L’INTERA QUESTIONE VIRALE VA RIVEDUTA DA CAPO A CODA

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I VIRUS SONO MORTI, SONO POLVERE INANIMATA DI NOI STESSI O DI ALTRE CREATURE

Vorrei impostare una libera lezione. Lezione di che e su che cosa? Lezione da parte di chi e lezione indirizzata a chi? Parliamo di virus in generale e in particolare di virus morti. Perché morti? Semplice, per il fatto che i virus vivi non esistono e non sono mai esistiti se non nella mente bacata di gente priva di conoscenza che dice le cose senza nemmeno sapere di cosa sta parlando. Il fatto che i virus siano materiale morto, ovvero ex-vivo fin dall’inizio, è dimostrato in esperimenti di laboratorio, dove non si riesce a far riprodurre o replicare un virus se non con il supporto di materiale vivente di tipo cellulare umano o di tipo batterico, ovvero con il ricorso a un organismo vivente ospite al quale questa particella morta chiamata virus possa in qualche modo attaccarsi ed incollarsi più intensamente del solito alla cellula ospitante.

FUORI DEL LABORATORIO SI RIESCE A RAGIONARE ANCORA MEGLIO

Ma anche fuori dalle prove di laboratorio, con il solo e semplice ragionamento basato su buon senso e sui fatti, si riesce a dimostrare la stessa cosa che si traduce nella prova del nove dell’innocenza batterico-virale. Di questa prova del nove ne ho parlato spesso in tutte le mie tesine su batteri e virus, e verte sul fatto dimostrato e dimostrabile in ogni momento che prendendo un malato, carico normalmente di batteri e di virus in eccesso, e mettendolo a digiuno completo per alcuni giorni, senza cibo né acqua, senza antibiotici e antivirali, senza integratori e pillole di alcun tipo, se avesse ragione la medicina questo soggetto verrebbe inevitabilmente divorato dai mostri batterici e dai mostri virali senza venirne fuori vivo, mentre le cose vanno in senso totalmente opposto, per cui 100 volte su 100 il malato perde qualche chilo ma guarisce, si rafforza e progredisce a vista d’occhio.

IL VERO SCIENZIATO È COLUI CHE SA DI NON SAPERE

Ovvio che il più indicato a impartire una lezione deve essere uno scienziato, uno che sa. Ma sappiamo da sempre che il vero scienziato è colui il quale sa di non sapere, e che è pertanto dotato non di spocchia e di false sicurezze, non di presunzione-arroganza-superbia intellettuale, non di dogmi e di chiusure, ma di tanta curiosità e apertura mentale, di tanta umiltà e di tanta voglia di raffrontarsi e misurarsi con le idee di chiunque si metta in rapporto con lui. Scienziato umile e scienziato curioso dunque. Ma anche questo non basta. Occorre che esista anche la giusta motivazione e il rispetto delle regole basilari, per cui non esiste scienza se mancano gli ingredienti fondamentali di utilità, buonsenso, verificabilità, condivisione. In assenza anche di una sola di tali caratteristiche non si può parlare di scienza ma solo di opinioni, di ipotesi di lavoro, di fervida immaginazione, di credenze e preconcetti, di convinzioni e fantasie personali, di esperienze più meno affidabili, più o meno plausibili, stabili e vicine alla verità.

COME DEV’ESSERE UNO SCIENZIATO ?

Scienziato umile, scienziato curioso e scienziato motivato, dunque. Scienziato motivato non da altri scopi o da interessi e convenienze recondite che non siano quelle di scoprire, risolvere, promulgare, dimostrare con prove alla mano verificabili la verità, consapevole che la realtà scientifica è come un mosaico intelligente e completo dove tutti i singoli componenti trovano coerente e armoniosa collocazione e fanno dire senza ombra di dubbio che le cose stanno esattamente ed inequivocabilmente in quel modo e non in altri.

NELL’ESTREMAMENTE GRANDE E NELL’ESTREMAMENTE PICCOLO TENDIAMO A PERDERCI

Nel caso dei virus, particelle appartenenti al mondo misterioso e spesso controverso dell’infinitamente piccolo, dell’invisibile, dell’intoccabile, dell’inascoltabile, dell’imponderabile, dell’apparente, tutte condizioni che aggiungono incertezza e motivi di contrasto fra gli studiosi. Un po’ come avviene nel mondo estremamente grande, dove ci si accorda facilmente ormai su Terra e Luna, su Sole e pianeti del sistema solare, ma quando si passa a costellazioni e galassie si finisce al cospetto dei grandi telescopi, delle visioni, delle fantasticherie, del teorizzare e dell’immaginare, del perdersi nell’infinito. Se poi si pretende pure di dire il come, il dove, il come e il perché, oppure di citare l’autore dell’intera opera, finiamo tutti catapultati alla prima elementare a ristudiare le prime lettere dell’alfabeto.

