LA VERITÀ SUL CASO VALENTINO

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LETTERA DELLO ZIO DI VALENTINO

Egregio Valdo Vaccaro, Sono lo zio di Valentino T., il ragazzo sieropositivo venuto alle cronache nazionali con l’accusa di avere contagiato diverse ragazze con il virus dell’Hiv.

BUGIE E SPECULAZIONI VERGOGNOSE DI GIORNALISTI TELEVISIVI SENZA SCRUPOLI

Mi permetto scriverle nella speranza di potere avere un confronto con lei, nel tentativo di potere aiutare mio nipote, e allo stesso tempo fare emergere le tante bugie e speculazioni vergognose, fatte da giornalisti senza scrupoli, che al solo fine di vendere i loro giornali o aumentare i loro ascolti televisivi, hanno messo alla gogna mediatica un ragazzo.

CONDANNA E GOGNA MEDIATICA SENZA PROCESSO E SENZA IL SACROSANTO DIRITTO DI DIFESA

Mio nipote in fin dei conti non si è mai macchiato di azioni violente. Eppure, senza un regolare processo, è già stato condannato. Nell’attesa di un suo positivo riscontro e magari un gradito confronto, porgo cordiali saluti.

Lo zio di Valentino

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RISPOSTA

UNA INFAME E SUBDOLA MACCHINAZIONE

Ciao Angelo. Il tuo intervento è più che mai opportuno ed appropriato, oltre che puntuale. Non conosco da vicino i protagonisti del caso, diventato ormai una cagnara nazionale. Ma dentro di me ho sempre pensato all’esistenza di una subdola ed infame macchinazione a scopo speculativo.

MAI CREDERE ACRITICAMENTE A TELEVISIONI E TELEGIORNALI

Quando un episodio di questo genere viene ripetuto ad arte più volte sui telegiornali, senza mai entrare nei dettagli, proponendo come simbolo demoniaco fisso un protagonista privo di scrupoli, privo di prudenza, privo di educazione, e una serie imprecisata di ragazze anonime teoricamente santarelline ed innocenti e dei loro rispettivi partner, tutti contagiati da un virus Hiv esistente solo nella bacata fantasia del pubblico e nella mente mercificata di reporter senza arte né parte, privi di qualsiasi conoscenza scientifica e di qualsiasi rispetto umano per tutte le parti in causa, qualunque persona dotata di un pizzico di buonsenso e di cervello dovrebbe capire come stanno in realtà le cose.

IL CARROZZONE AIDS CONTIENE I VIP E CONTIENE PURE LA SPAZZATURA

Il carrozzone Aids di cui parlo spesso non è costituito soltanto dagli inventori di questa infame farsa mondiale, ma soprattutto dei servi e dei lecchini sporcaccioni e disonesti che si accodano ad esso, inclusi presidenti ed ex-presidenti USA, finanziatori degli stessi come George Soros, titolari di fondazioni miliardarie esentasse tipo i Clinton e i Gates, da titolari e manager superpagati di televisioni statali e private, da giornalisti schiavi e prostituti del potere, da gentaglia come quelli delle Iene, per dirla in concreto, visto che ormai li conosco bene.

VALENTINO VITTIMA PREDESTINATA DELLA MACCHINA TRITATUTTO

Nessuna sorpresa che un giovane come Valentino, per quanto ingenuo ed imprudente possa essere stato, per quanti errori abbia potuto commettere, sia finito negli ingranaggi di questa macchina infernale tritatutto che parte dal CDC di Atlanta per diramarsi ai Servizi Segreti, alla Casa Bianca, alla Banca Mondiale, al Vaticano, alle cliniche super-sponsorizzate, alle Università golose di danaro facile, ai governi e ai ministeri di mezzo mondo.

DALLA VIOLENZA IGNOBILE SULLE DONNE ALLA DISGUSTOSA CREAZIONE DI MOSTRI

Ovvio che il momento che viviamo si presta a questo genere di imbrogli. La sopraffazione sul debole, sull’animale, sul bambino, sull’anziano, sul malato, e nello specifico la violenza ignobile e sconsiderata sulle donne, sono purtroppo fatti reali della nostra quotidianità e vanno denunciati e combattuti in modo drastico. Nessun dubbio su tutto questo. Ma costruire in modo pianificato e sofisticato dei mostri dove non esistono, è una cosa quanto mai immorale e disgustosa.

