CISTITE EMORRAGICA DA TRAUMA TERMICO

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LETTERA

C’è diversa gente che ti segue in Olanda

Caro Valdo, seguo da poco il tuo blog, consigliatomi da mio fratello Mauro che vive in Olanda, e lo trovo interessantissimo.
Sono in attesa del tuo libro Alimentazione Naturale, ordinato alla IBS libri, e non vedo l’ora di leggerlo.

Una traversta a nuoto del lago di Viverone mi ha provocato una cistite

Siccome Mauro mi ha fatto una testa così, mi trovo ora ad un bivio.
Faccio molto sport, corse di montagna, nuoto pinnato, ballo, e conduco una vita attiva e intensa dopo la separazione da mio marito.
Pensavo di essere davvero indistruttibile.
È successo invece che, 15 giorni fa, dopo la traversata del lago di Viverone (4,3 km), allo stimolo di urinare ho sentito dolore, e poi ho visto del sangue uscire misto alle urine.

Problema riapparso dopo una corsa in montagna

Mi sono presa una pausa di 4 giorni ma, ieri, dopo una corsa in montagna mi è ripreso.
Sono andata al pronto soccorso dove mi hanno prescritto degli esami con cura antibiotica che non mi convince.
Cosa mi consigli di fare?
Posso curarmi solo con l’alimentazione, come hai consigliato con successo a mio fratello?
Gli antibiotici mi serviranno? In quanto guarirò? Ti ringrazio anticipatamente e ti saluto
Cristina

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RISPOSTA

Cos’è la cistite emorragica

Ciao Cristina.
La cistite è una irritazione infiammatoria e catarrale della vescica con stimoli alla urinazione, ed è accompagnata da tremiti, dolore, crampi all’addome, stato febbrile, urina torbida con mucosità e tracce di sangue.
Può essere dovuta a molti fattori come stitichezza, calcoli, lavaggi intestinali, colonscopie, clisteri, somministrazione di farmaci irritanti, traumi di ordine fisico o termico.

La cistite vista impropriamente dalla medicina come un’infezione batterica

La cistite viene nella medicina internazionale classificata tra le UTI (urinary tract infections).
La maggior parte di queste infezioni del tratto intestinale, conosciute come cistiti, accadono quando dei batteri dal colon entrano nell’uretra, il tubicino che accompagna l’urina fuori della vescica.
Il sesso sarebbe una comune causa di infezione perché il rapporto favorirebbe la penetrazione di batteri esterni nell’uretra.

La medicina usa la solita lente deformante pasteuriana

Ma questa visuale medica non è affatto condivisa dall’igienismo.
Per l’igienismo la presenza batterica esiste, ma non è affatto causa di malattia.
Al contrario è strumento di guarigione.
La vera malattia è sempre determinata da altre motivazioni che stanno a monte.
L’irritazione, l’infiammazione e l’ulcerazione dei tessuti provocano sempre un afflusso di batteri, e guai se così non fosse.

Se non ci fossero i batteri e se non ci fossero i virus addio uomo, non esisterebbe nemmeno, e non ci sarebbero nemmeno le bufale della medicina e i rimbrotti dell’igienismo

I batteri, che vivono in simbiosi e sacra alleanza con noi medesimi, vengono richiamati dal sistema immunitario perché utili a ripulire le parti offese.
Vengono convocati per liberarci del materiale guasto intorno alla ferita, e soprattutto dei virus prodotti dalle nostre cellule sia per moria normale e fisiologica, che per moria straordinaria dovuta alla ferita stessa, o comunque all’indebolimento patologico susseguente alla crisi in atto.

Togli batteri e virus al medico e lo mandi al tappeto, lo rendi orfano di madre e padre

Tiri via gli spaventosi batteri e i micidiali virus, e il medico è kaput.
È come togliere la cenere all’esorcista, la scopa alla strega e la sfera di cristallo alla chiaroveggente.
Gli tiri via lo sconcio delle vaccinazioni e lo rendi orfano di padre e madre.
Fin quando giocherellava con queste cose, come nei tempi andati, la cosa poteva essere tollerata.
Ma, da quando ha preteso autonominarsi imperatore planetario, di mettersi a capo del suo gioco alla guerra batteriologica, imponendo il regime dittatoriale delle statine, dell’eparina, dell’eutirox e del viagra, occorre davvero scalzarlo dal suo trono e metterlo in esposizione pubblica come il Re Nudo del terzo millennio, altro che Aids, altro che aviarie, altro che staminali, altro che tutte le boiate che la medicina pretende di imporre al mondo intero.
Vaccini, farmaci e antibiotici sono il massimo insulto possibile contro il sistema immunitario

Ed è per questo che l’igienismo considera eresia e incompetenza medicale il ricorso a vaccini ed antibiotici, che vanno a contrastare i poteri guaritivi del corpo umano, e vanno ad insultare le 150-200 placche di Peyer che rivestono tutti i 400-600 mg del nostro tratto gastrointestinale, costituendo l’80% del nostro intelligente e tempestivo sistema immunitario.

