DANNI E PERICOLI DEL CIBO PROTEICO

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(Articolo del professor Armando D’Elia, inviato da Energia.Divulgativa, con sintesi, elaborazione, titoli e sottotitoli di VV)

SUDDIVISIONE TRA AMINOACIDI SINTETIZZABILI ED AMINOACIDI ESSENZIALI

I 22 aminoacidi (20 secondo Berg, 22 secondo Sherman) esistenti negli alimenti si dividono, secondo la nutrizionistica ufficiale, in due categorie A) Quella dei 14 aminoacidi che possono essere prodotti e sintetizzati dall’organismo umano, e che quindi non è necessario che siano presenti nei cibi, e B) Quella degli 8 o 10 aminoacidi chiamati essenziali (indispensabili alla vita e di importanza capitale) che invece, non potendo (si ritiene) essere sintetizzati dall’organismo umano, dovrebbero essere assunti con gli alimenti.

ELENCO DEGLI AMINOACIDI NON ESSENZIALI

1) Acido glutammico, 2) Alanina, 3) Arginina, 4) Asparagina, 5) Cisteina, 6) Glicina, 7) Istidina, 8) Norleucina, 9) Ossiprolina, 10) Prolina, 11) Serina, 12) Tirosina. Cisteina e la Tirosina sono considerati semi-essenziali perché si possono sostituire alla metionina e alla fenilalanina.

ELENCO DEGLI AMINOACIDI ESSENZIALI

Gli 8 aminoacidi essenziali sarebbero 1) Fenilalanina, 2) Isoleucina, 3) Leucina, 4) Lisina, 5) Metionina, 6) Treonina, 7) Triptofano, 8) Valina. Nella fase di crescita infantile, arginina e istidina vanno inclusi tra gli essenziali non essendo auto-sintetizzati in quantità sufficiente.

SCIENZA ALIMENTARE AMERICANA IPNOTIZZATA E SVIATA DAL CARISMA DELLE PROTEINE ANIMALI

Secondo la cosiddetta scienza dell’alimentazione ufficiale, le proteine dovrebbero ritenersi tanto più valide sul piano nutrizionale quanto più esse sono ricche di aminoacidi essenziali, i quali, conferirebbero alla proteina il carisma del proprio valore biologico. Pertanto, dovrebbero essere considerate di elevato valore biologico le proteine di origine animale (carne, pesce, latte e derivati, uova) perché ricche di amminoacidi essenziali, mentre le proteine vegetali consentirebbero solo per un breve periodo l’accrescimento, viste le quantità insufficienti di uno o più aminoacidi essenziali, e visto quindi il loro valore biologico, supposto inferiore a quello della carne e dei sottoprodotti animali.

I PROFESSORI ITALIANI RIBALDONE E BIANUCCI SMONTANO LE TESI BALORDE DEL NUTRIZIONISMO UFFICIALE STATUNITENSE

Ecco un commento a siffatta argomentazione pseudoscientifica, espresso dai prof Ribaldone e Bianucci. Secondo certi dietologi, solamente le proteine animali sono in grado di fornire tutti gli aminoacidi essenziali in quantità adeguata alla necessità dell’organismo. Questa affermazione appare insensata, considerate le eccellenti condizioni di salute di chi segue una dieta strettamente vegetariana.

GLI AMINOACIDI ESSENZIALI HANNO UNICA SEDE GENETICA NEI VEGETALI

Diviene necessario, a questo punto, richiamarsi ad una fondamentale considerazione. Gli aminoacidi essenziali sono sintetizzati dai vegetali, loro unica sede genetica. È infatti dai vegetali che li prelevano gli erbivori in modo diretto, ed anche dai carnivori in modo indiretto, divorando le vittime erbivore. Gli altri aminoacidi non-essenziali possono essere sintetizzati anche nel nostro organismo oltre che nei vegetali. Ma perchè si possa compiere tale sintesi, occorre che l’organismo disponga del gruppo aminico NH2 (fornito tramite l’enzima transaminasi) e del gruppo carbossilico COOH che diventa disponibile col metabolismo dei glicidi e dei grassi.

L’ORGANISMO UMANO È IN GRADO DI SINTETIZZARE ANCHE GLI AMINOACIDI ESSENZIALI

Quindi le proteine animali sono il risultato di una sintesi di tipo vegetale, per cui è assurdo considerare le proteine vegetali come “proteine di scarso valore biologico”. Ma c’è di più! Al Congresso internazionale sulle proteine tenutosi a Berna il prof A. Abelin negò addirittura che negli alimenti destinati all’uomo sia indispensabile la presenza di aminoacidi essenziali, affermando che pure essi possono essere sintetizzati dall’organismo umano. Tanto è vero che, attraverso indagini cliniche, tali aminoacidi essenziali sono stati riscontrati in sufficienti quantità anche in individui i cui cibi ne erano totalmente privi.

