CARNE NON ALIMENTO MA SOSTANZA STIMOLANTE, INVECCHIANTE ED ABBRUTTENTE

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Articolo di Carmen Luciano – Lettera Aperta ad Alessandro Cecchi Paone: “Vegani Bassi e Brutti”? Parliamone

Negli ultimi tempi la filosofia di vita vegan e l’alimentazione a sé collegata che esclude il consumo di carne (terrestre, marina) e derivati animali sono state bersaglio di non poche critiche, giunte da parte di personalità e volti noti dello $pettacolo.

Tante trasmissioni, in onda sul piccolo schermo, sembrano ormai proporre sempre e solo teatrini tristissimi e d’una banalità incredibile su un’ideologia tanto importante qual è il veganismo. Questo moto rivoluzionario odierno, che caratterizza il XXI secolo come altri cambiamenti hanno caratterizzato altre epoche della storia dell’umanità, non viene quasi mai proposto in modo corretto, anzi. Derisioni, ironia, sarcasmo e frecciatine velenose non mancano mai, quando in una trasmissione si parla di coloro che non mangiano animali.

Dopo la dichiarazione shock del cuoco Gianfranco Vissani, che in tv ha esternato che lui “i vegani li ammazzerebbe tutti“, l’ennesimo paladino dalla spada tratta in difesa della dieta carnea ci ha regalato una nuova perla di pseudosaggezza:  “i vegani sono bassi e brutti”. Che i vegani sono bassi e brutti lo avrebbe dichiarato l’altissimo e bellissimo Alessandro Cecchi Paone.

Ovviamente, con una frase del genere che ha riecheggiato fra tv e giornaletti da salone di parrucchiera, non potevo non spendere due parole anche per lui.

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Caro Alessandro.
Mi presento: mi chiamo Carmen, sono alta 1.75 scalza (con le scarpe alte sfioro il metro e novanta e ti guardo negli occhi ) e anche se il mio specchio non parla e non dice che sono la più bella di un ipotetico reame, mi piaccio un sacco.
Ah, non mangio animaliSono (reggiti forte alla sedia) vegana.

Faccio questa piccola premessa per far notare subito l’assenza di veridicità nella tua recente esternazione. I vegani, a tua detta, sarebbero bassi e brutti.
Penso allora a quel pezzo di vegano di Joaquin Phoenix (vuoi competere?), diventato veg a 3 anni…
Forse ti sei confuso con i Fosse Troll che popolano i fiordi nell’immaginario norvegese.
O forse semplicemente hai detto una cazzata, dai. Dai, ammettiamolo, vada per la seconda.

Ti scrivo questa lettera aperta perché reputo che ci sia molto da dire sulla tua opinione che si erge su “basi scientifiche”.
Da adulta vegana, e da ex bimba vegetariana, ti parlo a nome dei bambini e degli adulti che si rifiutano di alimentarsi coi resti animali: i miei ideali sono gli stessi di quando ero una bambina. Ho sempre adorato gli animali, ed ho smesso di mangiarli a 12 anni dopo ben 4 anni di imposizioni a tavola tra sofferenza e incomprensioni.

Tu che pensi che solo l’alimentazione vegana sia “imposizione”, devi capire ed accettare il fatto che ogni tipo di alimentazione può essere un’imposizione, se non è prevista una seconda scelta, come minimo. Non c’è niente di diverso tra un genitore onnivoro e uno vegano che credono fermamente nelle proprie abitudini alimentari e le estendono ai propri figli. Ogni genitore sceglie il meglio, per la sua prole. Ciò che è meglio o non lo è varia da persona a persona. Non siamo tutti uguali. Hai mai sentito parlare di pensiero indipendente?
Il ruolo del genitore è quanto di più difficile ci sia al mondo, perché ti assumi la responsabilità di accompagnare una nuova vita, guidandola per mano fino all’autonomia. Dovresti saperlo meglio di me, visto che sei diventato padre anni fa.
Ogni scelta deve essere ben ragionata. Tutto è finalizzato al benessere dei più piccoli.
L’alimentazione di per sé, dal momento che dobbiamo mangiare per esistere, è una scelta che ricade sul genitore che non ha assolutamente modo di far decidere al bambino come vorrebbe alimentarsi. Le preferenze arrivano dopo.

