COME LASCIARE DI STUCCO IL MEDICO DELL’ASL

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LETTERA

UN TEST PER VERIFICARE IL LIVELLO COGNITIVO DEI MEDICI

Ciao Valdo!!! ti segnalo questo post di Marcello Pamio in cui riporta un elenco di domande da fare al colloquio con il medico dell’ASL. “Quanto sono preparati ed aggiornati i medici vaccinatori dell’ASL? Leggono le ricerche accreditate? Sanno realmente cosa c’è scritto nei bugiardini? Se al colloquio volete divertirvi fate al sanitario queste 16 domande”.

Elena

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ELENCO DI 16 DOMANDE DA FARE AL COLLOQUIO COL MEDICO ASL (Titoli e sottotitoli di VV)

MA I MEDICI SANNO O NON SANNO?

Quanto sono preparati e aggiornati i medici vaccinatori delle ASL? Leggono le ricerche accreditate? Sanno realmente cosa c’è scritto nei bugiardini? Se al colloquio volete ridere, fate al sanitario queste sedici domande.

UNA OCCASIONE PER CAPIRSI A VICENDA

Molti hanno fissato il colloquio con l’ASL nelle prossime settimane e potrebbero trovare utili queste domande. Potrebbero mettere in difficoltà l’interlocutore, soprattutto se formulate lasciandole aperte, in modo da lasciar parlare in libertà l’esperto, per rendersi conto di quanto effettivamente sappia in merito a quello che chiedete. Se lo trovate impreparato potete spiegargli voi a cosa vi riferite esattamente e invitarlo a leggere le pubblicazioni scientifiche che attestano quello che dite. Così il colloquio si potrebbe trasformare in un’occasione per valorizzare il vostro punto di vista e diffondere nuove informazioni. Buona fortuna!

MI DICA QUALCOSA SULLA MIOFASCITE MACROFAGICA E SUL PROF ROMAIN GHERARDI

Prima domanda. Gherardi è un neurologo e neuropatologo francese, professore di istologia e leader da più di 20 anni dell’unità di ricerca INSERM all’università di Parigi Est-Creteil in Francia. Ha pubblicato oltre 300 studi scientifici, reperibili su PUBMED. Ha scoperto ancora nel 1998 la MMF o “miofascite macrofagica”, condizione medica precedentemente sconosciuta, caratterizzata da estrema sensazione di esaurimento fisico, stanchezza cronica per oltre 6 mesi, persistenti disturbi del sonno, così come dolori protratti a carico di muscoli ed articolazioni. Nel 2001 ne sono state scoperte le cause: la miofascite macrofagica è causata dall’idrossido di alluminio contenuto in diversi vaccini. Di fatto, biopsie del muscolo deltoide negli adulti e quadricipite nei bambini hanno rivelato che l’alluminio non viene eliminato dall’organismo come si assumeva. Al contrario, l’alluminio può permanere nel sito di inoculazione del vaccino addirittura per anni, scatenando la reazione immunitaria persistente di miofascite macrofagica. In alcuni rari casi se ne è fatta diagnosi addirittura 10 anni dopo l’inoculazione di un vaccino contenente alluminio! Studi successivi hanno dimostrato che i sintomi di MMF comprendono persino disturbi cronici della memoria, dell’attenzione, della capacità di elaborazione di informazione e dell’umore. L’organizzazione mondiale della sanità ha da poco dichiarato che la misura in cui si verificano questi fenomeni apparentemente rari è ancora sconosciuta e che la questione richiede ulteriore investigazione. Ricerche ancora più recenti di Gherardi e colleghi mostrano come l’alluminio da vaccino possa, attraverso i linfonodi, raggiungere organi distanti come milza e fegato e, infine, il cervello, accumulandovisi.

LE PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE SUL MMF NON MANCANO

MI DICA QUALCOSA SULLA SINDROME “ASIA” E SUL DR YEHUDA SCHOENFELD

Seconda domanda. Yehuda Schoenfeld è un medico israeliano, autorità di fama internazionale nel campo delle malattie autoimmuni. È docente all’Università di Tel Aviv e editore di due riviste scientifiche. Nel 2011 ha descritto la sindrome cosiddetta “ASIA” ovvero la “Sindrome Infiammatoria Autoimmune indotta da adiuvanti”. Si tratta di un disordine autoimmune che viene “slatentizzato”, in individui geneticamente predisposti, da adiuvanti quali l’alluminio nei vaccini.

