GRANDI MANOVRE IN TERRA DI RUSSIA

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La Pepsi Cola in vena di investimenti

Parliamo spesso della Coca-Cola, quasi che fosse solo lei la regina incontrastata del mercato.
Esiste anche la Pepsi, e non manca affatto di farsi sentire, come appare dall’articolo Pepsi makes Russian drink play, dirmato da Guy Chazan, Dana Cimilluca e Gregory White, apparso su The Wall Street Journal a inizio dicembre.
La Pepsi Co Inc sta comprando la OAO-WIMM-BIL-DANN (WBD), fabbrica russa leader nel settore dei latticini e dei succhi di frutta, in un business dell’ordine di 5,8 miliardi di US$, che risulta tra i maggiori investimenti esteri fuori dal settore energetico.

Una importantissima acquisizione nel campo dei cibi e delle bevande

L’affare rappresenta la maggiore acquisizione della Pepsi fuori dai confini nazionali e renderà la Pepsi come la più grossa operatrice nel food and beverage sector in Russia, e una leader in un mercato di forte espansione come quello dei latticini.
La WIMM-BILL-DANN, il cui nome suona in russo come il famoso torneo tennistico di Wimbledon, è una delle due regine del mercato, assieme alla Unimilk, controllata a sua volta dal Danone Group S.A., ed è pure terza nel mercato dei succhi di frutta, nonché numero uno negli alimenti per l’infanzia.

Le grosse aperture della Russia di Putin alle multinazionali

Le azioni della WBD vengono ovviamente quotate sia nella borsa di Mosca che al New York Stock Exchange.
L’affare rappresenta un segnale politico di ammorbidimento. È anche il segnale che il Kremlino cerca nuovi investimenti stranieri in grado di moltiplicare la produttività delle aziende russe.
Quella della Pepsi è la seconda entrata eccellente della Pepsi nel mercato russo, dopo che già aveva comprato nel 2008, con 14 milioni di US$ la Lebedyansky, leader nazionale dei succhi di frutta.
Questo è un grande voto di confidenza nella Russia, un segno che Mosca è aperta commercialmente al business con la B maiuscola, ha dichiarato Tony Maher, chief executive della WBD, in un’intervista dei giorni scorsi. Il primo ministro Vladimir Putin ha approvato senza esitare l’intera operazione.

Sei milioni di dollari è un prezzo niente male

La Pepsi Co Inc comprerà il 66% delle azioni della WBD per 3,8 milioni, e poi assorbirà le restanti azioni della ditta, per un investimento totale di 5,8 milioni di dollari.
Sul mercato moscovita le azioni WBD sono salite del 40% dopo l’annuncio della notizia da parte del World Street Journal. Il prezzo pagato dalla Pepsi è visto come ottimo, da alcuni analisti.
La Danone aveva venduto la sua quota del 18% delle azioni WBD solo pochi mesi prima, a giugno, con una valutazione di 2,5 milioni.

Le ambizioni nutrizionali della Pepsi Cola puntano ai 30 miliardi per il 2020

La Pepsi ha dichiarato che l’affare aumenterà i profitti aziendali, derivanti dal settore cibi nutrienti e funzionali (nutritious and functional foods), dai 10 miliardi/anno attuali ai 13 miliardi, in linea coi progetti di sviluppo che prevedono di varcare la soglia di 30 miliardi di US$ in business nutrizionale per il 2020. Indra Nooyi, president & Ceo, ha definito l’ex-Unione Sovietica un mercato strategico e in forte crescita, capace dunque di offrire enormi opportunità commerciali. Tony Maher ha rivelato come la Pepsi avesse avvicinato la WBD circa una settimana prima e che l’affare si è concluso in tempi record per la Russia.

Coinvolgimento di grossi consulenti internazionali

La WBD nacque 18 anni orsono e fu la prima ditta russa a produrre succhi di frutta col marchio J7, che ebbe immediato successo. Ha presentemente 16000 dipendenti e 38 sedi produttive, oltre che altre filiali per la produzione di succhi speciali e di prodotti caseari per l’infanzia.
La Pepsi è stata assistita commercialmente da Centerview Partners e da Morgan Stanley, e legalmente da Davis Polk & Wardwell LLP e da Linklaters. La J.P.Morgan ha agito come consulente finanziario per la WBD, mentre la Latham&Watkins LLP ha agito come consulente legale per i russi.

Quello che accade sopra le nostre teste

Siamo di fronte a un mondo particolarmente trasformistico e camaleontico. Complimenti agli americani che diventano russi e ai russi che diventano americani. Il mondo va in quella direzione e le nostre fabbrichette di gazzosa e di acqua minerale ben poco possono fare se non stare a guardare allibite a tali spettacoli di cifre, dal momento che la Nestlè le ha comperate quasi tutte per un bianco e un nero, dalla Levissima, alla Sant’Anna, alla Recoaro, all’Acqua Panna. Per quanto concerne noi normali cittadini, possiamo solo prendere nota di quanto sta accadendo sopra le nostre teste.

