SALE MARINO E SALE HIMALAYANO

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +

LETTERA

ARTICOLO DI GIANAZZA SUL CLORURO DI SODIO

Egregio Valdo, conoscendo benissimo la sua posizione espressa più volte riguardo all’uso di ogni tipo di sale di qualsiasi colore e provenienza, gradiremmo però sapere un suo parere riguardo all’articolo che segue pubblicato da Luciano Gianazza a proposito del sale rosa dell’Himalaya (fonte: http://www.ehretismo.it/il-sale-dellhimalaya).

L’IMPORTANZA DEI VALORI VIBRAZIONALI

Conosciamo bene la sua posizione sui minerali organici ed inorganici, che condividiamo in toto, ma conosciamo anche bene l’importanza dei valori vibrazionali di quanto ingeriamo (vedi scala Simoneton, che lei cita spesso e volentieri).

POTERI IONIZZANTI E MAGNETIZZANTI

Ora quest’ultimo punto non potrebbe essere a favore del sale rosa himalyano per ciò che riguarda il suo potere “ionizzante” e al suo quantitativo energia solare magnetizzante (vibrazione) immagazzinata in 250 milioni di anni?

DIFFUSO CONSENSO

Solo uno spunto per capire meglio, in quanto in giro si trovano numerosi ricerche ed esperienze a favore di questo sale, nonchè diversi libri, di cui uno citato anche dallo stesso Gianazza.

RICHIESTA DI UN COMMENTO SU QUESTO IMPORTANTE TEMA

Le lasciamo l’articolo con il punto di vista di Gianazza, sperando che lei possa scrivere una delle sue tesine, approfondendo proprio specificatamente il discorso sul sale rosa himalayano. Ci interessa in particolare il suo parere sul presunto o veritiero potere ionizzante, a livello di contenuto vibrazionale. La ringraziamo in anticipo con grande stima.
Energia Divulgativa

*****

RISPOSTA

CONSIDERAZIONI SALUTISTICHE GENERALI CONDIVISIBILI

“Le persone sane e gioiose hanno un volto luminoso, a differenza dell’aspetto rabbuiato di una persona malata. La luminosità è dovuta all’irradiazione o oscillazione generata dal corpo in perfetta salute. Spirito e corpo si influenzano reciprocamente”

esordisce Gianazza nell’articolo inviatomi, e fin qui tutto va bene.

QUALCHE DETTAGLIO VA RIVISTO DI SICURO

“Possiamo quindi considerare il sale un alimento, alimento da consumare in piccole quantità per integrare gli alimenti principali, a condizione che sia il sale naturale composto da 84 elementi”

è la sua frase successiva, e già troviamo qualcosa da condividere (vedi quantità minime) e qualcosa da contestare (vedi definizione di sale come alimento naturale).

LA RAFFINAZIONE COMPORTA SEMPRE ULTERIORI DANNI

Il suo articolo mette poi nel giusto risalto i danni della raffinazione, che porta a un cloruro di sodio disarmonico ed aggressivo, e passa infine alla esaltazione finale del sale rosa o nero o comunque colorato dell’Himalaya, dotato di grandi poteri ionizzanti.

UN GROSSO BUSINESS PLANETARIO

Ovvio che quando esiste un grosso business impiantato attorno ad una qualsiasi sostanza, esiste una certa unanimità di giudizi positivi, per cui diventa non solo difficile ma anche antipatico andare contro corrente. Vai dopotutto non solo a contrastare un filone commerciale, ma anche a disturbare una convinzione, ad incrinare una illusione, a spoetizzare una bella fiaba. Purtroppo mi capita spesso di dover assumere questo scomodo ruolo. Diventi il bastian contrario della situazione. Sottolineo tuttavia che quando c’è unanimità granitica su un alimento che alimento non è, rilevo puzza di bruciato.

IN OGNI CASO PARLIAMO DI UN VELENO DA ESPELLERE

Pur non avendo i mezzi tecnici per verificare strumentalmente il presunto potere ionizzante delle salgemme colorate di alta montagna, mantengo l’opinione che qualsiasi tipo di sale, povero o ricco, proveniente dalla Boemia o dal Nepal, composto da 84 o da 200 ed oltre elementi, non è affatto da considerare come alimento ma piuttosto come veleno da espellere dal corpo. Ed è in ogni caso un discorso tra danni e benefici che deve sempre prevalere. Anche fosse vera la questione vibrazionale, cosa che non mi convince affatto.

