TONSILLE INFIAMMATE, FAME D’ARIA E INSUPERABILE DIETA VEGETALE

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LETTERA

BAMBINO DI 10 ANNI CON MANCANZA D’ARIA E APNEEE NOTTURNE

Buongiorno Dr Vaccaro, ho un bambino che compie 10 anni ad aprile. È alto e pesa già 42 kg. Questo inverno, dopo ripetute insistenze anche con il pediatra essendo familiari le allergie, abbiamo scoperto che anche lui è allergico a molte sostanze inalanti e che la sua sofferenza di mancanza di aria (non asma) e apnee notturne sono dovute ad iper adenoidi e tonsille. Di conseguenza l’intervento è stato subito programmato.

SOFFRO TANTISSIMO A VEDERE IL MIO BIMBO IN CONDIZIONI CRITICHE

Ho letto le sue tesine ma quando lo vedo annaspare e cercare di respirare più profondamente di questa mancanza d’aria, e poi di conseguenza gli viene mal di testa, io soffro tantissimo perché, essendo asmatica cronica ormai anche io da piccola, so cosa vuol dire. Sono stata io ad insistere che per il bambino non si trattava di una causa psicologica come a lungo il mio pediatra insisteva. Ho un altro figlio che ha fatto l’intervento asportativo a 6 anni, risolvendo molti inconvenienti, visto che anche nel suo caso le tonsille si infettavano di continuo.

CERCO UN RIMEDIO CHE RAPPRESENTI LA GIUSTA ALTERNATIVA ALL’INTERVENTO

Mi chiederà allora perché mi contatta? Perché penso che, se Dio ci ha dato queste ghiandole, ci sarà pure un motivo! Vorrei solo trovare un rimedio che mi permetta di vederlo non annaspare alla ricerca di aria e cercare di sbadigliare per farla entrare a fondo. Vorrei solo trovare un rimedio per dire “No cari medici! Io l’intervento non glielo faccio fare!”. La ringrazio se avrà la pazienza di rispondermi. Grazie.
Stefania

*****

RISPOSTA

LASCIAMO STARE LA FAMILIARITÀ

Ciao Stefania. Una cosa ti chiedo. Una cosa precisa ti chiedo. Non parliamo per piacere di familiarità, termine quanto mai abusato e quanto mai sviante. Termine che fa da scaricabarile e da pretesto per non andare sul fattore causante. Parliamo semmai di abitudini sbagliate invalse a lungo nell’ambito di una determinata cerchia familiare, di una determinata comunità, di una determinata nazione. Parliamo non di allergie ma semmai di impregnazione tossica cronicizzata, di sangue grasso che scorre a fatica, di acidificazione e di muco in eccesso, di malfunzionamento intestinale e relative conseguenze.

DAL PUNTO DI VISTA UMANO HAI TUTTA LA MIA COMPRENSIONE

Non mi sta bene nemmeno la tua convinzione di aver fatto cosa mirata, logica, ottimale, innocente e risolvente con l’altro tuo ragazzino. Capisco invece perfettamente quanto sia pesante e stressante vedere le proprie amate creature soffrire ed annaspare col respiro, quando respirare è la prima fonte di alimentazione e di benessere.

MASSIMO RISPETTO PER I TESSUTI PROTETTIVI

Rimango dell’opinione che ci sono delle alternative migliori che vanno ricercate ed esperite, che vanno messe in pratica. La scusa e l’alibi per intervenire e per tentare la scorciatoia dell’intervento sono sempre presenti. Ma è proprio in tali circostanze che serve fermezza e determinazione. Sappiamo che sopprimendo tessuti e organi coinvolti nella funzione immunitaria si sbaglia sempre. Si finisce per appesantire e per caricare gli altri organi immunitari, si chiamino essi appendice, si chiamino milza, si chiamino linfonodi, si chiamino placche intestinali di Peyer.

DIAMO PRIORITÀ ALLE REGOLE E AI BUONI PRINCIPI

È proprio lì che occorre dare priorità alle regole, alle leggi della natura, alla remissione naturale, al digiuno, al fare più moto, a fare più traspirazione cutanea, al cambio radicale dieta, all’adozione del pacchetto-salute igienistico, alla assunzione regolare di succhi di agrumi, di limonate, di tisane all’ortica e alla menta, allo stacco dai latticini, allo stacco da affettati e hamburger, dai dolci e dai gelati carichi di latte e di additivi a rischio, allo stacco dagli alimenti e dalle bevande spazzatura, allo stacco dai farmaci e dai vaccini. È proprio lì che occorre rivedere alcuni punti basilari, inserendo nella dieta ravanelli, rape piccanti, cren, carote, cavolo, sedano, prezzemolo, minestre di verdure, polpettine alla soia e alle verdure.

DECIDIAMO UNA BUONA VOLTA DI ADOTTARE LA DIETA GIUSTA

C’è ormai convergenza dei maggiori scienziati che mangiando correttamente tutte le malattie del mondo si inibiscono, si disattivano, si sgonfiano e cadono come pere. Le cinque maggiori alternative possibili sono 1) La dieta mediterranea originale basata su frutta, verdure, agrumi, olive, minestroni, polenta-pasta-pane-pizza, 2) La dieta sudamericana-caraibica basata su frutta tropicale, verdure, manioca e tortillas, 3) La dieta africana basata su frutta tropicale, verdure, bananine, ananas, cannella e cous-cous, 4) La dieta mediorientale e nordafricana basata su frutta, agrumi, verdure, datteri e pane arabo, 5) La dieta asiatica basata su frutta, verdura, cocco, peperoncino, soia, tofu e riso.

STIAMO RIGOROSAMENTE SULLA BENEFICA PLANT BASED DIET

Come si vede la costante rimane sempre e solo quella di frutta e verdura. Pomodori, patate, manghi, papaie, bacche, avocado, alghe, funghi completano sempre il panorama. Questi e non altri sono i veri pilastri della buona alimentazione. Tutto il resto appartiene all’in più, allo sbagliato, all’indigeribile, all’ammalante. Qualche casuale e non sistematica trasgressione a base di uova e frittatine (superabile con la farina di ceci comunque) e qualche trasgressione a base di creature rispettabili come i pesciolini (superabile assumendo alghe), non cambia di molto il quadro netto e chiaro appena tracciato.

IL PESCE NON È AFFATTO INDISPENSABILE

Parlando di pesce, gli ultimi studi dimostrano cose sorprendenti. A fronte di una minore introduzione di Omega-3 attraverso la dieta tipica dei vegetariani/vegani, se paragonata a chi consuma pesce in quantità, i livelli di EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) sono risultati essere pressoché uguali nei due gruppi di campioni studiati. Ci sarebbe pertanto una efficienza di conversione in acidi grassi Omega-3 a lunga catena significativamente maggiore nei vegetariani/vegani rispetto a coloro che consumano pesce. Gli Omega-3 a catena lunga sono ovviamente quelli da pesce e da olio di pesce.

OMEGA-3 A CATENA CORTA

Da rilevare che gli Omega-3 a catena corta, nonché i PUFA grassi polinsaturi precursori delle prostaglandine e indispensabili alla nostra salute, si trovano in sostanze naturali come portulaca, spinaci, crescione, germogli, soia, spirulina, alghe, lattuga, ravanelli, cavolfiori, cavolini di Bruxelles, nonché nei semini di chia, lino, canapa, sesamo, girasole, zucca e nei rispettivi oli estratti a freddo.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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