DIGIUNO SPETTACOLARE MA PROSTATITE IRRISOLTA

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LETTERA

Grazie a te sono diventato vegano e tendenzialmente crudista

Caro Valdo, mi permetto, come molti altri frequentatori del tuo blog, di chiamarti così e di darti del tu per quel senso di vicinanza che sai comunicare coi tuoi scritti.
Innanzitutto voglio ringraziarti perché grazie alle tue tesine, scoperte per caso saltabeccando nel web, ho trovato le giuste motivazioni per compiere un passo che meditavo da tempo: diventare vegetariano.
Sullo slancio mi sono ritrovato addirittura vegano tendenzialmente crudista.

Imbottito sin da tenera età in proteine animali e farmaci

Poiché so che in questo periodo sei sovra-impegnato, rimando a un’altra occasione alcune domande di carattere teorico, per concentrarmi su un problema di salute che mi sta dando qualche preoccupazione.
Fin da bambino sono stato imbottito sia di proteine animali che di innumerevoli dosi di antibiotici, antinfiammatori e veleni vari. Oggi, a 55 anni, cerco di tenermi in forma con una passeggiata mattutina di mezz’ora a passo svelto per andare al lavoro, e con una gratificante partita a calcetto settimanale con i colleghi.

Un intervento di rimozione polipi nasali

Una decina di anni fa passai alla medicina alternativa e, grazie a una dieta basata sulla riduzione delle proteine, e dei cibi istaminici (cioccolato, insaccati, ma anche pesche, peperoni, melanzane), e sul consumo di acqua leggera, con qualche prodotto omeopatico in aggiunta, fui in grado di superare una forte allergia, con asma e ostruzione nasale notturna che mi impediva di dormire.
Fui costretto però a un intervento chirurgico per la rimozione di polipi nasali.
Le invalidanti emicranie si diradarono e si attenuarono, senza peraltro scomparire del tutto.
Non migliorarono invece i sintomi dovuti all’ipertrofia prostatica che, comparsi dopo i 40 anni sono via via aumentati.

Avvio di procedura disintossicante nei mesi scorsi

In estate, dopo la scoperta del tuo blog e la lettura di alcune tesine, in particolare quelle sulla prostata, ho deciso di intraprendere senza indugio un’azione disintossicante.
Poi ho ascoltato una tua conferenza all’AVA di Roma e ho letto i tuoi libri, che mi hanno rafforzato la convinzione di aver fatto la scelta giusta.

Digiuno, semidigiuno e dieta vegana di mantenimento

A fine agosto ho quindi portato a compimento un digiuno di tre giorni, seguito da una settimana di sola frutta, per passare poi decisamente al tuo schema di dieta vegana-crudista tendenziale, reintegrando tutti i vegetali e con pochissimi adattamenti sugli orari (per motivi di lavoro e per rinuncia saltuaria al 5° pasto di frutta prima di cena, per mancanza di appetito).
In realtà, avrei voluto prolungare il digiuno per qualche altro giorno, poiché la lingua era ancora molto bianca e non mi era ritornato l’appetito, ma la necessità di riprendere il lavoro mi ha costretto a interromperlo per passare al semidigiuno.

Risultati eccellenti raggiunti col digiuno

Nonostante tale interruzione abortiva, alcuni risultati sono stati duraturi e importanti:

1) Un senso di leggerezza mentale e di soddisfazione per aver armonizzato i miei comportamenti alimentari coi miei principi etici.
2) Perdita di 6 kg di peso in eccesso, e qualcosa continuo a perdere tuttora, mentre sto a 78 kg di peso per 1,78 di altezza.
3) Abbattimento di circa 20 punti in pressione arteriosa, che si stava spostando verso l’alto (ora è su un valore di 110-70).
4) Riduzione della frequenza cardiaca da 75-80 a 60-62 battiti al minuto.
5) Assenza di mal di testa, a parte una leggera cefalea che si presenta dopo le partite di calcetto e passa in poche ore, ma niente in comune con i lunghi e dolorosi mali di testa di un tempo, accompagnati da nausea e sfinimenti.
6) Assenza di herpes labiale che un tempo mi perseguitava con insistenza.
7) Acquisizione di capacità di corsa e resistenza durante le partitelle, che prima della esperienza vegana non avevo.
8) Spettacolare miglioramento della qualità del sonno, che ora è profondo e tranquillo, salvo i risvegli per orinare.

