FARINGOTONSILLITI, PLACCHE E STOMATITI AFTOSE

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +

LETTERA

STO FACENDO PROGRESSI

Ciao Valdo, ti seguo solo da una decina di mesi ma, dopo aver letto tutte le e-mail di risposta e un po’ di tesine, mi sento molto in confidenza con te. Da gennaio di quest’anno sono passato ad una alimentazione vegan crudista, per ora solo al 50/100, ma sto facendo progressi.

FEBBRE ALTA E PRONTO INSERIMENTO DI UN DIGIUNO

Ti scrivo per una risposta in merito ad un evento curioso. Stavo aspettando il momento giusto per provare un digiuno di 3 giorni quando, tra la notte di domenica e lunedì, mi è salita la febbre a 39 e poi fino a 40. Così ho preso la palla al balzo, provando a mettere in pratica tutti gli insegnamenti di Valdo.

PLACCHE DI PUS VICINO ALLE TONSILLE

Alla sera di lunedì, guardando in bocca, ho osservato placche di pus vicino alle tonsille. Tutto ok, il digiuno terapeutico dovrebbe risolvere anche quello. Quello che ti chiedo è una risposta che mi dia coraggio nel proseguire questa terapia, anche perché sono circondato da familiari che usano farmaci, a parte mia moglie che è d’accordo nel non prenderli, ma che nel contempo ha paura di queste placche di pus. La febbre è una conseguenza delle placche? Ti chiedo un consiglio e, visto che ti ho finalmente scritto, approfitto dell’occasione e ti ringrazio per tutto quello che fai.
Angelo

*****

RISPOSTA

I PICCHI DI MALATTIA NEI MESI INVERNALI

Ciao Angelo. Le faringotonsilliti, infiammazioni della faringe e delle tonsille, presentano massima incidenza nei mesi invernali, per la tendenza che l’uomo ha di stazionare in ambienti chiusi, dall’aria viziata e riscaldata, come scuole, bar, discoteche, posti di lavoro. Meno aria, meno luce, meno calore, meno frutta fresca, meno movimento, meno bagni d’aria, di fango, di acqua e di sole. Leggasi anche la mia tesina “BMS, sindrome della bocca che brucia”, del 9/11/11.

MALATTIE AD EVOLUZIONE SPONTANEA

Le anomalie della gola, chiamate dai medici “infezioni contagiose e contagianti” a carico della faringe e delle tonsille,rappresentano la 3° causa più frequente, dopo il raffreddore o la rinite (causa 1°) e dopo l’otite (causa 2°), di malattia nell’uomo e nel bambino. Tra i tanti messaggi che essi diramano, creando spesso ansie e preoccupazioni del tutto ingiustificate, spunta anche qualche affermazione centrata e pertanto contraddittoria. “Infezioni sì”, leggo su internet, “ma tutto sommato problematiche semplici ad evoluzione spontanea”. Lo ha scritto un medico, e gli do atto di un barlume di luce e sincerità, in mezzo a tanto buio e a tanta nebbia.

ANCORA LA QUESTIONE BATTERICO-VIRALE

Il tuo messaggio parrebbe cosa da niente, ma parlare di bocca e di tonsille, e di anomalie nella mucosa orale, significa addentrarsi di brutto nella più grossa polemica esistente da oltre un secolo tra igienismo e medicina  in tema di batteri, virus, parassiti, funghi, contagi e pestilenze. In altre parole significa entrare nuovamente nella polemica Pasteur-Béchamp.

BOCCA E CAVITÀ ORALE SONO ZONA SPECIALE

Non scordiamoci che la bocca è qualcosa che ci sta molto vicino e molto alla portata. Se dovessimo fare una classifica tra le nostre zone del corpo, la bocca è sicuramente quella più familiare ed intima, assieme a occhi e naso. Sorridiamo, parliamo, assaporiamo, mangiamo, respiriamo, ci specchiamo, ci baciamo, ci riconosciamo attraverso il nostro viso che ha, proprio nel mezzo, questa fondamentale apertura. In bocca poi c’è la lingua, che rappresenta la parte terminale alta dell’apparato gastrointestinale.

