RITENZIONE URINARIA, PROSTATITE, CISTITE E IPERTONO SFINTERIALE DEL DETRUSORE

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LETTERA

UN ARGOMENTO IMPORTANTE CHIAMATO RITENZIONE URINARIA

Buongiorno Valdo, ha mai trattato questo argomento della ritenzione urinaria? Ho operato come lei spiega sul blog per la ricerca sugli argomenti, ma non viene nulla a riguardo.

PRENDO IL FARMACO SPECIFICO DA VENT’ANNI

Prendo lo Xatral retard 10 mg da 20 anni. Trattasi in realtà di un medicinale per l’ipertrofia prostatica benigna nel maschio perché non esiste un farmaco specifico per la ritenzione urinaria nelle donne con ipertono sfinteriale del detrusore.

CATETERI E RICOVERI D’URGENZA NEL MIO PERCORSO PATOLOGICO

In passato, negli stati più gravi di ritenzione ho dovuto tenere un catetere fisso, con globi vescicali fino ad un litro e mezzo di urina e 5 ricoveri d’urgenza in 6 mesi. Poi mi hanno insegnato l’autocateterismo ad intermittenza con cateteri da 0,6 mm. Spero possa rispondermi. Grazie.
Michela

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RISPOSTA

DEFINIZIONE DI VESCICA

Ciao Michela. Non è che non abbia mai grattato l’argomento. Probabilmente l’ho fatto in modo dispersivo parlando qua e là di vie urinarie, di problemi renali, di cistiti e di vescica. La vescica è un sacchetto membranoso destinato a raccogliere l’urina. È situato nella parte anteriore del basso ventre tra i due ureteri convogliatori e riempitori di urina renale della zona alta, mentre nella zona bassa è congiunto all’uretra svuotatrice. L’urina è trattenuta nella vescica sino a quando non si sono raggiunti circa 100 grammi, quantità apprezzabile e necessaria per provocare lo stimolo naturale della minzione.

DISFUNZIONI

Tra le diverse disfunzioni e malattie della vescica troviamo 1) Cistite, 2) Infiammazione  acuta o cronica catarrale o suppurante, 3) Incontinenza urinaria, 4) Ritenzione urinaria, 5) Calcoli alla vescica, 6) Tumore alla vescica.

FATTORI CAUSANTI

I problemi alla vescica sorgono da irritazioni prolungate che diventano infiammazioni, soprattutto per presenza di sostanze estranee nell’urina. Sostanze estranee determinate da pessime scelte alimentari e da conseguente stitichezza, nonché da assunzione di farmaci sempre irritanti e mal tollerati dal corpo.

RIMEDI NATURALI SUGGERITI DA MANUEL LEZAETA

Come suggerisce Manuel Lezaeta, per attenuare questi sintomi e per riportare il corpo a uno stato di equilibrio idrico-urinario, occorre adottare una alimentazione rigorosamente basata sulla frutta e su insalate miste, meglio se crude e senza sale, condite con olio d’oliva e limone, oppure con olio di oliva e poco aceto-madre di vino o di mele, vale a dire aceto non pastorizzato.

LIMONATE, ACQUA DI FONTE, SEMIDIGOIUNI E DIGIUNI

Ottime anche le limonate senza zucchero e l’acqua fresca di sorgente, sempre ricca di forza elettromagnetica, possibilmente con pochi minerali. Vanno bene i semidigiuni a sola frutta acquosa e i digiuni a niente cibo e ad acqua leggera da bersi a piccoli sorsi. Chiaro che non si devono prendere farmaci, essendo essi impedimento e non soluzione ai problemi. Impedimento anche a ogni piano seriamente digiunistico e depurativo.

RISORSE AMICHE DELLE VIE URINARIE

Gli alimenti amici delle vie urinarie, e quindi di tutto l’apparato includente ureteri, vescica e uretra, sono le bacche di ginepro, ananas, carote, cavolo, cicorie, crescione, fico, lampone, lattuga, mirtillo, orzo, porro, portulaca, rapa, radicchio, ravanello, ribes, tarassaco, uva e zucca.