Cistiti tipico male femminile

Le cistiti sono comuni dopo la menopausa, quando i livelli di estrogeno calano nella donna e rendono vagina e uretra più secche, e pertanto più vulnerabili (sempre secondo la medicina) ai batteri, mentre noi diremmo più vulnerabili alle irritazioni vaginali che richiamano sani e utilissmi batteri.
Anche la maternità comporta rischi di cistite.
I maschi soffrono molto meno di questi problemi grazie al fatto di avere qualche centimetro in più di tratto urinario esterno, che impedirebbe ai batteri di entrare nell’uretra.
Ma siamo sempre in ambito di ragionamento medico, che vede nemici microscopici dappertutto.

Altri consigli della medicina, in questo caso condivisibili

I consigli della medicina, a parte i soliti antibiotici, sono di bere acqua in abbondanza, al fine di diluire i sali delle urine, per ridurre i dolori delle minzioni.
Viene suggerito anche di non trattenere mai le urine, perché magari le toilette sono in condizioni antipatiche o per altri motivi.
Andare cioè ai servizi spesso e volentieri senza esitare, rinviare o ritardare, e questo è utile e basilare per tutti.

Ottimi i mirtilli e i frutti di bosco

Si suggerisce anche di applicare una borsa di acqua calda sull’addome per ridurre i crampi che spesso accompagnano le cistiti.
Evitare di bere caffè, alcol, integratori e vitamine.
Alimentarsi di abbondanti mirtilli e frutti di bosco, e qui siamo in totale sintonia con la medicina.

Nel tuo caso particolare mi pare evidente come la permanenza prolungata nelle acque gelide del lago ti abbia creato uno stato patologico di congestione esterna e di anemia temporanea interna

Veniamo al tuo caso particolare.
So benissimo cosa significhi attraversare a nuoto un lago di montagna, avendo ai miei tempi attraversato, anche se per una distanza molto più ridotta, il lago Volaia, con il ghiaccio che affiorava dalle acque.
Tu hai evidentemente causato uno stress o un trauma termico al tuo corpo, provocando un flusso violento e continuato di sangue verso l’epidermide, verso l’esterno, e nel contempo una decongestione interna che ha rinsecchito a lungo l’apparato renale ed escretorio.
Hai fatto cioè l’opposto di quanto succede alla gente comune, nel cui ventre si creano, per motivi di stitichezza cronica, stati di congestione interna (flusso di sangue e febbre intestinale), mentre la pelle e le estremità soffrono di freddo e di anemia.

I 4 giorni di riposo non ti sono bastati per riprenderti

Il fatto che la corsa in montagna, dopo i tuoi 4 giorni di pausa, abbia riacutizzato il problema, dimostra che l’ulcerazione non ha superato la fase critica, per cui devi stare ancora a riposo.
Il modo migliore per guarire è associare al riposo un paio di giorni di digiuno (che altro non è se non un riposo fisiologico di tutti gli organi), bevendo acqua leggera in abbondanza.
Farmaci e antibiotici nemmeno parlarne, a meno che tu non voglia davvero rovinarti, e portarne le conseguenze per mesi e per anni.

Indicazioni dietologiche

Se non vuoi sottoporti a digiuno, la dieta per pranzo e cena è quella di insalatine tenere condite con olio e limone, oppure con gazpacho (minestre crude stile spagnolo con carote, pomodori, crocchette di pane integrale), o crema di verdure cotte in modo leggero e conservativo, o patate e tegoline, più qualche mandorla e qualche pinolo in chiusura.
L’avocado va sempre benissimo.
Per il resto, puoi fare affidamento sulla solita dieta vegana tendente-crudista.

Nel giro di due settimane al massimo guarirai perfettamente e senza farmaci

Chiaro che il bere acqua leggera, lontano dai pasti, per qualche giorno serve a superare la fase acuta.
Stessa cosa per tutta la frutta acquosa.
Ti consiglio di riprendere le attività sportive in modo graduale, concedendo al tuo organismo la possibilità di rimarginare le sue ferite. Guarirai completamente penso nel giro di un paio di settimane al massimo, senza prendere nessun tipo di farmaco.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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