GLI ALIMENTI SUPERIORI DELL’INGEGNER ANDRÉ SIMONETON

Posso ribadire che gli alimenti conservati, 200 anni o 200 milioni di anni non conservano vitalità alimentare. Gli alimenti per i quali l’essere umano è biologicamente predisposto sono quelli che hanno il maggior quantitativo di acqua biologica, di enzimi e di vitamine, e quindi di vibrazione energetica. Quelli che Simoneton inseriva tra gli alimenti superiori di prima categoria, vale a dire frutta, verdura, noci e cereali. Non a caso Simoneton guadagnò una salute di ferro e una salute mai prima sperimentata, captando vitalità dalla frutta acquosa e dalle verdure crude.

CIBI SANI AD ALTISSIMA RADIANZA PER EHRENFRIED PFEIFFER

Importantissimo studiare l’opera del dr Ehrenfried Pfeiffer (1899-1961), biochimico tedesco e seguace del grande scienziato-filosofo croato-austriaco Rudolf Steiner.

“La vita pulsa in modo genuino dal cibo, dal suolo e dalle vitamine vive. Non certo dai minerali inorganici, dalle vitamine sintetiche e dai prodotti chimici. Mediante la cromatografia, Pfeiffer ha dimostrato che la vitamina-C sintetica è totalmente diversa dalla vitamina-C della rosa canina. L’acido ascorbico da laboratorio è infatti privo di valore biologico vitalizzante. E l’uomo si deve nutrire con cibi sani ad altissima radianza, ossia frutta, verdura, semi oleosi crudi, legumi freschi e cereali cotti a basse temperature”.

L’OPINIONE DI HERBERT SHELTON

Nel suo incomparabile testo “The Science and Fine Art of Food and Nutrition”, Herbert Shelton dimostra di avere le idee assai chiare in proposito. Gli agricoltori usano il sale come potente insetticida, a dimostrazione di quanto ingiuriosa sia questa sostanza. Ognuno di noi può provare in proprio gli effetti micidiali del sale. Il sale, da dovunque esso provenga, è un potente irritante. Se ne mettiamo una minuscola parte in un occhio corriamo il rischio di restare accecati. Messo su una ferita brucia i tessuti. Ingerito nel corpo ha gli stessi effetti caustici. Un mezzo cucchiaio di sale dato a un bambino o comunque a un non-consumatore, gli aumenta istantaneamente il battito cardiaco di oltre 10 battiti al minuto.

INEQUIVOCABILI DANNI

Il corpo non lo utilizza e non lo assimila ma lo subisce. Tant’è vero che viene espulso attraverso reni e pelle nella stessa formula con cui era entrato. In caso di Bright’s disease o di nefrite cronica, il sale incrementa l’edema e l’idropisia o la ritenzione idrica. Nelle malattie reumatiche tende ad aggravare le condizioni patologiche. È dimostrato che l’eliminazione dell’acido urico dal corpo viene impedita dal sale. Il sale aumenta l’ipertensione. Ha effetti irritanti-stimolanti sulla mucosa intestinale per cui induce rapida peristalsi ed ha effetti lassativi-purganti, ovvero irrita l’intestino.

PERVERSIONE E MASCHERAMENTO DEGLI AROMI NATURALI

Il sale maschera i sapori naturali del cibo e apporta confusione nel lavoro di adattamento dei succhi gastrici ai vari tipi di cibo ingerito. In questo senso non solo perverte la degustazione ma anche danneggia la digestione. Non esiste ombra di dubbio sulla responsabilità del sale nell’aggravamento della ritenzione idrica. Il cloruro di sodio in particolare ha effetti paralizzanti su entrambi i reni e sul sistema uretrale, e tutti sappiamo quanto importante sia il corretto funzionamento dell’apparato renale. Il sodio inorganico è distruttore di vitamine, distruttore di pepsina nei succhi gastrici, nonché neutralizzatoore dell’acido cloridrico.

L’OPINIONE DEGLI AUTORI DI FIT FOR LIFE

Nel best-seller “Fit for Life”, Harvey e Marylin Diamond parlano del sale e dei danni che provoca. Già il fatto che gli Egiziani lo usassero per imbalsamare i morti, dovrebbe farci riflettere. Nella sola America si consumano annualmente 500 milioni di pounds/anno (250 milioni di chili circa), e lo troviamo dappertutto, persino nel cibo per l’infanzia, nonostante tutti conoscano i gravi danni al sistema renale e al rischio dialisi.