Esattamente come è accaduto a tanti altri vegani come me, prima non lo ero.
Da piccola sono stata alimentata secondo dieta “onnivora” perché i miei genitori credevano che fosse corretta e giusta. Avendo sin da subito notato il mio spontaneo rifiuto nel cibarmi di resti animali (sono resti di animali sì, caro Alessandro), nel 2002 hanno dovuto comprendere che non avevo più intenzione di ingurgitare a forza ciò che il mio corpo rifiutava.

Sebbene l’alimentazione dei più preveda il consumo di resti animali, questo non vuol dire che sia la sola ed unica alimentazione.

Ritieni che mangiare carne e derivati sia indispensabile per lo sviluppo umano, soprattutto in tenera età, perché “lo dice la scienza“. Io ti dico che la scienza è fatta da studi condotti da persone umane, mortali come tutti, e che ogni teoria può essere smontata nel momento in cui nuove constatazioni dimostrano il contrario.
Chi crede che la scienza sia la verità in terra mi fa sorridere. E’ un atteggiamento così patetico, antropocentrico e tipico dell’uomo medio credere di avere la soluzione in tasca.
La scienza non è la verità suprema, è un avvicinarsi al voler comprendere come funziona il nostro corpo, quello degli altri, il mondo che ci circonda.
La scienza non è inconfutabile. Facciamo parte del tutto, non possiamo sapere tutto. Che dire allora degli studi scientifici di Cesare Lombroso? Oggi è palese che i tratti somatici non siano in grado di rivelare alcun tipo di tendenza della persona presa in esame. Che dire delle ricerche scientifiche condotte da Karl Vogt sui crani degli animali e delle persone per affermare che lo sviluppo cerebrale femminile fosse nettamente inferiore a quello maschile? Oggi è un insulto pensare che le donne siano inferiori agli uomini. Eppure, questa era la “scienza” fino a poche decine di anni fa.

A dimostrare quanto non sia vero che senza carne si diventa rachitici ci sono i bambini delle coppie vegane, piccoli esseri umani a cui non manca la salute e le energie per vivere serenamente.
A dimostrare quante bugie vengano dette circa la pericolosità dell’alimentazione che ho fatto mia ci sono anche io, prova vivente che si può esistere perfettamente in salute senza negare l’esistenza alle altre specie.
Sai cosa dicevano di me le persone plagiate dai falsi miti sul cibo, caro Alessandro?
Le stesse che oggi vivono rifocillando le casse delle aziende farmaceutiche?
Dicevano che non avrei sviluppato bene, dal momento che avevo 12 anni e che non ero ancora sviluppata. Dicevano che avrei avuto carenze di proteine e ferro.
Dicevano che avrei avuto problemi di salute e che mi aspettavano pochi anni di vita.
E invece, al contrario di quanto predetto in modo “savonarolesco” sulla mia salute, oggi mi ritrovo ad essere una ragazza di 27 anni a cui non manca né ferro né proteine.
Sono sviluppata abbastanza da avere un corpo proporzionato e femminile, non sono carente di ferro né proteine, sono la più alta in famiglia (tra le donne) e soprattutto mi sento bene con me stessa.
E di anni senza mangiare animali ne sono passati ben 15, caro Alessandro.
Più di metà della mia vita senza portare in tavola, e nello stomaco, il peso della morte di qualcuno.

Non c’è niente di più sbagliato del sentirsi superiori alle altre creature che popolano il pianeta. Sai, caro Alessandro, non ce le abbiamo messe noi sulla Terra. Noi siamo spuntati molto dopo ritrovandoci nel bel mezzo della loro presenza.
Non gli abbiamo regalato noi il dono della vita, tanto da volercene riappropriare.
E anche se fosse stato diversamente, i diktat del buon costume ci ricordano che un dono dato non si chiede mai indietro.
Gli animali, continuerò sempre a dirlo, seguono i loro istinti e vivono in un modo ben lontano dal nostro. Noi, umani, nonostante siamo appartenenti al regno animale, abbiamo la possibilità di scegliere attraverso libero arbitrio e raziocinio.
Abbiamo il privilegio di poter decidere come comportarci, come relazionarci e anche come alimentarci.
Chi ha deciso di alienarsi dallo sfruttamento e dal massacro che si cela dietro all’industria dello smontaggio animale (quello che per te è la “buona tavola”) non è un folle. Non propinare ai propri figli carcasse in pappa non è follia.
La vera follia è rimanere ciechi davanti a dei corpi viventi che tremano dalla paura.
La vera follia è rimanere sordi se delle bocche assetate dopo ore di viaggio in tir emettono strilla in preda al panico.
La vera follia è fingere di non sentire l’odore acre delle urine che fuoriescono dal terrore, e del sangue innocente che viene tolto dal suo posto e fatto cadere a terra.
La vera follia è impugnare un coltello o una pistola senza essere sfiorati minimamente dalla pietà.