VIRUS, VIRUS E VIRUS, SENZA NEMMENO SAPER DI COSA SI PARLA

Oggi parliamo di virus, argomento caldo e abusato in questi giorni di supposta Pandemia, o meglio di panico e di emergenze inventate da certi poteri per imbrigliare e frenare la crescita normale e pacifica della civiltà umana. Termine virus usato spesso a sproposito, con la massa che ne parla come si trattasse di pane e marmellata, senza nemmeno sapere di che cosa sta parlando.

ESSERE SPECIALISTI NON SIGNIFICA NECESSARIAMENTE ESSERE DEGLI SCIENZIATI

Una persona che si dedica allo studio del virus si chiama virologo, uno che si dedica ai batteri batteriologo, uno che si dedica ai cosiddetti contagi e alle cosiddette epidemie, epidemiologo. Sono forse queste persone degli emeriti scienziati? Assolutamente no. Essere scienziati significa esserlo nell’animo e nello spirito più che per convenzione, per titoli acquisiti. I virologi sono solo dei ricercatori che si dedicano a questo campo di attività per una serie di motivi che poco e niente hanno a che vedere con la scienza e con l’interesse generale, ma che riguardano invece determinati obiettivi industriali e politici o altri particolarismi del genere.

UNA PROPOSTA PIUTTOSTO CHE UNA LEZIONE

Ribadisco a questo punto la domanda iniziale: Lezione sui virus da parte di chi e indirizzata a chi? La lezione proviene dallo scrivente Valdo Vaccaro, non medico, non virologo, ma libero ricercatore curioso e fortemente motivato a dimostrare il vero, ed è una lezione indirizzata ai medici, ai virologi, ai politici, ai presidenti della repubblica che si chiamino Mattarella -chi critica i vaccini va contro la scienza- o che si chiamino Trump -pur contestando Fauci e Bill Gates io credo ai vaccini. Lezione indirizzata alla massa terrorizzata che porta le mascherine e ha paura persino della propria ombra. Lezione indirizzata persino al Greg che è tra i più svegli ed avanzati elementi in circolazione ma che continua pure lui a citare virus morti e virus vivi, quando in realtà i virus sono sempre 100 percento morti in partenza e rimangono tali per sempre, trasformandosi al massimo in cofattori patologici ospitati e trasbordati da cellule umane e da cellule batteriche viventi.

MI RIVOLGO ANCHE AI SUPER-VIROLOGI COME MONTAGNIER E TARRO

Lezione indirizzata persino al francese Luc Montagnier e al nostro Giulio Tarro. Anche a Vittorio Sgarbi, che dice le cose più giuste ed appropriate e lo sa fare nei giusti toni, ma che pure concede credito ai vaccini, a patto che non siano obbligatori. Capisco tutti, avendo i virus colonizzato il cervello e l’anima della gente. Se poi dici le cose come stanno davvero fino in fondo come ama fare Stefano Montanari, ti tolgono pure il microscopio elettronico. Ci vorranno almeno 50 anni di contro-scuola e contro-cultura per far ragionare la gente, per ristabilire un paradigma scientifico, per ridare dignità ai microrganismi e per dire a noi stessi Quanto cretini e trogloditi eravamo nell’anno 2020.

CHI HA PAURA DELL’ESCREMENTO VIRALE ? LA MAGGIORANZA, E QUESTO È IL VERO DRAMMA

È dal 2008 che sul mio blog faccio affermazioni scientifiche che oggi vengono confermate da esami di laboratorio, e cioè che il virus non è vivo, che non lo è mai. Trattasi infatti di materiale di origine organica-corporale, prodotto cioè da un organismo vivo, prodotto di rifiuto, beninteso morto e cadaverizzato sin dall’inizio, vale a dire privo di testa, di intenzioni per pensare e pianificare, privo di gambe per muoversi, di fauci per divorare qualcuno, privo di occhi per vedere. Un prodotto tra l’altro escrementizio, praticamente feci cellulari.

