NON CONTAGIO MA SUSCETTIBILITÀ AL MUCO INNESCATA DA IMPREGNAZIONE TOSSICA CONDIVISA

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LETTERA

INTENDO VENIRE AD IMOLA PER LA HEALTH SCIENCE UNIVERSITY

Buongiorno. Ho 49 anni ed è la prima volta che le scrivo. Presto verrò a conoscerla a Imola dove spero di frequentare anche la scuola. Circa quattro anni e mezzo fa è iniziato il mio percorso nel mondo dell’alimentazione. Mio figlio mi fece leggere “Guarire col metodo Gerson” è da lì iniziai a capire che forse avevo sbagliato tutto nella vita.

RICORSO A DIETE IPER-PROTEICHE E MALFUNZIONAMENTO INTESTINALE

Per quanto mi fossi sempre impegnata ad avere un’alimentazione varia ed equilibrata, lo facevo secondo i dettami di questa società corrotta! Inoltre, avendo sempre avuto facilità nel prendere peso, facevo diete su diete, iper-proteiche naturalmente, continuando ad intossicarmi sempre di più. Ero sempre dolorante soprattutto nella parte superiore delle gambe, facevo fatica a salire anche solo una rampa di scale senza sentire delle fitte come se avessi fatto 4 piani di corsa! Altro problema alquanto logico era un intestino non funzionante ma, poiché avevo provato vari rimedi ed ero comunque abbastanza restia a medicinali o integratori a vita, i risultati può immaginarli.

METODO GERSON DAL 2011

Quando nel settembre 2011 decisi di seguire il metodo Gerson, si videro subito i primi risultati. Eliminai subito carne, insaccati, pesce e sale. Facevo un clistere di caffè al giorno, nonché tre succhi al giorno di cui una spremuta d’arancia, una mela e carota e una verde. Da lì in poi, un po’ per inesperienza, un po’ perché intanto avevo iniziato a leggere e documentarmi su altre cose, ho apportato varie modifiche.

ADOZIONE VEGAN-CRUDISMO DA UN PAIO DI ANNI

Da circa due anni sia io che mio marito mangiamo tendenzialmente vegan-crudista-fruttariano. Al mattino: una o più mele. Mio marito nel corso della mattinata mangia altra frutta essendo sui cantieri edili. Pranzo: frutta di un solo tipo a volontà. Spuntino: frutta. Cena: insalate miste, con maggior propensione verso i frutti da orto, quindi tanti pomodori, peperoni, cetrioli, avocado e olive. Ultimamente un’amica mi ha fatto conoscere la farina di platano e il platano fresco con cui, soprattutto nei fine settimana in cui spesso stiamo con gli amici, mi diletto a fare pizze, piade, gnocchetti. Poi, se si va fuori, mangio vegano.

PRIME INFLUENZE FEBBRILI IN QUESTI ULTIMI ANNI

Ora veniamo al motivo di questa lettera. Negli anni in cui ero onnivora non mi ammalavo praticamente mai! La febbre non esisteva e stavo su una temperatura basale intorno a 35,5. Dopo 5-6 mesi dal primo cambio alimentazione ebbi la prima influenza con febbre. E fu terribile per i fortissimi mali di testa che mi facevano impazzire. Dopo qualche tempo mi venne fuori una non bene identificata dermatite agli occhi. Sembravo un mostro. Mi decisi a tentare una cura omeopatica ma non servì. Anche questa cosa sparì da sola dopo un po’.

DIGIUNO, DEBOLEZZA, SUDORAZIONI NOTTURNE E TOSSE PERSISTENTE

E tutto è andato sempre meglio fino ad una settimana fa quando mi sono di nuovo ammalata! Ho avuto picchi di febbre fino a 38,8. Cinque giorni senza muovermi dal letto. Uno di digiuno e gli altri trascorsi a spremute e succhi. E adesso in piedi da due, ma non riesco ancora a star bene, pur essendo la temperatura tornata nella norma. Continuo ad avere grandi sudorazioni notturne. Sono molto debole e ho una tosse particolarmente secca e persistente.

COME SI SPIEGA LA TOSSE SE NON CON I VIRUS INFLUENZALI?