DEMOLIZIONE DI TUTTI I CONCETTI FILO-PROTEICI

Il commento del noto prof E. Schneider è che questa scoperta ha demolito tutto ciò che sinora si credeva di sapere sul metabolismo delle proteine. Essa dimostra che non ha importanza il tipo di proteine assorbito, dato che la cellula vivente è capace di utilizzare ogni alimento che contenga proteine, edificando poi autonomamente quei composti di cui l’organismo ha specifico bisogno (Schneider, La santé par les aliments, Dammarie 1982).

PARITÀ QUALITATIVA E SUPERIORITÀ SUL PIANO DELLA DIGERIBILITÀ

Per il prof Curthbertson, dell’Istituto delle ricerche di Aberdeen, Sud Dakota, l’idea che le proteine animali siano superiori a quelle vegetali è senza alcun fondamento. Le esperienze fatte per dimostrare la pretesa superiorità delle proteine animali hanno utilizzato proteine sottoposte in precedenza a processi selettivi e di purificazione che le avevano denaturate completamente. Peraltro, alcune di queste proteine erano sintetiche. Orbene, le proteine naturali della nostra abituale alimentazione, introdotte nel corpo umano, che è vivente, manifestano capacità e proprietà del tutto differenti dalle risultanze sperimentali di laboratorio. “Bisogna farla finita una buona volta con il pregiudizio che proteine e carne sono sinonimi”, commenta René Suzineau.

IL CORPO UMANO GRAZIE ALLA FLORA BATTERICA TRASFORMA E RIPRODUCE LE COSE CHE GLI SERVONO

Occorre inoltre tenere presente un fatto a nostro parere assai importante, cioè la capacità che ha il nostro organismo di realizzare quelle trasmutazioni biologiche la cui scoperta si deve al famoso fisico francese Louis Kervran, membro dell’Accademia delle Scienze di New York. Secondo questa scoperta il nostro organismo, con l’intermediazione della flora intestinale, può sintetizzare anche gli aminoacidi essenziali partendo dagli aminoacidi presenti nelle proteine della frutta e degli ortaggi o da altri composti organici.

BASILARE È CONSUMARE ALIMENTI ADATTI ALLA NOSTRA FISIOLOGIA E ALLA NOSTRA SENSIBILITÀ

Esiste indubbiamente una intelligenza innata del corpo umano, una intelligenza sicura che non ha nulla a che vedere con quella cosciente del cervello e che, essendo immensamente più sofisticata della nostra mente pensante, rende il corpo capace di produrre regolarmente tutte le proteine che gli sono necessarie, nel modo migliore, utilizzando i prodotti della digestione degli alimenti, purché essi siano, questo è il punto, quelli che la Natura ci ha assegnato perchè confacenti alla nostra anatomia, alla nostra fisiologia, ai nostri istinti.

LA PERVERSIONE BIOCHIMICA CAUSATA DALLA COTTURA

Sempre a proposito degli aminoacidi essenziali, non bisogna dimenticare che certi trattamenti termici (leggi cottura) provocano un decadimento del valore biologico delle proteine causato proprio dalla distruzione totale o parziale di codeste sostanze. Tale distruzione è dovuta al fatto che, attraverso polimeri intermedi, le proteine vengono idrolizzate.

LA DISGRAZIATA TENDENZA DI MASSA VERSO I CIBI CARNEI

Ci sembra utile a questo punto riportare il giudizio che sull’argomento ha formulato il prof Antonio Carnevale, dell’Università di Napoli. “Purtroppo l’uomo, specie nei paesi industrializzati ad alto livello socio-economico, continua a dimostrare chiara tendenza al consumo di alimenti carnei, nella convinzione che siano costituiti da proteine nobili. Questa è una falsa credenza che trova la sua origine, oltre che nei pregiudizi, nella disinformazione scientifica. A tal riguardo, va sottolineato che non l’opinabile, ma l’oggettivo dovrebbe costituire quel patrimonio culturale scientifico che consenta di nutrirsi consapevolmente, tutelando la propria salute, alla luce della ragione e dei riemergenti nostri istinti alimentari”.

IL DISORIENTAMENTO GENERALE CAUSATO DALLE SVIANTI RICERCHE DI ROSE

Occorre pure rammentare che i dieci aminoacidi essenziali furono dichiarati tali in seguito a sperimentazioni effettuate da W.C.Rose, dell’Università dell’Illinois, sui topi bianchi partendo dal presupposto che i fabbisogni di questi rosicanti siano eguali a quelli dell’uomo. Il che è totalmente falso, dato che il loro biochimismo fisiologico è lontanissimo da quello umano. Gli animali, oltre a reagire alle sostanze chimiche in modo assai diverso dall’uomo, presentano livelli di sopportazione differenti e differenti parametri di intossicazione.