STIAMO DALLA PARTE DELLA VERITÀ

Non ho alcuna difficoltà a darti un positivo riscontro già fin da adesso. Non è questione di confrontarsi ma semplicemente di diffondere informazioni veritiere e non impregnate di menzogne e di ipocrisia. Sarei molto interessato a pubblicare la versione dei fatti esposti in modo diretto da Valentino o anche da te, in ogni dettaglio. Se ti interessa incontrarmi di persona, lo puoi fare in occasione dei miei impegni esterni che stanno elencati sulla rubrica Conferenze, corsi e colloqui Valdo 2016.

Valdo Vaccaro

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LETTERA

ESPOSIZIONE OBIETTIVA DI COME SONO ANDATI I FATTI

Buonasera Valdo e grazie per la pronta risposta. Voglio dare seguito alla sua disponibilità raccontandole i fatti per come sono realmente andati, cercando di narrarli in maniera obiettiva e senza farmi condizionare dall’affetto che nutro nei confronti di Valentino.

AMMETTO TUTTI I SUOI ERRORI DI LEGGEREZZA E DI INGENUITÀ

Ci tengo a dirle subito, che reputo il comportamento di Valentino moralmente imperdonabile. Sapeva di essere sieropositivo ed aveva quindi il dovere morale, indipendentemente da ogni considerazione, di prendere precauzioni. Non lo ha fatto e con molta probabilità la sua vita è irrimediabilmente compromessa, visto almeno, com’è stato trattato fin qui il caso.

EVIDENTI CORRESPONSABILITÀ DELLE ISTITUZIONI SANITARIE

Premesso quanto sopra, non posso però fare a meno di denunciare che, se Valentino ha delle innegabili responsabilità morali, ancora di più ritengo ne abbiamo le intere istituzioni sanitarie di questo paese, per la totale assenza di informazioni riguardanti le conseguenze penali a cui si andava incontro, nel malaugurato caso di contagio, com’è poi accaduto a Valentino. Informazioni che a mio modesto avviso, avrebbero fatto da deterrente, responsabilizzandolo molto più di quando possa fare la semplice informazione di usare il profilattico, evitando molto probabilmente il nascere di questa brutta vicenda.

PROFILO UMANO DI VALENTINO

Chi è Valentino? Valentino è un ragazzo, oggi 31enne, che con fatica e impegno era riuscito a costruirsi una vita normale, cosa non del tutto scontata, considerato che non ha mai conosciuto il padre, mentre la madre è morta quando aveva appena 4anni. Valentino scopre di essere sieropositivo nel Luglio del 2006, quando aveva appena 22 anni, dopo che una ragazza, che oggi inspiegabilmente è tra quelle che lo hanno denunciato, gli consigliò di fare il test dell’Hiv. Il consiglio gli fu dato, dopo che la ragazza era venuta a conoscenza dal Valentino stesso che la madre era morta di Aids contratto a seguito di uso di stupefacenti.

NON BEVE, NON FUMA, NON SI DROGA E STA FISICAMENTE IN GRANDE FORMA

Passata la prima fase di normale sbandamento, dopo avere appreso di essere sieropositivo, Valentino riesce, non senza fatica, a trovare un equilibrio. Trova un lavoro e nel frattempo va a vivere da solo. Il ragazzo non beve, non fuma, non si droga, coltiva diverse amicizie, frequenta locali e discoteche, in poche parole la vita di un ragazzo che vive la sua età, con spensieratezza ma allo stesso tempo all’interno di quei canoni sociali che non destano preoccupazioni alla famiglia. Questo è Valentino!

LA DENUNCIA DI UNA RAGAZZA E L’INIZIO DI QUESTA TRISTE STORIA

La vicenda ha inizio quando una ragazza che aveva avuto rapporti sessuali con Valentino, viene a conoscenza da parte di una amica comune con Valentino che il ragazzo è sieropositivo. La ragazza va a fare il test, scopre di essere sieropositiva, contatta Valentino e lo accusa di averle trasmesso l’HIV. Valentino nega di essere sieropositivo e, dopo varie insistenze da parte della ragazza di dimostrarglielo che non aveva l’Hiv, nel tentativo maldestro di confutare la sua sieronegatività invia alla stessa tramite WhatsApp un certificato palesemente falsificato. Scatta la denuncia.