Con gli scambi azionari, le multinazionali si appropriano dei settori-chiave del cibo e delle bevande, ma anche della cultura alimentare

Coca-Cola, Pepsi Cola, Pfizer, Glaxo, Bayer e compagne padrone del mondo?
Lo sapevamo, lo sappiamo e ne troviamo regolare conferma tutti i santi giorni.
Basta prender possesso di una buona fetta azionaria e la fusione è fatta, in barba a tutte le illusorie leggi anti-trust che a questi livelli non contano e non funzionano.
Sapere che queste multinazionali marciano d’amore e d’accordo con la Monsanto, la Tyson, la Smithfield, ed anche col Codex Alimentarius, non è affatto consolante.
Sapere che la presidente della Pepsi, la madama Indra Nooyi, è tra le colonne portanti del gruppo Bilderberg, non è affatto rassicurante.
Mangiate McDonald’s e bevete Coca e Pepsi, se volete stare bene!
Più bollicine e meno stupidi manghi, indigesti durian e banali noci di cocco!

Le campagne pubblicitarie dei fabbricanti di cole, di bevande gassate e nervine, di RedBull e simili, non sono prive di colpi bassi.
Nei paesi tropicali come Thailandia, Indonesia, Filippine, Vietnam, Malaysia, India e SriLanka (mi riferisco alla sola area asiatica perché sto spesso da quelle parti), c’è abbondanza di noce di cocco al naturale, il cui prezzo di mercato è inferiore a quello di una bibita, pur contenendo vitamine, sali, acqua distillata naturalmente e tutta la fragranza del succo di palma, oltre che alla nutriente crema di cocco contenuta nella noce stessa.

Demonizzazioni del frutto e facile acquistabilità dei nutrizionisti locali

Gli imbottigliatori e i fast-food sono riusciti persino a spargere la voce che il latte di cocco indebolisce gli arti e le ginocchia, e come per incanto il consumo di bibite è aumentato considerevolmente.
La demonizzazione riguarda spesso anche i manghi, i leichi e i durian, accusati di essere troppo dolci e ingrassanti. Come dire che all’ipocrisia e alla frode criminosa non esistono limiti.
Ovvio che queste demonizzazioni sono condotte in piena regola, con l’ausilio di nutrizionisti universitari.
Comprare la dignità e la scienza di un uomo è la cosa più facile da farsi.
Gli mostri una banconota e quello si dimentica di essere uomo.
Stessa identica cosa con gli spazi dei giornali e delle televisioni. Sganci la moneta e calano le brache.

Lo schiavismo mondiale sotto nuove spoglie

Nessuno venga a dire poi che non conoscevamo i nostri futuri veri padroni.
Nessuno venga a lamentarsi di non sapere che lo schiavismo a livello mondiale si sta ripristinando sotto nuove spoglie, a ritmo incessante, senza che gli stati, anche quelli più grossi, facciano una timida obiezione o pongano un freno.
Nessuno venga a dire che i fabbricanti di diabete, di cancro e di Alzheimer non li abbiamo voluti, accettati, lodati e persino finanziati noi stessi, col nostro assenteismo politico, col nostro menefreghismo, col nostro qualunquismo, col nostro rimbambimento salutistico.

Il calcio italiano interamente nelle mani del regime farmaco-macellatorio

Succede la stessa cosa anche in Italia, dove le squadre di calcio sono tutte nelle mani di industrie del caffè, della carne, della pelletteria, della pelliccia, del farmaco e del settore petrolchimico.
Dove la Roma Calcio ha corso il rischio, o meglio ha sperato a lungo, di finire addirittura nelle grinfie di George Soros.
E se la Pepsi diventasse produttrice di cibi sani, nutrizionali e funzionali, come dichiarato nei suoi piani di sviluppo?
Satana che diventa Gesù?
No, Satana che si maschera da Gesù.
Allo stesso modo della McDonald’s, maggiore acquirente mondiale di carne macinata, maggiore acquirente mondiale di pollastri spennati, maggiore acquirente mondiale persino di patate, di lattuga e di mele, interlocutore maggioritario della Cremonini nel nostro paese.

L’abecedario della salute e l’incompatibilità del fast-food

La Mc Donald’s si è rifatta recentemente il look, inserendo pomposamente nel suo menù la terrina di radicchio e lattuga, per accontentare la platea salutista-crudista, mantenendo però più che mai al centro del suo schema dietetico il sangue, la cadaverina, il sale, il grasso e lo zucchero.
Noi igienisti conosciamo troppo bene l’abecedario della salute. Sappiamo troppo bene che, per stare bene, servono cibi e bevande che possano essere agevolmente digerite nello stomaco, agevolmente chemicalizzate nel fegato, agevolmente assorbite nell’intestino e agevolmente eliminate dal colon.
Sappiamo troppo bene che siamo non tanto quello che mangiamo e beviamo, ma siamo piuttosto quello che non oriniamo e non defechiamo prontamente.