PIANO ALIMENTARE MIRATO ALLE VIE URINARIE

Una volta superato lo stato acuto della malattia, l’alimentazione dovrà allinearsi col seguente menu: 1) Prima colazione con frutta fresca e acquosa di stagione a volontà, 2) Pranzo con insalata mista cruda con olio extravergine e limone, seguita, per i vegetariani non vegan, da ricotta o da uova sode e da una decina di mandorle e noci, oppure da minestrone di verdure o stufati di verdure o patate e legumi, 3) Cena, se c’è ancora un buon appetito, abbondante insalata mista e qualche verdura saltata in padella, oppure un piatto di sola frutta, se manca la vera fame.

INCONTINENZA E RITENZIONE

L’incontinenza, specie quella notturna chiamata nicturia, deriva da disordini digestivi, da problemi gastrointestinali e in particolare da putrefazioni che provocano irritazione delle mucose e disbiosi. La ritenzione urinaria deriva da debilitazione del muscolo vescicale, da ingrossamento prostata nei maschi, da stato infiammatorio uretrale. In tutti questi casi occorre non solo dieta vitale e alcalinizzante, come sopra accennato, ma anche esercizio fisico e 2-3 bagni quotidiani ai genitali di almeno 15 minuti.

IL TUTTO SI PUÒ AFFRONTARE ANCHE IN TERMINI PIÙ TECNICI E SPECIALISTICI

Per chi non si accontenta dei consigli semplici e chiari di Lezaeta c’è anche il linguaggio più avanzato, più tecnico e sofisticato della medicina specialistica. Se uno ha l’avvertenza di prendere il meglio e non il peggio, non mancano anche qui i buoni consigli, oltre che tutti quei termini che a volte richiedono di essere chiariti.

DETRUSORE E SFINTERE URETRALE

Il muscolo detrusore vescicale è una tonaca muscolare liscia che avvolge la vescica e ha la funzione di contrarsi durante la minzione per determinare l’espulsione dell’urina. Normalmente è rilassato per permettere il riempimento. Correlati sono i muscoli dello sfintere uretrale che avvolgono l’uretra per controllare il flusso di urina.

DATI STORICI SULLA VESCICA NEUROLOGICA DA LESIONE MIDOLLARE

Il primo riscontro in letteratura di vescica neurologica da lesione midollare risale a uno scritto di Celso, del II a.C, che riportava un caso in cui dopo frattura della spina presentava sintomi di insufficienza respiratoria, immobilità degli arti, vomito, nausea, perdita di urine con evoluzione al decesso in pochi giorni. Non si capiva che relazione ci fosse tra midollo spinale e perdita delle urine, mentre oggi sappiamo come la lesione del midollo induce uno stato di shock spinale che può durare da pochi giorni a mesi, con associato quadro di vescica neurologica.

SCOMPARSA RIFLESSI E DETERIORAMENTO DELLE ALTE VIE URINARIE

In questa fase abbiamo la scomparsa dei riflessi sottolesionali con areflessia del detrusore, mancato rilasciamento del collo vescicale, per cui il paziente perde urine da rigurgito ed è già in atto un deterioramento delle alte vie urinarie. Per vescica neurologica si intende la vescica che ha perso alcuni meccanismi di regolazione a causa di una patologia neurologica.

IPERATTIVITÀ VESCICALE E AREFLESSIA VESCICALE

L’iperreflessia detrusoriale o l’iperattività vescicale neurogena è una delle condizioni tipiche della vescica neurologica nei casi di lesione midollare soprasacrale. L’iperattività vescicale è la condizione di perdita della capacità di postporre la minzione a proprio piacimento, mentre l’areflessia vescicale, tipica delle lesioni midollari sacrali, determina l’incapacità a svuotare la vescica.

NEUROFISIOPATOLOGIA DELLA MINZIONE

La minzione è un evento coordinato caratterizzato dal rilasciamento dello sfintere distale, contrazione del detrusore, apertura del collo vescicale e dell’uretra con emissione del flusso urinario. La minzione fisiologica è accompagnata dall’attivazione del riflesso minzionale. Tale riflesso si integra con il Centro Pontino della Minzione (CPM) che è localizzato nel tronco encefalico rostrale. Il Centro Sacrale della Minzione (CSM) può attivare una contrazione, mediante la trasmissione parasimpatica di tipo colinergico attraverso i nervi pelvici, indipendentemente dagli input corticali e pontini.