VALENTINO SI DIFENDE IN MODO MALDESTRO

Valentino viene ascoltato dalla polizia e ancora più maldestramente, mentendo, conferma l’esistenza del certificato e continua a mentire, probabilmente dopo essersi sentito smascherato, dichiarando che lui aveva appreso di essere sieropositivo solo l’anno prima. La polizia a questo punto decide di aprire delle indagini. Si trovano altre ragazze che avevano avuto rapporti sessuali con Valentino e alla denuncia della prima ragazza se ne aggiungono altre 5.

L’ARRESTO E LA MACCHINA MEDIATICA

Valentino viene arrestato il 24 Novembre dello scorso anno. L’arresto avviene nell’ufficio dove lavorava in presenza di colleghi e datori di lavoro e subito trasferito nel carcere di Regina Coeli di Roma.

LA STORIA DEL MOSTRO E DELLO SPREGEVOLE UNTORE

La vicenda esce sulle principali testate giornalistiche e televisive, guarda caso il 1° Dicembre 2015, giornata mondiale sull’Hiv e sull’Aids. Giornali e Tv si scatenano sulle più fantasiose ricostruzioni possibili e immaginabili, come spesso accade in questo paese, narrando di un untore arrestato perché volontariamente andava in giro a contagiare ignare ragazze, dopo averle adescate in chat e dopo averle convinte ad avere rapporti sessuali senza preservativo. Pagine e pagine di giornali, trasmissioni tv che raccontavano di un MOSTRO, di un UNTORE che andava in giro a contagiare delle povere ragazze, ingannate da un essere spregevole, al solo fine di trascinarle nell’incubo dell’Hiv e dell’Aids.

NESSUN ACCERTAMENTO LEGALE E NESSUNA PROVA LOGICA E CONCRETA CHE VALENTINO ABBIA CONTAGIATO QUESTE RAGAZZE

Una primaria trasmissione televisiva arriva addirittura a intervistare una delle ragazze coinvolte, mandandola in onda e dando per verità assoluta le dichiarazioni fatte dalla ragazza. Tutto questo, senza che un tribunale di questo paese abbia mai accertato ALDILA’ DI OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO, che Valentino abbia realmente contagiato queste ragazze e soprattutto che lo abbia fatto consapevolmente.

INFORMAZIONI ACCUSATORIE INFAMANTI E A SENSO UNICO

Scrivono di tutto, danno informazioni false e pur di avvalorare la storia, al solo fine di vendere più giornali e alzare i loro ascolti televisivi, danno le notizie come se il ragazzo fosse stato già giudicato e condannato da un tribunale. Grazie a questo tipo di informazione, fatta a senso unico e basandosi sulle sole teorie accusatorie, innescano un odio e un disprezzo verso il ragazzo, da parte dell’opinione pubblica, che si traduce in commenti sommari di condanna, arrivando addirittura a creare pagine su facebook inneggianti alla violenza, come ad esempio la pagina VALENTINO TI BRUCIO LA FAMIGLIA.

CONTAGI IN AUMENTO, MA 17 RAGAZZE SU 27 STRANAMENTE IMMUNI

Le indagini continuano, è notizia di questi giorni che le persone coinvolte sono diventate 48, di cui 27 ragazze contagiate, a detta dell’accusa, direttamente da Valentino, 3 uomini contagiati dai rispetti partner facenti parte delle 27 ragazze, un bambino di cui la madre anni prima aveva avuto dei rapporti sessuali con Valentino ed infine 17 ragazze che pur avendo avuto rapporti sessuali con Valentino non sono risultate sieropositive.

