RIMEDI NATURALI ALL’ULCERA DUODENALE

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LETTERA

ULCERA DUODEALE E SUCCHI DA PREFERIRE

Caro Valdo, volevo farti un paio di domande riguardanti l’ulcera duodenale. L’estate è finalmente arrivata. Dopo la disinfiammazione iniziale di 3 giorni volevo chiederti quali i centrifugati migliori.
Sto avendo ottimi risultati con quelli di mela, ananas, mango, sedano-carota-ananas-papaya, sedano-carota-mela e latte di mandorle dolci. Li prendo ad intervalli di 2 ore con al mattino 2 cucchiai di olio d’oliva.

QUALCHE CONSIGLIO SULLA DIETA ANTIULCERA NORMALE

Procederò cosí per 10 giorni, per poi iniziare la dieta antiulcera normale. Ti chiedo qualche consiglio anche riguardante questo. La domanda che mi preme riguarda i centrifugati di angurie e meloni. Vanno bene in questi primi 10 giorni, da soli al mattino? Posso integrare qualche altro frutto alle mie centrifughe, sempre prestando attenzione ai miscugli? Gli intervalli di tempo tra un centrifugato ed un altro vanno bene?

RESPIRAZIONE YOGA E DOCCIA

Cerco di praticare respirazione yoga e faccio doccia ai genitali tutte le sere prima di dormire. Per quanto riguarda i bagni al basso ventre come si eseguono, con acqua fredda? Volevo poi farti i complimenti per il tuo capolavoro Alimentazione Naturale. Tanti saluti!
Angelo

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RISPOSTA

CHIARIMENTO QUESITI VARI

Ciao Angelo. I centrifugati che stai facendo vanno benissimo. Ricordati soltanto che tra i vegetali migliori per rimettere in forma lo stomaco ci sono le carote e i cavoli in tutte le loro varietà e conformazioni. Angurie e meloni, non mescolati, vanno bene sia tagliati a fette che in succo per chi ama prenderli in tale forma. Devo dire, per dovere di cronaca, che occorre sempre personalizzare i problemi. C’è della gente che ha difficoltà ad assumere l’anguria a stomaco vuoto di mattina, tanto per fare un esempio. Va bene la sosta di almeno 2 ore tra un succo e l’altro. Puoi di sicuro integrare qualche frutto in mezzo a tanti succhi, purché sia compatibile. I bagni al basso ventre si possono fare sottoforma di semicupi, ossia di immersioni parziali nel bidet, alternando acqua tiepida e acqua fredda in relazione al tuo gradimento, almeno in tempo estivo.

ULCERA DUODENALE DA IPERSECREZIONE ACIDA

L’ulcera duodenale è 4-10 volte più frequente dell’ulcera gastrica. Può comparire a qualunque età, ma il picco di massima incidenza si riscontra tra i 30 ed i 40 anni, specie nel settore maschile. Si ritiene che il principale responsabile sia rappresentato dall’ipersecrezione acida. I pazienti con ulcera duodenale presentano una risposta più spiccata dei soggetti sani e dei portatori di ulcera gastrica alla stimolazione da parte della gastrina.

PASSAGGIO TROPPO RAPIDO DI CHIMO ACIDO AL DUODENO

Molti pazienti con ulcera duodenale presentano alterazioni dello svuotamento gastrico. In questi casi, se il passaggio di chimo acido in duodeno avviene troppo rapidamente, la capacità tamponante locale può venire superata e la mucosa duodenale risulta esposta eccessivamente all’acido. Ciò è aggravato dal fatto che nei pazienti con ulcera duodenale la secrezione di bicarbonato nel muco duodenale risulta notevolmente ridotta. La caffeina del caffè e delle cole può facilitare l’insorgenza di lesioni ulcerose del duodeno, per la sua capacità di incrementare la produzione acida gastrica. Nell’induzione di ulcere duodenali possono giocare un ruolo importante i FANS ed i cortisonici.

RUOLO MICIDIALE DEL FUMO ED HELICOBACTER PRIVO DI EFFETTI CAUSANTI

Il fumo di sigaretta si associa non solo ad una maggiore incidenza di ulcera duodenale, ma anche ad una ridotta risposta alla terapia, ad un maggiore numero di recidive a distanza e ad una mortalità più elevata in caso di complicanze. L’importanza dei fattori psicologici è controversa. Sembra comunque che le personalità ansiose siano maggiormente esposte al rischio di ulcera anche a livello duodenale. Gastrite e duodenite cosiddette da Helicobacter pylori si riscontrano in oltre l’85% dei soggetti affetti da ulcera duodenale. Le alterazioni infiammatorie indotte da questo batterio potrebbero rendere la mucosa più sensibile all’insulto acido, quindi predisporrebbero all’insorgenza dell’ulcera. Tuttavia la presenza di helicobacter non significa affatto fattore causante, ma semmai conseguenza della infiammazione.

