RIMEDI NATURALI AL CALAZIO O AL DOTTO LACRIMALE BLOCCATO

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LETTERA 1

DOTTO LACRIMALE BLOCCATO

Ciao Valdo, Solo tu puoi aiutarmi! Da giugno ho sempre avuto l’occhio che lacrimava più o meno cospicuamente. Ieri il dotto lacrimale sembrava bloccato da una pallina con dolore atroce e stamattina mi sono svegliata con l’occhio gonfio. Grazie per la tua risposta.
Giulia

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LETTERA 2

GOCCE OCULARI E CREMA OFTALMICA PER CALAZI INUTILI

Ciao Valdo, ti chiedo un consiglio per calazi persistenti all’occhio destro ormai da un mese e mezzo.
Dopo un mese di cura con gocce oculari e crema oftalmica l’infiammazione non è guarita, o meglio i due calazi (uno sulla palpebra inferiore e uno sulla superiore) ci sono ancora e sono pure induriti.

La sera vado a dormire con impacchi di amaro svedese su entrambe gli occhi. È l’unico trattamento che sto seguendo, ma quelli stanno sempre lì e molto visibili. Fortunatamente quando sbatto le ciglia non mi danno fastidio.

L’oculista mi ha detto che se non si riassorbono vanno levati chirurgicamente!!!! Ti seguo da tempo e conosco la linea che tieni. Secondo il tuo parere, con qualche giorno di digiuno, potrebbero forse sparire?
Sono molto magra e freddolosa e digiunando mi riduco a uno scheletro ambulante, ma se dovesse servire a far passare i disturbo lo farei.

Hai altro consigli? Impacchi di camomilla, piuttosto che di fieno greco e coda cavallina non mi fanno nulla. Ti ringrazio immensamente.
Buon lavoro.
Marta

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RISPOSTA

Quando c’è un dotto lacrimale ostruito, le lacrime non possono drenare normalmente, e l’occhio diventa acquoso ed irritato. Condotti lacrimali ostruiti sono comuni nei neonati, ma di solito migliorano senza alcun trattamento nel corso del primo anno di vita. Negli adulti, un dotto lacrimale ostruito fa pensare al calazio, ossia a un piccola cisti, a un lipogranuloma.

CHE COS’È IL CALAZIO

I calazi sono palline o minuscole cisti al bordo delle palpebre e si presentano quindi come un rigonfiamento all’interno o sul bordo della palpebra. Sono ovvero noduletti simili a cisti che si formano all’interno delle 20 ghiandolette sebacee di Meibonio, che servono a lubrificare la superficie dell’occhio. Al loro interno si può trovare del pus e delle secrezioni grasse o lipidiche che, anziché fluire regolarmente sull’occhio, sono bloccate per l’ostruzione (polvere, oggetti estranei, batteri opportunisti, detriti cellulari-virali bloccati) e non possono defluire, per cui sono costrette a formare il calazio stesso.

I calazi si presentano prevalentemente in persone di un’età compresa tra i 30 e i 50 anni.

CALAZIOSI

In alcuni casi più calazi possono comparire contemporaneamente, si parla allora di calaziosi.

Questo tipo di infiammazione è un processo cronico ed i sintomi sono lievi, se si esclude la sensazione di peso palpebrale o di fastidio per la presenza di qualcosa sull’occhio, e per il disturbo di tipo estetico. Il calazio può essere esterno, interessando la cute della palpebra sollevata da un piccolo rilievo tondeggiante, o interno, sviluppato cioè verso la congiuntiva palpebrale, osservabile rovesciando la palpebra dove si riscontra una massa di colorito giallastro.

CAUSE DI CALAZIO

Il calazio è causata dall’ostruzione dei dotti lacrimali e si presenta spesso in concomitanza con altre patologie, tra cui blefarite cronica, rosacea, dermatite seborroica e iperlipoproteinemia (alterazione del metabolismo con aumento di lipidi e lipoproteine nel sangue).

BLEFARITE E ROSACEA

I calazi più comuni si formano nei pazienti affetti da blefarite, ovvero di infiammazione alle palpebre e da rosacea, patologia dermatologica che comporta arrossamento del viso e lievi formazioni sotto-pelle tipo papule e pustole. La rosacea può anche colpire le palpebre, le congiuntive (sottili membrane trasparenti che rivestono la superficie oculare), le cornee (parte anteriore e trasparente dell’occhio) e le sclere (il bianco dell’occhio).

