STATINE, DANNI MITOCONDRIALI E MIRACOLOSE ANTOCIANINE

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LETTERA

COLESTEROLO ALTISSIMO NEI FIGLI E NEL PADRE

Caro dr Valdo. Ho letto con interesse le ultime tesine sul colesterolo. I miei due figli di anni 43 e 45 hanno sempre avuto il colesterolo altissimo, eredità paterna. I loro valori stanno intorno ai 360-370. Il padre che ha 71 anni è stato operato 20 anni fa con 6 by-pass. Da allora prende le statine e i valori sono ora normali.

SENZA LE STATINE I VALORI DEL COLESTEROLO SCHIZZANO ALLE STELLE

Il figlio maschio pure prende le statine da 10 anni, ha provato a smettere ma il valore è schizzato alle stelle, ora è nella norma. Mia figlia non ha mai preso farmaci, se non qualche lecitina di soia (assolutamente inutile). I medici dicevano che in età fertile le donne sono protette, ma ora si avvicina per lei la menopausa e certamente le verranno prescritti gli stessi farmaci.

PREOCCUPAZIONI E RICHIESTA DI EFFICACI ALTERNATIVE

La lettura dell’ultima tesina sui danni delle statine mi ha molto spaventata. Che dobbiamo fare? Non è facile ignorare dei valori simili! Mia figlia ha tre bambini, la più piccola (adottata) ha solo quattro anni, e ha tanto bisogno di continuare a star bene. Un suo saggio parere mi sarebbe molto utile. Grazie.
Liliana

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RISPOSTA

DISTRUZIONE ACCERTATA DEL COENZIMA Q10

“Finalmente la verità viene a galla”, leggo sul sito Euro-salus. Un ottimo articolo mette in chiara evidenza le connessioni tra le statine e precisi danni cellulari. Provate a pensare di camminare per la strada e che qualcuno, improvvisamente, vi metta una maschera sul viso, bella ed elegante, ma in grado di ridurre il passaggio dell’aria fino a potere respirare solo il 40% della vostra quantità usuale di ossigeno. È quello che avviene con le statine. Anche se il loro uso può portare dei vantaggi in determinate condizioni di emergenza, esse determinano una riduzione della funzione mitocondriale.

COMPROMESSA LA PRODUZIONE DI ENERGIA NEL CORPO

I mitocondri sono i veri “polmoni” della cellula, oltre che dei micro-forni cellulari produttori di energia. Le statine comportano pesante riduzione della produzione di Coenzima Q10, il coenzima che consente alla cellula di trasformare l’energia e che in fondo ci permette di vivere. Il Coenzima Q10 è una delle sostanze più importanti del nostro organismo, ed è infatti coinvolto in tutte le reazioni di trasformazione dell’energia.

IL CASO LIPOBAY DELLE BAYER È ILLUMINANTE

Qualcuno ricorda il caso del Lipobay? Si trattava del farmaco di punta (2001) della Bayer per il trattamento delle ipercolesterolemie. Disgraziatamente provocò il decesso di numerose persone, colpite da rabdomiolisi (una lesione delle cellule muscolari, sia del cuore che dei muscoli) e poi dalle sue complicanze, e venne ritirato con clamore dal commercio. I danni provocati dalle statine dipendevano e dipendono dal furto di Coenzima Q10 determinato da questa classe di farmaci. Quando nei foglietti illustrativi delle statine viene detto che si possono sentire dei dolori muscolari, e la cosa viene ritenuta normale, si deve pensare che quello è già il segnale di una iniziale rabdomiolisi, cioè di una lesione delle cellule muscolari.

I CARDIOLOGI NON HANNO PIÙ SCUSE

È di pochi giorni fa la pubblicazione su una delle più importanti riviste mondiali di cardiologia, di questi fatti che già venivano segnalati e paventati da molto tempo, ma che oggi finalmente vengono presentati anche da una rivista di prestigio internazionale. Nessun cardiologo o medico di base, d’ora in avanti potrà fare finta di non conoscere questa realtà.

IL Q10 FA VIVERE E RESPIRARE LE CELLULE

Il Q10 è un cofattore essenziale per la produzione di energia attraverso i mitocondri. In parole povere fa respirare la cellula. A fronte di un possibile beneficio immediato, le statine possono quindi provocare un danno cronico e persistente. Vista l’importanza del Coenzima Q10 e la vasta utilizzazione fatta delle statine a livello mondiale, i due aspetti possono determinare effetti devastanti su una vastissima parte della popolazione, con effetti cronici che rischiano di essere passati sotto silenzio.

SERVONO ALTERNATIVE NATURALI

La reintegrazione con Coenzima Q10 riduce significativamente, e in modo soddisfacente i dolori presentati da chi assume questi farmaci, ma con gli integratori non si va lontano. Una scelta ragionata prevederebbe invece, al posto dei farmaci, un sano atteggiamento dietetico, e un supporto, con altre sostanze antiossidanti, alla azione del Coenzima stesso (basti citare il resveratrolo, il picnogenolo, l’inositolo, la vitamina E, il Selenio e la Vitamina C).

