INCOERENZA CIBARIA, MECCANISMI INTOX-DETOX, TONSILLE E ADENOIDI

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LETTERA

DIFFICOLTA’ ALIMENTARI E SALUTISTICHE COL RAGAZZINO DI 8 ANNI

Buongiorno, la leggo da mesi e approvo tutto quello che dice.
Succede però che ho un figlio di 8 anni, allattato fino ai 3 anni, e alimentato nel limite del possibile con dieta vegana, che mi mette in difficoltà.
Vero è che cedo spesso a pressioni familiari, tipo quelle di mio marito che si alimenta con carne formaggio e altro.

INFERIORITA’ PSICOLOGICA RISPETTO AL MARITO PIU’ SANO DI ME

E non mi posso tanto opporre perché mio marito sta benissimo.
Io invece, che da più di 20 anni che non tocco carne, mangio poco formaggio (solo nella pizza), un caffè al giorno e qualche dolce ogni tanto, sono tormentata dai raffreddori invernali.
Mi giustifico con le mie tonsille rimosse in gioventù, conoscendo l’importanza di questo organo.

TONSILLE ENORMI ED ADENOIDI BLOCCANTI LE VIE RESPIRATORIE

Ed è proprio qui il punto dolente. Mio figlio ha le tonsille enormi ed anche le adenoidi, per cui si ritrova molto spesso con febbre alta nel periodo invernale, e di notte respira spesso a bocca aperta.
Tutti gli otorini che abbiamo visitato ci hanno consigliato di asportarle, ma io ho tenuto duro fino adesso, ma sto vacillando, vista la sofferenza respiratoria nelle ore notturne.
Quando poi gli vengono i febbroni, io mi ostino a non dargli la tachipirina, e lui delira e straparla, così dopo un po’ di giorni gli devo dare l’antibiotico.

CARNE SOLO 2-3 VOLTE A SETTIMANA

Questi episodi si verificano spesso e io sono sotto pressione da parte di tutti. Lo faccio mangiare abbastanza bene rispetto ai suoi compagni che non si ammalano mai. Per lui al mattino c’è spremuta e noci, a pranzo pasta e verdure cotte o crude. A merenda non riesco toglierli il dolce. Mangia qualche frutto durante il giorno e, alla sera, 2-3 volte alla settimana, consuma la sua porzione di carne. Ma sempre meglio dei suoi compagni che al mattino mangiano latte e biscotti, alla ricreazione pane e nutella, mai un frutto o una verdura, e stanno pure bene.

TROPPE LEZIONI PERSE A SCUOLA

Eppure è l’unico della sua classe che perde così tanta scuola. Giustifico il tutto dicendo col fatto di giocare a calcio e prendere freddo.
Mi può dare dei consigli? è vero che le tonsille col tempo posso ridimensionarsi? E se faccio togliere solo le adenoidi? Se mi potesse rispondere le sarei molto grata. Grazie.
Mamma in crisi

*****

RISPOSTA

COS’È IL SISTEMA LINFATICO

Ciao Mamma in Crisi, vediamo di mettere un po’ di ordine in tutta questa ingarbugliata faccenda. Cominciamo intanto a parlare di sistema linfatico e di linfatismo giovanile.
I vasi linfatici furono scoperti da Gaspare Aselli (1581-1626) ancora nel 1632, poco dopo che nel 1628 l’anatomista inglese William Harvey (1578-1657) si attribuisse, tra diverse polemiche, la scoperta della circolazione sanguigna, che già il nostro Andrea Cesalpino (1519-1603) aveva ampiamente descritto.

LINFA NEL SANGUE MA NON VICEVERSA

I vasi linfatici sono il mezzo di comunicazione e di trasporto del materiale nutritizio e degli scarti metabolici (cellulari ed organici). Trattasi di canali di diverso calibro che raccolgono la linfa e la comunicano al sistema sanguigno a senso unico (la linfa si riversa nel sangue, ma non viceversa il sangue nella linfa). La maggior parte dei linfonodi (tessuti linfoidi del sistema immunitario) sono localizzati, 160 su 200, lungo i vasi linfatici gastrointestinali.