STIAMO ATTENTI A NON CADERE NEL RIDICOLO DELLE FACILI APPARENZE

Chiunque parli di un virus come di cosa vivente o anche morente, o di cosa che fa qualcosa, che agisce, che infetta, che contagia, che si addormenta e va in letargo, che si risveglia e rinasce, che mangia, respira, si moltiplica e si diffonde, sta dicendo spropositi e autentiche scemenze, fandonie e scelleratezze, chiunque egli sia. Persino se si chiama Luc Montagnier. I più veritieri sul virus a questo punto sono i sensitivi e i rabdomanti, quelli allenati a trasmettere e ricevere telepaticamente il pensiero, dal momento che il principio della risonanza, e anche quello della influenzialità-placebo vale probabilmente anche in questo settore, sostituendo il concetto di contagio, al quale non ho mai creduto e non credo, come non ci credono i maggiori studiosi mondiali, primo fra tutti Peter Duesberg.

ANCHE PAURA E TERRORE RAPPRESENTANO UNA INFORMAZIONE VIBRAZIONALE

Anche paura e terrore rappresentano una informazione vibrazionale che agisce pesantemente sull’adrenalina e sulla immunocompetenza, su tutto il sistema endocrino e su ogni nostra cellula perché noi siamo un sistema integrato da capo a piedi, includendo le aure rosse o grigio-scure che ci avvolgono a seconda del nostro stato di forma. E qui occorre darci dentro coi sentimenti positivi e contrari alla paura, vale a dire col coraggio e con la stima per noi stessi, e non invece dare spazio al deprezzamento, all’ipocondria che ci vengono spruzzati ed instillati in continuazione dai media e dal falso e ipocrita paternalismo istituzionale.

MONTAGNIER RICONOSCE CHE I VACCINI AMMAZZANO TROPPO SPESSO

Luc Montagnier

In un video Montagnier dice che ciò che provoca maggiori danni è l’atteggiamento dei poteri pubblici e delle istituzioni, o dei loro rappresentanti che preferiscono negare i problemi piuttosto che affrontarli. Non è negando gli effetti collaterali delle vaccinazioni che aiuteremo a vaccinare più persone, ma è vero il contrario. Così facendo si uccidono le vaccinazioni, anche quelle che a volte sono utili. Evidentemente ci sono delle persone e dei bambini in particolare che non devono essere vaccinati in determinate circostanze.

Non bisogna far sì che la vaccinazione si trasformi in uccisione di massa. Le vaccinazioni di massa sono disastrose. Ci ricordiamo dell’epatite B dei bambini in età scolare, o le antipolio dei bambini in Africa e in India. Serve un maggiore coinvolgimento dei medici. È importante che non ci siano dei morti a seguito delle vaccinazioni. Anche un solo morto sarebbe di troppo. Una malattia grave o un handicap a vita per un bambino sarebbe pure inaccettabile.

LUC MONTAGNIER TUTTORA OSCILLANTE TRA LE BUGIE E LE MEZZE VERITÀ

Troppo ovvio dire queste cose, dopo che le tue ricerche e il tuo Nobel sono serviti a rendere una bufala come l’Hiv-Aids un dogma mondiale che ha instupidito e rincretinito tre quarti dell’umanità. Mi spiace Montagnier, per quanto le tue citate e specifiche osservazioni siano qui giuste e sensate, la tua posizione generale non è scienza. Mi attendevo da te una evoluzione e un progresso, ma evidentemente devi aver capito che se ti metti davvero a tirar fuori tutta la verità e a dire che le vaccinazioni sono quanto di più antiscientifico elaborato in campo medico, ti mettono in disparte e non ti regalano biglietti aerei da Tokyo a Katmandu ai Caraibi. Sei stato molto più obiettivo e scientifico quando hai affermato che affinché l’Hiv causi l’Aids sono necessarie molte cose, e cioè che il soggetto non sappia mangiare e che si affidi a cibi carnei-stracotti-junk-devitalizzati, e che il soggetto non sappia comportarsi, ad esempio poco sonno, poco sole, poco movimento, respirazione corta, stati di paura, di odio, di preoccupazione prolungata, uso di droghe e di farmaci, e così via. Sei stato molto più scientifico quando hai sostenuto la necessaria presenza di molti cofattori, per cui più cofattori ci sono e meno risulta responsabile il virus che diventa addirittura ininfluente nella stragrande maggioranza dei casi.

