TUTTO IL PARADISO IN COLLERA DAVANTI AL SADISMO DEI MACELLI

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LETTERA

VITA E MORTE ALL’INTERNO DI UN MACELLO

Ciao carissimo Valdo, non serve aggiungere altro a questa esposizione sulla vita all’interno di un macello se non quella di sperare che, chi la leggerà, si renda consapevole di cosa voglia dire nascere animale e augurargli di non reincarnarsi mai in uno di loro. Prima dell’esposizione, ti lascio con un tuo grandissimo omonimo dell’Ottocento: “Avete cenato e, per quanto i macelli siano scrupolosamente nascosti a chilometri di distanza, vi è complicità”. Ralph Waldo Emerson. Un caloroso abbraccio a te e alla tua meravigliosa famiglia.
Andrea Tassinari


TUTTO IL PARADISO È IN COLLERA

“Mi rendo conto di come sia incredibilmente facile immaginare l’interno di un macello e non esserne particolarmente colpiti perché la comprensione dell’uomo è limitata. Non puoi sentire il rumore di un grosso animale spinto contro la propria volontà dentro un’area di travaglio, il suo dibattersi convulso, l’esplosione rimbombante della pistola a proiettile captivo, il tonfo pesante sul pavimento, le zampe che scalciano contro il metallo, il lamento degli animali in agonia, lo stridìo di pulegge e catene, il sibilo dello scarico idraulico, il sangue che spruzza, come l’acqua di una pompa da giardino che colpisce il cemento. Non puoi sentire la puzza del letame e del sudore, del sangue e della carne e degli organi in putrefazione. Non puoi sentire la paura, il panico, il terrore estremi. Non puoi sapere con quanta forza di volontà ogni vita cerchi di resistere disperatamente, febbrilmente, inutilmente. La mente umana non può immaginare l’interno di un macello. È qualcosa che si può soltanto vedere in prima persona, ed è scioccante al cento percento!”

(da All Heaven in a Rage di E.S. Turner, traduzione di Laura Moretti)


RISPOSTA

ENTRARE IN UN MACELLO È ESPERIENZA SCIOCCANTE MA TI DÀ STRAORDINARI INSEGNAMENTI

Ciao Andrea. In prima persona ne ho visti troppi di animali macellati dal vivo. Non solo da piccolo, per la vicinanza della mia casa paterna dal macello, piccolo ma assai attivo, di Tavagnacco, ma anche negli anni successivi.

VISITA AL VECCHIO MACELLO DI UDINE

Una delle scene più agghiaccianti la vissi quando negli anni ’70 lavoravo per il quotidiano friulano Messaggero Veneto. Non solo interviste ai giocatori dell’Udinese e pareri raccolti tra il pubblico dello Stadio Moretti, ma anche articoli sui personaggi strani e interessanti della regione, sulle attività economiche di allora. Nemmeno farlo apposta fui incaricato un giorno di descrivere l’attività del grande macello di Udine che si trovava in una zona verde non molto lontana dal centro città.

CORSE ALL’IMPAZZATA CONTRO LA RETE METALLICA DELLA RECINZIONE

Una costruzione bassa e strana al centro di un ampio prato erboso recintato tutto intorno da alta rete metallica. Uno spesso muro separatore attiguo alla sede, al di là del quale avvenivano evidentemente gli squartamenti e le decapitazioni, e da dove provenivano muggiti raggelanti di paura, di sofferenza, di richiesta d’aiuto a qualcosa e a qualcuno che non ascoltava. Ricordo ancora che, prima di varcare il cancello d’ingresso per incontrare il dirigente incaricato, volli dare un’occhiata d’assieme dall’esterno, camminando da solo lungo il perimetro di recinzione. Notai decine di bovini, forse una cinquantina, che si muovevano convulsamente con movimenti strani ed innaturali, correndo all’impazzata, scontrandosi l’un l’altro e carambolando spesso al suolo. Non si trattava certo di un gioco di gruppo.