CENTRI INIBITORI E CENTRI FACILITATORI

Entrambi i sistemi, autonomico e somatico, hanno un ruolo cruciale nel controllo funzionale del basso tratto urinario. Lo svuotamento normale avviene quando la vescica risponde alla soglia di tensione attraverso i suoi meccanocettori. La volontarietà dell’atto minzionale è consentito dal controllo centrale attraverso le vie facilitatorie e inibitorie della fase di riempimento e di svuotamento. La minzione dipende dal riflesso spino-bulbo-spinale, collegato con il CPM che riceve input dalla corteccia cerebrale, cervelletto, gangli della base, talamo e ipotalamo convogliati in una via comune ai motoneuroni vescicali. La maggior parte dei centri soprapontini sono di tipo inibitorio con una minima parte di tipo facilitatorio. I centri di facilitazione sono situati nel ponte anteriormente e nell’ipotalamo posteriore, mentre le aree inibitorie sono situate nella corteccia cerebrale, gangli della base e nel cervelletto. Il cervelletto è anche coinvolto nel mantenimento del tono della muscolatura striata del pavimento pelvico e della coordinazione tra contrazione detrusoriale e rilasciamento della muscolatura striata periuretrale.

CONTINENZA URINARIA E CONTROLLO DELLA MINZIONE

La continenza urinaria è espressione del controllo volontario della minzione ed implica un fisiologico controllo vescico-sfinterico. Essa riunisce la proprietà di immagazzinamento della vescica con l’integrità dei meccanismi detrusionali, sfinterici e anatomici dei tratti urinari. Un perfetto meccanismo della continenza implica che non vi possano essere perdite di urina, anche a seguito di intensa attività fisica o sforzi anche violenti, fino a che il soggetto non avrà deciso di urinare. Viceversa si verificherà incontinenza. In questa fase di riempimento, il sistema è sotto il controllo del Sistema simpatico Toraceo-lombare. Le fibre motorie percorrono i nervi ipogastrici. Il mediatore chimico è la noradrenalina. Il detrusore della vescica è rilasciato, mentre sono attivi i recettori Beta-adrenergici, ad azione inibitrice. Sono attivi gli alfa-recettori. La componente parasimpatica è inattiva.

RITENZIONE URINARIA, OVVERO IPERATTIVITÀ DETRUSIONALE CON URGENZE MINZIONALI E INCONTINENZE

Per ritenzione urinaria, o iscùria dal greco Ischo=ritengo e Oyron=urina, si intende la presenza di urina nella vescica, come conseguenza dell’incapacità della stessa di svuotarsi. Si può verificare in caso di vescica neurologica, con ipertono dello sfintere vescicale. La vescica progressivamente si sfianca e si formano i diverticoli. Si instaura il reflusso vescico-ureterorenale e lentamente la funzionalità renale si compromette. Inoltre, l’urina ristagnando provoca infezione per la vescica stessa e per il rene, a volte tanto gravi da mettere in pericolo di vita il paziente.

DISTURBI PROGRESSIVI DELLA MINZIONE

La forma cronica di ritenzione urinaria si manifesta in modo graduale e progressivo, con disturbi della minzione che possono durare mesi e anni. Si manifesta con un aumento della frequenza minzionale, specialmente notturna, con minzione dolorosa, con difficoltà nell’iniziare la minzione, con tempi di attesa minzionale prolungati, con minzione in più tempi, con getto minzionale debole. La sintomatologia dolorosa che caratterizza la forma acuta è solitamente assente in quella cronica, ma le cause sono pressoché le stesse in entrambe le forme.

ALTERAZIONI DELLA FUNZIONE RENALE E GLOBO VESCICALE

Trascurare i sintomi e ritardare le cure può sfociare anche in una seria alterazione della funzione renale. Si può arrivare a condizioni estreme come il globo vescicale, condizione caratterizzata dall’aumento di volume della vescica che può arrivare a contenere fino a 3000/4000 ml, dovuta ad un’impossibilità od a difficoltà nella minzione e quindi alla ritenzione delle urine al suo interno. La vescica diventa così palpabile.