I MOSTRICIATTOLI RESUSCITATI IN PRIMO PIANO, INFETTIVI OVVIAMENTE

Vi è consenso unanime tra i medici non-obiettori, quelli appartenenti alla corrente monatta, che il 40% delle infiammazioni in oggetto viene causata da mostriciattoli tremendi chiamati virus, di provenienza esogena ed esterna, e in particolare di adenovirus, rhinovirus, coronavirus, herpes simplex virus, virus influenzali A e B, virus parainfluenzali ed Epstein-Barr.

I TEMIBILI BATTERI AL SECONDO POSTO, INFETTIVI OVVIAMENTE

Un altro 30% di responsabilità viene attribuita ai batteri, tipo il Micoplasma, la Clamydia, la Neisserie, e soprattutto lo SBEA, cioè il temibile streptococco beta-emolitico di gruppo A, considerato responsabile delle maggiori crisi influenzali, per il quale si ricorre spesso al tampone faringeo, consistente nel prelievo indolore dei liquidi presenti in gola, attraverso una apposita bacchetta.

AGENTI ETEROGENEI AL TERZO POSTO, NON INFETTIVI PURTROPPO

Il rimanente 30% di fattori patologici è senza precisa definizione diagnostica, trattandosi di agenti eterogenei non infettivi, come fumo, allergie, secchezza aria, inquinamento atmosferico, cibi piccanti.

LE PLACCHE PASSANO DA SOLE IN UNA DECINA DI GIORNI

Quando si parla di faringo-tonsilliti, non c’è solo l’infiammazione ma ci sono pure le placche batterico-virali sparse in gola e sulle stesse tonsille infiammate, formate da piccoli depositi di muco o catarro, e anche di materiale putrido (pus), con dolori nella deglutizione e febbre. Cose che, senza praticare alcuna terapia, passano nel giro di una decina di giorni.

COL MEDICO NON LA PASSI MAI LISCIA

Il medico però non può permettersi di essere generoso e rilassato, di fartela passare liscia. Se vai da lui ti deve obbligatoriamente prescrivere una cura farmacologica antibatterica (antibiotica contro lo streptococco), oppure una cura a base di antivirale, che non risolve un bel niente, ma che rende la tua patologia meno frequente e meno intensa, anche se sempre recidivante.

CI SONO ANCHE LE STOMATITI AFTOSE RECIDIVANTI

Il tutto non è poi da confondere con l’aftosi, o le stomatiti aftose recidivanti, rientranti a volte nella sindrome di Behcet. In questi casi si parla di lesioni e di ulcerette sulla mucosa orale, circondate da alone rossastro di 2-5 mm. Anche qui si parla di remissione spontanea nel giro di una o due settimane al massimo, facendo ipotesi di debolezza immunitaria, di carenza di zinco e di gruppo B.

I TONSILLOLITI E L’ALITOSI

Pur non avendo nulla a che fare con quanto sopra, esiste pure il problema dei tonsilloliti o dei calcoli tonsillari, secrezioni di materiale solido, friabile e giallastro, che si formano sulle tonsille di chi mangia materiale proteico ed improprio. Trattasi in pratica di calcificazioni, di resti di cibo, di cellule morte e di batteri, che hanno odore sgradevole e creano pure problemi di alitosi, compromettendo le relazioni di coppia e la vita sociale.

