FASCITE EOSINOFILA E RICERCA DI UN NUOVO PERCORSO

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LETTERA

SO DI PARLARE A UN NON-TALEBANO

Gent.mo Valdo Vaccaro, mi chiamo Giovanni, 39 anni, sto leggendo le tesine e le risposte alle varie problematiche che le persone propongono. Pian piano mi sto rendendo conto che Lei non è poi così talebano, come una prima e superficiale lettura potrebbe far pensare. Certo se uno predica contro vaccini, farmaci, carne, etc, non lo fa perché una mattina è sceso dal letto con il piede sbagliato, ma perché vi sono decine e decine di studi di medici e ricercatori che confermano la tossicitá di determinate scelte alimentari e comportamentali.

ATTACCHI DI PANICO A PARTIRE DAL 2001 CONTRASTATI CON EUTIMIL

Le scrivo pertanto per raccontarLe le mie problematiche e come sono state trattate. Ho iniziato a recepire i segnali di qualcosa che non andava nel 2001, con degli attacchi di panico, trattati dai medici con soluzione di Eutimil più trittico.

FARMACO E PSICOTERAPIA NON TRONCABILI E AGGIUNTA DI TOFRANIL

Nel 2004 provai pian piano a smettere e come risultato gli attacchi di panico ritornarono.
Decisi allora di non assumere più farmaci ma dopo un anno di non vita, in accordo anche con la psicologa a cui mi ero rivolto, iniziai nuovamente ad assumere Eutimil. Nonostante farmaco e psicoterapia mi avessero migliorato la vita, gli attacchi di panico non erano certo scomparsi, tanto che nel 2007, per poter ampliare la mia autonomia, ho dovuto aggiungere Tofranil.

NEL 2008 DIAGNOSI DI FASCITE EOSINOFILA E TERAPIE CORTISONICHE SEGUITA DA ALTRI FARMACI

Ad ottobre 2007 le mie caviglie hanno cominciato a gonfiarsi. Poi è arrivato il dolore a gambe e mani, ed infine ho iniziato a dimagrire velocemente mentre non riuscivo quasi più a muover le dita delle mani ed a piegarmi sulle ginocchia. Ad agosto 2008, dopo innumerevoli controlli ed esami, la medicina riesce a dare un nome alla mia condizione: fascite eosinofila, malattia autoimmune rara.
Soluzione: flebo di cortisone da 250mg come terapia di attacco, poi cortisone a scalare insieme a Methotrexate e Sandimmun Neoral.

DAL 2011 ASSUNZIONE REGOLARE DI EUTIMIL

A fine 2011 ero guarito ed ho potuto sospendere i farmaci di cui sopra. Da fine 2013, causa fine reperibilità del trittico, assumo solo Eutimil rimanendo comunque inalterata l’autonomia acquisita.
Nel mentre, tanto per non farsi mancare nulla, l’utilizzo di un occhiale non riesce più a correggere in modo soddisfacente miopia ed astigmatismo.

ALIMENTAZIONE RICCA DI CARNI-SALUMI-FORMAGGI-PASTA-ZUCCHERO E POVERA DI FRUTTA E VERDURA

La mia alimentazione, ma non credo avesse dubbi in proposito, è sempre stata ricca di carni, salumi, formaggi, latte, pane, pasta, zucchero e povera di frutta e verdura. Dato che di avvertimenti ne ho già avuti abbastanza e come non bastasse ogni volta più rumorosi, vorrei iniziare un percorso che mi porti ad una reale condizione di benessere sia fisico che psichico. Cordiali saluti.
Giovanni

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RISPOSTA

DEFINIZIONE DI FASCITE EOSINOFILA

Ciao Giovanni, La fascite eosinofila, chiamata anche fascite necrotizzante, è una della tante alterazioni del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo, descritta in dettaglio nel 1975 da L.E. Schulman come variante dello scleroderma. Si tratta di una reazione infiammatoria con eosinofilia. Una patologia funzionale che provoca indurimento, ispessimento e tumefazione della cute, dandole un aspetto di buccia d’arancia soprattutto a livello degli arti.

