla verità ed alla salute, nonché alla incolumità di milioni di poveri animali senza patria e senza Dio che nessuno protegge.
Si sta tutelando la santa salute psicofisica degli italiani o si sta invece proteggendo la venale salute economica dei gruppi latte-carnisti?
Giriamo la domanda al Presidente della Repubblica, se avrà tempo e voglia di ascoltare.

Se non si può aspettare scienza da gente che insegna all’università, si pretenda almeno un minimo di buona educazione. E le bufale sugli Omega3 le vadano a raccontare altrove.

La prossima volta, questa gente impari almeno un minimo di prudenza e di buona educazione.
Diverso è dire ad esempio Esistono diverse opinioni su questo argomento, ma la nostra personale idea è che i vegani sbagliano, ed affermare invece in pompa magna, dietro il paravento della Sapienza e della Bicocca, che nella dieta vegana è elevato il rischio di questo e di quello.
Questo è vile e micidiale terrorismo ideologico contro un movimento tendenzialmente vegano che conta diversi milioni di italiani e che è avviato a diventare sempre più ampio e persino maggioritario tra qualche anno, nonostante questi goffi tentativi di contrastarlo con metodi truffaldini.
Stesso discorso per gli Omega3, dove quelli vegetali crudi (da prostaglandine positive I-III, e non da prostaglandine II negative come quelle scassa-fegato del pesce e delle carni) valgono 10 volte di più in termini di salute ed assimilabilità.

Pensino alle loro carenze e alle travi nei loro occhi, che noi pensiamo ai nostri fuscelli

Le carenze citate da Cannella riguardano eventualmente quella controparte a cui egli appartiene, non certo i vegetariani vegani.
Le carenze di fosforo, di acidi grassi polinsaturi Omega3, di catechine, di fosforo, ma soprattutto di acqua biologica, di vitalie, delle vitamine e dei minerali naturali del crudismo, di succo zuccherino naturale, di fitochimici nei vari colori della natura, di fibre, di ormoni vegetali, le hanno di sicuro lui e i suoi accoliti.
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Ed è per tale motivo che gli consigliamo vivamente, ce lo consenta, una cura intensiva a base di frutta e verdura crude, ma solo dopo una settimana di digiuno completo, per purificarsi dai miasmi delle carogne che alberga tuttora in sé, perché la vile cadaverina è totalmente incompatibile con il cibo perfetto ed elettivo dell’uomo, ovvero la salubre frutta.

Accuse infamanti, offensive e pseudoscientifiche

Travisare e distorcere la realtà dei fatti, da parte di un qualsiasi comune giornalista, è un conto.
Ma, se a farlo sono invece dei luminari di scienza dell’alimentazione, che insegnano poi negli atenei di Roma e Milano, la cosa è assai diversa.
Le accuse e le illazioni della Favaro (ed anche quella di Cannella) contro il veganismo, supportate in modo plateale dal Corriere stesso, quotidiano notoriamente nelle mani di determinati produttori nazionali, ovvero degli industriali del latte, del caffè, della bibita, dello zucchero, della carne, del cibo cotto e in scatola, sono infamanti, offensive e pseudoscientifiche.

Tutti in riga col boccia-ananas e mangia-salame Luca Zaia e gli allievi di Mortadella Prodi

Mi sono sentito in dovere di intervenire con quell’articolo, a nome del Movimento Vegetariano, del Movimento Animalista, del Movimento Etico-Salutista, e di tutti gli entusiasti amici che ci seguono.
Anche perché c’è troppa gente amorfa e lavativa che non muove un dito contro questi intollerabili soprusi.
Non una parola ovviamente dai preti e dal buon papa Ratzinger, non una parola dai governanti e dai parlamentari, tutti in riga col boccia-ananas e mangia-salame Zaia, o vogliosi al massimo di sostituirsi a lui con qualche scolaretto di Mortadella Prodi.

Vuoi paragonare Veronesi ai vari personaggi sbiaditi che ci ritroviamo tra i piedi?

