GLIOBLASTOMA DI GRADO 4 E SPIRITO DI SOPRAVVIVENZA

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LETTERA

DA SEMPRE ORIENTATA VERSO LA NATURA E LE PIANTE

Gentile Dr. Vaccaro, Sono Alessandra, ho 35 anni e le scrivo per chiederle un consiglio. Sto leggendo il suo interessantissimo libro “Alimentazione naturale” e, per la prima volta, riesco davvero ad eliminare carne e derivati dai miei pasti. Sono sempre stata orientata verso un’alimentazione poco carnivora, con consumo abbondante di verdure e frutti di stagione, cereali integrali, semi oleosi, qualche affettato e qualche latticino.

UNA DIAGNOSI PESANTE E UN MARITO DA SALVARE

Adesso però sento di dover fare di più per me e per la mia famiglia e ho quindi intenzione di applicare al meglio i suoi preziosi consigli e di abbandonare totalmente carne, uova e latticini. Non è semplice modificare le proprie abitudini, ma questo è il mio obiettivo e ce la farò. Anche perché in casa c’è mio marito Davide, 36 anni, che ha bisogno di tutto il mio aiuto. Nell’Ottobre 2011 gli è stato diagnosticato un glioblastoma di grado IV. Operato dopo pochi giorni, con rimozione apparentemente totale, ha seguito l’iter tradizionale di radioterapia e chemioterapia, seppur fra mille dubbi e incertezze.

IPOTESI ED INTERROGATIVI NON FACILI SULLE CAUSE DEL PROBLEMA

Parallelamente è stato seguito da un omeopata che gli ha consigliato una dieta priva di zuccheri, ricca di verdure e cereali integrali e con poche proteine animali (perlopiù pesce). Al momento Davide sta bene, conduce una vita normalissima, ed è la persona meravigliosa di sempre. Ci siamo molto interrogati sulla causa di questa sua malattia. “Sfortuna” è la risposta dei medici tradizionali. “Trauma” è la risposta di Hamer, che abbiamo letto attentamente, ma senza trovare risposte soddisfacenti. Adesso leggo il suo libro, leggo dei 10 passi che portano al cancro, analizzo, rifletto. E Le chiedo: Davide è una persona sana, sportiva, di carattere positivo ed ottimista, svolge un’attività lavorativa all’aria aperta (vivaista), non fuma, non beve, segue un’alimentazione abbastanza buona, pur con qualche latticino ed affettato extra. Secondo Lei, tutto nasce da un problema di tipo alimentare?

ABBIAMO PURE DUE PARGOLI DI DUE E QUATTRO ANNI

Mi rendo conto che la nostra alimentazione non sia perfetta. È comunque migliore di quella, ad esempio, di mio suocero che ha raggiunto gli 80 anni in salute, pur cibandosi tranquillamente di maiali e mucche in quantità. Cosa possiamo fare ancora? Ho il terrore che la malattia ritorni e non voglio perdere mio marito. Abbiamo 2 bambini di 4 e 2 anni, che finora ho nutrito come sopra descritto. Per mia fortuna (mi rendo conto ora) hanno sempre rifiutato il latte vaccino ed il primogenito rifiuta anche carne e salumi. Come posso crescerli al meglio?

LE SCUOLE SONO IL LATO DOLENTE DELLA CULTURA ALIMENTARE

Concordo con Lei sul fatto che un libro come il suo dovrebbe essere utilizzato nelle scuole, per educare le persone ad un’alimentazione di qualità. Grazie per il Suo lavoro che trovo preziosissimo. Un caro saluto.
Alessandra

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RISPOSTA

QUALCHE ARTICOLO SPECIFICO SUL BLOG POTREBBE ESSERTI DI AIUTO

Ciao Alessandra, ti ringrazio per gli apprezzamenti relativi al testo Alimentazione Naturale, ma se hai tempo e modo di dare un’occhiata anche al blog, ed in particolare ai miei articoli specifici sui tumori, come “Zona tumore e zona cancro“, e “Tumore, strumento e barriera del sistema immunitario“, capirai meglio le mie posizioni ed anche quelle dell’igiene naturale. Non pretendo di portarti via tempo prezioso, dato che 2 bambini e un marito non sono cose da niente.

LA SPERANZA E L’OTTIMISMO NON SONO DI CASA IN CAMPO MEDICO

Quanto scrive la medicina in tema di glioblastoma non è affatto rassicurante, ma questo appare scontato. Se si va a spaventare la gente per problemi da niente, per burle e beffe tipo Aids, Hiv, Papillomi, B12, Omega-3 ittici, ferro-eme, virus, batteri e così via, figuriamoci se la dose terroristica viene ridotta nei casi seri come quello in questione. Del resto avrai già avuto modo di sentire queste campane sinistre e raggelanti, quando prendeste la non facile decisione di passare all’intervento.