I TOPI NON SONO UOMINI

I topi in particolare, per crescere normalmente, hanno bisogno di un latte fortemente proteico. Il loro latte contiene il 9,5% di proteine (British Standard) mentre l’organismo umano cresce normalmente con un latte (quello umano) che contiene lo 0,9% di proteine (appena un decimo di quello dei topi) e che permette di raddoppiare il peso del neonato umano in 180 giorni. Se, durante I’allattamento, ci si stacca da tali normali tassi proteici, si manifestano vistose turbe o per carenza o per overdose di proteine.

ANCHE IL TALINOMIDE VENNE TESTATO SUI TOPI

Se poi si prendono in considerazione le condizioni in cui tali ricerche di laboratorio sono abitualmente condotte, condizioni che stravolgono le condizioni fisio-psichiche degli animali, le riserve sulla attendibilità dei risultati così ottenuti divengono ancora più legittime. In verità nessun risultato di sperimentazioni eseguite sugli altri animali può essere estrapolato e trasferito tout-court sull’uomo. Tanto per restare sui ratti basta ricordare il famigerato Talidomide, farmaco che provocò migliaia di casi di bambini focomelici e che fu messo in commercio e poi ritirato, proprio perchè, sperimentato sui topi, risultando innocuo a questi rosicanti e ritenuto quindi innocuo anche per l’uomo con criminale leggerezza.

GLI ESPERIMENTI SUGLI ANIMALI NON SONO TRASFERIBILI

Abbondano altri esempi. Per scimmie e criceti la stricnina è innocua e le galline la sopportano in una quantità dieci volte superiore alla dose letale per l’uomo. Questo vale anche per l’oppio. Per le pecore l’arsenico è una sostanza pressoché innocua. Per conigli e criceti la penicellina è letale. Il dr L. Goldberg (Istituto Karolinska di Stoccolma) conferma che non esiste ragione logica per trasferire sugli uomini i risultati ottenuti con sperimentazioni effettuate su animali. Il Nobel dr Robert Koch ribadisce che una sperimentazione effettuata sugli animali non dà mai un’indicazione sicura. Il prof. M. Rohrs di Hannover dichiara che nessun scienziato serio potrà contestare il fatto che i dati raccolti sugli animali non possono essere trasferiti sull’uomo.

LA VIVISEZIONE È UNO DEI CAPITOLI PIÙ STUPIDI E VERGOGNOSI DELLA RICERCA MEDICA

Il dr H. Stiller afferma che l’odierna ricerca sul cancro è il capitolo più vergognoso e triste della ricerca medica. Sono state sperimentate sugli animali più di 300.000 sostanze e 6.000 farmaci anticancro e tutti questi esperimenti sono falliti sull’uomo. E tuttavia fu proprio in seguito ad esperimenti condotti sui topi che vennero dichiarati essenziali gli 8 aminoacidi anzidetti. Fu lo stesso W.C. Rose nel 1949, a conclusione dei suoi studi, ad ammettere che non ci si poteva affidare alle sperimentazioni sui ratti e che occorreva sperimentare direttamente sull’uomo, onde conoscere con maggiore attendibilità quali e quanti aminoacidi essenziali occorrono veramente all’animale uomo.

IL DR ROSE, AUTENTICO FRANKENSTEIN, ERA ANCHE UN ORTOMOLECOLARE

Il Rose stesso compose quindi una dieta speciale comprendente, a suo parere, tutti i principii alimentari presenti nei cibi, in quantità sufficiente a mantenere l’equilibrio azotato e sperimentò su individui di sesso maschile, adulti. Vale la pena, per comprovare quanto si dirà dopo, descrivere la composizione di tale dieta. Essa era basata su emulsioni acquose, prive di azoto e sottoposte poi a cottura, di amido di mais, zucchero industriale, burro, olio di mais, sali inorganici. A queste sostanze vennero aggiunti wafers ed una sospensione di aminoacidi purificati. Le vitamine erano fornite mediante olio di fegato di merluzzo, cloridrato di tiamina, riboflavina, nicotinamide, cloridrato di piridossina, acido ascorbico, tocoferolo, pantotenato di calcio, estratto di fegato, succo di limone dolcificato.

L’UOMO È ATTREZZATO PER MANGIARE CIBO NATURALE E NON SPAZZATURA CHIMICA PURIFICATA

Come si vede, si tratta di una dieta assolutamente innaturale, impraticabile nella vita normale quotidiana perchè, tra l’altro, è caratterizzata dall’assunzione di sostanze che derivano da un’assurdo e deprecabile frazionamento degli alimenti offertici integri dalla Natura. II prof Diamond, a proposito della presenza di aminoacidi purificati nella ridicola dieta Rose, commenta ironicamente con un “Noi mangiamo alimenti, non aminoacidi purificati!”