IL PROF TARRO MERITA DI ESSERE ASCOLTATO

Giulio Tarro

Quanto a Giulio Tarro, pure lui virologo e immunologo di fama internazionale, pure lui sostanzialmente trasparente, coraggioso e in buona fede, lo appoggio e lo approvo su molte cose ma pure in lui la scienza a tratti se ne va in vacanza. Le mascherine se le mettano Ranieri Guerra e Walter Ricciardi, così diranno meno fesserie, dice Tarro e mi sta benissimo. Ma, quando dice che il SARS-Covid è moribondo ormai, non posso condividere, nel senso che un virus morto non può essere moribondo. Non è il virus che è moribondo, caro prof Tarro, ma sono moribonde, ovvero in forte calo, le condizioni critiche dei soggetti colpiti perché essi, cioè la popolazione in genere, si sono dati nel frattempo delle regole e la loro condizione ostruttiva o virale o tossiemica ne sta guadagnando. A volte un po’ di paura fa bene, nel senso che agisce da ammonitrice e porta la gente a commettere meno balordaggini sia coi cibi che con le proprie abitudini di vita.

LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DELLA GENTE COMUNE

Ma sentiamo cosa dice Tarro nell’intervista realizzata da Pierluigi Pietricola.

Il Sars CoV2 e la Spagnola: differenze e similarità; dubbi e certezze sulla seconda ondata prevista nel prossimo Autunno; le dichiarazioni dell’Oms: veritiere o frutto di pessimismo? Infine: che differenza c’è fra i virus influenzali e i beta-coronavirus, classe a cui appartiene il Sars CoV2? A far luce sui tanti temi che in questi giorni hanno dominato giornali e TV, ci aiuta il Prof. Giulio Tarro, illustre scienziato e virologo di fama internazionale.

Prof. Tarro, partiamo dalle dichiarazioni che ha fatto Ranieri Guerra: il Sars CoV2 tornerà in Autunno e sarà violento tanto quanto il virus della Spagnola. 

Ma questa è una colossale stupidaggine. Un asino può fare certi paragoni. Scientificamente sono raffronti insostenibili. Innanzitutto perché ci troviamo a un secolo di distanza dalla pandemia della Spagnola. In secondo luogo perché stiamo parlando di un virus influenzale, cosa che il Sars CoV2 non è. Inoltre, pensando alla Spagnola, ci sono una serie di altre questioni: intanto le condizioni igienico-sanitarie molto diverse rispetto alle attuali; all’epoca si era alla fine della Prima Guerra Mondiale; in più, la Spagnola colpì i giovani ma non gli anziani, cosa che non è accaduta con il Sars CoV2. Inoltre negli anni compresi fra il 1918 e il 1920 eravamo in èra pre-antibiotica.

Come mai la Spagnola colpì soprattutto i giovani?

Scientificamente si parla di “peccato originale”, nel senso che le giovani generazioni di allora non avevano gli anticorpi specifici per combattere quel virus. Ma questi anticorpi, invece, erano presenti nelle persone anziane in quanto già contrassero la Spagnola. E questo perché mentre i virus influenzali possono tornare ciclicamente (è accaduto anche con l’Asiatica, che già ci fu nel 1890 e quindi prima del 1957), i beta-coronavirus come il Sars CoV2 o muoiono o si regionalizzano. Nel caso della Spagnola, gli anziani tramite plasmaferesi diedero i loro anticorpi per guarire i giovani.

Quindi il Sars CoV2 non è un virus paragonabile a quello della Spagnola per tale ragione?

Assolutamente no. Del resto nel 2009 la Spagnola, che fu un virus influenzale, fece di nuovo la sua comparsa fra noi.

Davvero?

Sì. Solo che venne chiamata influenza suina. Ma se andiamo a guardare la sigla di entrambi i virus – cioè H1N1 – ci accorgiamo che si tratta dello stesso ceppo. E questa è stata la ragione per la quale non ci fu una situazione pandemica di influenza suina: perché era già presente un’estesa immunità fra le persone.

Si può supporre avvenga lo stesso anche per il Sars CoV2?

Ma certo! Lo dissi anche in una nostra precedente intervista, ma repetita iuvant. Quasi tutti i beta-coronavirus danno luogo ad una immunità di tipo cellulare che è perenne. Tanto è vero che chi ebbe la prima SARS e guarì non ha contratto il Sars CoV2 proprio per tale ragione. E sempre per lo stesso motivo se ne deduce che questo nuovo coronavirus è per gran parte uguale a quello della prima SARS e farà, quindi, la sua stessa fine.