L’OPINIONE DI RALPH CINQUE

Nel suo eccellente “Quit for good” (Smetti per sempre), Ralph Cinque, elenca il perché vadano evitati tutti i tipi di sale.

  • Il sale è un irritante.
  • Il sale sovraccarica il corpo di sodio. La persona media consuma dieci volte più sodio di quanto gliene serva.
  • Il sale perverte i delicati equlibri esistenti tra ghiandola pituitaria, adrenali e sistema renale.
  • Il sale causa ritenzione idrica, provoca gonfiore agli occhi, causa gonfiori intestinali e gonfiori alle caviglie.
  • Il sale causa ipertensione e ci rende vulnerabili alle malattie cardiache e all’infarto.
  • Il sale irrita e indurisce le membrane.
  • Il sale perverte i sensi del sapore.
  • Il sale rende il sangue salato, le lacrime salate, il sudore salato.
  • Il sale altera il perfetto equilibrio sodio-potassio nel corpo, guadagnato mangiando cibi freschi e naturali. Dal momento che non ci alimentiamo con potassa da cava, non c’è bisogno che ci alimentiamo con sodio da cava.
  • Il sale è causa di carcinoma gastrico chiamato adenocarcinoma anaplastico allo stomaco.

L’OPINIONE DI ROSS HORNE

L’autore australiano di “The Health Revolution” non ha alcun dubbio. È totalmente fuoriluogo includere il sale nella lista alimentare. Trattasi di una dannosa sostanza irritante che porta a pressione alta, a malattie cardiovascolari, a danni renali, a gonfiori, ad artrite, ad emicrania e a diverse forme di cancro. Ma il peggior danno del sale è quello di inibire gli enzimi, che è poi il motivo per cui il sale funziona come preservante.

FACILI DA INGERIRE E DIFFICILI DA MANDAR FUORI

Che si tratti di sale marino, o di sale montano, non fa differenza. Se si chiama poi MSG o monoglutammato di sodio, usato come esaltatore di sapidità per i soggetti che hanno compromesso la loro sensibilità gustativa, è una sostanza non raccomandabile. I sali sono tutti facili da ingerire, ma poi sono difficili da espellere in quanto il corpo non possiede gli strumenti adatti per farlo. D’altra parte il sodio organicato si trova abbondante nella frutta e nei vegetali crudi.

ENORMI DANNI ALLA CIRCOLAZIONE

Chiaro che il sale produce sete e disidratazione, e che questo porta a maggiore viscosità sanguigna. Il gonfiore non solo ostacola il trasferimento di ossigeno alle cellule ma esercita pure pressione sulla fitta rete dei capillari, impedendo ulteriormente la circolazione.

ATTIVAZIONE DEL SISTEMA RENINA-ANGIOTENSINA

Paradossalmente, tutto l’eccesso di sale viene eliminato con le urine o con il sudore. In pratica si butta via. Tuttavia, prima di essere eliminato dal corpo, il sale fa in tempo a danneggiare severamente il nostro organismo. In quale modo? Le molecole di sodio si legano a quelle di acqua, per cui più sale introitiamo, più acqua tratteniamo nel sangue. E questa acqua tende ad alzare per motivi la pressione delle arterie. Esiste però anche un altro meccanismo più importante. L’eccesso di cloruro di sodio interferisce con i meccanismi che nel rene regolano la pressione, attivando il sistema renina-angiotensina.

SALE A PIOGGIA SUGLI ALIMENTI ED ACE-INIBITORI ALLA FINE DEI PASTI

Molti dei farmaci che le persone ipertese assumono ogni giorno, gli Ace-inibitori e i sartanici, servono proprio a disattivare questo sistema di segnalazione ormonale. È paradossale, ma milioni di persone in Italia prendono una pillola o due dopo pranzo solo per disattivare quel sistema che, a pranzo, hanno attivato aggiungendo sale a pioggia sugli alimenti.

DANNI PER TUTTI E IN PARTICOLARE PER CHI SOFFRE DI INSUFFICIENZA PANCREATICA E RENALE

L’ipertensione arteriosa contribuisce più di ogni altro fattore all’insorgenza di infarto miocardico, alle nefropatie, alle malattie vascolari degli arti inferiori, agli ictus cerebrali e al deterioramento cognitivo.
Riducendo il sale nella sua dieta, una persona può puntare a ridurre di 5-10 mm/Hg la sua pressione sia massima che minima. Non è affatto poco se si considera che bastano 20 mm/Hg in più per raddoppiare il rischio di infarti e ictus. Dopo l’astensione dal fumo e l’esercizio fisico continuativo, la riduzione del sale è la cosa migliore che una persona può fare per se stessa, afferma il prof Mannucci, docente di Endocrinologia all’Università di Firenze. A maggior ragione se ha problemi di diabete e di ricambio idrico.