Le norme della salute sono di una semplicità sconcertante e si riassumono in due punti-base

Sappiamo troppo bene come fegato, pancreas e reni siano gli organi-chiave del funzionamento biochimico umano. Sappiamo troppo bene come gli amidi e gli zuccheri (ricavati industrialmente dal mais, dalla soia, dalla canna e dalle bietole) si convertano con processi pancreatici dispendiosi in maltosio e destrosio, e come i grassi e gli oli, con l’aggravante della cottura, si trasformino in acreolina, in acido oleico e acido stearico, nemici acerrimi e giurati dell’organismo.
Sappiamo troppo bene che la panacea salutare per tutti è di una semplicità sconcertante, racchiusa in due norme basilari che sono:
1) Ridurre al minimo il cibo energetico, vuoto, secco e concentrato derivante da cottura.
2) Portare frutta e verdure crude, con tutto il loro contenuto acqueo-enzimatico-mineral-vitaminico-fibroso ai massimi livelli.

L’igienismo è scienza trasparente ed umanizzante che non bleffa e non imbroglia

Sappiamo troppo bene come solo le piante siano dotate di apparati foliari ricettivi, in grado cioè di catturare la luce solare e la forza elettromagnetica del sole, di depositarla pazientemente nei germogli, nei tuberi, nelle radici, nei frutti e nei semi.
Sappiamo troppo bene come frutta e verdura, meglio se bio, ma anche non-bio, siano alimento solare operante a livello atomico, cibo vivo e rimineralizzante, estremamente facile da digerire, dispensatore di onde vibrazionali superiori (oltre il minimo consentito dei 6500 Angstrom delle prove di Simoneton).
Sappiamo troppo bene come costipazione ed obesità, e le degenerazioni diabetiche, nefritiche, cancerose che ne conseguono, diventino rarità ed eccezione alla regola, col cibo vivo e con la frutta.
Sappiamo troppo bene come aria fresca e luce solare siano parte fondamentale della nostra nutrizione.

Rovinarsi al punto di non sopportare il cibo numero uno per eccellenza, l’uva e l’arancia

È estremamente sciocco che l’uomo tradisca se stesso per soddisfare falsi bisogni del proprio palato salinizzato e dolcificato, lattofilo e cadaverinico. È estremamente autolesionistico che l’uomo imbrogli se stesso per soddisfare i falsi stimoli del proprio apparato gastrico, rovinato a tal punto da non poter sopportare le sostanze migliori del mondo, ovvero il carburante più adatto e più alcalinizzante, come il succo vivo di arancia e quello d’uva. Succhi d’arancia e d’uva accusati demenzialmente di acidificare, mentre non solo i laboratori chimici, ma anche i sassi ai margini della strada sanno che, ad acidificare il corpo umano, a produrre candida, funghi e batteri in eccesso, detriti cellulari intasanti chiamati virus, sbilanci ormonali e tiroidei, calcificazioni improprie e osteoporosi, sono la carne, il pesce, le uova e il latticino, corredati dal sale e dallo zucchero, dal caffè e dal the, dalla vitamina C sintetica e dagli integratori, e soprattutto dai farmaci e dai vaccini.
Il nostro primo tempio sacro non sta a Roma, Bangkok, Mecca o Gerusalemme, ma nel nostro colon

È vero, l’uomo non è solo un tubo gastrointestinale, come una cara lettreice mi ha obiettato.
Siamo dotati di potenza mentale, di potenza sessuale, di potenza spirituale. Chi più chi meno.
Siamo dotati di compiti sovrannaturali e di un karma, cioè di una fedina penale cosmica.
Ma non dimentichiamoci che persino le nostre idee partono dal tempio più nobile del corpo umano, che è paradossalmente il colon. Il 90% degli stimoli cerebrali arrivano dal basso ventre e dal colon, e solo il 10% percorre la strada inversa.