Ma perché questo non viene detto dalle autorità scientifiche nazionali e internazionali?

Per la stessa identica ragione per la quale si è deciso, per un certo periodo, di togliere dal mercato farmaceutico il Plaquenil, vale a dire l’idrossiclorochina: perché si tratta di un farmaco che costa poco. Se si dicono le cose come stanno sul Sars CoV2, finiscono i vari vantaggi economici che si sono aperti per tanti pseudo scienziati e incompetenti che dovrebbero tornare non all’università, ma in prima elementare.

Perché l’Oms non interviene?

Perché dovrebbe sconfessare le cretinate dette da soggetti come Ranieri Guerra o Walter Ricciardi – per fermarci agli esempi italiani. L’Oms è un insieme di contraddizioni. In questa situazione sta facendo una figura davvero indegna, vergognosa. Basti pensare alla questione sull’infettività dei cosiddetti ‘asintomatici’. Nessuno che parli di carica virale, il solo parametro per valutare in modo oggettivo la possibilità di infezione da individuo a individuo.

Cosa si intende esattamente per carica virale di un virus?

È inesatto parlare di carica virale di un virus. Bisogna dire, precisamente, carica virale di una popolazione dello stesso virus. Si tratta, per dirla in modo semplice, della quantità di Sars CoV2 – parlando nello specifico – presente. Più Sars CoV2 c’è, più alta è la carica virale e quindi il conseguente numero di infezioni più o meno gravi. Anche l’Istituto Negri, proprio in un recente studio, ha dimostrato che l’attuale carica virale del Sars CoV2 è esigua. Cosa vuol dire? Che in circolazione non c’è una quantità di virus tale da poter determinare situazioni come quelle di Marzo e Aprile scorsi. E questo in virtù del periodo di vita programmato che ha, come natura vuole, il Sars CoV2 e anche perché la gran parte delle persone hanno ormai sviluppato gli anticorpi e svilupperanno l’immunità cellulare.

Ancora non si hanno stime precise sulla questione dell’immunità, perché pare che le persone siano riluttanti a sottoporsi al test sierologico.

Lo credo. Perché il test sierologico da noi è stato organizzato in modo indecente. Non si può mettere in quarantena una persona che risulta positiva alle IgG nell’attesa che le venga fatto il tampone e che escano i risultati di quest’ultimo. È una balordaggine! Anche ammettendo che chi ha sviluppato le IgG abbia un tampone positivo, lo sanno perfino i sassi che il virus rilevato in questo caso è morto e non può essere infettivo per nessuno.

Quindi non dobbiamo avere paura di una seconda ondata in Autunno?

Ma non scherziamo! Ci mancherebbe altro. Paura di che? Ammesso che ci sia qui e lì qualche caso, si sa come trattare questo virus. Forse Ranieri Guerra e Walter Ricciardi non lo sanno, ma i medici che sanno fare bene il loro lavoro sì. Dico di più: non solo in Autunno non ci sarà una seconda ondata, ma siccome ormai il Sars CoV2 è praticamente moribondo e sta avviandosi verso la sua fine, rinnovo a tutti l’invito a gettare le mascherine: ormai non servono più. Se le mettano Ricciardi e Guerra così eviteranno di dire troppe sciocchezze.

Qui termina l’intervento del prof Giulio Tarro, e riprendo con le mie obiezioni.

NON PATOLOGIE VIRALI MA SOLO MALATTIE METABOLICHE PER CAMBI STAGIONALI, PAURA PROLUNGATA E VITA SUL FILO DEL RASOIO

La presenza batterico-virale intensificata nel caso di qualsiasi patologia, non è causa della infiammazione e dell’infezione ma piuttosto conseguenza. Questo è il mio modo di pensare, mutuato chiaramente dalla Health Science che seguo e pratico da una vita. La verità è che, nella mia visuale di tipo igienistico-naturale, non esistono reali patologie batterico-virali e contagianti, ma solo anomalie metaboliche che si aggravano

  • in occasione delle forti escursioni termiche o dei cambi stagionali,
  • in occasione di traumi mentali e di terrorismo prolungato,
  • in occasione di soggetti che vivono sul filo del rasoio e con accumuli tossici irrisolti, malattie pregresse o insufficienze epatiche-renali-immunitarie, oltre che con uso e abuso di farmaci, di integratori sintetici e di sostanze calmanti-stimolanti-dopanti.