Caro Alessandro.
I vegani non sono bassi: hanno ideali altissimi.
I vegani non sono brutti: la loro bellezza esteriore ed interiore li porta a desiderare di lasciare intatta quella degli animali. Il bello si contempla, non si annienta.

Anche se al momento la tua opinione è questa, ti auguro di riuscire comprendere che non vale nemmeno vivere un giorno se quel giorno abbiamo oppresso e soppresso qualcuno in nome della nostra esistenza.

– Carmen.

Fonte


Commento di Valdo Vaccaro

OTTIMA RISPOSTA AL CADAVERISTA TELEVISIVO

Ciao Carmen. Complimenti per le tue posizioni cristalline. Hai detto delle cose magnifiche. Sei stata anche troppo gentile e comprensiva e paziente. Sono letteralmente sbalordito che una persona la quale frequenta e incontra il pubblico anche tramite il mezzo televisivo arrivi ad esprimersi con un linguaggio così volgare e spregevole, senza nemmeno accorgersi del suo degrado come essere che pretende di essere civile, evoluto e intelligente. Posso in parte giustificare chi per qualsiasi motivo continua a mangiare cadaveri, ma che sente almeno dentro di sé una punta di rammarico, di imbarazzo e di vergogna. Ma chi vive compiendo giornaliere carognate ai danni di bestiole indifese ed innocenti, e pretende pure di farsene vanto, mi fa letteralmente ribrezzo.

OGNUNO HA LA SCIENZA CHE SI MERITA

Quanto a discorsi sulla scienza, esistono cento tipi di scienza e di scienziati. Chi parla come Alessandro Cecchi Paone bazzica e crede evidentemente a una scienza obsoleta, retrograda e scriteriata, per quanto numericamente maggioritaria grazie al martellamento ignobile dei grandi sterminatori stile Cremonini e McDonald’s e Agroalimentare Italiano, e dei loro eterni supporter medico-pediatrici.

IL BANCOMAT DI AMINOACIDI A DISPOSIZIONE 24 ORE SU 24

Prendo uno stralcio della mia tesina “Rimedi formidabili ai mali del corpo, della mente e dello spirito“. Il nostro organismo attinge i diversi aminoacidi dal sistema sanguigno e dal linfatico, dal cosiddetto pool di aminoacidi, un bancomat proteico aperto 24 ore su 24. Le stesse nostre cellule, 100 trilioni circa, hanno la capacità di trattenere come scorta di emergenza una minima quantità di aminoacidi. Queste scoperte sono piuttosto recenti e le dobbiamo al prof Arthur Guyton (1919-2003) autore di testi basilari quali “Phisiology of the body”.

NESSUN MOTIVO SERIO PER CONSUMARE CARNE

Non esiste un motivo che sia uno, nessun fattore nutrizionale, fisiologico o psicologico che giustifichi il consumo di carne da parte dell’uomo e dei suoi piccoli che non sono marziani ma piccoli uomini in fase di crescita. La carne non fornisce combustibile, non fornisce energia, non dà potere calorico. L’unica cosa che fa stimola l’organismo a mandarla fuori in tutta fretta, cosa del resto impossibile, visto il nostro disegno corporale e biochimico di esseri fruttariani. Ed è proprio questa contraddizione, questo stress interno a produrre un incremento anomalo del battito cardiaco e della fatica interna. Una tachicardia che riflette lo sforzo anti-venefico in atto per espellere la carne.