IL SIMPOSIO ALLA PRINCETON SMENTISCE E SGRETOLA LE FOLLI TEORIE DEL DR ROSE

Il dr E.J. Nasset, sulla Rivista mondiale di nutrizione e dietetica (World Review of Nutrition and Dietetics) sostiene che il corpo può ricuperare, con dei meccanismi particolari, qualsiasi aminoacido assente, o presente in misura insufficiente, attingendo alle proprie riserve. Altre voci critiche si aggiunsero a quella di Nasset. Fra loro spiccano i nomi di Terroine, Waterlow, Gjorgy i quali, nel Simposio tenutosi alla Princeton University nel 1955, portarono la critica soprattutto sulla eccessiva resa energetica della dieta di Rose (1000 kcal in più del fabbisogno normale!).

OGNI INDIVIDUO HA DIVERSA CAPACITÀ DIGESTIVA E SINTETIZZATIVA

Successivamente Tremolières e Jacquot nel 1957 posero in evidenza il fatto che i risultati ottenuti dal Rose non potevano avere un valore generale data la grande differenza esistente, in quanto al fabbisogno di aminoacidi e alla capacità individuale di sintesi, nei diversi soggetti in esperimento (differenza addirittura, in certi casi, del 100%).

ROSE SI SALVA IN CORNER DEFINENDO I SUOI ESPERIMENTI COME STRETTAMENTE SPERIMENTALI

Tali critiche serrate indussero finalmente il Rose ad ammettere che i risultati da lui ottenuti dovevano essere ritenuti validi limitatamente alle condizioni sperimentali. A proposito delle obiezioni riguardanti le diverse capacità di sintesi, dichiarò che i suoi esperimenti avevano solo il carattere di un tentativo di valutazione, concetto da lui espresso con la famosa frase “strickly tentative values”.

LA DIETOLOGIA UFFICIALE CONTEMPORANEA RESTA INFICIATA ED INCHIODATA ALLO SCHEMA ROSE

Nonostante tali pesanti limiti sulla validità dei predetti esperimenti, oggi tutta la dietologia ufficiale continua assurdamente ad accettarne i risultati, come constata uno dei maggiori nutrizionisti italiani, il prof Gino Secchi. Che dire di questa penosa ed incredibile situazione? Peraltro, nell’alimentazione ordinaria le proteine si completano tra di loro ed inoltre il loro valore reale è condizionato dalla compresenza sinergica di vitamine (essenziali per l’assorbimento delle proteine), enzimi e sali minerali.

GIÀ NEGLI ANNI ’50 SI TENTAVA DI REVISIONARE LE TABELLE E LE PIRAMIDI ALIMENTARI IMPOSTE DAI MACELLAI E DAI LORO SERVI

Da aggiungere che nel 1951 fu introdotto un nuovo mezzo di valutazione, chiamato “Essential Amino Acids Index” (indice degli aminoacidi essenziali, in sigla EAAI), con il quale si utilizza la composizione chimica in aminoacidi delle proteine per formulare un giudizio sul valore biologico delle proteine prese in esame. Praticamente, facendo uguale a 100 la composizione in aminoacidi delle proteine dell’uovo, si rapporta a tale dato il contenuto in aminoacidi essenziali delle varie altre proteine. La International Society for Research Nutrition and Vital Statistics (Società Internazionale di ricerca sulla nutrizione e statistica sulla vita), che conta circa quattrocento membri tra medici, biochimici, nutrizionisti e naturalisti, nel Congresso tenuto a Los Angeles nel 1950, proclamò la necessità di una revisione radicale delle tabelle, oggi tuttora in uso, dei fabbisogni presunti di proteine da parte dell’uomo, essendo ormai maturata la necessità di riesaminare tutto alla luce di più moderne acquisizioni.

LA CAPACITÀ ORGANICATRICE DELLE PIANTE

È necessario a questo punto sottolineare che tutte le sostanze nutritive si formano nel regno vegetale, anche le proteine, a cominciare naturalmente dagli aminoacidi che le costituiscono. Sono le piante che fabbricano gli aminoacidi, partendo dall’aria, dall’acqua e dalla terra. Senza le piante non potrebbe esistere vita animale sulla terra. Studiando il ciclo dell’azoto, si comprende come le piante riescono a costruire prima gli aminoacidi e, con questi, poi le proteine, partendo da azoto inorganico, che riescono ad organicare.