IL CORPO VIVO ED EFFICIENTE È SOGGETTO A UNA CONTINUA CRISI DISINTOSSICANTE

Tornando alle placche di pus, e alla stessa febbre che a volte le accompagna, ovvero alle faringiti e alle tonsilliti, nulla c’è di cui preoccuparsi. Trattasi sempre di sintomi di una disfunzione interna chiamata sangue denso ed infiammato. Dirò di più. La comparsa delle placche e del pus nelle circostanze da te accennate, fa pensare a un classico processo di auto-purificazione, dove il tuo corpo, già in fase di netto cambiamento alimentare e comportamentale, si è visto preso in consegna dal proprio sistema immunitario che gli ha imposto una sana febbre alta e uno scarico di pus eccedente interno e di muco acidificante tramite le mucose della bocca.

L’IGIENE APPLICA LA NON-CURA

L’igiene naturale se la ride di queste cose e applica sistematicamente la cura della non cura, in rigoroso rispetto degli intoccabili segnali d’allarme chiamati sintomi. Va invece a cercare il come e il perché questo sia potuto avvenire. E scopre cose interessanti.

SALTA FUORI CHE QUALCUNO AMA FARE L’AUTOLESIONISTA

Salta fuori che il soggetto in questione si diletta a copiare l’avvoltoio e la iena, ovvero a mangiar cadaveri, pur non essendo dotato dello stomaco iper-acido e dell’intestino corto-liscio-tozzo, necessari ad elaborare tale materiale putrefattivo. Salta fuori che il soggetto, anziché aiutare il suo corpo con dei cibi alcalinizzanti, va ad acidificare ulteriormente il sistema, trovando divertente ed appagante il martellare le proprie palle.

I MEDICI LAVORANO SUI SINTOMI E GLI IGIENISTI SULLE MALATTIE CAUSANTI

Chiaro che non ci sarà mai diretta concorrenza tra medicina e igiene. I medici lavorano sui sintomi e si disinteressano delle cause. L’igiene lavora sulle cause e si disinteressa del sintomo. Più chiaro di così si muore. Non staremo qui a ripetere per l’ennesima volta tutta la storia dei virus e dei batteri. Ma due parole di sintesi vanno sempre ribadite per chi ha la memoria corta.

I BATTERI LI ABBIAMO GIÀ TUTTI DENTRO DI NOI

I batteri non li prendiamo dagli altri perché vivono in sinergia e associazione con noi, ce li abbiamo tutti al nostro interno, pronti a svilupparsi e a proliferare ogniqualvolta c’è materiale organico da pappare. Guai se non ci fossero. Sono tanto bravi, coscienti e intelligenti che, non appena finito di banchettare, si auto-riducono come bravi soldatini e rientrano nei ranghi. Causatori di malattia? Per niente. Totalmente innocenti. Compresenza non significa causa. Pericolosi, mortali e contagianti? Per niente. Se così fosse, quando uno intraprende il digiuno e non prende un singolo farmaco, si svilupperebbero all’infinito e ci divorerebbero in un baleno.

I VIRUS SONO INNOCENTE MATERIALE ESAUSTO

I virus invece non sono bravi o non bravi, buoni o cattivi. Meno che meno sono dei mostriciattoli arrabbiati, provenienti dallo spazio o da qualche località infernale. Totalmente incapaci di prolificare, di addormentarsi e di svegliarsi, di pensare e di agire. Al massimo, per un attimo di concessione alla fantasia, gli verrà voglia di regalare una pernacchia a tutti i virologi-infettologi-aidsologi-hivologi del pianeta. Come faranno allora questi gnomi a svilupparsi e diventare tanti? Come faranno a causare delle infezioni virali (Brrr che paura)?

MORIA CELLULARE CONTINUA CON MILIARDI DI CELLULE AL GIORNO CHE SI STACCANO DAL CORPO (NE ABBIAMO 75-100 TRILIONI IN TUTTO)

Non fanno un tubo e non fanno niente di niente. È il nostro stesso corpo che, morendo giornalmente a rate in termini di miliardi di cellule esauste, li fabbrica a getto continuo, mandando fuori detriti cellulari o polvere cellulare, totalmente priva di vita. Nessun segno moltiplicativo e nessuna prolificazione, ma solo accumulazione di materiale cellulare inespulso ed intasante, che rimane all’interno ogniqualvolta il nostro metabolismo si inceppa per errori alimentari, etici e comportamentali, per digestioni difficili, per rallentamenti metabolici, impigrimenti linfatici e decapitazioni immunitarie.