Da tutto questo mi sorge la fatidica domanda. Se non esistono i virus influenzali, perché questi sintomi sono esattamente quelli che ha mia sorella, che ha avuto una mia amica, e che anche mio marito si è preso in contemporanea? Perché non è un semplice raffreddore. È questa tosse che contraddistingue proprio quella che i medici stanno dando per influenza! Come si spiega? Sarei veramente felice di avere una risposta, anche se so che deve avere sicuramente una mole di lavoro non indifferente. Intanto la ringrazio della disponibilità.
Lorenza

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RISPOSTA

SEI BRAVA MA NON ABBASTANZA

Ciao Lorenza. In effetti il tuo percorso denota fin dall’inizio una certa insufficienza di filo logico e di coerenza salutistica. C’è sì la voglia costante di migliorare e di trovare il bandolo della matassa, ma per qualche motivo finisci sempre per imbroccare non il percorso risolutivo ma le viuzze laterali prive di sbocco. Alla fine stai marciando non lontano dalla verità ma sempre in zone marginali e laterali. Mancano costantemente nelle tue scelte l’orientamento igienistico e l’informativa stessa dell’igienismo. Mancano le basi per un linguaggio comune e condiviso.

L’INTERPRETAZIONE CORRETTA DI QUANTO ACCADE È FONDAMENTALE

Non basta intraprendere un digiuno se poi non siamo in grado di interpretarlo nel modo corretto. I nemici da contrastare non sono comunque la malattia, la febbre, il muco e la tosse, tutti sintomi utili a guarire, ma le cause che portano a questo. Nella fase post-digiuno poi occorre saper comprendere e saper gestire le inevitabili crisi eliminative di un corpo che è entrato finalmente in area depurativa. Le essudazioni si spiegano con un eccesso di acqua di ritenzione che il corpo, messo nelle giuste condizioni, sta giustamente espellendo.

BESTIACCE VIRALI DI PROVENIENZA INFERNALE

Quanto ai virus influenzali e a tutto il resto, nessuno dice che i virus non esistono. Per la medicina esistono e sono basilari. Sono pure carichi di vita e di cattiveria, per cui si presentano sotto forma di sinistri supermostri in costante belligeranza contro l’umanità. Provenienti possibilmente dallo spazio o da regioni marginali e lontane del pianeta, forse dai fumi e dalle fiamme dell’inferno. Piccole ed infide bestiacce pronte a divorarci non si sa bene come e perché.

PIÙ SEMPLICEMENTE TRATTASI DI INNOCENTI DETRITI CELLULARI

Per l’igienismo le spiegazioni mediche generano ilarità prima ancora che incredulità, rasentando esse la follia. I virus non si moltiplicano col segno per ma si accumulano col segno più. I virus non sono altro che detriti cellulari, scorie interne, derivati di una fenomeno semplice, banale e fisiologico come il ricambio cellulare, con moria continua di miliardi di cellule al giorno che i nostri lisosomi intracellulari provvedono a polverizzare. Polvere cellulare chiamata virus endogeni.

MATERIALE MORTO ED INATTIVO CHE DIVENTA SCORIA TOSSICA SE MANCHIAMO IN FASE RIPULITIVA

Materiale morto ed inattivo che non mangia e non defeca e non riproduce, che non dorme e non si nasconde, che non è titolare di volontà e di piani aggressivi nei riguardi di nessuno. Materiale morto e inattivo che assume diverse forme tipo gancetti, viti, bulloni, chiodi, anelli e simili a seconda della provenienza cellulare. Materiale morto e inattivo che può diventare nemico ed ostruente se non viene prontamente eliminato dal sistema. Cosa che succede spesso quando siamo indeboliti da precedenti condizioni patologiche ed indebolenti, da digestioni difficili, da stress prolungati, da cadute di forza immunitaria e cose di questo tipo, per cui prende forma la formula di Ehret V=P-O (vitalità percentuale = potenza percentuale meno ostruzione percentuale).

I VIRUS ESTERNI NON SONO UN GROSSO PROBLEMA

Quanto ai virus esogeni provenienti dall’esterno sono in forte minoranza e vengono agevolmente contrastati dai nostri mezzi di protezione, salvo che non ci si nutra con carni cariche dei virus degli animali morti, virus che bypassano le nostre difese come nel caso dell’encefalite responsabile della sindrome da mucca pazza.

BATTERI VIVI SOGGETTI A MOLTIPLICAZIONE INTELLIGENTE

Diverso il discorso sui batteri. Essi, al contrario dei virus, sono vivi e si moltiplicano, anche se in modo intelligente e responsabile a seconda del cibo a loro disposizione. Il cibo dei batteri sono proprio le accumulazioni di virus inespulsi, per cui quando tale risorsa finisce essi rientrano ordinatamente nei ranghi della normale flora batterica. In ultima analisi, batteri uguale preziosi soci collaboratori e virus endogeni uguale innocenti pezzi demoliti di noi medesimi.

