CISTITE POST-RAPPORTO E DOSI MASSICCE DI INUTILI ANTIBIOTICI

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LETTERA

NON RIESCO A LIBERARMI DALLA CISTITE POST-COITALE

Salve Dottore, le scrivo perché ho letto alcune delle sue risposte e consigli sul suo blog e vorrei esporle il mio caso per sentire cosa mi consiglierebbe di fare, se per lei non è un problema.
Mi chiamo Elena, ho 23 anni e da due anni circa non riesco a liberarmi dalla cistite. Credo dipenda dai rapporti sessuali. La mia esperienza sessuale è iniziata subito con una cistite di tre mesi dopo il primo rapporto. La ho debellata grazie a tanta acqua ed a decotti di gramigna. La dottoressa di famiglia inizialmente mi aveva dato da assumere uva ursina in compresse ma, non avendo riscontrato alcun miglioramento, era ricorsa ad un antibiotico fra i più comuni senza farmi fare urinocolture o ulteriori accertamenti.

CON LA GRAMIGNA IL DISTURBO È PASSATO TOTALMENTE

Dal momento che, nonostante l’antibiotico continuavo a stare male, su consiglio di mia nonna, ho usato il decotto di gramigna e dopo qualche settimana il disturbo è passato totalmente. Successivamente, e in particolare dopo una cura antibiotica per una brutta bronchite, è iniziato il travaglio della candida, diagnosticata dalla mia ginecologa del tempo perlopiù a occhio e senza esami del tampone o altri di laboratorio. Per curarmi mi assegnava Diflucan per lunghi tempi e a più riprese e ovuli vaginali da mettere per qualche giorno.

DIFLUCLAN PER TRE ANNI DI SEGUITO

L’unica volta che mi ha fatto fare un esame del tampone, dopo anni, questo era risultato negativo. Mi ha comunque fatto prendere il Diflucan perché secondo lei era opportuno portare avanti tale cura, data la mia sintomatologia. Questa cosa è andata avanti per quasi tre anni, mentre ciclicamente peggioravo. Lei mi dava il Diflucan e per un po’ stavo bene, poi di nuovo punto e a capo.

LA DOTTORESSA DI FAMIGLIA E IL MONURIL

Nell’anno in cui sono stata single, senza mai aver rapporti sessuali, non ho avuto alcun disturbo, né cistite né vaginiti. Due anni fa dopo qualche mese che frequentavo il mio nuovo compagno, ecco ricomparsa la cistite. La dottoressa di famiglia mi fece prendere subito il Monuril per tre volte. Dopo alcune settimane passate così, dopo quindi un totale di 6 buste di Monuril, decise finalmente che era il caso di farmi fare l’urinocoltura, la quale rivelò la presenza di Klebsiella, e di conseguenza mi assegnò la cura con un antibiotico mirato.

CURE OSPEDALIERE CON ANTIBIOTICI A RAFFICA

Per circa un mese sono stata bene, ma poi ecco di nuovo la cistite, questa per Escherichia Coli. Da quel momento ad oggi non me ne sono più liberata. Sono in cura all’ospedale, ma anche loro non hanno saputo far altro che darmi antibiotici, esattamente come la dottoressa di famiglia. Ho appena terminato il nono ciclo di antibiotico dall’inizio di tutta questa storia. Non ne posso più e sono fermamente convinta che l’antibiotico non sia la soluzione ai miei problemi, anzi sia solo un aggravante.

BATTERI SOPRA LA SOGLIA ED INSISTENZA MEDICA COL CIPROXIN

L’unico modo per sopportare il dolore è assumere perlomeno 3-4 g di D-mannosio al giorno che ho scoperto rendermi la cistite da Escherichia Coli asintomatica. Lo prendo soprattutto prima e dopo i rapporti sessuali, ma nonostante questo il batterio continua a essere presente in vescica. Gli ultimi esami delle urine riportano l’assenza di una vera e propria infezione, essendo i leucociti nella norma. Essendoci comunque i batteri sopra la soglia di riferimento mi hanno voluto dare di nuovo l’antibiotico Ciproxin, sperando di eliminarlo definitivamente. Io so già che sarà vano anche questo tentativo come del resto lo sono stati tutti gli altri con l’antibiotico. Tra l’altro questo è l’ultimo tipo di antibiotico che posso prendere per via orale, dopo di che mi restano solo quelli a iniezione. Ho finito da pochi giorni di prendere il Ciproxin e tra una ventina di giorni al Day Hospital mi faranno di nuovo l’urinocoltura.

QUALCHE INDICAZIONE SUL COSA FARE

La prego di darmi un consiglio su cosa fare o delle indicazioni da seguire, perché, se l’Escherichia Coli torna, io mi rifiuto di prendere ulteriormente antibiotici. Ma non posso nemmeno stare con le mani in mano. Scusi il disturbo, e grazie. Saluti.
Elena

*****

RISPOSTA

DEMONIZZAZIONE MEDICA DEI BATTERI

Ciao Elena. La cistite acuta è un’infiammazione della vescica dovuta ad infezione urinaria. Infezione da microbi presenti naturalmente e fisiologicamente nel tratto digestivo. Questa la versione medica ufficiale e convenzionale. Nell’80% dei casi, si tratta di un enterobatterio denominato Escherichia coli (colibacillo). Ma non è che demonizzando dei microrganismi o conducendo lotte a base di antibiotici si risolva qualcosa. In realtà la presenza di Klebsiella, di Escherichia, di Pseudomonas e simili, non significa affatto responsabilità batterica. Il corpo umano ha 100 trilioni di cellule, ma ospita nel contempo 1000 trilioni di batteri, vale a dire 10 batteri per ogni cellula.