LA PROVA DEL NOVE LA FORNIAMO SEMPRE

Anche qui la prova del 9 esiste. Se fosse vera la teoria degli Azzeccagarbugli, dei Monatti e degli Untori, mettendoci a riposare e a digiunare con uno stock di virus addosso, e senza alcun farmaco antivirale somministrato, dovremmo ritrovarci mangiucchiati e sbranati nel giro di un paio di giorni. Invece non succede niente. Il digiuno prosegue. L’acqua distillata manda fuori la polvere intasante e noi ci ritroviamo rinnovati e pimpanti, pronti a ripartire.

PER I VIRUS ESOGENI SIAMO SUPER-ATTREZZATI

E se la polvere virale viene dall’esterno, ad esempio da un cadavere animale servito sul piatto, dove la morte della vittima l’ha colta di sorpresa e ha impedito al suo sistema immunitario di mandar fuori i suoi virus lasciandoli nei tessuti della bistecca? Per i virus esogeni il corpo umano è attrezzato ad affrontarli quanto una invincibile torpediniera, con linfociti, leucociti, immunoglobuline ed ogni sorta di anticorpi.

IL PRIONE DELLA MUCCA PAZZA

Il professor Max Von Pettenkofer ingoiò più volte di fronte ai suoi studenti bicchieri colmi di vibrione colerico, definito, contagioso, epidemico e mortale, senza mai subirne danno. E non fu il solo a farlo. Certo che se ti capita di ingerire il prione, ovvero la proteina patogena del BSE (encefalopatia spongiforme bovina), conosciuta anche come agente infettivo non convenzionale, o come MCD (Mad Cow Disease, o Mucca Pazza, il problema cambia.

SE SOLO CI TENESSIMO UN PÒ PIÙ PULITI ED OLIATI INTERNAMENTE

Per concludere, chi tiene sani e puliti i suoi intestini, chi mantiene in equilibrio batterico il suo colon, chi preserva l’equilibrio acido-alcalino del sistema, chi non cade nella ritenzione idrica o nella insufficienza epatica e renale, chi non altera l’equilibrio ghiandolare, chi non addensa la formula del suo sangue, non ha paura letteralmente di niente. Potrà al massimo consolarsi con un infuso di malva, con una tisana di menta e salvia, con gargarismi anti-placche a base di limone o di aceto di mele, o meglio
ancora con una rinuncia ai grassi e ai dolciumi.

QUASI COME PETTENKOFER

Quando a Roma, il 18/1/10 presentai in conferenza la tesina dal titolo “La farsa del contagio batterico-virale”, non avevo con me un bicchiere di vibrioni colerici, ma volli un po’ imitare il professor Pettenkofer. La saletta AVA era colma di gente e chi c’era lo può testimoniare. Presi una bella manciata di polvere batterico-virale dal pavimento e me la succhiai lentamente, con l’aiuto di un bicchiere d’acqua. Niente successe, nemmeno una placca e nemmeno un mal di gola.

SCONVOLGIMENTO DEI POLIZIOTTI SANITARI DI HONGKONG

Feci la stessa cosa a Hongkong, di fronte a delle guardie aeroportuali impettite, guanti bianchi e con mascherina sulla bocca, rimaste sconvolte e sbigottite di fronte al mio gesto provocatorio, e niente successe. Disse o non disse lo stesso Pasteur, alla fine dei suoi giorni, che “Il terreno è tutto e il microbo è niente?”
Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

Condividi con i tuoi amici.

Comments are closed.