LA PROVA DECISIVA DEL DIGIUNO

Per quanto mi riguarda ho più volte dimostrato coi fatti quanto sostengo. Ipotizziamo di prendere un soggetto carico di influenza e di febbre, non morente ma messo piuttosto male, e pertanto già afflitto da presenza intensa di cumuli virali e di batteri in sovrabbondanza. Lo prendo e lo metto a letto per un digiuno igienista ad acqua leggera. Niente cibo, niente integratori, niente antibiotici, niente antivirali. Se avesse ragione la medicina monatta, tale poveraccio dovrebbe irrimediabilmente soccombere, azzannato prima dai mostri batterici in moltiplicazione incontrollata e smisurata (secondo i criteri medici), e divorato poi del tutto da mostri virali ancora più incattiviti (sempre secondo i criteri medici). Virus vivi, moltiplicanti, contagianti e dediti ad epiche imprese demolitive anti-uomo.

LE ALLUCINANTI IPOTESI MEDICHE VENGONO SMENTITE DAI FATTI

Ma le allucinanti ipotesi mediche non si avverano e vengono clamorosamente smentite dai fatti. Il soggetto perde qualche chilo in liquidi di ritenzione e in grassi di troppo, ma rivela maggiore vitalità e si riprende. Questo accade il 100% delle volte ed è la prova inoppugnabile, la prova del nove, che batteri e virus sono totalmente innocenti e che la loro compresenza nelle malattie non significa causa ma conseguenza delle stesse. Questo significa che la medicina ufficiale filo-pasteuriana ha torto marcio sull’intera questione.

SINTOMI IDENTICI PER PERSONE CHE HANNO LE STESSE ABITUDINI

Per quanto concerne la questione dei sintomi influenzali come la tosse, sviluppatasi in contemporanea da un’amica, da tua sorella e da tuo marito, questo significa solo lo sviluppo logico del sintomo-tosse in persone che hanno le stesse abitudini, che sono soggette al fumo attivo-passivo, all’aria viziata, all’aria riscaldata, all’acidosi corporale, all’inclemenza del clima esterno, alle abitudini alimentari approssimative. Alla fine, gli accumuli interni di muco che vi accomunano devono essere eliminati, per cui la tosse rappresenta proprio gli sforzi espulsivi dei vostri corpi in tale direzione.

SIMULTANEITÀ NON SIGNIFICA CONTAGIO

Mai farsi sviare dalle apparenze. La simultaneità del fenomeno non significa affatto contagiosità. Essa è casuale o può al massimo essere intesa come effetto grilletto o effetto induttivo o effetto placebo-psicologico. Quando esiste impregnazione tossica e il corpo ha ridotto ai minimi termini la propria tolleranza ai veleni, basta un niente, basta una nuova goccia di veleno o di stimolo scatenante in arrivo per far traboccare il vaso di un contenitore tossico interno già stracolmo per conto suo. Vivere accanto a una persona soggetta alle stesse abitudini, agli stessi veleni, alla stessa aria, agli stessi cibi, allo stesso ambiente può pertanto favorire e facilitare lo scatenamento simultaneo della crisi.

MEGLIO PARLARE DI SUSCETTIBILITÀ

La suscettibilità alla malattia, al muco, alla tosse, alla febbre, dipende in altre parole dalle condizioni biochimiche interne e dalla formula del sangue che noi stessi abbiamo creato pezzo per pezzo mediante le nostre scelte alimentari e comportamentali.

UN BAMBINO CHE DÀ LEZIONI DI AUTENTICO IGIENISMO AL MEDICO DI FAMIGLIA

Ricordo che a casa mia, dai miei 6 anni ai 16 più o meno, tutta la famiglia finiva a letto influenzata e febbricitante nel caso di epidemie tipo l’asiatica. Tutti fuorché io. Non una volta ma sempre. Il medico condotto era sbalordito e mi chiedeva una ragione. Gli risposi che io ero l’unico in famiglia a non toccare carne, a non bere caffè, a non prendere pillole di alcun tipo, ad espormi al sole, a stare per ore all’aria aperta, a giocare al calcio e sudare ogni pomeriggio nel cortile della scuola, a raccogliere legna nel bosco, a mangiare cachi, mandarini, valeriana, tarassaco, radicchio e patate in abbondanza. Avevo 9 anni e davo già lezioni di igienismo naturale a un bravissimo e attento medico come il dr Aldo Pagnucco.

Valdo Vaccaro

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