IL SALE, RAFFINATO O HYMALAIANO, NON SERVE AL CORPO UMANO

Ridurre il consumo di sale non ha nessuna controindicazione fisica ed è più facile di quel che si potrebbe pensare. Dopo i primi giorni il gusto si abitua e non rileva più il fabbisogno gustativo.

SUGGERIMENTI PER DETOSSIFICARSI DAL SALE

  • Non portare la saliera in tavola.
  • Salare l’acqua della pasta con un cucchiaino piccolo e non con le mani.
  • Non usare mai il dado per brodo.
  • Ridurre drasticamente il consumo di conserve industriali
  • Non raddoppiare il sale. Se lo abbiamo usato in cottura non usiamolo nel condimento.
  • Condiamo la verdure e gli altri alimenti, dove è necessario, con senape o salsa di soia che contengono comunque meno sale.
  • Evitiamo tra i prodotti in commercio quelli che nell’etichetta non evidenziano chiaramente la presenza di sale e, fra gli altri, scegliamo quelli con la minore presenza di sale.
  • Il sale integrale è meglio comunque di quello raffinato da cucina.
  • Educhiamo tutta la famiglia a seguire queste abitudini.

DIETE ABOMINEVOLI PER GENTE CORROSA DAL SALE

Che dire poi delle diete implicanti cibi cotti e di provenienza animale, necessariamente carichi di sale? Pur essendoci una lista nera di morti eccellenti in America e in Europa, si continua a parlare di Dieta Mediterranea, di Dieta a Zona, di Dieta Dukan e di dieta Gruppi Sanguigni, soluzioni cervellotiche e profondamente aberranti, ottime come distruttrici di salute e come sostegno alle multinazionali del farmaco.

UNA SFILZA DI CATTIVI ESEMPI

Dobbiamo imparare a guardarci intorno, giudicando anche dai risultati sul campo. J.I. Rodale (1898-1971) dirigeva la rivista Prevention, e scrisse “Rodale’s System for Mental Power and Natural Health”, esaltando carne, pesce, uova ed oli di ogni tipo, ma lasciò le penne per infarto. Stessa sorte per Gayelor Hauser (1895-1984) e per Adelle Davis (1904-1974), entrambi nutrizionisti celebri ed hollywoodiani, entrambi sostenitori di diete iper-proteiche ed iper-grasse, stroncati anzitempo da infarto e da cancro. Stessa clamorosa sorte per Robert Atkins (1930-2003). Stessa sorte per Michel Montignac (1944-2010). Stessa sorte per Carlo Cannella (1943-2011), docente alla Sapienza, presidente dell’Inran e sperticato sostenitore della Mediterranea. Stessa sorte per David Servan-Schreiber (1961-2011), guru degli Omega-3 da pesce al pari di Barry Sears. Pace alla loro anima, ovviamente.

GUARDIAMOCI INTORNO E SEGUIAMO I BUONI ESEMPI

D’accordo che tutti siamo destinati a lasciarci le penne prima o dopo, ma questa gente è finita nel peggiore dei modi insegnando cose sbagliate sia nei concetti che nei risultati. Impariamo allora da Essie Honniball, da Johanna Quaas, da Annette Larkins e da Karyn Calabrese, se davvero ci interessa la salute e la forma psico-fisica stabile e prolungata.

DIETE FALLIMENTARI PER PAESI SOTTOSVILUPPATI

La declamata dieta a Zona si è rivelata un grosso fallimento per chi ci ha creduto, e un grosso guadagno speculativo per Sears e per i produttori di capsule. Ha portato solo danni in Italia, con moltitudini di gente delusa e disorientata. Non ha rivoluzionato un bel niente e, quel che più conta, i giovani stanno diventando obesi, quanto e più dell’America stessa. La difendono ancora i professionisti delle palestre, i personal trainers del body-building, i negozianti degli integratori, i cacciatori di tonni-delfini-balene, i dietologi che l’avevano sposata 10 anni fa e che continuano per pigrizia mentale e per forza d’inerzia a difenderla.