CARNE NON ALIMENTO MA SOSTANZA VENEFICA, STIMOLANTE, ABBRUTTENTE ED INVECCHIANTE

Carne dunque non alimento ma materiale fortemente tossico per un organismo Fructarian Designed come quello umano. Carne equiparabile a veleno stimolante, al pari del caffè, carica di acido urico come il caffè. Carne ricca di grassi saturi, principali causatori di ictus e infarto. La carne assorbe e fa razzia di enormi quantità di preziosa energia per essere digerita malamente e per produrre così sangue guasto e catramoso. Le proteine non producono energia ma la consumano e la sottraggono! Stando alle devianti congetture medico-pediatriche uno che vive senza carne e latte dovrebbe solo deperire e morire in anticipo in anticipo sui tempi, mentre accade l’esatto contrario.

LATTE MATERNO INDICATORE ASSOLUTO DEL PERCORSO ALIMENTARE UMANO

Il Cecchi Paone si prenda almeno la briga di ricavare una pagina di dati scientifici basilari e super-avanzati di provenienza USDA, US Dept of Agricolture: http://michaelbluejay.com/veg/protein.html. Troverà che il latte di donna ha il 5,9% di contenuto proteico, la frutta 6,7%, le noci e i semini 11%, i cereali integrali 13%, le verdure crude (radicchi, cavoli, valeriana ecc) 22%, i legumi 28% al pari delle carni e del pesce ma senza il contenuto acidificante di purine e di acido urico. Troverà anche i commenti della prof Marion Nestle della New York University, Dept of Nutrition, Food and Hotel Management, designer dei buffet delle maggiori catene alberghiere Hyatt, HolidayInn, Hilton, Intercontinental, Marriott.

OLTRE I 23 GRAMMI DI PROTEINE AL GIORNO SI SFONDA IL TETTO DELL’ACIDIFICAZIONE

Si sorprenderà nell’apprendere che di proteine nell’alimentazione se ne parla solo come rischio e come pericolo e niente altro, visto che non si va mai in carenza proteica ma solo in carenza calorica o carenza vitaminico-minerale. Se vuole poi approfondire, apprenderà pure che andando oltre ai 23 grammi di proteine al giorno il corpo va in acidificazione, mentre per la FDA e per Giorgio Calabrese servitore dell’AgroAlimentare Italiano propinatore instancabile di salumi, di prosciutti, di trippe e di polli spennati, fino a qualche anno fa, servivano 300 grammi al giorno di proteine.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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5 commenti

  1. Bellissima risposta anche se la ritengo abbastanza sprecata e difficilmente recepibile da un poveraccio il cui nome fa rima con cogl….

  2. In questo Articolo molto dettagliato anche la USDA parla di: FABBISOGNO DI PROTEINE 10-35gr/Giorno max. con rischio di Insufficienza al di sotto di 10gr ma anche di Rischio di Malattie Croniche al di sopra dei 35gr/dì.
    QUI: http://bit.ly/2ylRqRR

  3. Intanto mi premeva evidenziare un passaggio della risposta di Carmen Luciano perché merita: “Chi crede che la scienza sia la verità in terra mi fa sorridere. È un atteggiamento così patetico, antropocentrico e tipico dell’uomo medio credere di avere la soluzione in tasca…La scienza non è la verità suprema, è un avvicinarsi al voler comprendere come funziona il nostro corpo, quello degli altri, il mondo che ci circonda. La scienza non è inconfutabile. Facciamo parte del tutto, non possiamo sapere tutto”. Riflessioni apparentemente superflue e scontate, ma che per l’incomprensibile e delirante venerazione per la scienza (“strumento” creato dall’uomo!!) di molti personaggi mediatici che gongolano a strombazzarla senza imbarazzo alcuno, possono assurgere al rango di editti reali! Costoro non si rendono conto di emulare papale papale lo stesso spirito di quei tizi che nei bei tempi andati si mettevano a scolpire immagini di divinità da un pezzo di legno per poi prostrarglisi d’innanzi! Ma dove siamo arrivati…l’artefice che si inginocchia davanti a ciò che ha creato!! Follia pura a mio avviso.
    Su Vissani sorvolo, magari la sua è solo una gaffe. Spero per lui che non pensi veramente ciò che ha detto. Quanto a me se ha intenzione di ricavarci bistecche sta fresco…in quel senso ero più appetibile da onnivoro, quando stavo sul quintalozzo!

  4. Ma se la maggior parte dei vegani a settant’anni sembrano morti in piedi con la pelle tutta cadente e la faccia scavata?