CISTITE E PIELONEFRITE RICORRENTI

LETTERA

DIETA VEGANA CON ALCUNI SGARRI DI TROPPO

Egregio Dr Vaccaro, sono Renata, una ragazza di 22 anni e le scrivo perché ultimamente ho avuto una serie di problemi. Sono vegana da anni ormai, e prima di diventarlo sono stata vegetariana. Da gennaio in poi ho iniziato, per motivi di dieta, a seguire le combinazioni alimentari di Renè Andreani e ad introdurre molta più frutta e verdura cruda nella mia alimentazione, tanto è vero che naturalmente sono approdata al crudismo e dopo poco tempo al fruttarismo, con evidenti miglioramenti del mio stato di salute ma soprattutto del mio livello di energia. Ho seguito un’alimentazione fruttariana al 95% fino ad inizio luglio, ma poi per vari motivi ho ridotto il consumo di frutta al 70-60% e ho reintrodotto molti cibi, tra cui alcuni poco salutari.

CISTITE DA CIBI IRRITANTI E DA STRESS FAMILIARE

Da meno di due mesi sto tentando di riprendere l’alimentazione crudista fruttariana al 90 % ma con scarsi risultati per vari fattori, tra cui anche forte stress che da più di un anno non posso evitare. La scorsa settimana, in concomitanza con il ciclo, ho avuto problemi a trattenere l’urina e forte bruciore alle vie urinarie, per cui ho autodiagnosticato insieme a mia madre una cistite, che lei stessa aveva avuto una settimana prima e che aveva “curato” in pochi giorni prendendo un antibiotico.

PEGGIORAMENTI E PRONTO SOCCORSO, CON DIAGNOSI DI PIELONEFRITE ACUTA

Essendo io contraria all’uso di farmaci, ho optato per rimedi omeopatici, ossia tisane di equiseto, succo di mirtilli, gocce di semi di pompelmo. Dopo una settimana il disturbo persisteva e una sera ho accusato un fortissimo dolore al fianco e all’ovaia sinistra per cui ho comprato un integratore a base di erbe ed uva ursina (Nefrolin plus) per accelerare il processo di guarigione, che ho usato per due giorni. Dopodichè, ieri dopo pranzo, il dolore al fianco è tornato più forte, e mi è salita la febbre a 38. I miei genitori durante la notte mi hanno costretto ad andare al pronto soccorso dove mi hanno subito messo sotto flebo con antispastico, antinfiammatorio e gastroprotettore. Dopo molte ore e alcuni esami (emocromo, ecografia e visita urologica), mi hanno diagnosticato una pielonefrite acuta, per cui mi hanno prescritto un antibiotico (Tavanic 500mg) per dieci giorni due volte al giorno e moltissimo riposo. Mi piacerebbe conoscere il Suo parere al riguardo, considerata la mia riluttanza a prendere antibiotici. La ringrazio anticipatamente e Le porgo i miei saluti.
Renata

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RISPOSTA

I RENI SONO L’INIZIO E LA FINE DELLA VITA

Ciao Renata. E’ utile partire da una veloce disamina su cosa sono i reni. Vengono chiamati organi parenchimatosi escretori dei vertebrati. Il termine parenchima deriva dal greco “parà enchein”, che vuole significare “versato o diffuso tutto attorno”, come può essere un garbuglio o un gomitolo organico, ovvero una serie complessa di tessuti di riempimento metaforicamente attivi. Tant’è che i reni, pur avendo la modesta dimensione di due grosse fave, presentano una ricca vascolarizzazione che, sviluppata, misura 160 km. Insieme alle vie urinarie costituiscono l’apparato urinario che filtra i prodotti di scarto del metabolismo e li espelle tramite l’urina. Gli antichi agopuntura definivano non a torto i reni l’inizio e la fine della vita. Dire che i reni sono fondamentali è dire poco. Hanno il basilare compito di mantenere il corretto equilibrio ider-salino nell’organismo, e assicurano giorno dopo giorno, tramite le loro unità funzionali chiamate nefroni, una costante depurazione di 150-170 litri di sangue.

PER L’IGIENE L’INFIAMMAZIONE E’ SEMPRE E SOLO TOSSICOLOGICA, MAI VIRALE O BATTERICA

La pielonefrite acuta è una infiammazione che coinvolge sia i reni che la pelvi renale, ovvero il bacinetto concomitante del rene e del bacinetto renale, incluso il tubicino che porta l’urina dal rene alla vescica. Quando si parla di infiammazione di tipo infettivo sappiamo che non è linguaggio igienista, ma linguaggio medico di tipo paleo-pasteuriano. Paleo perché lo stesso Pasteur in punto di morte riconobbe di aver sbagliato tutto e diede ragione al principio che il terreno è tutto ed il microbo niente, concedendo la ragione ai suoi tanti oppositori del tempo, da Antoine Béchamp a Claude Bernard, da Koch a Pettenkofer.

LA MEDICINA MODERNA RESTA ANCORATA ALL’ISTANZA PALEO-PASTEURIANA

La medicina moderna porta con sé per scelta dell’Ordine Medico-Farmaceutico, e per evidenti interessi delle multinazionali del farmaco e del vaccino, l’istanza paleo-pasteuriana, attribuendo a batteri e virus una estesa serie di malattie, sulla base della presenza intensa di batteri e di virus nella fase acuta delle malattie stesse, definite non solo batterico-virali, ma anche epidemiche e contagiose.