Tutte queste manifestazioni della rosacea a carico delle strutture oculari vengono indicate come rosacea oculare. La rosacea può essere dovuta a cause ambientali o, secondo la medicina, ai soliti fattori ereditari. Alcuni microrganismi che vivono normalmente ai bordi delle ciglia possono esacerbare l’infiammazione già in corso, contribuendo alla formazione dei calazi.

COME CONTRASTARE LA BLEFARITE

La blefarite è uno stato infiammatorio delle palpebre, con irritazioni, germi opportunisti accorrenti a problema già pre-esistente, ostruzioni cellulari-virali conseguenti e suppurazioni ulcerative. Si raccomandano maggiori attenzioni. Evitare ad esempio di portare le mani o le dita sporche agli occhi, evitare i luoghi polverosi e fumosi, evitare gli ambienti con aria viziata, evitare le luci intense o psichedeliche delle discoteche, evitare le situazioni che provocano lacrimazione.

TERAPIE PREVENTIVE E CURATIVE

Le terapie preventive e curative stanno in una accurata pulizia dell’occhio, ovvero un lavaggio accurato del viso e delle palpebre con abbondante acqua, 2-3 volte al giorno se si è in ambienti polverosi. I processi auto-guaritivi vengono facilitati dalla applicazione di impacchi caldi e umidi sulla parte esterna della palpebra chiusa, all’altezza della ghiandola sebacea ostruita, con batuffoli di cotone imbevuto di sostanze naturali o medicamentose. I calazi piccoli e poco appariscenti non richiedono alcun trattamento, finendo per drenarsi spontaneamente, facendo sì che la patologia si risolva da sola. I calazi grossi possono rimanere a tempo indeterminato e anche crescere ulteriormente se non si fa qualcosa.

ASPORTAZIONE O INIEZIONE CORTICOSTEROIDI

Per l’asportazione si parla di semplice intervento ambulatoriale in anestesia locale, con piccola incisione sotto le palpebre. Oppure si parla pure di una iniezione nel calazio di corticosteroidi per consentire un rapido svuotamento. Questi trattamenti provocano comunque uno schiarimento pelle nell’area trattata. Chiaro che vanno eventualmente presi in considerazione solo dopo aver fatto un bel digiuno.

Solo se i calazi cominciassero a causare pressioni sulla cornea, provocando non solo disturbi estetici ma anche difetti visivi come astigmatismo, bisognerebbe fare qualcosa di più drastico, anche se le asportazioni potrebbero dare luogo a recidive, e persino (in rari casi) a complicazioni di tipo tumorale.

RIMEDI NATURALI AI CALAZI

1. ALIMENTAZIONE LEGGERA E SOBRIA

Gli occhi si ammalano per i soliti motivi. Si parla soprattutto di stitichezza e di sangue denso. Per guarire serve sempre un ristabilimento della funzionalità digestiva.

Porre inoltre attenzione al fegato, al sistema linfatico, all’intestino e all’anemia. Serve dieta adatta, ovvero rigorosamente normale per l’apparto umano. Normale non significa comune in senso statistico.

Via libera quindi al consumo di frutta fresca e verdura cruda, o appena scottata al vapore. Ridurre o eliminare quanto più possibile il carico di dolci, zucchero, fritti, cibi grassi, alcol e caffè.

Serve insomma la nostra dieta vegan-crudista, con eventuali accelerazioni di tipo digiunistico o semi-digiunistico (dove al posto dell’acqua leggera o distillata si ricorre alle spremute e ai centrifugati).

2. IMPACCHI TIEPIDI E FOGLIE DI CAVOLO

Il calore è senza dubbio uno dei segreti principali per la cura del calazio. L’applicazione di un asciugamano o di un panno caldo-tiepido sull’occhio interessato porta a dei miglioramenti.

Tra i rimedi naturali veri e propri più consigliati c’è il cavolo, con le sue foglie fresche appena scottate al vapore. Una volta pronte andranno leggermente pestate e applicate come impasto sulla parte interessata dal calazio. Possibile anche ottenerne il succo e applicarlo sulla parte con un po’ di ovatta o una garza sterile. Va bene anche un infuso di camomilla.

3. UNA POMATA DEL GRANDE ERBORISTA DR DA LEGNANO

Una pomata innocente contro i calazi, suggerita dal celebre dr Da Legnano, parla di vaselina mentolata 10 g, tintura iodio iodurata 2 g, precipitato bianco 0,5 g, olio di betulla gocce XX, ed è efficace per frizioni delicate mattino e sera.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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