LA RESPONSABILITÀ BATTERICO-VIRALE È UN BLUFF DURO A MORIRE

Dire poi, “se torna l’Escherichia”, quando, che si voglia o meno, ogni batterio esistente è stabilmente presente nella nostra flora batterica, fa capire che non ci siamo dal punto di vista eziologico. Tra accettare di farsi devastare con gli antibiotici e il restare con le mani in mano senza fare un bel niente, assai più intelligente e razionale questa seconda opzione. La responsabilità batterico-virale nelle patologie umane è un bluff privo di giustificazione, costruito pezzo per pezzo dalla deplorevole medicina pasteuriana.

LA NONNA CON LA GRAMIGNA È MOLTO PIÙ PROGREDITA DELLA CLASSE MEDICA

In altri termini le strategie della nonna a base di gramigna hanno provato coi fatti di essere molto più efficaci ed avanzate di tutte le porcherie chimiche che ti sono state inflitte dai vari medici e ginecologi. Avresti dovuto capire questo, evitando di subire una valanga di danni. I farmaci e gli antibiotici assunti non sono cosa da niente. La tua attuale situazione è quella di giovane donna pesantemente inquinata da residui chimici non facili da smaltire.

CON L’URETRA FEMMINILE I MICROBI VANNO A SPASSO

Nell’organismo femminile, i microbi passano facilmente dall’intestino alla vescica per semplici ragioni anatomiche, dato che gli orifizi dell’ano e dell’uretra (canale in cui scorre l’urina proveniente dalla vescica) sono estremamente vicini tra loro. L’uretra femminile, lunga solo 2 cm, è vicina alla vescica. È quindi estremamente facile per i microbi passare dall’ano all’uretra, e poi, successivamente, risalire lungo l’uretra verso la vescica.

SINTOMI DELLA CISTITE

I sintomi abituali della cistite sono: 1) Bruciore al tratto urinario vescicale ed uretrale, 2) Stimoli frequenti ed impellenti di urinare, espellendo spesso solo una lieve quantità di urina, 3) Dolori al basso ventre, 4) Urina torbida in quanto contiene globuli bianchi da reazione immunitaria.

CAUSE DELLA CISTITE

I fattori primari sono quelli che facilitano la colonizzazione microbica perineale ed il passaggio dei microbi intestinali nell’uretra. Si tratta di: 1) Rapporti sessuali, 2) Ricorso a lavande vaginali con prodotti che provocano squilibrio della flora batterica locale, 3) Alterazioni del transito intestinale per diarrea o stipsi, 4) Menopausa con associata atrofia della mucosa vaginale e riduzione delle secrezioni vaginali, fattore di proliferazione dei microbi, 5) Scarsa assunzione di bevande (meno di 1,5 litri/giorno), 6) Diabete, 7) Gravidanza.

PRATICHE RIMEDIALI MEDICHE PRIVE DI RISULTATO E PRIVE DI SENSO

Prescrivere antibiotici sempre più aggressivi che distruggono anche gli ecosistemi normali, intestinale e vaginale, favorendo le temibili infezioni da Candida Albicans è la tipica soluzione medica, mai abbastanza criticata. Alterare l’ecosistema vaginale, che rende la vescica più ancora vulnerabile, non è davvero il massimo. Prescrivere antibiotici ed accettare tali pratiche mediche aberranti, significa capire poco e niente delle malattie e dei rimedi veri che servono a contrastarle.

I VERI FATTORI CAUSANTI SONO DECISAMENTE ALTRI

Se non si capisce che il vero fattore di cistite è e rimane la stitichezza, non andiamo lontano. Se non si capisce che il rapporto sessuale in condizioni di secchezza vaginale è un altro fattore eccellente di cistite non andiamo lontano. Se non si capisce che i traumi meccanici da rapporto privo di adeguata lubrificazione vaginale sono determinanti, non andiamo lontano. Se non si capisce che il dolore femminile alla penetrazione fa sì che i muscoli vaginali si contraggano e che la probabilità di sviluppare cistite aumenti di 4 volte per la secchezza e di ben 7 volte per il dolore vulvare chiamato vulvodinia e vestibolite vulvare, non andiamo lontano. Se non si capisce che in caso di eccitazione erotica insufficiente o bloccata viene meno la naturale protezione di secreto lubrificante, facilitando la cistite post-coitale, non andiamo lontano.

A BIG PHARMA CONVIENE DIFFAMARE I BATTERI

Troppo semplice, troppo facile e troppo banale demonizzare i batteri. Assai comodo e conveniente poi per Big Pharma, interessata sempre e solo a soddisfare la sua infinita voracità per il danaro. I batteri sono nostri soci preziosi e strategici. Guai se non ci fossero. Si sviluppano quando serve, vale a dire quando esiste materiale organico in eccesso da consumare, quando i detriti cellulari da fisiologico o spesso da patologico ricambio cellulare non trovano pronta espulsione dal sistema a causa di debolezza immunitaria, e finiscono per ostruire il sistema rendendolo pigro, intasato e deficiente in vitalità metabolica.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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