TONSILLITE SIGNIFICA SANGUE GUASTO DA ALIMENTAZIONE SBALLATA

Le tonsille sono due ghiandole del tessuto linfatico, a forma di mandorle, poste ai lati della gola e sotto l’ugola. Svolgono il ruolo di sentinella corporale difendendo l’organismo dalle sostanze morbose od estranee che circolano nel sangue.
Tonsillite significa processo infiammatorio a carico delle tonsille. La presenza di streptococchi, stafilococchi, bacilli difterici, spirochete ed altri batteri, è conseguenza logica dell’infiammazione e non causa di essa, come dimostrato dalla scomparsa della flora batterica con semplice digiuno igienistico. Errore grave dunque quello di propinare degli antibiotici.
L’infiammazione di tonsille e adenoidi denuncia un sangue guasto che si deve purificare mediante buone digestioni e con attiva eliminazione tossine da parte di pelle, reni e intestini.

IL LINFATISMO SI COMBATTE CON CIBI CRUDI E VITALI

Le adenoidi sono parte del tessuto linfatico della tonsilla faringea e si ingrossano con formazione di vegetazione adenoidale nel tratto superiore e posteriore della cavità nasale, e conseguente ostacolo alla respirazione.
Tonsille a adenoidi colpiscono preferibilmente adolescenti di aspetto gonfio e grassoccio, di costituzione linfatica, tendenti alla stasi dei liquidi e alle essudazioni della cute, facili alle affezioni ghiandolari, ai problemi nasali e respiratori.
Un ottimo rimedio naturale, in aggiunta e mai a sostituzione delle attenzioni alimentari, è l’assorbimento di acqua marina o di acqua e sale attraverso il naso, con espulsione accurata attraverso la bocca, facendo attenzione a non bere nulla (tutti i sali inorganici sono veleni per il corpo).

LA RIMOZIONE E’ SEMPRE UN FALLIMENTO

Il criterio medico dell’asportazione non risolve affatto i problemi ma li peggiora nel lungo andare. Estirpare un organo o una ghiandola non significa estirpare il problema che ha causato la sua infiammazione.
Si finisce per rimuovere una delle più fidate difese dell’organismo mentre la causa del male rimane testardamente al suo posto.
Questo tipo di fallimentare criterio medico comporta ovviamente gravissime conseguenze.
Sopprimendo queste basilari difese organiche, si caricano di maggior lavoro gli altri organi difensori, come l’appendice, che svolge funzioni analoghe e, messa sotto sforzo, finisce per fare la stessa fine.

DIECI ANNI DI MENO

Rimozione di tonsille e di appendice può significare accorciamento di 10 o più anni all’arco vitale di una persona.
Cos’è allora che bisogna estirpare se non le ghiandole ingrossate? La stupidità e l’ignoranza infinita delle istituzioni, delle scuole, dei medici e della gente.
Le ghiandole si ingrossano per colpa della stitichezza e della disbiosi intestinale, per colpa del surriscaldamento esistente in zona ventrale e del sangue addensato che circola lentamente provocando situazione di linfatismo e pigrizia linfatica.

SIMPATIZZO PER LA MAMMA IN CRISI MA CI VUOLE PIU’ COERENZA E PIU’ CHIAREZZA

Comprendo benissimo il disagio mentale di questa Mamma in crisi che, nonostante il suo darsi da fare, vede i suoi sforzi regolarmente contrastati e quasi ridicolizzati dai familiari, senza nemmeno il conforto di qualche risultato. Non si può però parlare di veganismo del figlio, quando gli dà della carne 2-3 volte per settimana.
Accampare l’alibi del marito che è carnivoro e che esercita pressioni antivegetariane non ha molto senso.

