PIEDE DIABETICO, MICROINFUSORE E STRADE ALTERNATIVE

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LETTERA

FORMICOLIO AL PIEDE E NEUROPATIA DIABETICA

Buongiorno. Mi chiamo Luca, ho 40 anni e sono diabetico tipo 1 trattato con microinfusore fin dall’inizio della patologia. Da qualche giorno ho un formicolio al piede sx e mi hanno confermato un principio di neuropatia. Al centro anti-diabetico faccio fatica ad avere un semplice riscontro od una parola di confronto.

ESISTE O NO QUALCHE ALTERNATIVA

Non riesco ad avere un dialogo per rasserenare almeno lo spirito di fronte ad una complicanza. Mi farebbe piacere fare due parole con lei e chiarire quella che potrebbe essere una strada alternativa alla medicina tradizionale. La ringrazio dell’attenzione. Cordiali saluti.

Luca

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RISPOSTA

CONTROLLORE AUTOMATICO DEI LIVELLI GLICEMICI

La terapia con microinfusore è un trattamento dedicato a persone con diabete in terapia insulinica intensiva che eseguono l’autocontrollo regolare dei livelli glicemici. Il microinfusore sostituisce le iniezioni ed è indossato esternamente al corpo, ad esempio fissato a una cintura. Circa 250.000 persone in tutto il mondo utilizzano oggi questa terapia.

PARAGONE TRA PANCREAS E MICROINFUSORE

Il pancreas di un soggetto sano rilascia regolarmente piccole dosi di insulina nell’organismo per controllare i livelli di glicemia nel sangue. La quantità di insulina prodotta varia in base all’orologio interno di ciascun individuo, e a fattori come attività fisica, metabolismo, livello di stress e malattia. Durante l’assunzione di cibi, il pancreas rilascia una quantità extra di insulina per mantenere l’equilibrio glicemico. La terapia con microinfusore per insulina è un trattamento che imita l’azione del pancreas in quanto fornisce costantemente insulina all’organismo, anche in dosi supplementari, se necessario.

DEFINIZIONE DI PIEDE DIABETICO

Il Piede Diabetico è una delle complicanze del diabete più diffuse, con problemi sia di tipo nervoso che circolatorio. Esso appare con secchezza diffusa e microlesioni superficiali della cute e, nel corso del tempo, se trascurato, può anche presentare vere e proprie ulcere. Subentra insensibilità o perdita della capacità di percepire il dolore e i cambiamenti di temperatura a livello delle estremità inferiori. Ciò significa che una persona con diabete tende a non accorgersi della presenza di tagli, ferite, ustioni, congelamento. Se si aggiunge la cattiva circolazione a livello degli arti inferiori, con arteriopatia e lesioni vascolari, anche un piccolo graffio sul piede può procurare danni importanti come ulcere sanguinanti infezioni, gangrene parziali o totali, cambiamenti nella forma del piede e nel modo di camminare.

OLTRE DUE MILIONI DI PERSONE COINVOLTE SOLO IN ITALIA

Tra le complicanze del diabete, il piede diabetico sta assumendo un ruolo sempre più rilevante. Si stima che in Italia 2 milioni di individui e le loro famiglie siano coinvolte nel problema. Tale patologia colpisce l’1,5% della popolazione e il 5% della popolazione over 65 anni. La lesione ulcerata del piede può riguardare piedi e caviglie di soggetti colpiti da diabete mellito tipo 1 e tipo 2. Il diabete può favorire la formazione di ulcere con danni ai nervi ed alle arterie. Tali ferite guariscono con molta difficoltà, necessitano di medicazioni quotidiane, e spesso di terapia antibiotica. I diabetici sono più soggetti alle infezioni, a causa dell’indebolimento del loro sistema immunitario. Nella maggior parte dei casi (85%), l’amputazione viene effettuata come conseguenza di un’ulcera del piede che continua a recidivare, non guarisce e tende progressivamente ad aggravarsi.

MECCANISMO FORMATIVO DELLE ULCERE

I diabetici presentano una diminuzione dell’afflusso di sangue, come conseguenza di un restringimento delle arterie (arteriopatia periferica), nonché una diminuzione della sensibilità dovuta ai danni ai nervi (neuropatia). Tutto questo rende difficile riconoscere i possibili fattori causali di lesioni (scarpe strette o rigide, oggetti all’interno delle scarpe, cuciture) e una maggiore incidenza di infezioni. Nel piede diabetico sono contemporaneamente presenti segni di neuropatia diabetica periferica (piede neuropatico), segni di arteriopatia diabetica periferica (piede ischemico, che non riceve buon flusso sanguigno), e segni di infezioni (piede infetto).

TRATTARE I PIEDI CON LA MASSIMA CURA

Ovvio che vanno riservate cure e attenzioni particolari, con pediluvi tiepidi giornalieri e con asciugamento attento tra le dita dei piedi. L’accorciamento delle unghie va effettuato con speciale prudenza, senza ferirsi. Per il resto, vanno anche capiti i meccanismi reali del diabete, che includono un pancreas niente affatto difettoso ed inattivo, ma al contrario più efficace che nelle persone normali, ma messo in crisi nella distribuzione insulinica dagli eccessi di grasso nel corpo e nel sangue. Non mancano consigli alimentari e vie di recupero. Raccomando una consultazione attenta del mio testo più avanzato sul Diabete.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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