DEFINIZIONE DI EOSINOFILIA

Gli eosinofili sono dei granulociti appartenenti ai leucociti, ossia ai globuli bianchi, cellule difensive del nostro organismo. I leucociti si suddividono in agranulari (linfociti 20-25% e monoliti 3-8%) e granulari (basofili 0,5-1%, neutrofili 60-70%, eosinofili 2-4%). Gli eosinofili sono considerati su livelli normali e fisiologici con 350 mila unità per litro di sangue. Sono alti e costituiscono eosinofilia quando superano quota 450 mila.

CAUSA DI ACCRESCIMENTO EOSINOFILO

La vita media degli eosinofili è di 6-12 ore soltanto ma, per l’azione di alcuni fattori enzimatici, vengono inibite le citochine deputate a determinarne l’apoptosi, ossia la morte fisiologica programmata. Questo abnorme ritardo nella apoptosi produce un incremento di eosinofili e pertanto una accumulazione di detriti cellulari, con inevitabile aumento nell’ostruzione e una proporzionale diminuzione della vitalità.

TUTTI STRUMENTI DEL SISTEMA IMMUNITARIO

Gli eosinofili partecipano alle reazioni infiammatorie e sono principalmente coinvolti nella difesa dell’organismo dalle infezioni parassitarie. Aumentano anche nelle malattie definite allergiche, come asma bronchiale, rinite, orticaria. I basofili secernono istamina ed eparina. Monociti e granulociti, entrambi prodotti dal midollo osseo, intervengono nei meccanismi di difesa aspecifica o innata. Rappresentano la prima linea di difesa dell’organismo contro le aggressioni  pericolose. Hanno la caratteristica di contenere lisosomi ricchi di enzimi in grado di digerire materiale estraneo, ossia cellule danneggiate e frammenti cellulari. I prodotti di questo processo di disgregazione fungono da sostanze chemiotattiche in grado di richiamare ed attivare altri granulociti e monociti per fronteggiare il problema.

NEUTROFILI PRODOTTI NEL MIDOLLO SPINALE

I neutrofili sono i globuli bianchi più numerosi nel sangue. Hanno la capacità di inglobare-digerire- fagocitare, i microrganismi estranei mediante enzimi da loro stessi prodotti e secreti. Il loro compito principale è la difesa dell’organismo dalle infiammazioni derivanti da accumulazioni endovirali e conseguente moltiplicazione batterica opportunistica. Una volta migrati nel tessuto infiammato e svolta la loro azione, i neutrofili muoiono e, insieme ai detriti cellulari (virus endogeni in prevalenza e al materiale degradato) vanno a costituire il pus.

LINFOCITI PRODOTTI NEI LINFONODI, NELLA MILZA E NEL TIMO

I linfociti sono invece prodotti nei linfonodi, nella milza e nel timo. Intervengono nei meccanismi di difesa specifici essendo depositari della memoria immunologica. Attraverso la produzione di anticorpi (immunità umorale legata ai linfociti B) o l’azione di specifici recettori di membrana (immunità cellulare mediata dai linfociti T), eliminano sostanze e corpi estranei riconosciuti per la presenza di antigeni (sostanze proteiche estranee presenti sulla superficie di un microrganismo o di un allergene). Se i linfociti sono stimolati da un antigene, i linfociti B si trasformano in plasmacellule che sintetizzano e liberano anticorpi ossia immunoglobuline. Questi anticorpi vengono trasportati dal sangue fino all’area di infezione, dove si legano agli invasori etichettandoli come pericolosi agli occhi delle altre componenti del sistema immunitario che interverranno di conseguenza.

SCLERODERMA MALATTIA DEL TESSUTO CONNETTIVO

Essendo la fascite una variante dello scleroderma, rivediamo il significato di scleroderma. Il nome sclerodermia deriva dal greco sklèros=duro e derma=pelle, a significare pelle dura. Con sclerosi si intende indurimento di un organo o tessuto attraverso un aumento del tessuto connettivo. Sclerodermia è un termine generico per un gruppo eterogeneo di malattie del collagene. Le malattie del tessuto connettivo sono attivate ​​e controllate da un sistema immunitario che, nell’opinione medica, funzionerebbe in modo errato.