NON PIÙ LESIONI GRAVISSIME MA EPIDEMIA DOLOSA CON PROSPETTIVA DI ERGASTOLO

Cambia l’accusa e da lesioni gravissime il PM ipotizza la procurata epidemia dolosa, pena l’ergastolo. Il GIP non accoglie il nuovo capo di imputazione, perché a mio avviso non configurabile, ma conferma la custodia cautelare in carcere, respingendo gli arresti domiciliari, perché reputa che il ragazzo una volta agli arresti domiciliari, possa reiterare il reato contagiando altre ragazze. Questi sono i fatti salienti fin qui noti. A questo punto invito tutti i lettori a valutare con obiettività e soprattutto severità le riflessioni che di seguito illustrerò e che mi hanno ormai convinto che VALENTINO È UNA VITTIMA.

L’HIV NON NASCE CON VALENTINO

Partendo dal presupposto, credo condivisibile da tutti, che l’Hiv non nasce con Valentino e che lui stesso sarebbe vittima a sua volta di un contagio preso a seguito un rapporto etero-sessuale, così almeno hanno scritto i giornali, perché lui è un MOSTRO e le ragazze sono tutte vittime?

UN CONTO È CONDANNARE LA LEGGEREZZA E L’IMPRUDENZA, UN ALTRO CONTO È TRASFORMARE UN RAGAZZO IN UN MOSTRO SOCIALE

Qualcuno potrà obiettare che essendo lui a conoscenza di essere sieropositivo aveva il dovere morale di prendere precauzioni. Giusto, condivido il pensiero. Dovere morale di prendere precauzioni! Ma perché da una azione moralmente condannabile si è voluto costruire la figura dell’UNTORE e del MOSTRO. Non mi risulta che la legge disciplini la morale, anche perché se cosi fosse, non basterebbe l’intero territorio italiano per carcerare tutti coloro che si macchiano di azioni moralmente condannabili. Non trovate?

MOLTE DELLE RAGAZZE COINVOLTE NON SONO AFFATTO CREDIBILI

Fermo restando le responsabilità morali di cui accennavo sopra, non credete che una ragazza che acconsenta di fare sesso con un perfetto sconosciuto senza prendere precauzioni, magari la sera dopo avere chattato per la prima volta con un ragazzo, abbia implicitamente accettato il rischio di un eventuale contagio? Tutti sappiamo dell’esistenza reale o inventata dell’Hiv e dei rischi che la scienza ufficiale dice ci siano. Come mai le ragazze, con assoluta certezza, indicano in lui l’UNTORE e non pensano magari che possano averlo contratto dal partner della sera prima o quella dopo, visto che molte di esse pare avessero una attitudine piuttosto spregiudicata con il sesso?

NESSUNA CATTIVERIA E NESSUNA VOLONTARIETÀ DA PARTE DI VALENTINO

Il ragazzo è accusato di avere voluto VOLONTARIAMENTE trasmettere il virus dell’Hiv. Vi sembra credibile che uno che vuole fare VOLONTARIAMENTE del male, dia alle ragazze, nome, cognome, le presenti ad amici e in alcune occasioni anche ai parenti, indichi dove vive, lavora e dove lavora? Secondo voi, questo è l’atteggiamento di un criminale o più verosimilmente, l’atteggiamento di uno che non si rende conto di cosa possa accadere? Giornali e tv lo hanno già sommariamente condannato e senza porsi il ben che minimo dubbio che magari il ragazzo possa essere innocente o comunque non spinto da intenzioni atte a procurare del male a qualcuno, hanno pubblicato nome e cognome esponendolo alla gogna mediatica di facili giustizieri, che senza conoscere i fatti, inneggiano anche alla morte del ragazzo.

GIORNALISTI E TELEVISIONI DI BASSA LEGA

Complimenti alla stampa e alle tv italiane. Qualcuno dovrebbe spiegare a questi giornalisti di bassa lega, soprattutto in fatti di questo genere, dove non vi è alcuna azione violenta, che esistono i tribunali preposti a dare dei giudizi e che non spetta certo a loro stabilire i fatti.

MAI UN MALESSERE, MAI UNA SOFFERENZA, MAI UNA CURA MEDICA VISTO CHE LA SUA CARICA VIRALE ERA COMUNQUE MOLTO BASSA

Il ragazzo è a conoscenza di essere sieropositivo da circa 10 anni. Mai un malessere, nessun tipo di problema fisico o sofferenza. Al ragazzo fino al 2014 non era stata mai prescritta alcuna cura. I dottori che periodicamente si sono succeduti nei controlli di routine gli hanno sempre detto che le analisi erano a posto, che stava sostanzialmente bene e che la sua carica virale era bassa.