VEGANISMO NON E’ DARE CARNE 2-3 VOLTE LA SETTIMANA

Qui occorre più coerenza, più chiarezza mentale e più rigorosità nelle scelte.
Vegano non significa carne due o tre volte la settimana. Vegano significa zero carne, zero pesce, zero latte e zero proteine animali. Vegetariano significa stesse cose (zero cadaverina) ma con uova e latticini inclusi. Qualche strappo casuale alla regola non compromette necessariamente gli status, ma eventualmente rende le persone più o meno trasgressive.
Mescolare carne e frutta può sicuramente incrementare il linfatismo del ragazzo, per cui c’è molto da ridire sulla dieta del medesimo, e non serve fare raffronti con gli altri.

IL MUCO IN USCITA E’ SEMPRE UN FATTO POSITIVO

Il fatto poi delle crisi eliminative frequenti nel periodo invernale va analizzato sotto luci diverse. In questa famiglia circola buona volontà, ma insufficienti concezioni igienistiche.
Ammalarsi spesso di crisi depurative e di scarico muco, di febbri e influenze intense ma brevi, non è necessariamente un fatto negativo.
Può al contrario essere un buon segnale immunitario e un valido funzionamento dei meccanismi intox-detox, per cui il corpo si difende bene e scarica fuori, anziché accumulare porcherie al suo interno, destinate a creare problemi e gravi nodi al pettine a lunga scadenza.

ESSERE SANI PER SCARSA REATTIVITA’ IMMUNITARIA NON E’ SALUTE VERA

Ovvio che la gente non vorrebbe ammalarsi mai. Ovvio che a nessuno comoda il muco, la tosse, la tonsillite o l’influenza.
Ma ci sono modi e modi di stare sani.
Se una persona non si intossica, e non compie i famosi 50 attentati al giorno contro la propria salute e la propria incolumità di breve e di lungo periodo, starà benissimo senza avere nemmeno un filo di febbre e uno straccio di influenza stagionale.
Ma se invece respira male, mangia male e beve peggio, il non avere crisi detossificanti è un bruttissimo segnale. Significa che è una persona non solo acidificata ed intossicata, ma anche priva di reattività immunitaria, per cui il meccanismo intox-detox non scatta e le tossine continuano a fluire verso l’interno.

LA SALUTE NON E’ ASSENZA DI SCARICHI MA ASSENZA DI ACCUMULAZIONE TOSSICA

Molta gente è in quelle condizioni. Andrei piano nel giudicare un marito sanissimo perché privo di muco.
Andiamo a misurargli la viscosità del sangue. Andiamo a verificare le condizioni del fegato, dei reni e della prostata, andiamo a controllare la presenza di calcoli. Il mangiare bistecche, il bere vino e caffè, manda avanti la macchina in artifiziosa accelerazione, in apparente assenza di problemi, ma sempre con l’accumulo pronto a esplodere, sempre col bubbone dietro l’angolo, sempre con la mina vagante pronta a deflagrare.
Ovvio che questo non è un augurio. Preferiremmo sempre sbagliarci piuttosto che trovare solide conferme a quanto diciamo. Ma i fatti sono fatti, e da essi non si scappa.

L’ATTIVITA’ SPORTIVA PUO’ SOLTANTO FAR BENE

La logica della natura non fa sconti a nessuno. Ad azione segue una reazione. A trasgressione segue effetto collaterale.
Non si tiri fuori poi lo sport calcistico, attività ottima sotto ogni punto di vista, soprattutto per un ragazzo linfatico.
Basterà verificare che sudi bene e che faccia immediata doccia alla fine dell’allenamento o della partita, asciugandosi per bene il corpo e la testa.
Allego alcune tesine, inclusa “La dieta del ragazzo sportivo in crescita”, dell’8/6/10.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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