I FALSI MITI DELLA LONGEVITÀ NEGLIGENTE

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LETTERA

Buona sera prof Vaccaro, Scrivo a lei pensando mi possa dare un chiarimento o meglio possa soddisfare una curiosità. Premetto che non mangio farine e zuccheri di nessun tipo da 18 anni, carne da 4 anni, latte da 3 anni. Uso da anni il caffè d’ orzo che sto sostituendo adesso con quello di cicoria.

Ho tolto il pesce da pochissimo, anche se lo mangiavo 1/2 volte al mese soltanto. Ho fatto un po’ fatica perchè mi piace. Ho ridotto drasticamente l’uso della soia che prima usavo quotidianamente.

Adoro la frutta e la verdura purtroppo anche quella cotta. Mai usato un integratore e credo di aver preso l’ ultima medicina 17 anni fa. Il tutto senza imposizioni da parte di nessuno e onestamente nemmeno per una scelta etica, ma semplicemente guidata dall’ istinto, e senza difficoltà!

Ora vengo alla domanda curiosa. Mio padre è morto due anni fa all’età di 98 anni in perfetta salute e mangiava carne, latticini, zucchero quotidianamente (metteva 2 cucchiai colmi di zucchero nel latte e io inorridivo). È stato in ospedale per la prima e unica volta all’ età di 85 anni per fare la prostata.

Mia zia (sorella di mamma) morta a 101 anni (3 anni fa), stessa storia di mio padre. Mia madre ancora viva e vegeta 94 anni, adorava il latte ed era la sua cena preferita.

Persone come queste ne conosco tante e come si spiega che non hanno avuto alcun problema di salute? Sono testimoni dell’esatto contrario di quanto si dice sui cibi citati. C’è una spiegazione?
Grazie se vorrà soddisfare la mia curiosità. Può anche pubblicare se lo desidera. Grazie mille.
Anna


RISPOSTA

UN FILO DI SIMPATICA INCOERENZA

Ciao Anna. Permetti anche a me di essere curioso. Come fai a scegliere la via virtuosa, di fronte a tali prove contrarie? Che senso ha sacrificarsi e rinunciare alle cose che ti piacciono, senza nemmeno avere un minimo di motivazione etica e salutistica? Pur rispettando le tue considerazioni, c’è in esse qualcosa che non torna e non quadra.

NON ALIMENTIAMO PERÒ I FALSI MITI

Appare evidente tra le righe l’emergere di un falso mito. Il mito della casualità. Il mito della caduta di nesso logico tra causa ed effetto. Il mito dell’immunità dai nostri errori. Il mito dell’indifferenza tra il vivere virtuoso  e il vivere negligente. Il mito della vita esagerata e sballata idealizzato da Vasco Rossi ai suoi esordi.

MANTENIMENTO DELLA FUNZIONALITÀ IMMUNITARIA

La spiegazione alle tue domande ovviamente ce l’ho, ed è che una rondine non fa primavera, anche se tu hai notato più di una rondine intorno a te. Direi che, ancora una volta, non è il cibo di per sé, in modo specifico ed esclusivo, a determinare il fattore salute o il fattore longevità.

Quale è allora la chiave di volta? Tutto sta indubbiamente nel potere direzionale di un sistema immunitario mantenuto in condizioni funzionali, nonostante alcuni strappi o alcune abitudini non esattamente ideali.

ABITUDINI NON CUMULATIVE

In più, va tenuto presente che i due cucchiai di zucchero di tuo padre non erano di certo seguiti da gelati, merendine, caramelle e biscottini. E va tenuto presente che il suo pane e salame non era accompagnato da hamburger e patatine malamente fritte, né tantomeno lubrificato da bevande gassate e da cole. Abitudini dunque sbagliate sì, ma tutto sommato circoscritte e non cumulative.

LO ZUCCHERO FA MALISSIMO MA NON È SOLO QUESTIONE DI ZUCCHERO

In pratica, il vero fattore bilanciante sta nell’assieme degli stili di vita, negli atteggiamenti, nella grinta, nella scorza dura, solida e saggia dei soggetti, nella loro capacità di sorridere, e anche nel vivere un’intera vita indisturbati, non corrosi dalle inquietudini, non inseguiti e perseguitati dagli agenti delle entrate.

Intendo dire che, se a tuo padre e a tua zia aveste tolto il latte e i 2 cucchiai di zucchero, o il caffè-latte e la bistecca, dando loro possibilmente qualcosa di meglio, non sarebbero di certo deperiti. Al contrario, con qualche ritocco migliorativo in più, essi avrebbero guadagnato in benessere e in lunga-vita.

LE STATISTICHE RICHIEDONO I GRANDI NUMERI

Non ha gran valore comunque prendere intorno a sé stessi degli esempi veritieri singoli e pretenderne una generalizzazione. Valgono invece molto di più le statistiche reali e condotte in modo trasparente, su campionari vasti e su grandi numeri.

Valgono i conti precisi ed inequivocabili della Loma Linda University e dell’ADA, dove i vegetariani risultano vivere 7 anni più degli onnivori americani, mentre i vegani fanno ancora meglio, con un vantaggio raddoppiato.

GLI ERRORI SI PAGANO CON TANTO DI INTERESSI

E valgono ancora di più gli studi sistematici condotti su intere popolazioni, come quelle dei Pima dell’Arizona e dei Pima della Valle Pimeira in Messico (vedi mia tesina “La controprova dei Pimas“).

Vale il fatto, e porto solo un paio tra i tanti esempi disponibili, che la Scandinavia, maggiore consumatore mondiale di latticini, risulti nel contempo paese a record mondiale di diabete e di cancro al seno, e che la Scozia Settentrionale, maggiore consumatore di lardo e di whisky, denoti il record mondiale di sclerosi multipla.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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