LASCIA AL MANGIONE LA SUA BISTECCA E IL BUSINESS NON TI MANCHERÀ

Non è così semplice ammettere i propri errori di scelta e di percorso. Se dai al mangione la possibilità di continuare col pesce e le bistecche come piace a lui, il successo non ti volterà facilmente le spalle. Tiri via quattro spaghetti dalle solite abitudini che avevi. Nella pizza lasci fuori la parte farinacea esterna e ti gusti la parte centrale con funghi e prosciutto, o con olive e tonno. Ti prendi 6 capsule di olio di balena e di pesce, e sei a posto. L’importante è che tu tenga sempre in tasca degli hamburger e delle pastiglie di eicosanoidi Omega-3, da mescolare col grappolo d’uva o col melone in caso di necessità, visto che i cibi crudi, naturali, acquosi e innocenti sono una maledizione per il zonismo di Barry Sears.

LE FACILI FORTUNE ITALIANE DI BARRY SEARS

Il giudizio della comunità scientifica americana è drasticamente negativo. La disaffezione verso Sears è semplicemente totale. Nessuno prende in considerazione Sears, e chi lo fa esprime giudizi stroncanti. I libri di Sears riempiono i bidoni delle immondizie. Del resto, se Sears avesse davvero trovato la formula magica per la salute e il vero controllo stabile del peso, avrebbe ricevuto da tempo il Nobel. Però non è detto. Lo ha ricevuto Montagnier, per un virus immaginario, potrebbero darlo anche a lui per un eicosanoide altrettanto cervellotico. La AHA, American Heart Association, contesta duramente con dati alla mano tutte le posizioni di Sears, visto che le diete basate su frutta e verdura in abbondanza, cereali e noci, provano da sempre di essere il meglio per il cuore, senza bisogno di alcuna integrazione.

IL PARERE DEL DR FONTANA

Come tutte le diete dimagranti, la zona vale solo nel breve periodo, dove ti fa perdere 7 chili la prima settimana, consistenti soprattutto di acqua, similmente a tutte le diete dimagranti. Il dr Luigi Fontana del Dipartimento di Sanità Alimentare, sostiene che l’unico modo per mantenere la linea nel lungo periodo è adottare uno stile di vita sano, cioè mediterraneo, per cui occorre un approccio sistemico, adottando abitudini virtuose tutti i giorni della propria vita, e non a periodi. Occorre abituare corpo e mente a percepire ciò che è giusto e sbagliato, ciò che è sano e non sano. Questo si chiama ragionare.

GRUPPI SANGUIGNI E DUKAN

Identico discorso per la dieta a Gruppi Sanguigni, sonoramente bocciata dalle donne asiatiche che furono le più fanatiche sostenitrici di D’Adamo. Più una presa in giro che un serio discorso nutrizionista. Ma un paese colonizzato e disorientato come l’Italia diventa terra di conquista per qualsiasi venditore di fumo, di sale, di integratori e di caffeina. Ne sa qualcosa Pierre Dukan, abile ripropositore della dieta Atkins.

OGNI TIPO DI SALE È DA SEMPRE NEMICO DELL’UOMO

Un buon apporto di alghe, sedano, prezzemolo, salvia, rosmarino, timo, basilico, origano, crescione, rucola, rape, bietole, tarassaco, cavoli, olive, peperoncino rosso, ravanelli, carota, succo di cocco, funghi, radicchio, meloni, e saremo a posto col sodio organicato. Alla fine, si deve sempre fare un conteggio concreto tra benefici e danni, tirando le somme. Se si può accettare delle minime dosi per insaporire i cibi e venire incontro al nostro palato compromesso e ai nostri gusti pervertiti e salinizzati, diventa invece gravissimo indulgere in prodotti carichi di sale nascosto. Pensiamo ai formaggi, ai grana, ai prosciutti, agli insaccati, e a una lunga serie di cibi e bevande che, privi di sale, non troverebbero alcuna collocazione sul mercato. Sale amico o nemico dell’uomo? Direi nemico, ed anche acerrimo.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

Condividi con i tuoi amici.

1 commento

  1. Fui costretto a gettare del sale,anni fa, nel campo del vicino; il quale pretendeva di far venire su le zucchine prima delle mie. In quella occasione la ebbi vinta. Poi però mi sentii in colpa e glie ne vendetti alcune, anche se a prezzi maggiorati. ( Da noi si dice:roba de campagna….chi fa prima se la magna!)