NOBILITAZIONE BLASFEMA DELLE PROTEINE ANIMALI  E DECLASSAMENTO DI QUELLE VEGETALI

Il valore biologico delle varie proteine alimentari si esprime mediante l’indice di utilizzazione netta proteica (indicato con la sigla NPU) che. tenendo conto della digeribilità delle proteine, intende esprimere la percentuale di proteine realmente utilizzata dall’organismo, essendo questo in fin dei conti il dato che interessa. Secondo la medicina ufficiale, l’NPU di un alimento sarebbe tanto più alto quanto più il modello degli aminoacidi delle sue proteine è vicino a quello umano. Non solo, ma si sostiene che le proteine ingerite dovrebbero contenere in partenza tutti gli 8 aminoacidi essenziali, per cui solo le proteine della carne e dei sottoprodotti animali (uova, latte e derivati dal latte) sarebbero complete nel senso sopraddetto, e qualitativamente adatte alla nutrizione ottimale dell’uomo, mentre quelle vegetali sarebbero proteine incomplete perchè carenti di uno o più aminoacidi essenziali. Cosicché furono battezzate nobili le prime e declassate come inferiori le seconde. Ebbene, le suddette valutazioni sono da considerarsi aberranti e prive di qualsiasi significato scientifico.

CARNE CRUDA E CANNIBALISMO

Premesso che la digeribilità e l’assorbimento delle proteine vegetali sono eccellenti specie se sono ingerite crude. A quel punto i medici carnofili optarono per la carne cruda. “Questo sarebbe un ottimo motivo per mangiare il proprio vicino, ma persino il più inveterato divoratore di carne troverebbe questa prospettiva abbastanza ripugnante. I dietologi dovrebbero, come logica conseguenza, consigliare l’antropofagia”, fu il commento di Harvey Diamond.

GLI ANIMALI PACIFICI CI DANNO COSTANTEMENTE IL BUON ESEMPIO

D’altra parte esistono innumerevoli vegetariani che, assieme ad un crescente numero di vegetaliani o vegani, godono ottima salute. Cosa che non si può invece dire di moltitudini di uomini carnivori. Osservando poi il restante mondo animale, si constata che gli animali più forti, utilizzati da millenni per la loro forza e la loro resistenza fisica (buoi, cavalli, asini, muli, cammelli, bufali, elefanti), si nutrono solo di vegetali, dalle cui proteine ricavano tutti gli aminoacidi necessari alla costruzione delle loro proteine specifiche.

DIVENTANDO VEGETARIANI LA SALUTE NON PUÒ CHE MIGLIORARE

Il gorilla, che si nutre anch’esso di soli vegetali e che è anatomicamente e fisiologicamente assai vicino all’uomo, ci offre, allo stesso fine, un altro esempio mirabile. Ce ne parlano a lungo i due autorevoli primatologi John Aspinal (direttore del Centro londinese di ricerche sui gorilla) e Adrien De Schryver. I fatti, quindi, ci dicono che per vivere in buona salute e mantenersi in forma non è necessario mangiare proteine animali. Si può facilmente constatare che diventando vegetariani la nostra salute migliora. In conclusione, la teoria degli aminoacidi essenziali si configura sempre più come un mito fasullo.

IL VEGETARISMO TOTALMENTE INDIGESTO ALLE MULTINAZIONALI

Risulta ormai chiaro che la teoria degli aminoacidi essenziali, la teoria dell’aminoacido limitante e la teoria della utilizzazione netta proteica sono tre autentiche bufale, ovvero falsi premeditati, mirati alla valorizzazione alimentare dei prodotti animali. Troppo ovvia la volontà di sbarrare il passo alla diffusione del vegetarismo, per i danni che causerebbe alle multinazionali.

L’IMPONENTE COALIZIONE DEI BOIA

Si pensi solo agli allevatori e ai commercianti di bestiame, ai fabbricanti di salumi, alle industrie dei farmaci per la zootecnia, alle catene delle macellerie, all’industria della pesca, ai mattatoi, ai cacciatori e relative industrie di armi da caccia, all’industria della surgelazione di carnami e di prodotti ittici. Un complesso imponente di poteri economici multinazionali. Una consorteria di intrallazzi politici e di lobbies. Una rete di clinici e di medici prezzolati che pensano a gonfiare il proprio conto bancario a spese della salute umana.

DUE SOLE PROTEINE ESSENZIALI PER SIRTORI

Potremmo fare molti esempi di tale orientamento di dissociazione dalle teorie ufficiali. Per brevità ci limitiamo a riportare l’opinione del noto clinico italiano prof Carlo Sirtori il quale già nel 1975 così si esprimeva. “Un tempo si riteneva che 8 fossero gli aminoacidi essenziali, mentre le ultime ricerche dimostrano che sono solo due questi aminoacidi essenziali e precisamente la treonina e la lisina”. Questi dati sconvolgono le basi teoriche dell’alimentazione e annullano i vecchi principi.