LA PROLIFERAZIONE DEL TESSUTO PORTA AD ISPESSIMENTO E NECROSI DELLA PELLE

Nella sclerodermia, c’è comunque una proliferazione di tessuto connettivo, e questo provoca un ispessimento e un indurimento delle mucose. L’indurimento del tessuto connettivo può colpire solo la pelle, oppure la pelle e gli organi interni quali i polmoni, l’apparato digerente, i vasi sanguigni, il cuore e i reni.

SCADENTE CHIAREZZA MEDICA E SOLITO SCARICABARILE SUL SISTEMA IMMUNITARIO

La medicina dichiara apertamente di non avere la minima idea sui motivi scatenanti e sulla eziologia di queste malattie. Non sa trovare di meglio che accusare il sistema immunitario, mancandole una approfondita conoscenza delle leggi naturali, in particolare della legge per la quale il corpo non va mai contro se stesso. Nonostante questa carenza informativa, essa interviene sui sintomi col cortisone ed altri farmaci. Nessuna meraviglia che i risultati non le diano ragione.

MAI SOFFOCARE L’AZIONE ESCRETORIA DELLA PELLE

La Medicina ha sempre una gran fretta di eliminare i sintomi. Ma è soltanto con l’equilibrio funzionale interno e con un sangue fluido e scorrevole che si può invertire la rotta e puntare alla salute. Ogni affezione cutanea, per quanto cronica e grave essa sia, che si chiami acne, eczema, orticaria, lupus, psoriasi, erisipela, rosolia, herpes, scleroderma o fascite eosinofila, non va affatto contrastata, soppressa e soffocata con medicamenti a base di veleni che paralizzano ed inibiscono la preziosa attività espulsiva ed eliminativa della pelle, obbligando l’organismo a trattenere all’interno le sostanze corrotte, che possono essere oltremodo dannose e a volte letali per i maggiori organi interni.

FUNZIONE NUTRITIVA ED ESPULSIVA DEL DERMA

La pelle assolve nel contempo una funzione nutritiva, incorporando ossigeno e flussi energetici come luce, elettricità e magnetismo, ed una funzione eliminativa, espellendo attraverso i suoi 5 milioni di  pori le impurità endogene derivanti dai rallentamenti metabolici,  nonché i residui di alimenti male utilizzati dal corpo.

LA PELLE È CONSIDERATA SECONDO RENE CORPORALE

Notoriamente la pelle interviene da organo emuntorio in assistenza di un sistema renale assai compromesso. Le malattie dermatologiche non vanno considerate con avversione. Esse costituiscono un formidabile processo difensivo dell’organismo atto ad eliminare le sostanza ostruttive ed estranee.
La natura di queste sostanze è chiaramente tossica e corrosiva.

Ecco il motivo per cui occorre evitare l’uso dei farmaci e adottare una dieta ripulitiva a base prevalente di frutta e verdura, capace di irrorare e rivitalizzare l’organismo e di migliorare la formula del sangue, condizione sine-qua-non per uscire dal tunnel. Ecco perché occorre esporsi al sole e all’aria, migliorando la circolazione. Studiare in modo approfondito il materiale del blog è indispensabile per dare una svolta alla crisi e puntare decisamente al benessere.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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1 commento

  1. Antonio Pellegrino on

    Ciao Giovanni, gli attacchi di panico sono il segno evidente che non ci si esprime per nulla sul lato emozionale ovvero, per una serie di motivi, non siamo portati ad esprimerci con le nostre emozioni. Certamente uno stile di vita igienistico é fondamentale ma devi risolvere il tuo problema 'emozionale'. Come fare? Beh, io ho avuto un figlio nelle tue stesse condizioni, con ricovero in ospedale, reparto psichiatria ed iter classico di somministrazione di psicofarmaci. Ho avuto la fortuna di conoscere un centro a Foggia (ospedali riuniti) in cui queste problematiche ed in genere il disagio si curano con la terapia di gruppo. Al centro di tutto c'é il dott. Mariano Loiacono, psichiatro, che unico in Italia ha capito che il disagio non si cura con gli psicofarmaci bensi con una 'palestra' sei sentimenti. Ormai é da 4 anni che mio figlio non prende più farmaci ed io benedico questo grande Dottore il il suo 'Metodo alla salute'. Se ti interessa la cosa cerca su Internet 'Mariano Loiacono' e 'metodo alla salute'