PRESENZA BATTERICO-VIRALE NON SIGNIFICA ESSERE FATTORE CAUSALE

L’igiene invece assolve totalmente i microrganismi e afferma che la loro presenza non significa affatto fattore causale ma solo fattore consequenziale della malattia stessa. in pratica siamo sempre e solo di fronte a intossicazioni da cibi, da stress, da emozioni intense, da paure. Intossicazioni che portano a rallentamento metabolico e a conseguente accumulazione anomala e patologica di detriti cellulari (virus endogeni) inespulsi. Tale crisi intasante di materiale morto (i virus sono polvere cellulare morta del tutto e non micro-draghi diabolici) incrementa ulteriormente il rallentamento metabolico e la pigrizia linfatica. A quel punto intervengono i nostri soci batterici (vivi e affamati), attratti da ogni possibile scarto cibario e da ogni scarto organico interno, moltiplicandosi di numero fintanto che il cibo abbonda, ed auto-riducendosi quando esso comincia a scarseggiare. Si parla di accumulazione e di sommatoria nel caso dei fenomeni virali, e si parla di moltiplicazione temporanea nel caso di fenomeno batterico.

LA PROVA DEL NOVE CHE L’IGIENE HA RAGIONE ANCHE SUI MICROBI

L’igiene dimostra le sue ragioni e offre pure la prova del nove di esse. Se fosse vera la teoria medica dei mostri virali, un paziente carico di virus, che non assumesse una cura antivirale, sarebbe destinato ad essere divorato dai virus. Se carico di batteri e non prendesse degli antibiotici, finirebbe ugualmente vittima dei propri nemici invisibili. Succede invece che il paziente carico indifferentemente di virus e batteri, messo a totale riposo fisiologico senza cure mediche, ma con semplice acqua leggera per 3-5 giorni, guarisca del tutto e per sempre da ogni problema microbico.

PSEUDOMONAS, PROTEUS E COLIBACILLI VARI

Per i nefrologi, legati a quanto detta e stabilisce il loro repertorio, la pielonefrite è causata dai batteri coliformi pseudomonas e proteus, da colibacillo, gonococco e stafilococco, per cui le cure antibiotiche diventano il rimedio standard. Tavanic per 10 giorni, 2 volte al giorno, e moltissimo riposo. Capirai, una batosta di quel genere sfebbrerebbe anche un cavallo, mettendolo fuori uso per mesi. Una devastazione indiscriminata della preziosa flora batterica, con effetti collaterali e candide a non finire. E con la prospettiva di non risolvere il problema se non in via temporanea, oltre che innescare una serie di recidive. La patologia in questione è assai diffusa, e diverse protagoniste nei vari forum si esprimono contro gli antibiotici e sostengono di aver ottenuto miglioramenti e guarigioni grazie all’echinacea e al mannosio.

LA PAURA COME STRUMENTO MEDICO DI CONVINZIONE

Per dare peso e sostanza alla soluzione invasiva ed antibiotica, non mancano gli alibi estremi, i moniti e il solito spaventare. Il processo infettivo cronico, dicono, può condurre a una progressiva distruzione del sistema renale, con perdita funzionale e insufficienza renale. Questo accade però quando si mantengono inalterate le vecchie abitudini alimentari, o quando si adottano le diete proposte dai medici, anche quelle da essi definite ipo-proteiche, ma contenenti immancabilmente carni, uova e latticini.

IL RIPOSO FISIOLOGICO CHIAMATO DIGIUNO

L’igiene parte dal fatto che il problema infiammatorio deriva essenzialmente da stitichezza, da fermentazione ammoniacale, da orina tropo acida o troppo alcalina, da ritenzione idrica, in altre parole da avvelenamento del sangue. La cosa migliore da farsi è ricorrere a un vero riposo fisiologico che è il digiuno di 3-4 giorni, con stop totale ad ogni cibo eccetto l’acqua, da bersi abbondante anche se a piccoli sorsi, e con riposo assoluto a letto. Come alternativa meno estrema, si può puntare ad una alimentazione basata su frutta e insalate miste senza sale, condite con solo olio di oliva e limone.

I RIMEDI NATURALI DELL’IGIENE

Va bene anche una una dieta liquida di centrifugati tipo carota, sedano e mela, più manciata di tarassaco, di malva, di ortiche, di equiseto. Un the di malva da bersi senza timori di sorta per un litro al giorno, a tazzine, nei vari momenti della giornata, è considerato formidabile nei problemi renali. Anche il the di peduncoli di ciliegia si rivela utile. Le spremute di arancia (7-8 arance), di pompelmo, di clementine, di limone (2-5 limoni), di melograno, sia da sole che allungate con l’acqua al 50-50, al risveglio e in mattinata, sono preziose. Le bacche di rosa canina, la confettura senza zucchero ed anche il the di bacche (in friulano si chiamano spizecùi), sono pure da prendersi in considerazione. Cavolo crudo, succo di cavolo, porri e cipolle non devono mancare nella dieta. Frutti come il mirtillo, il kaki, la pera ed il nespolo germanico, si possono pure inserire.

Valdo Vaccaro