NIENTE SPARTIACQUE TRA AMINOACIDI

Occorre ancora tener presente che non si può tracciare uno spartiacque netto tra aminoacidi essenziali e non essenziali. Un aminoacido può risultare essenziale per un determinato organismo e non per un altro, oppure essere essenziale per il periodo di crescita e non per il mantenimento in vita di un individuo già adulto. Inoltre è stato accertato che gli aminoacidi non essenziali sono determinanti nell’accrescimento. La cisteina, aminoacido non essenziale, può per esempio, sostituire sino ad un sesto della metionina, che è indispensabile per un accrescimento normale. Anche la fenilalanina, aminoacido essenziale, può essere sostituita per il 50% dalla tirosina, non essenziale. Tra tutti gli aminoacidi essenziali quello con più marcato carattere di essenzialità sembra essere la lisina.

SETTE OBIEZIONI SUI FASULLI METODI DI RICERCA

Il noto biologo Henri Dupin, a proposito degli aminoacidi essenziali che sarebbero contenuti nella carne, osserva che questa affermazione nacque anche in seguito ad indagini effettuate su pletorici grandi mangiatori di carne o su individui sottonutriti e mai su individui normali, per cui le conclusioni a favore dell’uso della carne sono poco attendibili. Più importanti sono certamente le opinioni espresse su questo tema, così basilare, della carne “ricca di aminoacidi essenziali” da Hindlede, Richet, Oudinot, Simonet, Lederer, Durville, Dextreit, Désiré Mérien, Mosseri, Carton. Alin Kelso, i quali concordano sui seguenti punti:
1) Le indagini della medicina ufficiale sono state condotte su soggetti praticanti un regime onnivoro, per cui i risultati di tali indagini vennero certamente influenzati da questo tipo di dieta.
2) I bisogni dell’organismo relativi ad ognuno degli amminoacidi essenziali, allo stato attuale delle ricerche, non sono stati ancora ben precisati perchè le basi sperimentali relative sono assai discutibili (Lederer) e quindi su di esse non ci può essere consenso.
3) I rarissimi casi di carenze proteiche si debbono attribuire o a scarse capacità digestive o a deficiente assorbimento dei prodotti della digestione, e non ad una insufficienza di proteine nella razione alimentare.
4) I vegetaliani (vegan), pur avendo eliminato dalla loro dieta ogni alimento di origine animale, presentano uno sviluppo fisio-psichico e un tono muscolare del tutto normali dimostrando così che l’uomo può o sintetizzare anche codesti aminoacidi essenziali o essenziali o ricavarli da alimenti vegetali. le cui proteine li contengono; così come fanno gli erbivori che sviluppano potenti muscolature senza nutrirsi di cibi di origine animale. Vengono, anche così, radicalmente smentite le affermazioni della medicina ufficiale sulla pretesa indispensabilità di proteine animali. È ormai accertato che le proteine della frutta e degli ortaggi contengono tutti gli aminoacidi essenziali. Tuttavia, la nutrizionistica ufficiale osserva che nelle proteine della frutta e degli ortaggi qualche aminoacido essenziale, essendo scarsamente presente, diventa fattore limitante del valore biologico di quelle proteine. Ad esempio. nell’uva l’aminoacido limitante sarebbe l’isoleucina, nella pesca il triptofano. Se questo fosse vero, l’efficacia trofica del complesso aminoacidico di quel frutto o di quell’ortaggio dovrebbe risultare insufficiente e dar luogo a turbe e a carenze nello sviluppo dei crudisti in genere e dei fruttariani in particolare. Ma tali circostanze non si sono mai verificate. Succede semmai che vecchie patologie, laddove esistevano, sono scomparse, dando luogo a un generale e deciso miglioramento della salute.
5) Per quanto attiene all’elevato grado di assorbimento dei prodotti della digestione della carne, si pretende comunemente che ciò costituisca una fatto positivo, cioè a favore dell’alimentazione carnea. Ma Désiré Mérien ci mette in guardia da tale semplicistica deduzione e propone opportunamente una diversa interpretazione e cioè che il corpo umano cerca di sbarazzarsi assai rapidamente, mediante l’aumento del grado di assorbimento, proprio di quelle sostanze che lo stesso corpo avverte come dannose e che pertanto si sforza così di avviare rapidamente agli emuntori. Se ne ha una prova osservando gli animali carnivori i quali sono naturalmente provvisti , come è noto, di caratteristiche anatomiche e fisiologiche finalizzate alla eliminazione quanto più rapida possibile, del cibo cadaverico ingerito. Assumendo non solo la carne, ma un qualsiasi altro tossico (tipo una forte dose di caffeina), gli emuntori vengono rapidamente attivizzati. Aumentano soprattutto i moti peristaltici intestinali e l’escrezione renale. È noto, del resto, che molte persone assumono il caffè per ovviare alla stipsi, ottenendo quasi sempre l’effetto desiderato. In sostanza, l’organismo si sbarazza di una sostanza (la caffeina) avvertita dal corpo come tossico, e, assieme alla caffeina, viene espulsa anche, come si voleva, una parte del contenuto intestinale.
6 ) Sempre a proposito della digeribilità della carne, a favore di questo alimento si porta spesso l’esempio degli eschimesi, che si cibano quasi interamente di carne di pesce e di carne di renna. C’è a tal riguardo da osservare anzitutto che essi mangiano, è vero, molto pesce, ma crudo e cominciando però dai vegetali, alghe e licheni, contenuti negli intestini dei pesci e delle renne rispettivamente, assicurandosi, così, l’apporto vitaminico necessario per sopravvivere (le renne, peraltro, si nutrono di licheni). Altre cose importanti da notare sono che gli eschimesi vivono al massimo sino a 50 anni, che dalla trentina in su sono soggetti a malattie degenerative e, infine, che sono caratterizzati da un bassissimo livello intellettuale e da una impressionante assenza di ogni manifestazione culturale.
7) Il ben noto medico Paul Carton confuta l’affermazione di una parte ancora cospicua della classe medica ufficiale che continua a sostenere la superiorità delle proteine animali, attribuendola alla loro ricchezza in aminoacidi “essenziali” e al fatto che l’analisi chimica di urine e feci rivelerebbe un assorbimento delle proteine animali superiore a quello delle proteine vegetali, e giudica la surriferita affermazione “del tutto secondaria, teorica e in definitiva trascurabile in quanto non tiene conto dell’alto grado di tossicità della carne, dato, questo, enormemente più importante del grado di assorbimento. Ricordiamo che a furia di non tener conto del grado di tossicità di ciò che ingeriamo, si è giunti a ritenere assurdamente che financo l’alcol è un alimento! Carton conclude che la scienza nutrizionale moderna si limita alla arida biochimica, ignorando deliberatamente le energie vitalizzanti e quelle devitalizzanti presenti nei diversi alimenti. D’altra parte non è vero che tutti i cibi animali sono facilmente digeribili. Ad esempio tutti gli organi interni (fegato, cervello, reni. animelle, cuore, testicoli) sono molto indigesti e provocano gravi malanni, come artritismo, colesterolemia, calcoli biliari e renali.