STATISTICHE POCO CONSOLANTI

Il glioblastoma è un tumore di tipo benigno, suscettibile di trasformazione maligna, secondo l’OMS. La tendenza alla malignità viene espressa impietosamente per gradi. Kernohan, autorità indiscussa del settore, ne considera 4. I gradi 1 e 2 sono innocenti o benigni. I gradi 2 e 4 sono invece maligni. Il grado 4 è quello peggiore e corrisponde al glioblastoma multiforme GBM. Poco da stare allegri insomma. I sintomi che esso provoca sono la cefalea, le crisi convulsive, le alterazioni psichiche, i deficit motori. Il solo rimedio possibile, sempre secondo la medicina, è il trattamento chirurgico. Non certo per guarire, ma per allungare di qualche mese il tempo che rimane da vivere. Gli stessi parametri medici, che confrontano la sopravvivenza media di un operato rispetto a un non operato, sono assai poco invoglianti, anche a volerci credere senza fare obiezioni.

GLI INTERVENTI ALLA CIECA NON FANNO PARTE DEL BAGAGLIO CULTURALE IGIENISTICO

L’idea che una persona possa guarire e stare meglio grazie ad una asportazione di qualcosa che non si conosce cosa sia, da dove venga, e perché sia venuta, è una autentica bestemmia scientifica, una allucinante posizione medica. Il bisturi, e con esso anche gli aspiratori intracranici, e i neuronavigatori, sono simbolo del fallimento che accompagna la medicina moderna, non certo del contrario. Non so se faccio bene ad essere chiaro e pungente in queste circostanze. Vorrei tanto non causare ulteriori ferite alla sofferenza che porti dentro. Purtroppo non esistono alternative alla verità e alla logica delle cose. E sarei il primo a gioire quando il padre dei tuoi bimbi vivesse 100 anni grazie all’intervento medico.

LA LEGGE DI CAUSA ED EFFETTO VALE SEMPRE

Non sono un guru, come afferma quel pirla di Signor Martini, che abusa del mio stesso blog per diffamare e molestare, non contento delle sue blasfeme e menzognere statistiche, e quindi non ho risposte magiche ai tuoi quesiti. Giustamente chiedi come mai tuo suocero sia in forma a 80 anni, con vizi e stravizi, e tuo marito abbia impattato da giovane in una patologia del genere, nonostante una vita lineare e moderata. Non ho certezze da comunicare, ma non me la cavo col termine sfortuna. Troppo comodo e diseducativo. La legge di causa ed effetto sta alla base di ogni accadimento e pertanto ci deve essere stata qualche causa scatenante. Mettici le vaccinazioni, mettici gli omogeneizzati, mettici i micidiali affettati carichi di nitriti cancerogeni, mettici qualche anticrittogamico di troppo nel manovrare semi e piantine, mettici qualche sigaretta o qualche trasgressione giovanile che ci sfugge.

LA PRESSIONE ENDOCRANICA ALLA BASE DI TUTTI I PROBLEMI

Veniamo però al lato pratico. Quello che è stato fatto nessuno lo annulla. Il problema ovviamente persiste. L’asportazione, anche se fosse stata eseguita a regola d’arte e al 100%, non avrebbe per niente risolto la questione. Tra i sintomi del glioblastoma, salta proprio all’occhio la pressione endocranica, che è poi quella pressione menzionata più volte da Arnold Ehret come causa di ogni squilibrio psichico. Ogni malattia in zona cranica trova origine nel colon, o meglio nei miasmi intestinali che risalgono il corpo e creano congestione in zona cerebrale, in zona auricolare, nasale e visiva. Vediamo dunque di bloccare questo flusso gassoso, e passiamo a una digestione semplice, rapida e priva di fattori putrefattivi.

MEGLIO SAREBBE STATO NON INTERVENIRE

Senza entrare nella cinica aritmetica sanitaria dei calcoli di sopravvivenza, diciamo che finché c’è vita c’è speranza. Non sarebbe di mia competenza subentrare con delle soluzioni igienistiche a un soggetto sottoposto a delicatissimo intervento asportativo. In medicina non si contempla nemmeno la possibilità che esista una soluzione diversa da quella chirurgica. Ovviamente sarebbe stato meglio non intervenire, secondo i criteri della non-cura. L’astrocitoma in questione, per quanto demonizzato, non era e non è il vero male, ma la conseguenza e il sintomo di qualcosa a monte che lo ha prodotto.
L’intervento invasivo è stato dunque da un lato inutile (per la scontata recidiva della neo-formazione) e dall’altro dannoso per i farmaci assunti e per i danni evidenti al sistema immunitario.

LA FORZA MORALE E LO SPIRITO DI SOPRAVVIVENZA POSSONO DAVVERO FARE LA DIFFERENZA

Esiste un barlume di speranza. Sta tutto nei vostri due bambini e nella evidente voglia di tuo marito di vivere a lungo e di vederli crescere. Ma anche questo non basta. Ti consiglio di passare al più presto a una dieta totalmernte fruttariana, non prima però di aver abbandonato ogni cura medica e ogni assuinzione farmacologica. E ti consiglio anche di insegnare a tuo marito ogni tecnica possibile di assorbimento energia alternativa a quella cibaria. Parlo spesso in questi giorni del gioco retina, sole, azoto dell’aria, pineale, melatonina, ipofisi, somatotropina, che è poi il metodo a cui ricorrono gli elefanti quando non trovano abbastanza cespugli e abbastanza banani da divorare. Chiaro che non posso garantire nulla. Chiaro che non posso prendermi alcuna responsabilità. Faccio però un gran tifo per la sua salute, per te e per i vostri due pargoletti.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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