Siamo nelle mani di falsi insegnanti, di falsi benefattori e di falsi profeti

Le multinazionali dei farmaci, delle cole, dei caffè, dei grassi, degli zuccheri e della cadaverina, della clorizzazione-fluorificazione-carbonizzazione delle acque, stanno letteralmente decapitando l’efficienza digestiva dei popoli.
Stanno ottundendo e alzheimerizzando la mente dei popoli.
La stanno imbottendo di falsi bisogni, di falsi miti, di falsa cultura, di false politiche, di falsi divertimenti, di falso sport e di false religioni.
Il controllo dello sviluppo demografico, in termini numerici e qualitativi, è nelle mani mafiose e massoniche del gruppo Bilderberg, coi banchieri Rothschild, Goldsmith e Rockefeller in prima linea, coi regnanti d’Olanda e d’Inghilterra a fianco, coi Kissinger, i Clinton, i Gates e i Soros, i Brezinsky e i servizi segreti, a fare da cordone sanitario.
Stiamo finendo tutti nelle fauci di un regime plutocratico, schiavistico, farabutto e filisteo.

Le crisi manovrate a tavolino

Le crisi economiche, finanziarie, commerciali, politiche, belliche, ed oggi persino quelle climatiche ed ambientali, vengono manipolate e manovrate da questi gruppi, attraverso meccanismi ormai noti e stranoti. Non è catastrofismo purtroppo, ma obiettiva disamina dei fatti. Esistono prove precise e documenti scritti.
Governi e parlamenti locali, istituzioni, università, giornali, televisioni, sono tutti teatrini addomesticati per popolazioni rese ottuse ed obbedienti, passive e rinunciatarie, fedeli e schiave di quel sistema mondiale che trova poi i suoi servili sostenitori anche a livello locale.
Protezioni costituzionali illusorie ed inesistenti, diritti di voto inefficaci e sistemi legislativi dove la legge è diseguale per tutti, rendono la vita sociale precaria e carica di tensioni.
La gente si ritrova ad essere ipnotizzata e sclerotizzata, menefreghista e demotivata, oppure drogata ed arrabbiata, mentre occorre calma, cultura, salute e opera politica di contrasto, di paziente ricostruzione, di disobbedienza civile, di controinformazione e contro-organizzazione.

C’è anche chi non obbedisce

È il 25 dicembre, giorno di Natale. Cielo plumbeo e tutto bagnato intorno.
Sono le otto del mattino e ho appena consumato un paio di kaki presi dal mio tavolo esterno in giardino.
Diversi frutti portano il segno di insistenti e golose beccate da parte di lucherini, arzigogoli, cinciallegre, scriccioli e fringuelli.
I due grossi cesti di noci, posti sotto il tavolo, sono preda preferita degli scoiattoli marrone e neri che scendono dalle querce, arraffano noci e nocciole e le portano nei rispettivi nidi, disseminando per strada parte del bottino.

L’invidia è per i merli e gli scoiattoli, e anche per gli altri animali del creato.
Ci superano in tutto e per tutto.

La mia riflessione è che invidio questi animaletti.
Invidio i fagiani, i merli, le lepri e gli scoiattoli, nonostante il disturbo insopportabile arrecato loro dai cacciatori, nonostante la maleducazione, l’arroganza e la cattiveria estrema delle doppiette, che li perseguitano giorno e notte, Pasqua e Natale inclusi.
Li invidio per la loro indipendenza e la loro libertà, per il loro sapersi armonizzare e fondere con la natura, per l’intoccabilità della loro anima, per la loro capacità infinita di non farsi corrompere e condizionare da niente e da nessuno.

Sanno vivere e non sono impregnati di falsa cultura

Sanno come e dove trovare l’aria buona, il cibo buono e naturale, per dodici mesi l’anno.
Non hanno alle calcagna dei compagni falsi e corrotti che gli dicono di consumare veleno al posto del cibo.
Sono perseguitati sì dal bipede imbecille e sopraffattore-degli-indifesi, o dal predatore che li adocchia, ma sempre liberi sono.
Non guardano la televisione, non pagano l’ICI sui loro nidi e non pagano le salatissime tasse sui rifiuti.
Non devono riempire il serbatoio di benzina ultracara, per spostarsi da un luogo all’altro, prendendo multe ad ogni sosta e rischiando in continuazione la pelle.

Noi umani perseguitati, colonizzati e prigionieri

Non devono finire nei campi di concentramento, e sorbirsi giornalmente l’oltraggio dell’Arbeit Macht Frei. Non devono leggere giornali insulsi e sorbirsi messaggi fuorvianti.
Non devono lavorare da mattino a sera per sopravvivere, non devono ascoltare le fesserie e i luridi intrugli di Cotto e Mangiato, non devono vestire Valentino o Ferrè, o profumarsi con l’Acqua di Giò.
Non devono soccombere a una classe di gente discriminante, ghettizzante e colonizzante, che si considera superiore, eletta ed illuminata, per diritto divino, per diritto di erre-moscia, di soldo, di titolo, di casta o di voto, pur essendo indisponente, merdosa e corrotta oltre ogni limite di tolleranza.
Noi umani, al contrario dei merli, siamo perseguitati e nel contempo prigionieri, più che mai servi di troppi padroni e di troppi farisei.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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