VALENTINO ERA ED È TUTTORA CONVINTO DI NON ESSERE AMMALATO

È forse da pazzi pensare che un ragazzo che scopre a 22 anni di essere sieropositivo, e a questo non segue un problema fisico o una malattia invalidante, dove i medici che lo hanno in cura non gli prescrivono dei farmaci e che anzi gli dicono che lui sta sostanzialmente bene, finisca per convincersi che non è ammalato e si comporti di conseguenza?

LA PROBABILITÀ DI CONTRARRE HIV DA RAPPORTO SESSUALE RIMANE, ALLA RESA DEI CONTI, SUL RIDICOLO LIVELLO DELLO 0,03%, CIOÈ 3 CASI SU 10.000

I dati ufficiali parlano di uno 0,03% di probabilità di contrarre il virus a seguito di un rapporto sessuale. Facendo un breve calcolo, anche in base al numero delle ragazze coinvolte, migliaia di rapporti sessuali, è credibile secondo voi? Chi è Valentino? Forse un Superman? Come si spiega quindi un così alto numero di contagi riconducibili a lui? Come si spiega il fatto che 27 ragazze sono risultate sieropositive e altre 17 no? Come si fa a stabilire che è lui l’UNTORE e non viceversa o che le ragazze possano aver contratto il virus da un altro partner?

TRATTATO COME UN CRIMINALE SENZA ALCUN VALIDO MOTIVO

Ammesso e non concesso che possa essere stato lui a contagiare le ragazze. Che motivo c’era di trattarlo come un criminale, esporlo alla pubblica piazza come un animale, fottendosene della legge sulla privacy, divulgando nome e cognome e facendo si che su internet girassero le foto di Valentino con i sottotitoli di UNTORE e MOSTRO.

NON SI È AMMALATI IN FORZA DI UN CERTIFICATO REDATTO ALLA CARLONA

Se proprio devo trovare una responsabilità in Valentino è quella di avere voluto vivere una vita normale, senza per forza doversi sentire ammalato. L’unica prova esistente che Valentino è ammalato è data da un certificato che asserisce che è sieropositivo. Il fatto poi che non abbia alcun tipo di sintomo sembra quasi passare in secondo piano.

DI QUALE SOFFERENZA PARLANO QUANDO VALENTINO GODE DI VITALITÀ STRAORDINARIA E DI SALUTE FUORI DEL COMUNE?

Quindi di cosa parlano alcuni giornali che hanno scritto che il ragazzo ha voluto trascinare nel calvario dell’Hiv le ragazze coinvolte per far sì che soffrissero dello stesso male. Di quale sofferenza parlano, visto che Valentino non ha mai sofferto di problemi riconducibili all’Hiv e che le ragazze coinvolte continuano a vivere una vita normale e addirittura qualcuna ha il tempo per interviste, che lasciatemi pensare male, non sono certo concesse per nobili motivi.

SIA LE PRESUNTE VITTIME CHE STAMPA E TELEVISIONE STANNO USANDO VALENTINO COME CAPRO ESPIATORIO PER I PROPRI SPORCHI COMODI

Io penso che Valentino è stato usato da tutti come capro espiatorio. Dalle vittime perché è più facile addossare ad altri le responsabilità delle proprie azioni puntando il dito su Valentino il MOSTRO e giustificarsi con amici, parenti, fidanzati o mariti che siano. Dalla stampa e televisione, perché la figura dell’UNTORE e del MOSTRO ha consentito loro di vendere più giornali e aumentare i loro ascolti, senza farsi alcuno scrupolo nel rovinare, violando la sua privacy e divulgando notizie false, la vita di un ragazzo, che fino a prova contraria e fin tanto che un tribunale non si sarà pronunciato è innocente. Gli inquirenti stessi che hanno permesso il diffondersi di notizie mentre ancora vi erano delle indagini in corso. Concludo dicendo che l’Hiv non nasce con Valentino e non sarà certo distruggendogli la vita che il problema sarà risolto.
Zio di Valentino