POLIFENOLI E ANTOCIANINE

Nell’ottimo sito Dietaland (http://www.dietaland.com/mirtilli-antitumorali-anti-age/18440/), si evidenzia giustamente l’importanza dei polifenoli. Le antocianine sono pigmenti viola presenti in molti frutti di bosco. Fanno parte dei flavonoidi, ma a differenza dei flavonoidi gialli (rutina) hanno struttura molecolare completamente diversa. Il mirtillo è un classico. Le sue antocianine sono usate anche in terapia per aumentare la resistenza capillare e nelle retinopoatie degenerative. Nell’ultima guerra i piloti americani assumevano la confettura di mirtilli per aumentare la visione notturna. Ma moltissimi altri frutti di bosco presentano antocianine anche in maggiore quantità, pensiamo alla mora.

REGINE DELL’OSSIGENAZIONE CELLULARE

Le antocianine attivano la catena mitocondriale dell’ossigeno promovendo maggiormente per la cellula un ossigenazione aerobica in contrasto di quello che fa il tumore che salta i mitocondri e si avvale di una glicolisi anaerobica. In pratica le antocianine impedirebbero questo processo, causando di conseguenza un blocco della crescita tumorale e un impedimento alla diffusione metastatica.

MIRTILLI E POMODORI VIOLA ANCHE IN FUNZIONE ANTI-CANCRO

La quantità di antocianine che necessitano perchè scattino questi meccanismi deve essere doppia di quella che si usa comunemente nella terapia per aumentare la resistenza capillare, cioè intorno alle 100 mg se si parla di antocianine del mirtillo. 100 gr di mirtilli presentano 20 mg di antocianine, per cui per arrivare alla dose di 100 mg si ricorre a prodotti di estrazione. Viste queste proprietà delle antocianine gli istituti oncologici di mezzo mondo hanno pensato di ovviare all’incapacità di reperire antocianine dai frutti naturali inserendo il gene delle antocianine nei pomodori, creando in tal modo i pomodori viola.
Ed in effetti ci sono riusciti. I pomodori viola sono infatti giunti sul mercato, anche se necessitano in ogni caso di ulteriori verifiche come tutti i frutti transgenici, ma se arrivassero, avremmo la possibilità di apportare con un paio di pomodori, una quantità sufficiente di antocianine per prevenire i tumori.

FRUTTI DI BOSCO, SAMBUCO, EBBIO, UVA FRAGOLA

Oltre ai mirtilli quali sono i frutti di bosco più ricchi di antocianine? Il sambuco nero è ricco come il mirtillo 20 mg su 100 gr. Le more, 15 mg su 100 grammi. Il ribes nero, 40 mg su 100 gr. Il sambuco ebbio è il più ricco in assoluto tanto che, pestandolo, si può fare un buon inchiostro che era molto apprezzato dai romani. Contiene però una certa quantità di acido cianidrico, invece con l’ebollizione l’acido cianidrico se ne va e resta una grande quantità di acido valerianico, non tossico, ma lassativo. Ebbene il sambuco ebbio contiene 120 mg di antocianine per cento grammi. Anche la comune uva nera è ricca di antocianine. Se la comune uva contiene 5 mg di antocianine per cento, l’uva fragola contiene addirittura le stesse quantità del mirtillo, 20 mg per cento e si può fare un ottima confettura dal sapore delizioso.

ANTOCIANINE ANTI-DIABETICHE, ANTI-PLACCA E AIUTO PER CUORE E MECCANISMI IMMUNITARI

Altre proprietà delle antocianine sono 1) Anti-diabetiche. È per questa proprietà che le confetture con antocianine non sono sconsigliate ai diabetici. 2) Anti-placca ateromasica, proprietà che supera addirittura quella degli eicosanoidi (acidi grassi dalle mandorle e dai pinoli), delle vitamine-C (guava, arancia, peperoncino, acetosa, broccoli, crescione, agrumi, kaki, fragole, papaia, cavoli, mango, tarassaco) e vitamina-P (flavonoidi). Possono prevenire i danni della parete arteriosa e accelerarne la riparazione. Se non c’è danno di parete, nessun grasso, per quanto saturo, può depositarsi sulla parete. Infatti, il presupposto perché si formi una placca è che ci si formi un danno di parete o che questa venga lesa dai radicali liberi o da altro. 3) Cardio-protettive. 4) Pro-immunitarie.

FRUTTI DI BOSCO E UVA SCURA DA MATTINO A SERA

Con tutte queste proprietà vale veramente la pena di mangiare costantemente frutti di bosco. Consigliabile soprattutto l’uva fragola per fare confetture, con zero quantità di zucchero Si usino pari quantità di zucchero, e si versi il liquido ancora bollente in vasi di vetro per confetture, chiudendo subito il vasetto. Idem con mirtilli, more di rovo e di gelso, più succo d’uva come dolcificante.

PER IL SELENIO STARE LONTANI DALLE SOZZURE DEI MACELLI

Per il selenio, stare lontani da pesce, carne, fegato, frattaglie, consigliati da nutrizionisti incompetenti e privi di buon senso. A parte la sinistra spettacolarità dei loro elenchi, dove non mancano rospi, rane e struzzi, pare che ignorino totalmente il fatto che queste vomitevoli delizie devono essere cotte, con rovina del selenio ivi contenuto. Ottimo selenio organicato si trova nel girasole, germe e crusca di grano, zenzero, avena, opro, pop-corn, fagioli, lenticchie, ceci, funghi prataioli, pomodori maturi, crote, patate, zucchine. Per l’inositolo, agrumi, meloni, noci e frutta in genere.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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