TRE BALLE FONDAMENTALI

I tre principali miti sulle proteine sono per T.C. Fry: 1) Per godere buona salute bisogna mangiare carne. 2) In ogni pasto devono essere presenti tutti gli aminoacidi essenziali. Anche questa affermazione è assurda. Essa si basa soprattutto sulla teoria, inaccettabile, dell’aminoacido limitante. 3) Una dieta altamente proteica è salutare per l’uomo, che avrebbe bisogno di un grammo giornaliero di proteine per ogni suo kg di peso. Più che tre miti, tre balle fenomenali.

IL POOL PROTEICO, UNA RISERVA A DISPOSIZIONE 24 ORE AL GIORNO

Il nostro organismo attinge i diversi aminoacidi dalla digestione degli alimenti e dal riciclaggio delle scorie proteiche che circolano nel sistema sanguigno e nel linfatico. Quando il corpo ha bisogno di aminoacidi non deve fare altro che attingerli dal sangue o dalla linfa. Questa provvista disponibile, in continua circolazione nell’organismo, è nota come pool di aminoacidi. È come una banca aperta 24 ore su 24. Il fegato e le cellule continuano a depositare e a prelevare aminoacidi a seconda della loro concentrazione nel sangue. Quando il quantitativo è elevato il fegato li assorbe e li immagazzina fino al momento del bisogno. Ma anche le cellule hanno la capacità di accumulare aminoacidi sintetizzando più proteine di quante necessitano per la loro stessa vita, per cui esse possono riconvertire le loro proteine in aminoacidi e depositarli nel pool.

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COMMENTO

IL VIZIETTO STORICO DI SCEGLIERE IL PEGGIO DEL PEGGIO

La cosa che salta agli occhi è l’impegno costante di tanti scienziati a difendere la logica, la ragione e la verità, e la simultanea adesione della medicina e delle istituzioni verso le teorie più abominevoli e prive di contenuto scientifico. Quando c’era da scegliere tra Antoine Béchamp e Louis Pasteur, si scelse Pasteur e a tutt’oggi la Sanità puzza di monattismo, di untorismo e di antibioticismo a chilometri di distanza. Quando c’era da scegliere tra le ricerche serie e sensate in fatto di alimentazione, si scelsero pillolai e mercanti di compresse sintetiche come Rose e poi come Linus Pauling, premiato pure con due Nobel e tutte le benedizioni possibili da Big Pharma.