CREATURE SOTTOPOSTE A VIOLENZE INCONCEPIBILI

Osservando meglio compresi che scattavano in continuazione dal centro dello spiazzo per prendere velocità e finivano con violenza contro la rete metallica, nel vano e disperato tentativo di abbatterla o di superarla, per svignarsela da quel luogo infame. Avevano percepito con esattezza che quella era per loro l’ultima dimora, dopo essere stati scaricati la notte prima dai camion, assetati ed affamati, provenienti probabilmente dall’Ungheria e dall’Est Europa. Ovviamente si ferivano e avevano tutti il viso imbrattato di sangue. Le stesse reti erano sporche del sangue di queste povere creature abbandonate da Dio e tradite dagli uomini, creature vocianti, ansimanti e tremanti, prive di qualsiasi mezzo per difendersi o per invertire le sorti malevoli e sommamente ingenerose del loro percorso. Una scena apocalittica che mi è rimasta impressa a vita nella mente.

OBBLIGATORIO LEGGERE “A DIET FOR THE NEW AMERICA” DI JOHN ROBBINS

Scattai qualche foto con un groppo in gola e conclusi l’articolo con una intervista ai responsabili del macello in zona uffici, dove raccolsi dati e statistiche raggelanti sulle cifre degli abbattimenti giornalieri e sul bilancio in forte crescita di quell’orribile business. A quel tempo non avevo ancora letto “A diet for a new America” di John Robbins, figlio dell’imperatore del gelato Irv Robbins, co-titolare con Burt Baskin della più grande catena di negozi, ristoranti e gelati Baskin Robbins Corp. Quello che succedeva nei grandi allevamenti della Grande Azienda paterna, lo racconta meglio di chiunque altro John, diventato attivista sociale e umanitario di fama e di prestigio.

LA GENTE NON È CONSAPEVOLE, STACCA LA SPINA E NON SA QUELLO CHE FA

Troppa gente al mondo non dà peso e importanza a quello che mette nel piatto, circondata com’è da pubblicità svianti, da religioni prive di etica, da cuochi pasticcioni e sciupa-vivande, da dietologi e nutrizionisti incompetenti, da inopportune spinte mediche a consumare più proteine animali, da abitudini familiari disastranti ed inveterate. Troppa gente decreta con le sue scelte avventate le sorti di povere bestiole indifese. Troppa gente delega la parte sporca ed ignobile del rifornimento alimentare ai garzoni delle macellerie, costretti dalla miseria e dalla fame a fare gli sgozzatori a cottimo, tot euro per ciascun capo abbattuto, ignorando che avvalersi di un sicario non rende il proprio crimine meno grave o meno infame.

LE STATISTICHE MONDIALI DI UN DEPLOREVOLE ASSASSINIO DI MASSA

Il risultato finale sta tutto nelle statistiche mondiali, dove si apprende che nel mondo vengono massacrati a scopo alimentare oltre 170 miliardi di animali ogni anno, mezzo miliardo al giorno, 300 mila al minuto o 5390 al secondo, non stop 24 ore al giorno tutti i giorni dell’anno, specie a Ferragosto, Natale, Capodanno, Pasqua e varie festività religiose di altre religioni. L’Italia non è affatto esente da questo deplorevole assassinio di massa. Sulle tavole degli italiani finiscono 2 miliardi e mezzo di animali ogni anno, 225 milioni al mese, 8 milioni al giorno, 5100 al minuto o 90 al secondo.

ESSERE VEGETARIANI CONVIENE SOTTO OGNI PUNTO DI VISTA

Se qualcuno pensa che la carne sia necessaria o utile a mantenersi in salute se lo scordi davvero.

1) Nei vegetariani gli attacchi cardiaci sono rarissimi.

2) Nei vegetariani la probabilità di ammalarsi di tumore sono inferiori del 60% rispetto a quelle della media della popolazione.

