PROPRIETÀ E BENEFICI DEL KAVA MESSICANO E KAVA POLINESIANO

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LETTERA

KAVA BENEFICO O KAVA PERICOLOSO?

Valdo, qui in Messico si vende un estratto della radice di una pianta del pacifico del sud, chiamato Kava, o Piper Methysticum. Sembra avere molte proprietà benefiche. Però la medicina allopatica lo definisce pericoloso, in quanto possibile causa di grave danno epatico e di arresto cardiaco, tanto che in Canada, Germania e Svizzera è stato ritirato. Qui si vende puro sotto forma di bevanda, non in capsule o come integratore. Tu ne sai qualcosa? Grazie.

Alessandra

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RISPOSTA

BEVANDA ANTICHISSIMA ORIGINARI DELLA MELANESIA E DEL SUD PACIFICO

Ciao Alessandra. Un saluto a Te e agli amici che seguono il blog dal magnifico Mexico. Il Kava (o Yaqona o Sakau o Kawa Kawa) è una bevanda antichissima, a base di un’erba (Piper Methysticum), molto gradita alle famiglie reali del Pacifico del Sud. Si pensa sia originaria della Melanesia, anche se è da molto tempo radicata anche nelle isole della Polinesia. Anche se è stata bevuta per secoli dagli isolani, soltanto durante il viaggio del capitano Cook nel Pacifico. Nel 1768-1771 l’uomo bianco è venuto a conoscenza della pianta e del relativo consumo nelle cerimonie sacre.

FORMIDABILE ANTIDEPRIMENTE E RILASSANTE NATURALE DESCRITTO DAL GRANDE NAVIGATORE JAMES COOK

Secondo una descrizione dell’esploratore e cartografo britannico James Cook (1728-1779): “I nativi masticano e pestano la radice di questa erba mescolandola con l’acqua per ottenere una brunastra, spesso amara bevanda da consumare per le relative proprietà psicoattive”. Una bevanda calmante dagli effetti medicinali provati, che combatte ansia e fatica in modo naturale. I principi attivi di questo antideprimente combattono i pensieri cupi e portano in una felice condizione di calma e tranquillità. Il Kava è straordinario per il trattamento di alcune emicranie e dei crampi muscolari. Rilassa il corpo mantenendo però la mente lucida. Allevia lo sforzo, cura la debolezza e le nevrosi. Questa bevanda tradizionale svolge ancora un ruolo chiave nelle società Fijane, Samoane e Tongane, nella quali viene bevuta durante le cerimonie per onorare gli ospiti, unire i partecipanti e rafforzare le identità sociali.

IL KAVA APPARTIENE ALLA FAMIGLIA DEL PEPE NERO

La pianta fa parte della famiglia del pepe nero, il cui principio attivo si chiama kavalattina e si trova concentrato nelle radici. Le radici asciugate vengono pestate sino a ridurle in polvere. Tale polvere viene venduta in sacchetti nei supermercati locali o spedita in tutto il mondo da ditte specializzate.
Una delle Kava di migliore qualità si chiama “Waka”, e contiene la più alta concentrazione di kavalattine, per il piacere del bevitore!

FRAMMENTO CULTURALE CHE COLLEGA TUTTE LE GENTI DEL PACIFICO

Quando gli Europei stabilirono i primi contatti con le isole del Sud-Pacifico nella prima metà del diciottesimo secolo, scoprirono che il Kava svolgeva un ruolo centrale nella vita politica, sociale e religiosa degli isolani. Il Kava è così radicato in Oceania che può essere visto come un frammento di cultura che collega tutte le genti del Pacifico attraverso migliaia di miglia di oceano. Si pensa che abbia un ruolo sociologico paragonabile all’uso di peyote in molte tribù native dell’America, o al masticare della coca in Perù o ancora all’uso di oppio il Medio Oriente ed in Asia. Anche se l’assunzione della sostanza è diminuita a causa delle proibizioni dei missionari e all’introduzione degli alcolici, prima sconosciuti in Oceania, essa è ancora largamente consumata, particolarmente in Polinesia occidentale.

BEVANDA SOCIALE E MEDICINA

Ultimamente l’interesse per il Kava è molto aumentato poiché, dopo l’indipendenza politica dall’Inghilterra, si cerca di far rivivere le tradizioni etniche, che erano state soffocate dai missionari e dalla colonizzazione. Il Kava mantiene dunque una posizione importante come bevanda sociale, come medicina per varie malattie e come rilassante in isole come le le Fiji, Tonga e Samoa.

DALLE HAWAI ALLE ISOLE SALOMONE, DALLE FIJI A TONGA E A WALLIS

Alle Hawaii, è bevuto durante le cerimonie divinatorie, durante l’assegnazione di un nome ai bambini di un anno, durante la consacrazione di un bambino maschio, o durante l’iniziazione delle giovani ragazze, accompagnata dai canti tradizionali e dalle danze hula. In Tikopia, Isole Salomone, può essere usato come libagione religiosa. La condivisione della ciotola di Kava rinsalda le amicizie lenendo timori, odi e asti a tutto vantaggio di un sano tessuto sociale.

PAPA GIOVANNI PAOLO II NON MANCÒ DI ASSUMERE LA MAGICA BEVANDA BEVANDA

Sull’isola di Wallis, in Polinesia Francese, le decisioni ufficiali sono prese durante una cerimonia con la quale ci si riconcilia con i nemici ristabilendo la pace. La ex first lady Johnson ha bevuto il Kava quando venne nel Sud Pacifico come pure Papa Giovanni Paolo II. Nelle Fiji e a Tonga, la bevanda permette che i partecipanti comunichino con il supernaturale.

TOCCASANA E PANACEA DI TIPO GLOBALE

Il prodotto è stato usato in tutta l’Oceania per calmare i nervi, indurre il rilassamento ed il sonno e combattere l’affaticamento. Era bevuto per purificare gli apparati urinari, per dimagrire e per alleviare l’asma e i reumatismi. Si pensava che fosse un toccasana per emicranie, spasmi e per calmare la sifilide ed la gonorrea. Ancora oggi molti isolani credono che ristabilisca la resistenza fisica, sia afrodisiaca e lenisca i dolori di stomaco e molte altre indisposizioni. Oltre che bere la radice pestata, il kava è usato anche per purificare gli ambienti allo scopo di scacciare le malattie.

ANSIOLITICO E SEDATIVO PRIVO DI SIGNIFICATIVI EFFETTI COLLATERALI

Macerato e applicato come impiastro aduso esterno o masticandone semplicemente la radice, fa parte degli altri metodi medicinali, anche se berlo nella maniera tradizionale rimane il metodo più popolare. La sua attività ansiolitica e sedativa è particolarmente utile in soggetti con stato di ansia e tensione emotiva, con manifesta difficoltà ad addormentarsi, tremori, ipereccitabilità, tensioni, muscolari e tic nervosi.

SEDATIVI DI SINTESI E PSICOFARMACI NESSUNO AL MONDO LI VIETA

Questa pianta non sembra che possa modificare in senso depressivo la vigilanza, come invece fanno i sedativi di sintesi. Un altro suo effetto, svolto a livello di sistema nervoso centrale, è quello di rilassare la muscolatura. Può provocare disturbi cutanei o allergie, che però scompaiono rapidamente dopo la sospensione dell’assunzione. Può aumentare l’effetto degli psico-farmaci ed esaltare gli effetti dell’alcol sull’organismo. È sconsigliata l’assunzione durante la gravidanza. Il motivo ufficiale del suo ritiro dal commercio sta nella sua lieve e presunta tossicità epatica.

Valdo Vaccaro

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