LE IMPOSTAZIONI ANTI-PROTEICHE DI PITAGORA, DI CORNARO E DI D’ELIA CONFERMATE A TUTTI I LIVELLI

I dati di questi ultimi anni, confermati dalla massima autorità americana della nutrizione USDA, e provati sia sul campo, che nelle statistiche e in laboratorio, parlano di 24 grammi/giorno di proteine vegetali oltre le quali si va in acidosi corporale. In termini di American Standard, il contenuto calorico da proteine presente nei vari cibi parla di 5,9% per il latte di donna, 6,7% per la frutta, 11% per noci e semi, 13% per grani e cereali, 22% per i vegetali a foglia verde, 28% per i legumi. Tutto questo quadro a fronte di un fabbisogno umano calorico/proteico compreso tra il 2,5 e il 10%, che porta ai 24 grammi di proteine al giorno per gli adulti e a 11 grammi/giorno per i bambini.

PER I DATI USDA ANDARE NEI SITI BLUJAY E MC DOUGALL

Dati verificabili su http://michelbluejay.com/veg/protein.html, oltre che su http://drmcdougall.com/misc/2007nl/apr.dairy.htlm, siti corrispondenti a Michael Blujay, award winning writer 2011, e al celebre dr John McDougall. Dati confermati ormai dalle maggiori Università Americane, dalla FAO, dalla CDC, da Colin Campbell nella sua poderosa ricerca chiamata The China Study, e dalla autorevole rettrice della New York University Marion Nestle.

 

SOPRAVVIVERE NELLA SOCIETÀ DELLE INSIDIE E DEGLI INGANNI

Marion Nestle, guru delle avvocatesse americane che lottano per una più sana alimentazione, e che nello stesso tempo insegna Nutrizione alla New York University, ha stilato una lista di consigli per sopravvivere al meglio alla giungla alimentare che ci circonda. Giungla piena di insidie, di trappole e di inganni, come quelli che ci piovono addosso da advertising e pubblicità di ogni genere, e con le grandi corporation sempre pronte a evocare nuovi stratagemmi.

AVVOCATESSA INTERNAZIONALE PER LA GIUSTA CAUSA DELLA SALUTE

La causa di Marion inizia pubblicamente nel 2002, quando pubblica “Food Politics: How the Food Industry Influences Nutrition and Health”, vero e proprio manifesto in cui spiegava l’effetto negativo che le strategie di marketing alimentare finivano per avere sulla salute degli americani. Marion da allora non si è più fermata. Del resto, questo si sapeva già da quando Packard nel 1949 scrisse “I persuasori occulti”, bibbia per le decadi di sociologi a venire e per gli amanti del cospirazionismo. Mancava però una efficace sintesi da un punto di vista delle ricadute sulla salute pubblica di questa nostra volontà annebbiata.

ITALIA DEVASTATA E ROVINATA DALLA SCUOLA AMERICANA

La Marion è stata intervistata pure in Italia sul tema della nutrizione pubblica e della salute. La dieta media italiana sta peggiorando, e la somiglianza con quella americana, stando ai dati FAO, ha raggiunto un livello di guardia. Cosa pensa, Dr Nestle, delle reali cause socio-economiche di questo?
“È un aspetto inevitabile della globalizzazione alimentare. Le multinazionali dell’agrofood possono solo limitatamente crescere entro il mercato USA, dal momento che un cittadino americano consuma in media già 3900 calorie al giorno. La necessità di crescere e la logica del fatturato impone loro di cercare altri mercati di sbocco nel mondo. Perché non andare anche in Italia, tra gli altri paesi?

MARKETING AGGRESSIVI SIA DA PARTE DEGLI USA CHE DA PARTE DELL’ITALIA

La guerra della bistecca in Korea, l’attivismo della McDonalds, della Burger King e della Kentucky Fried Chicken su tutti i mercati del mondo inclusa l’Italia stanno a testimoniare la necessità e la determinazione degli USA di invadere il mondo intero col suo Agrofood in continua espansione. Del resto la stessa Italia, mediante l’Agroalimentare Italiano, sta facendo le stesse cose coi suoi grana, coi suoi prosciutti, coi suoi dolciumi e coi suoi vini. Questi i temi trattati dalla prof Nestle in una intervista del 2010 alla Coldiretti.

PROTEINE-CIBO O PROTEINE-VELENO?

La Nestle è cresciuta in autorevolezza al punto di dettare le diete alle catene alberghiere internazionali tipo Hilton, HolidayInn, Intercontinental e Marriott.  Intervistata nei mesi scorsi dal New York Times, ha confermato che di proteine non se ne parla nemmeno, visto che ogni cibo al mondo ne è stracarico. Non se ne parla nemmeno nell’ambito della nutrizione infantile. Se si discute di proteine lo si fa solo per evidenziare i danni che le stesse, nelle diete alto-proteiche, ci procurano.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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