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RISPOSTA

VALENTINO T, UN GIOVANE NORMALE E NON UN MOSTRO DA DESTINARE AL ROGO

Le cose stanno cominciando a chiarirsi e a delinearsi meglio. Dal punto di vista umano ne esce un giovane normale che ha sicuramente commesso degli errori e delle imprudenze notevoli e condannabili. Definirlo ingenuo e superficiale è il minimo. Nessun motivo invece per trasformarlo in mostro e criminale, e ancor meno in sporcaccione seriale da mandare al patibolo o quasi, salvo che non si vogliano ripristinare i tempi dell’Inquisizione e dei roghi, stile quello decretato da papa Clemente VIII nel 1600 a Campo de’ Fiori contro il grande Giordano Bruno.

BUGIE MALDESTRE ED INGENUE

Le sue stesse bugie, il suo stesso volersi difendere in modo maldestro sia con le sue presunte vittime che con la polizia, dicendo di non essere sieropositivo, non venivano certo da un piano diabolico di dimostrarsi indenne da Hiv/Aids ma piuttosto dal fatto evidente che lui stava e sta benissimo, in ottima forma fisica, e che sostanzialmente non dava alcuna importanza ed alcun senso alla sua condizione teorica di sieropositivo asserita dalla documentazione medica.

SOTTOVALUTAZIONE DEL SUO STATUS UFFICIALE DI SIEROPOSITIVO

Qui, per valutare la sua innocenza o la sua colpevolezza mentale, sarebbe importante intervistare Valentino di persona e capire cosa gli frullava per la testa quando ha ignorato e sottovalutato il suo status ufficiale di sieropositivo. Probabilmente era convinto, sulla base di fatti evidenti ed effettivi, di essere una persona normale e non un soggetto a rischio o in predicato di contagiare il prossimo.

VIVIAMO IN UN CONTESTO SOCIALE COLPEVOLISTA E MANICOMIALE

Difetto ideologico e difetto di prudenza, d’accordo. Un conto è ragionare su basi salutistiche e logiche come ha fatto lui, e un altro è tener presente che viviamo in un determinato contesto sociale politico e legislativo di tipo colpevolista, per cui la faccenda Hiv/Aids, per quanto manicomiale, per quanto inventata e manipolata di sana pianta, per quanto falsa e farsesca, per quanto barattata come patologia contagiante senza assolutamente esserlo, viene tuttora vista socialmente e considerata legalmente una temibile malattia capace di sovvertire ed appestare il mondo intero.

LA PREPARAZIONE SCIENTIFICA SUI PRE-REQUISITI DELLA CONTAGIOSITÀ STA A LIVELLO ZERO

Appare ovvio che tutto dipende dal tipo di tribunale accusatorio che dovrai affrontare. Pretendere che il pubblico e che i giudici abbiano un minimo di preparazione scientifica e di apertura mentale, una reale maturità su questi argomenti arroventati e controversi è una pia illusione. I principi di Koch o i postulati di Henle-Koch, per i quali una malattia, per essere contagiosa, deve colpire al rateo equo di 50-50 maschi e femmine, e non al rateo 90-10 come accade nella realtà, ed anche i dati statistici per i quali soltanto lo 0,03% dei sieropositivi risulta tale per contatto sessuale con altro sieropositivo, sono dati che vengono promulgati nelle università specializzate e non certo sulla piazze o nei tribunali.

IL BARACCONE AIDS SI REGGE TUTTO SULLA VORACITÀ PER IL DIO DANARO

Il fatto che lo scandalo sia stato fatto esplodere in esatta concomitanza con la giornata mondiale dell’Aids, fa capire quanta malevolenza e quale ipocrita pianificazione si nasconda dietro il baraccone Aids, quanta e quale macchinazione infernale sussista e permanga nei piani della Medicina Monatta.
Questa gentaglia è disposta a tutto pur di mantenersi ai vertici con le sue menzogne e la sua infinita voracità per il dio danaro.