Chi meglio di Umberto Veronesi, con tutti i suoi eventuali limiti ed imperfezioni, poteva essere citato come testimonial vivente di mente lucida e di giovinezza prolungata?
Ci rendiamo mai conto di vivere in un paese dove il Ministro delle Politiche Agricole, che dovrebbe essere il Ministro nazionale di tutti gli italiani, si permette di apparire ieri 29/4 in televisione dichiarando di essere, lui e la sua famiglia, regolari e appassionati consumatori di maiale?
Signor Ministro, comprendiamo lo zelo per i suoi protetti macellatori, ma c’è pure un limite all’indecenza.
Mangi pure il suo rognone, ma non vada a dirlo con stile papale urbi et orbi in televisione.
Corre pure il rischio di apparire ridicolo o penoso.
Ci rendiamo conto che viviamo nel paese in cui l’imprenditore delle carni Giorgio Guazzaloca, già sindaco di Bologna in passato, si ripropone per il posto di sindaco?
Nessuno mette in dubbio la probità della persona, e nemmeno il fatto che Bologna sia anche chiamata Bologna la Grassa, ma questa situazione dovrebbe fare riflettere.
Ci rendiamo conto che la mia regione Friuli è stata nelle mani fino a ieri di Riccardo Illy, simpatico, intelligente, moderno e dinamico fin che si vuole, ma anche imprenditore internazionale del caffè, sostanza tanto gustosa quanto micidiale per la salute?

Badiamo al sodo e non andiamo troppo per il sottile

Chi si ostina a criticare Umberto Veronesi pare non aver capito in quale mondo viviamo.
Il perfezionismo può andare bene, ma forse solo nei compiti scritti di matematica. Non faccio il giudice.
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Ognuno di noi può auto-giudicarsi e può pure essere sottoposto al giudizio del pubblico per cosa dice e scrive, e per come si comporta. Ma è antipatico andare col bilancino e fare le pulci alla gente.
Non sto quindi a valutare quanto vegano sia Veronesi e quante uova consumi per settimana, e se davvero lo faccia.

Non pretendiamo perfezione assoluta, ma riconosciamo chi sta più dalla nostra parte che dall’altra

Non sta a me, almeno in questa sede, criticare o contestare i metodi di cura e le scelte politico-operative della sua organizzazione.
Meno ancora sta a me fargli i conti in tasca e commentare quanto care siano le sue parcelle.
Viviamo in un mondo dove esiste, per nostra fortuna, la legge economica naturale della domanda e dell’offerta, per cui ognuno di noi ha la sua valutazione, che può tradursi a volte in onori e notorietà, e spesso anche in moneta sonante.
Nessuno è perfetto a questo mondo. La critica è apprezzabile quando serve.
Ma non possiamo dimenticarci quello che di buono fanno le persone sotto giudizio.

Il messaggio globale del professor Veronesi fa solo bene al Movimento Vegano-Igienista-Animalista

Per quanto mi concerne, ho letto attentamente molti suoi scritti in questi ultimi anni, trovandovi il più delle volte affermazioni corrette ed equilibrate, e sempre favorevoli comunque al vegetarianismo, cosa rara ed eccezionale per un uomo del suo spessore, per un luminare inserito nei meccanismi del potere.
Veronesi non è persecutore professionista di animali, come sono invece diversi ministri del presente e dei passati governi.
Qualche contraddizione e qualche limite sì, ma glieli ho perdonati perché insignificanti rispetto alla portata e alla risonanza positiva del suo messaggio globale.
Il fatto stesso che abbia approvato e raccomandato su Internet il mio piccante scritto Zona Tumore e Zona Cancro, può solo significare che resta giovane ed aperto, che non si è chiuso nei suoi dogmatismi medicali, che non si è arroccato sulle posizioni dell’oncologia ufficiale, anche se magari, forse, nelle sue cliniche non tutto fila ancora secondo le aspettative di chi lo critica.

Il ragazzino Veronesi ha tutto il tempo per redimersi e perfezionarsi

Se Umberto Veronesi sbaglia qualcosa o sbaglia tanto, se è talvolta incoerente, se si presta ai giri di valzer con il Codex Alimentarius e con gli OGM della Monsanto, vedremo pure di correggerlo e di perfezionarlo nella misura del possibile.
Ha soltanto dieciotto primavere, ovvero 10×8 che fanno ottanta.
Per come li porta fa invidia a tutti ed è davvero un ragazzino.
Ha di fronte a sé almeno altri 30 anni per redimersi e diventare ancora più bravo, ancora più sano, ancora più amato, ancora più vegano di quanto non sia al momento presente.

Valdo Vaccaro

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