LE PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE SULLA SINDROME INFIAMMATORIA ASIA NON MANCANO

MI DICA QUALCOSA SUGLI SCIENZIATI CANADESI CHRISTOPHER SHAW E LUCIJA TOMLJENOVIC

Terza domanda. Questi due scienziati sono molto controversi e altamente criticati dal mainstream medico così come dall’OMS. Alcune loro ricerche sono state considerate errate. Continuano comunque a pubblicare su diverse riviste scientifiche. Christopher Shaw è un neuroscienziato canadese e professore di oftalmologia all’università della British Columbia. Lucija Tomljenovic è ricercatrice post-dottorato nella stessa università. Insieme hanno pubblicato diverse ricerche scientifiche in cui suggeriscono ripetutamente una correlazione tra alluminio nei vaccini e diversi disturbi del sistema nervoso centrale incluso l’autismo. Come prevedibile, stanno scatenando accesi dibattiti all’interno della comunità scientifica.

LE PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE SULLA CORRELAZIONE TRA ALLUMINIO E DISTURBI NERVOSI E AUTISTICI NON MANCANO

MI DICA QUALCOSA SULLA STRONCATURA DELL’IMMUNITÀ DI GREGGE E SULLA IMMUNOLOGA AMERICANA DR TETYANA OBUKHANYCH

Quarta domanda. Tetyana Obukhanych, nata in Ucraina, si è trasferita negli Stati Uniti per motivi di studio. Nel 2006 ha discusso la sua tesi di dottorato in immunologia presso la Rockefeller University di New York, e ha poi svolto attività di ricerca in prestigiosi laboratori di immunologia affiliati alla Facoltà di medicina di Harvard. Nel 2015 è diventata direttrice e fondatrice di Physicians for informed consent, un’associazione non-profit dedicata alla salvaguardia del consenso informato nel campo dei vaccini e alla divulgazione sul tema delle malattie infettive e del sistema immunitario. Spinta dal desiderio di capire perché aveva contratto malattie infantili per le quali era stata regolarmente vaccinata, l’immunologa elabora un punto di vista che mette in discussione i presupposti e le teorie tradizionali del vaccino come strumento per l’immunità a vita. Praticamente smonta con spiegazioni brillanti il concetto di immunità di gregge così come la supposta efficacia dei vaccini.

MI DICA QUALCOSA SULLA VIRULENZA INCREMENTATA DEI VACCINI IMPERFETTI NELLE RICERCHE DELLA DR TETYANA

Quinta domanda. La vaccinazione di massa contro malattie batteriche può causare l’evoluzione dei batteri patogeni per aggirare i vaccini in modo simile ai batteri divenuti resistenti agli antibiotici? Sì, molto probabile: gli organismi che portano malattia puntano ad infettare il portatore/ricevente senza ucciderlo. A questo scopo generalmente evolvono diminuendo la loro virulenza in una popolazione non vaccinata. Al contrario aumentano la loro virulenza quando incontrano una popolazione vaccinata resistente al patogeno, in quanto il loro fine è quello di infettare per riprodursi. Quindi vaccini imperfetti come quello anti-pertossico promuovono l’evoluzione di ceppi patogeni virulenti che risultano in infezioni più severe e mortali.

LE PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE A SOSTEGNO NON MANCANO

MI DICA QUALCOSA SULLE REALI MOTIVAZIONI DEL VACCINO ANTIVARICELLA

Sesta domanda. Su quale base è stato introdotto il vaccino anti-varicella? Una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica “Vaccine” spiega che l’introduzione del vaccino anti-varicella non si deve alla pericolosità della malattia, in genere benigna in età infantile, ma ad un semplice calcolo dei costi. Vaccinare tutta la popolazione infantile americana contro la varicella sarebbe costato il doppio che curarla. Però, considerando i costi legati all’assenza dal lavoro dei genitori per accudire i figli malati di varicella, l’utilizzo del vaccino era economicamente giustificabile: così è stato introdotto in USA nel 1995. Chiedete che cosa ne pensano di quanto esposto in questa ricerca.

LA PUBBLICAZIONE SCIENTIFICA INTERESSANTISSIMA NON MANCA

MI DICA QUALCOSA SULLA DURATA PROTETTIVA DELL’ANTI-VARICELLA

Settima domanda. Quanto dura la protezione del vaccino anti-varicella? Nonostante il richiamo, introdotto perché ci si è accorti che una singola dose non era in grado di conferire immunità duratura, la durata di protezione del vaccino rimane incerta, così come riporta il CDC: si ipotizzano 10 anni, forse 20. Ne consegue che chi si vaccina contro la varicella nell’infanzia torna ad essere scoperto nell’adolescenza o prima età adulta, proprio quando la malattia ha decorso più grave e maggiori complicazioni. A meno che non si decida di vaccinare contro la varicella per tutta la vita, rendendosi così dipendenti da un farmaco.