FONDI MILIARDARI ESENTASSE DA UNA PARTE E VITTIME INNOCENTI DALL’ALTRA

Ogni fatto della vita, ogni evento degno di attenzione, come quello di Valentino, finisce per diventare oggetto di speculazione da sottoporre a sapiente regia. Chi ha pianificato e inventato l’Hiv/Aids 40 anni fa non perde occasione per riaffermare il suo potere, per rimpinguare i suoi enormi fondi Aids esentasse targati Clinton, Gates e Soros, travolgendo cinicamente tutto e tutti. Alla fine, parliamo di un maxi-evento cinematografico dove ci sono le star, i registi e i veri protagonisti da una parte, e le comparse, ovvero le povere vittime, dall’altra. Finire in questa ultima categoria significa rovinarsi e subire la gogna mediatica, come sta puntualmente succedendo a Valentino T.

Valdo Vaccaro

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LETTERA

LA TEORIA SUL VIRUS HIV FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI

Gent.mo Dr Vaccaro, sono allineata al suo pensiero che il virus Hiv non esiste, poiché mi sono documentata in quanto sieropositiva con cervello indipendente, e la teoria ufficiale fa acqua da tutte le parti, ma pongo alla Sua gentile attenzione questa domanda, alla quale non sono riuscita a dare risposta.

VORREI PRECISE SPIEGAZIONI SUL CASO ROMANO DI VALENTINO T. E DELLE 31 DONNE CHE HANNO FATTO SESSO NON PROTETTO CON LUI

Come può essere successo, se le notizie della cronaca sono vere, che Valentino T., il trentunenne di Acilia (Roma) è stato arrestato a dicembre per aver trasmesso il virus dell’Hiv a 31 donne che avevano fatto sesso non protetto con lui? Tutte e 31 le vittime con detriti cellulari provenienti da un red-ox generale inquinato? Guarda caso la madre è morta di Aids quando lui aveva sei anni.
I miei migliori saluti.
Anna

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RISPOSTA

NESSUNO AL MONDO È MAI MORTO DI AIDS, MILIONI SONO MORTI DI PAURA DELL’AIDS E PER SUICIDIO

Ciao Anna. Giustissima la domanda che mi poni. Sul fatto che la madre di Valentino sia morta di Aids quando lui aveva 6 anni è una ennesima bufala inventata. Sarà morta di qualsiasi cosa ma non di qualcosa che non esiste e non ha mai ammazzato una singola persona nel mondo intero. L’Aids, mettitelo bene in testa, non esiste, non è mai esistito. Esiste soltanto il carrozzone Aids creato con diabolica pianificazione dal CDC (Central Disease Control) di Atlanta, per salvare la Sanità Americana dal tracollo finanziario globale derivato dal fallimento della guerra nixoniana sul cancro. Questi sono fatti sicuri ed accertati al 100% e non ipotesi complottiste.

DEBOLEZZA IMMUNITARIA, INTOSSICAZIONE E AUTO-AVVELENAMENTO, SONO TUTTE IPOTESI PLAUSIBILI

Può essere benissimo che la madre di Valentino sia morta per esaustione, per debolezza immunitaria, per intossicazione prolungata e mai risolta. Bisognerebbe intervistare persone della famiglia e fare una accurata indagine intorno a questo. Bisognerebbe anche intervistare liberamente Valentino per saperne di più. La debolezza del sistema immunitario rende la gente vulnerabile a tutte le malattie, come ben sappiamo, soprattutto alle malattie create al proprio interno, soprattutto le malattie intasanti ed ostruenti, dove il ricambio cellulare non avviene con regolarità e comporta accumulazioni di cellule morte o di detriti cellulari o di virus endogeni.

GLI ERRORI DI PERCORSO SI PAGANO SEMPRE E COMUNQUE

Valentino T, perdendo la madre a quell’età, avendo ricevuto da lei immagino latte di pessima qualità se è stato allattato al seno, ed essendo pure cresciuto immagino in condizioni precarie, non poteva che essere pure lui in condizioni critiche e di pessima protezione. L’immunità vera e propria non esiste, è una pura illusione. Non siamo in realtà immuni da niente. Gli sbagli e le deviazioni dalla retta via vengono regolarmente pagate prima o poi.

LA SIEROPOSITIVITÀ NON VIENE TRASMESSA

Quando una persona vive sotto i livelli di sicurezza, quando assume farmaci e vaccini a catena, quando pensa male, respira male, mangia e beve male, non c’è da meravigliarsi se sul suo corpo rimangono incise tracce di sieropositività, una condizione tutta sua e comunque non trasmissibile e non contagiante.