Dermatite, gonfiori intestinali e prostatite, tuttora da risolvere

A parte questi indubbi ed eclatanti miglioramenti permangono alcuni problemi:

A) Una dermatite ai condotti uditivi con alcuni accessi di forte prurito (un tempo era peggio, in quanto degenerava in otiti ricorrenti, mentre ora questo non succede più).
B) Tendenza ai gonfiori intestinali, anche se minore rispetto al passato, e manifestazione di un trombo emorroidario incompatibile col regime alimentare seguito (l’ho interpretato come crisi eliminativa, avendo sempre la lingua patinata di bianco).
C) La prostatite che continua a preoccuparmi.
Dalla lettura delle tue tesine avevo ricavato la speranza che il digiuno, seguito dal semidigiuno,
avrebbe potuto produrre un certo sgonfiamento della prostata, con riduzione dei disturbi minzionali.
Ciò non è avvenuto neanche dopo due mesi di instaurazione della dieta vegana. Anzi, certi giorni il
sintomo ostruttivo e le alzate notturne si sono addirittura incrementate. In questi giorni ho fatto poi
delle analisi di controllo. Tutti i parametri sono regolari (colesterolo, glicemia, ecc) salvo il PSA,
che negli ultimi anni oscillava intorno al 4 ed ora è balzato a 8.5, un valore che gli urologi ritengono
sospetto. Nelle urine sono presenti numerosi filamenti di muco, la VES però è bassa a livello 4 e non
ci dovrebbero essere infezioni in corso.

Chiedo consigli sul da farsi

La mia domanda è se questo tipo di evoluzione sia pure essa inquadrabile in una crisi eliminativa.
Spero che troverai il tempo di leggere il mio messaggio e di darmi qualche consiglio.
Ti ringrazio in ogni caso per l’eccezionale lavoro di divulgazione che stai compiendo.
Renato

*****

RISPOSTA

Riconosciamo intanto gli obiettivi raggiunti

Ciao Renato, intanto spenderei due parole per gli importanti risultati che hai raggiunto in questi pochi mesi di pratica igienistica.
Hai fatto un digiuno e un cambio dieta ottenendo degli ottimi risultati in termini di salute.
Il fatto che permangano ancora dei problemi non inficia affatto quanto di buono c’è stato.
Capisco comunque che l’obiettivo principale fosse per te la risoluzione del problema prostatico e che in questo non abbiamo ancora raccolto i risultati attesi.

L’interruzione del digiuno, quando il sistema immunitario reclamava una continuazione, è stata una mossa sbagliata

Ti faccio presente che il tuo problema prostatico è stato messo assieme in un arco temporale di molti anni, per cui pretendere di risolverlo nel giro di 2 mesi è come minimo illusorio.
Il guaio maggiore è che tu hai interrotto il digiuno proprio quando esso cominciava a dare i segni del suo lavoro.
Evidentemente i 3 giorni nel tuo caso non sono stati sufficienti.
Il mio consiglio è di intraprendere, non appena possibile, un altro digiuno e attendere che siano i segnali del tuo corpo a stabilire quando interromperlo.

Alcuni consigli aggiuntivi per contrastare meglio la prostatite

Lascio a te le modalità e i tempi per riorganizzare il tutto.
In ogni caso continua con la dieta attuale, ma aumenta l’assunzione mattiniera di centrifugati di carote, bietole, sedani, patate e mele, anche a spese di qualche colazione fruttariana.
Non dimenticarti di consumare tutti i giorni una manciata tra semi di zucca e semini vari.
Esercizi di respirazione ed anche esercizi fisici, di contrazione e rilassamento muscoli in zona ventrale, ti saranno di aiuto.
Riduci un po’ il quantitativo di cibi assunti e bevi un paio di bicchier d’acqua prima dei 2 pasti di pranzo e cena.

Qualche suggerimento naturopatico ed erboristico

Qualche cataplasma di fango, e qualche altro con foglie di cavolo, in zona ventrale, aiuta a decongestionare la prostata ingrossata.
Per facilitare l’emissione di urina è efficacissimo l’infuso di semi di prezzemolo, ottenuto vcrsando un litro di acqua bollente su 10 grammi di semi.
Anche il decotto di equiseto viene spesso usato in erboristeria, contro le prostatiti.

Tante verdure, tanta frutta, tante radici e tanti semini, tutto il resto dimenticarselo

Ti raccomando di inserire nell’insalata cruda, a pranzo e cena, anche mezza cipolla cruda.
Pure il cavolo crudo, i broccoli, il crescione, le cime di rapa, i cavolini di Bruxelles, il cavolfiore, la rucola, il tarassaco, le ortiche, i ravanelli, le rape, le carote e le bietole, vanno eletti a cibi di assistenza specifica alla prostata.
A primavera fare incetta di germogli di luppolo selvatico, carico di estrogeni, utili a contrastare la sovrabbondanza di testosterone tipica degli ammalati di prostatite.
Rinunciare a pasti copiosi, a cibi piccanti e conservati. Ovvio che salumi, cacciagione, spezie, vini, alcolici, fumo e caffè, farmaci e vaccini, sono da evitare nel modo più drastico.

Le fonti di magnesio

Da momento che le prostatiti richiedono magnesio, la soluzione migliore è di trovarlo al naturale e in forma organicata.
Mandorle e anacardi, nocciole e noci, avocado e semi di sesamo, sono ottime fonti.
Pure la banana, la noce di cocco, i cereali integrali, i datteri, i semi di girasole, le banane, le patate con la buccia e il tarassaco, sono buone fonti di magnesio.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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