RITENZIONE OSTRUTTIVA E RITENZIONE NON OSTRUTTIVA

La ritenzione urinaria in base alle cause può essere ostruttiva e non ostruttiva. Ostruttiva se causata da ostacoli nel passaggio dell’urina, come ad esempio un ingrossamento prostatico, un restringimento dell’uretra, la presenza di calcoli che occludono parzialmente l’uretra. Non ostruttiva se causata da altre cause come:

  • Iperreflessia detrusoriale, con perdita della normale coordinazione tra detrusore e apparato sfinterico e tale da sfociare in ritenzione urinaria per dissinergia vescico-sfinterica,
  • Areflessia detrusoriale, con disfunzione nella conduzione degli stimoli nervosi dalla vescica al cervello, per cui si ha riempimento vescica senza però stimolo allo svuotamento,
  • Incapacità di distendere il pavimento pelvico, con ritenzione urinaria di origine funzionale,
  • Perdita di tono muscolare vescica per eventi traumatici,
  • Perdita tono per stenosi collo vescicale,
  • Perdita tono per uso farmaci antidepressivi, antibiotici, oppiacei tipo morfina, calcioantagonisti, anestetici, anticolinergici (contro l’acetilcolina e quindi calmanti),
  • Patologie predisponenti come il diabete il Parkinson e la sclerosi multipla.

ANCHE LA MEDICINA SI RIVOLGE TALVOLTA ALLA FITOTERAPIA

Come in caso di patologie legate alla prostata, molte disfunzioni urologiche vengono curate con le piante e i rimedi fitoterapici. La dieta deve essere una vitale ed alcalinizzante. Dunque i primi alimenti da tagliare fuori sono gli insaccati, le carni, i grassi, i dolci, i cibi a lenta, complessa e debilitante digestione, dove il corpo impiega molto tempo a processare, come latticini, dolci, farine bianche. Meglio non salare se non al minimo le pietanze, non cuocere per troppo tempo gli alimenti, per non privarli delle loro proprietà. Tutta la frutta e tutte le verdure crude sono più o meno alcalinizzanti. I carotenoidi includono carote, arance, agrumi, zucche, verdure a foglia verde, albicocche, meloni, pomodori e peperoni. Le melanzane poi sono un alimento straordinario e rimineralizzante, prezioso contro la ritenzione urinaria.

UNA VESCICA CHE NON SI SVUOTA DIVENTA TERRENO PER FUNGHI E PARASSITI

Olii essenziali e polisaccaridi posseggono azione riequilibrante sul sistema ormonale maschile, azione antinfiammatoria e diuretica, tutti utili nell’ipertrofia prostatica benigna dove predominano al primo stadio i disturbi urinari (disuria) e, al secondo stadio, la progressiva ritenzione urinaria, per cui la vescica non si svuota mai completamente, ma rimane sempre un residuo, ambiente perfetto per la proliferazione di microbi, di funghi e di parassiti. Ovvio che contro i parassiti servono semi di zucca, aglio, peperoncino, zenzero, menta, miele grezzo e semini vari.

PROPRIETÀ ANTISETTICHE DELL’UVA URSINA

L’uva ursina può essere considerata un antisettico assai attivo da utilizzare ogni qualvolta vi sia un’infiammazione o infezione a livello delle vie urinarie. Esercita un’azione antibatterica, anti-infiammatoria e calmante, attenuando il dolore e lo stimolo continuo della minzione. Può essere prescritta in caso di prostatite, cistite acuta e cronica, nell’uretrite, nella colobacillosi. Tra gli antisettici delle vie urinarie vanno inclusi l’olio essenziale di bacche di ginepro e l’olio essenziale di eucalipto.

RITENZIONE URINARIA E RITENZIONE IDRICA

Non si deve confondere la ritenzione urinaria con la ritenzione idrica, dove siamo davanti a un accumulo di liquidi negli spazi interstiziali che può causare gonfiori ed edemi di varia natura. Stiamo sempre parlando dell’apparato idrico del corpo, anche se nel primo caso si ha un intenso stimolo a urinare ma si è impossibilitati a svuotare realmente la vescica per ragioni infettive, infiammatorie, farmacologiche e neurologiche.

CAMMINATE REGOLARI E NUOTO TRA LE MIGLIORI ATTIVITÀ FISICHE

Tuttavia, in entrambi i casi vale la prevenzione. L’attività fisica gioca un ruolo fondamentale. Anche solo una tranquilla passeggiata di almeno un’ora al giorno riattiva in modo efficace la circolazione venosa e linfatica. Molto utile il nuoto, grazie al fatto che il corpo rimane orizzontale e i liquidi non vengono spinti verso il basso. Sono invece controindicati la corsa, lo spinning e tutti quegli sport che prevedono frequenti impatti del piede sul terreno, tipo tennis, pallavolo e basket. Procedere spesso in punta di piedi aiuta a stimolare la circolazione ed il ritorno venoso.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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