GLI UNTORI-APPESTATORI DEI NOSTRI TEMPI SONO BRAVISSIMI A MANIPOLARE

Il caso romano poi, per come è stato confezionato, allestito, preparato e manipolato. Per come è stato dato in pasto a giornali e televisioni, possiede tutti i classici aspetti dello show e del teatro mediatico ad alto impatto emotivo. Gli autori di questi inganni sono abituati a creare questi effetti deflagranti. Parliamo di appestatori, di untori e monatti dei lazzaretti manzoniani in versione moderna, capaci di dimostrare il loro valore esattamente in queste disgustose sceneggiate.

VALENTINO T. MERITA SICURAMENTE DI STARSENE IN CELLA

Non sto dicendo che il playboy romano si sia comportato bene. Non lo sto difendendo. Quando vivi in una realtà nella quale la gente è terrorizzata da virus, da contagi e da pestilenzialismi, come minimo va giocata la carta della sincerità e della trasparenza, la carta del rispetto verso la partner di turno.

L’INTERA VICENDA ROMANA VA CONSIDERATA AUTENTICA MONTATURA PUBBLICITARIA

Quando si ridasse libertà a Valentino di dire in pubblico le sue verità. Quando si analizzerà una per una, da parte di un team indipendente, la reale situazione delle 31 donne implicate, al fine di verificare la loro reale condizione di immunodeficienza o di non-immunodeficienza, solo allora si potrà dare una spiegazione scientifica ed attendibile all’intera questione che, allo stato attuale, ha tutti gli aspetti per essere giudicata una autentica montatura pubblicitaria.

Valdo Vaccaro

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3 commenti

  1. Sincero o meno se il virus non esiste non esiste. Non capisco quale colpa avrebbe questo Valentino, dato che non si può trasmettere una condizione di sieropositivita'. Non vorrei che Valdo cedi qualcosa per colpa degli ultimi avvenimenti.

  2. La Toffa è improvvisamente interessata a questo argomento. Non ne conosciamo la ragione. Ma vediamo un pò cosa dicono le evidenze ufficiali sulla possibilità di "contagio", facciamo finta che sia tutto vero, dall'Hiv all'AIDS alla sua trasmissibilità. Padian Study: il più importante studio mai condotto sulla “trasmissibilità sessuale” dell’HIV, ha esaminato 175 coppie sierodiscordanti eterosessuali sessualmente attive; le coppie sono state monitorate per un periodo di oltre 6 anni per valutare eventuali casi di “contagio”. Un quarto delle coppie ammise di non usare precauzioni durante i rapporti sessuali: non ci fu nemmeno un caso di siero conversione: "…male-to-female transmission was approximately eight times more efficient, than female-to-male transmission and male-to-female per contact infectivity was estimated to be 0.0009". (Padian NS, Shiboski SC, Glass SO, Vittinghoff E. Heterosexual transmission of human immunodeficiency virus (HIV) in Northern California: Results from a ten-year study. Am J Epidemiol 1997;1 46:350-357).
    E ancora più interessante quello che dice sito ufficiale dell CDC: http://www.cdc.gov/hiv/policies/law/risk.html Possibilità di contagio da uomo "sieropositivo" a donna per atto sessuale: 8 su 10MILA (si avete letto bene) rapporti. Probabilmente "Valentino" soffre di satiriasi e le sue "vittime" sono tutte ninfomani. E hanno avuto moltissimo tempo per fare solo ed esclusivamente sesso, ovviamente senza condom, ovviamente quindi con contatto seminale, ma guarda caso manco una gravidanza indesiderata. E' palese la farsa di questo caso "Valentino" che pare costruito ad hoc su mandato di qualcuno e la Toffa è solo una pedina. PS inoltre avete notato che la "vittima" intervista dalla Toffa quando afferma che la sua malattia era già in "stadio avanzato" confonde pure quella che viene chiamata "viremia" con la "conta dei cd4"? La "vittima" avràs sbagliato perchè poverina magari era sconvolta, ma la Toffa poteva correggerla essendo esperta sula tema… Insomma, davvero poco credibile, cosi come tutte le implicite violazioni legali, deontologiche e di segreto professionale. Saluti.