PERDITA DI SECREZIONI PARIFICABILE A QUELLA DELL’ULCERA GASTRICA

L’ulcera duodenale è localizzata entro i primi due centimetri del duodeno. Struttura e dimensione dell’ulcera duodenale comportano una perdita di sostanza con gli stessi caratteri dell’ulcera gastrica. Pur essendo più piccola, può interessare anche i vari strati di tessuto fino alla perforazione o alla penetrazione.

SECREZIONE DI PEPSINA E DI ACIDO CLORIDRICO

Lo stomaco secerne pepsina e acido cloridrico. È protetto dalla autodigestione grazie a un velo di muco prodotto dalle cellule mucipare diffuse nello stomaco. Vari sono gli stimoli che metteno in funzione i meccanismi della secrezione. In primo luogo è da considerare la secrezione psichica. Gli stimoli arrivano dal sistema nervoso centrale (SNC) allo stomaco attraverso i nervi vaghi. Tale stimolazione è in grado di determinare la secrezione gastrica di pepsina e acido cloridico.

SECREZIONE CHIMICA DETERMINATA DAL CIBO STESSO

Il cibo stesso che giunge nello stomaco è in grado di determinare la secrezione chimica dei succhi gastrici. Essa è poi regolata da una secrezione gastrica che agisce come un ormone, ed è prodotta dalle cellule dell’antro. Tale sostanza viene prodotta in maggior quantità determinando secrezione quando l’antro viene a trovarsi in condizione di alcalinità.

PRINCIPALI TEORIE PATOGENETICHE SULL’ULCERA DUODENALE

L’ulcera duodenale è espressione di un’eccessiva secrezione gastrica, per cui si può parlare veramente di ulcera da autogestione peptica o da ipersecrezione. Nell’ulcera gastrica invece non c’è ipersecrezione ma ipo o normale secrezione. Si spiega allora la sua insorgenza come dovuta ad una deficiente produzione di muco. Quindi succo gastrico normale e mucosa con deficit di resistenza forse per deficit di irrorazione. Secondo alcuni l’ulcera inizierebbe come una micro-erosione su una gastrite, e si parla dunque di ipotesi infiammatoria. Secondo altri sarebbe espressione di un fenomeno allergico a livello della mucosa.

SINTOMI DI ULCERA DUODENALE

Il primo sintomo è rappresentato dal dolore epigastrico, un senso di fastidio che poi diviene dolore modesto che compare a stomaco vuoto, a distanza dai pasti. Cessa con l’ingestione di alimenti. Presenta riacutizzazioni stagionali con periodi di remissione e di recrudescenza. Quando l’ulcera si complica con la penetrazione, specie nel pancreas, la sintomatologia dolorosa diviene continua, più violenta e con irradiazioni al dorso. C’è inoltre pirosi o senso di bruciore gastrico e acidità.

EMORRAGIA COME TIPICA COMPLICANZA DI TUTTE LE ULCERE

È una tipica complicazione sia dell’ulcera gastrica che di quella duodenale. Si presenta come ematemesi e come melena. La prima può avere l’aspetto di sangue rosso vivo se emesso in grande quantità e non ristagna nello stomaco, altrimenti assume un aspetto simile al caffè. La melena è invece sangue nelle feci che può essere rossiccio se l’emorrogia è intensa ed il transito intestinale veloce, mentre assume l’aspetto di un materiale colloso, piceo, nero, se viene emesso in minor quantità e se soggiorna nell’intestino.

PERFORAZIONE COME COMPLICANZA TIPICA DELL’ULCERA DUODENALE

Una complicanza in special modo delle ulcere duodenali. Le ulcere gastriche, se si perforano devono far sospettare il cancro. Si perforano in special modo le ulcere ad andamento acuto. La sintomatologia è rappresentante da dolore intenso, improvviso e violento, simile ad una pugnalata, in sede epigastrica. Il dolore è dato dalla brusca inondazione della cavità addominale da parte del contenuto gastrico dopo mangiato, succo composto da succhi gastrici, alimenti e gas contenuti nello stomaco.
Si determina quindi una peritonite che, in un primo tempo è asettica, data l’azione sterilizzatrice del succo gastrico, e che dopo alcune ore diviene settica per i germi intestinali che finiscono per diffondersi nella cavità addominale. Il paziente è in stato di shock peritonico tossico, polso piccolo e frequente, ipotensione, contrazione della diuresi. L’addome è contratto, a tavola di legno.

STENOSI PILORICA COME COMPLICANZA DELLA RETRAZIONE CICATRIZIALE

Complicazione dell’ulcera duodenale dovuta alla retrazione cicatriziale. Le pareti dello stomaco si ipertrofizzano per vincere la resistenza della stenosi, poi lo stomaco si dilata, insorge vomito incoercibile con alimenti non digeriti, succhi gastrici, assenza di bile.