3) Le aspettative di vita di un vegetariano sono superiori di oltre 6 anni rispetto alla media della popolazione.

4) In uno studio americano sul regresso delle malattie cardiache il 99% dei pazienti esaminati ha fermato l’evolversi della malattia.

Se qualcuno pensa che mangiando carne si rimane persone sensate, civili, responsabili e rispettabili, se lo scordi davvero, faccia una riflessione e prenda nota dei dati che seguono:

1) Nel mondo muoiono di fame 9 milioni di persone ogni anno, o 24 mila al giorno.

2) In questo momento oltre 200 milioni di bambini soffrono a causa della denutrizione.

3) Ogni anno gli animali allevati per la nostra alimentazione consumano 145 milioni di tonnellate di cereali e soia per produrre 21 milioni di tonnellate di cibo, i rimanenti 124 milioni vengono persi nella catena.

4) Circa un terzo del grano prodotto nel mondo viene utilizzato per l’alimentazione degli animali cosiddetti da macello.

5) In India il 37% della terra coltivabile viene utilizzata per produrre mangime per gli animali che verranno poi uccisi.

6) In Brasile 5,6 milioni di acri di terreno sono utilizzati per produrre mangime destinato all’esportazione in Europa, dove nutrirà animali destinati all’alimentazione.

7) La stessa quantità di vegetali, mangiata direttamente, può nutrire un numero di persone 5 volte maggiore rispetto a quando viene fatta mangiare agli animali e trasformata poi in carne.

8) Per nutrire l’attuale popolazione con una dieta non vegetariana servirebbe una quantità di vegetali tre volte superiore a quella che è possibile produrre.

9) Per produrre 1 kg di carne servono 16 kg di vegetali.

10) Se il 10% delle persone diventasse vegetariano, il conseguente risparmio di risorse naturali sarebbe sufficiente a sfamare 60 milioni di persone.

LA RESPONSABILITÀ DEI MEDICI BISTECCOFILI È PESANTISSIMA

Una cultura alimentare rovinosa ed insensata, sostenuta dalle raccomandazioni di migliaia e migliaia di medici, vorrebbe che l’essere umano non possa sopravvivere se non mangiando carne. Mangiare carne, in abbondanza, preferibilmente al sangue, e bere vino regolarmente, è giudicato uno stile alimentare congruo e virile, mentre una dieta vegetariana sobria, leggera, digeribile, con poco o niente vino è considerata soluzione bizzarra e insostenibile. Dietro la cultura della bistecca si evidenzia un atteggiamento maschilista e una mentalità fondamentalmente aggressiva, basata sulla soppressione del più debole.

SALUTE UMANA ED ECOSISTEMA MONDIALE IN PERICOLO GRAZIE AI MACELLI E AI FAST-FOOD

Alla fine, le foreste vergini residue dell’Amazzonia e di altre zone del pianeta vengono distrutte perché i meat eaters possano continuare a rimpinzarsi di carne agli estrogeni, patatine oliate e coca-cola presso i McDonald’s, i Burger’s King e i Kentucky Fried Chicken, con danno gravissimo per la loro salute e per l’ecosistema mondiale.

I CATTIVI ODORI DOVREBBERO INSEGNARE QUALCOSA

Gli odori rivoltanti e il puzzo di topo morto servono in natura per tenerci lontani dalle sostanze venefiche. L’olfatto è il senso che ci indirizza verso i giusti alimenti. In una versione naturale, priva di salse e di mascheramenti, nessuno si sognerebbe mai di consumare un cadavere in decomposizione. Ma la inevitabile putrefazione delle carni all’interno del corpo sviluppa quegli odori in zona gastrointestinale e l’organismo finisce per emanare costanti odori offensivi che nessuna colonia è in grado di coprire. Un Paradiso davvero in collera.

Valdo Vaccaro

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