LE PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE NON MANCANO

MI DICA QUALCOSA SULLA MAGGIORE SUSCETTIBILITÀ DELLE MADRI VACCINATE A PASSARE VARICELLA E MORBILLO AI LORO NEONATI

Ottava domanda. Esiste una differenza nella capacità di trasmettere anticorpi via placenta ai neonati tra madri vaccinate e madri che hanno contratto le malattie naturalmente? Sì! La capacità di trasmettere i propri anticorpi al neonato attraverso la placenta è significativamente ridotta nelle donne vaccinate rispetto a quelle che hanno contratto la malattia naturalmente. Ci si aspetta dunque che i neonati di madri vaccinate siano più suscettibili a contrarre la varicella nei primissimi mesi di vita, proprio quando può rivelarsi fatale. Questo è già stato osservato per il morbillo negli USA, dove decadi di vaccinazione di massa hanno reso i neonati più a rischio di contrarre il morbillo.

LE PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE NON MANCANO

MI DICA QUALCOSA TRA IL LEGAME TRA ANTI-VARICELLA ED HERPES ZOSTER

Nona domanda. Qual è l’effetto della vaccinazione antivaricella sull’epidemiologia dell’herpes zoster, il noto “Fuoco di Sant’Antonio”? I bambini che contraggono la varicella fungono da “richiamo” naturale per gli adulti che hanno avuto la malattia da piccoli. Questo richiamo protegge l’adulto dall’herpes zoster. Pertanto l’assenza di circolazione del virus selvaggio della varicella nella comunità aumenta i casi di herpes zoster, fenomeno già osservato in diverse parti del mondo. Come gestire questo inconveniente? Il produttore Merck ce l’ha una soluzione: raccomandare anche un vaccino contro l’herpes zoster. Riassumendo: più si vaccina, più si è costretti a vaccinare.

LE PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE NON MANCANO

MI DICA QUALCOSA SUI VANTAGGI DI CONTRARRE VARICELLA, PAROTITE E MORBILLO IN MODO LIBERO A PREVENZIONE DEL CANCRO

Decima domanda. Esistono dei vantaggi nel contrarre la varicella naturalmente in età infantile? Sì! Lo suggeriscono numerose pubblicazioni scientifiche. Ad esempio è stato osservato che la varicella contratta in età infantile riduce significativamente le probabilità di sviluppare più avanti nel tempo tumori al cervello (glioma), malattia cardiaca, linfomi, leucemia, melanoma così come diversi altri tipi di cancro. Di fatto è stato osservato che malattie infettive comuni come varicella, parotite e morbillo sono capaci di distruggere cellule tumorali, tanto che gli scienziati stanno sperimentando l’utilizzo del virus del morbillo come trattamento per il cancro. Hanno infatti osservato diverse regressioni di tumori dopo che il paziente ha casualmente contratto il morbillo.

LE PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE NON MANCANO

MI DICA QUALCOSA SULLA PRESENZA DI DNA DA FETI ABORTITI

Undicesima domanda. C’è DNA proveniente da feti abortiti in alcuni vaccini a virus vivo attenuato? Sì! Se vi rispondono di no, non sono informati! Ad esempio la FDA riporta nella descrizione del vaccino VARIVAX che esso contiene, tra gli altri ingredienti, “componenti residue di cellule MRC-5 compreso DNA e proteine”, per la precisione alla pagina 7 in alto del documento PDF “Package Insert – Varivax (Frozen)”.

LA PUBBLICAZIONE SCIENTIFICA NON MANCA

MI DICA QUALCOSA SULLA RICOMBINAZIONE OMOLOGA DEL DNA E L’AUTISMO SECONDO LA DR THERESA DEISHER

Dodicesima domanda. Che cosa sapete dirmi della ricerca di Theresa Deisher sulla possibilità di ricombinazione omologa del DNA contenuto nei vaccini con il DNA del ricevente? Theresa Deisher è un ingegnere genetico con 20 anni di esperienza nell’industria farmaceutica. Afferma che la ricombinazione omologa del DNA di feti abortiti con il DNA del ricevente del vaccino possa essere alla base dell’autismo.

LA PUBBLICAZIONE SCIENTIFICA NON MANCA

MI DICA QUALCOSA SUL BISOGNO DI UTILIZZARE ALTRI FETI ABORTITI PER LA PRODUZIONE DI VACCINI A VIRUS “VIVI”

Tredicesima domanda. Ci sarà bisogno di utilizzare altri feti abortiti per la produzione di vaccini a virus “vivo”? Sì! Man mano che le cellule dei feti abortiti invecchiano diventano sempre più cancerogene. Se vi rispondono di no, chiedetegli come mai esiste una nuovissima linea ottenuta da un feto abortito in Cina che è pronta per essere utilizzata dall’industria farmaceutica per la produzione di vaccini.