Tutta la vicenda pandemica Covid-19, come del resto tutte le pandemie passate, presenti e future, sono autentiche macchinazioni umane inventate a danno dei popoli, facendo uso di ogni possibile strumento, vale a dire di test falsi, di tamponi falsi, di statistiche false, di terrorismo psicologico e di supporto mediatico criminale. Tutto questo va denunciato non con ammissioni timide e parziali, ma con megafoni planetari capaci di dare la sveglia alle coscienze ingessate e sterilizzate dei popoli sottomessi.

SE FOSSE VERO CHE IL VIRUS È FATTORE DECISIVO E CONTAGIANTE TUTTA LA CLASSE VERREBBE COINVOLTA SENZA ECCEZIONI

Se in una classe scolastica si ammalano contemporaneamente 10 ragazzi su 20 questo non prova affatto l’esistenza di un virus contagiante, ma prova esattamente il contrario. Prova cioè soltanto che 10 dei 20 ragazzi erano nelle medesime precondizioni di vulnerabilità e cedimento a una determinata crisi, dove viene superata il livello di tolleranza ai veleni e scatta la crisi eliminativa. Metà della classe cioè fatta di ragazzi che hanno le stesse paure di essere interrogati, di essere impreparati, le stesse abitudini di respirare corto, di stare troppo davanti al televisore o al telefonino, di stare poco al sole e all’aria aperta, di alimentarsi con troppe proteine animali e con troppi zuccheri innaturali e cibi-bevande spazzatura. L’altra metà non si ammala perché le abitudini sbagliate sono su livelli meno gravi. Fosse vero che il virus è decisamente contagiante, tutti i 20 ragazzi sarebbero colpiti senza alcuna eccezione. Una questione di cofattori decisivi e non tanto di virus. Il discorso vale per l’intera popolazione mondiale.

L’INTERA QUESTIONE VIRALE VA RIVISTA DA CAPO A CODA, QUESTO È IL SOLO PERCORSO SCIENTIFICO POSSIBILE

Il termine virus moribondo viene dunque ripetuto molte volte. Suggerirei al prof Tarro, se me lo concede, di dire che il virus è in scomparsa, o meglio ancora che la sintomatologia virale è in attenuazione, onde evitare questa fastidiosa contraddizione. Il virus è materia morta, non ci sono dubbi. Pertanto il virus non agisce e non fa niente al di là del causare rallentamenti e complicazioni metaboliche. Chi agisce davvero è sempre e soltanto la materia vivente che esiste dentro di noi. Chi agisce davvero e chi muta davvero sono le cellule vive che danno soltanto ospitalità al virus, al materiale virale residuo e inespulso, e sono soltanto i batteri vivi che possono fare altrettanto, sempre con la complicità di un sistema immunitario compromesso e indebolito da altre patologie in corso. Qualcuno dirà che la cosa non cambia sostanzialmente e che non rassicuri la gente con queste sottigliezze, per cui risulta più efficace parlare di virus vivi, virus attenuati, virus moribondi come si sta facendo, continuando così a spaventare e a diseducare i popoli. La scienza igienistica continua invece a pensare che già il fatto di dimostrare che non esista una responsabilità batterico-virale nelle malattie, rende la gente meno terrorizzata e più responsabile.

INGEGNERIZZARE UN VIRUS PUÒ SOLO VOLER DIRE RENDERLO IN QUALCHE MODO PIÙ OSTRUENTE

Quanto ai trucchi delle ingegnerizzazioni e dei ritocchi strategici da guerra batteriologica, essi possono soltanto rendere in qualche modo più dannoso il materiale virale medesimo, ma tutto sommato il discorso non cambia di molto perché nessun tipo di intervento umano è in grado di ridare vita a una sostanza morta. Ovvio che l’aggiunta di veleni e componenti segreti, com’erano ad esempio i gas tossici a base di iprite nel primo conflitto mondiale, aggrava e complica l’intera questione. Assumere sostanza tossica in zona di guerra può ammazzare i soldati all’istante, se non portano una maschera anti-gas. Ma nel caso dei virus truccati, le cose stanno diversamente, per cui si punta solo a rendere i virus più complicati. Tuttavia, è sempre il corpo umano vivo l’agente vero, il protagonista nel bene e nel male. Lasciamo stare pertanto i microrganismi al loro posto e cominciamo una buona volta a usare la materia grigia del nostro cervello. Di materia grigia il prof Tarro ne ha in abbondanza, ed è pure accompagnata da una sana spiritosaggine e da un senso umoristco che non guastano assolutamente al pensiero scientifico.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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