CONCLUDO LA CARRELLATA CON MANUEL LEZAETA E STAN MALSTROM

A questo punto voglio aggiungere le considerazioni pratiche e straordinariamente importanti ed attuali di Manuel Lezaeta, derivate dalla gran scuola bavarese di Padre Taddeo da Wiesent, mescolate un po’ alle efficaci teorie del dr Stan Malstrom, grandissimo terapista-erborista-naturopata della scuola americana.

CAROTE, CAVOLI, MELE E PATATE INNANZITUTTO

Ricordarsi innanzitutto che quattro vegetali comuni, più relative sottospecie, sono particolarmente di aiuto alle ulcere gastroduodenali, e mi riferisco a carote, cavoli, mele e patate. Alcune erbe come assenzio, melissa, salvia, menta, finocchio, genziana, ruta, camomilla, prezzemolo, basilico, coda cavallina, bardana, zenzero, peperoncino, cicatrizzano e calmano i vari sintomi dei disordini allo stomaco. Ricordarsi pure che buona parte delle affezioni dell’apparato digerente hanno origine da masticazione ed insalivazione incomplete. Nessuno parli di stomaco malato e di intestino sano, poiché gli alimenti mal preparati nello stomaco turbano per forza la funzionalità dell’intestino stesso.

LE CATTIVE DIGESTIONI NON RISPARMIAMO ALCUN SETTORE DEL TUBO GASTROENTERICO

La base per un’ottima salute è la nutrizione normale. Qualsiasi malattia del catalogo medico ha la propria causa in una cattiva digestione che provoca malessere e stress in zona stomaco e in zona intestino. Dal momento che con la digestione l’organismo elabora e costruisce il sangue che a sua volta provvede al ricambio organico, sostituendo il sangue guasto con quello nuovo e sano, non è possibile ottenere una vera e propria guarigione stabile senza normalizzare e ripristinare preventivamente la funzionalità digestiva.

CIBI E BEVANDE DA EVITARE NEL MODO PIÙ ASSOLUTO

La causa più frequente di catarro acuto allo stomaco, e quindi di gastrite, di indigestione e di impaccio gastrico resta l’irritazione della mucosa gastrica, causata da alimenti indigesti tipo carni, pesce, formaggio stagionato, alcol, caffè, cole, aceto, dolci, cibi alterati, farmaci. Pure il cibo male masticato o ingoiato alla svelta produce effetti deleteri. Stesso discorso per cibi surriscaldati e per i gelati.

MANIFESTAZIONI TIPICHE DELL’ULCERA DUODENALE

Le manifestazioni tipiche di questa malattia sono la mancanza di appetito, l’alito cattivo, dolori e pesantezza di stomaco sulla parte destra, vomiti, coliche, diarrea, escrementi fetidi, dolori di testa.
Occorre a questo punto liberare l’organismo dalle impurità prodotte con le putrefazioni intestinali. Digiunare almeno per un giorno intero, bevendo solo acqua continuamente a piccoli sorsi. Se c’è inappetenza eviterà ogni sorta di cibo limitandosi all’acqua. Non appena torna la fame si riprende mangiando frutta e insalate crude ben masticate ed ingerite lentamente. Ortaggi freschi e vitali come carote e cavolfiori sono ottimi contro la stitichezza.

FATTORI CAUSATIVI DI DISPEPSIA ACIDA

La causa principale di tutte le affezioni allo stomaco è data da alimentazione innaturale ed irrazionale. Essa sottopone l’apparato digerente ad uno sforzo laborioso che irrita e congestiona le pareti dello stomaco e degli intestini. Anche l’eccessivo lavoro intellettuale, la mancanza di aria pura e di esercizio fisico sono fattori causativi di acidità e di dispepsia acida. Frutta, insalata cruda e mandorle sono gli alimenti più adatti. Qualora lo stomaco sia compromesso al punto di non tollerare nemmeno questo si comincerà con la frutta cotta o con dei brodini di verdure.

CONSIGLI CONCLUSIVI

Le ulcere, è bene ricordarlo, sono lesioni infiammatorie di una mucosa interna. Se serve un digiuno o un periodo detossificante, nulla di meglio che 2-3 giorni a sidro di mele, o anche succo di mela allungato con l’acqua, o anche acqua e limone da assumersi ogni 2-3 ore. Due o tre settimane di cibo crudo centrifugato e poi passare alla dieta vitale e viva del vegan-crudismo tendenziale in modo graduale. Usare bevande verdi con forte presenza di clorofilla, più olio di semi di lino o di sesamo, succo di cavolo (30-70 grammi al giorno), succo di patata cruda, germogli e semi. The di arnica 3 volte al giorno almeno. Succo di carota e succo di cavolo, va ripetuto, sono particolarmente benefici. Masticare in modo perfetto e bere poco durante il pasto.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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