LA PUBBLICAZIONE SCIENTIFICA NON MANCA

MI DICA QUALCOSA SULLA CORRELAZIONE TRA VACCINI ESAVALENTI E MORTE IMPROVVISA IN CULLA

Quattordicesima domanda. Esistono pubblicazioni scientifiche che suggeriscono una correlazione tra vaccini esavalenti e morte improvvisa. Cosa ne pensate? In questa ricerca si è trovato che bambini nel secondo anno di vita muoiono in modo statisticamente significativo 1 o 2 giorni dopo vaccino esavalente. In questa ricerca apparsa sulla prestigiosa rivista scientifica “Vaccine” sono documentati 6 casi di morte improvvisa entro 48 ore da somministrazione di vaccino esavalente. Le autopsie hanno rivelato una neuropatologia anormale nel cervello di questi bambini.

LE PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE NON MANCANO

Altre ricerche scientifiche (ITALIANE!) a supporto:

MI DICA QUALCOSA SUL DR JACOB PULIYEL E I LEGAMI TRA INFARIX HEXA E MORTE IMPROVVISA

Quindicesima domanda. Cosa sapete dirmi sulla ricerca del dr Jacob Puliyel apparsa sulla rivista “Indian Journal of Medical Ethics”? Il dr Dr Jacob Puliyel, primario del reparto di pediatria all’ospedale St. Stephen, medico e epidemiologo, ha esaminato la sindrome della morte improvvisa dopo vaccinazione esavalente con “Infarix hexa”. Ha osservato che l’83% delle morti improvvise del 2012 sono avvenute entro 10 giorni dalla vaccinazione con Infarix Hexa, mentre solo il 17% sono avvenute dopo il decimo giorno. Ha osservato che se fossero semplici coincidenze, le morti avrebbero dovuto raggrupparsi uniformemente attraverso i 20 giorni successivi a vaccinazione e non quasi tutte nei primi 10 giorni.

LA PUBBLICAZIONE SCIENTIFICA NON MANCA

MI DICA QUALCOSA SUL TERMINE RELAZIONE CAUSALE USATO DALLA MEDICINA A PROPRIO PIACIMENTO

Sedicesima domanda. A proposito del legame vaccini-autismo ci sentiamo spesso dire che “correlazione non significa relazione causale”. Come mai invece nella diminuzione di incidenza delle malattie infettive la correlazione con l’introduzione dei vaccini viene considerata senza alcun dubbio come relazione causale?

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COMMENTO

GALLEGGIARE AL MEGLIO MINIMIZZANDO I FASTIDI

Togliamoci dalla mente l’idea che i medici ambiscano a farsi una solida e variegata  cultura su quella che dovrebbe essere la loro materia, in questo caso sui vaccini. Non è che siano refrattari all’apprendimento o che ambiscono a ignorare in modo sistemico le loro questioni. Puntano semplicemente a quel minimo che serve, in un comprensibile atteggiamento Don-Abbondiano. Già hanno difficoltà e noia a capire e seguire le direttive dell’ordine e a star dietro alle smisurate incombenze del loro lavoro. Figurarsi se hanno voglia, tempo e stimoli per fare le ore piccole a rimuginare sui vaccini e a studiarsi pure i bugiardini.

MASSIMA AMBIZIONE IL CALCIOMERCATO E LA CLASSIFICA

C’è anche da capirli. Si sono sciroppati 6 anni tra anatomia, chimica, biologia e sezionamento cadaveri. Si sono rotti le palle della materia medica già pochi mesi dopo la laurea, tirando un sospiro di sollievo e dicendo a se stessi “Finalmente ce l’ho fatta, e ora sarò io a condurre le danze”. Non vedono l’ora di alleggerire gli stress e di leggersi indisturbati la Gazzetta dello Sport.

SCARSA DISPONIBILITÀ A RISPONDERE

Qui siamo davanti a sedici domande davvero toste, per cui non ci sono motivi di grande meraviglia sulla scena muta da parte di qualsiasi medico dell’Asl. Penso che sarebbero bastate 16 domande di tipo assai più elementare per ottenere pressoché lo stesso risultato, o magari risposte provocatorie o volutamente paradossali. L’importante è non farsi mettere nel sacco e non subire altri odiosi esami. Del resto il loro obiettivo primario di giovani di belle speranze è quello di non rinunciare in alcun modo ai tanti privilegi in arrivo.

PRIORITÀ ASSOLUTA LE DIRETTIVE DELL’ORDINE

Meno cose sai e meno ti distrai. L’importante è sapere che devi fare quelle inoculazioni e che devi seguire le precise direttive dell’Ordine, senza dare ascolto a niente altro, senza sgarrare e senza andare fuori dal seminato. L’arrampicata sociale non permette distrazioni e ancor meno eroismi. Gli eroismi e le divagazioni si faranno in caso a fine carriera, ai margini del pensionamento!

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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