TUMORE AL CERVELLO IN FASE TERMINALE

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LETTERA

È POSSIBILE UNA GUARIGIONE NEI CASI GRAVISSIMI?

Salve Valdo. Volevo chiederti un consiglio. Un mio parente è affetto da un tumore maligno al cervello e ormai sembra che sia arrivato alla fine. Non reagisce più agli stimoli esterni. Il medico afferma che è entrato in coma. Da questa grave condizione è possibile la guarigione? Cosa si potrebbe fare. Grazie.

Domenica

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RISPOSTA

FINCHÈ IL CUORE BATTE È VIETATO IPOTIZZARE SENTENZE ESTREME

Ciao Domenica. Ovvio che nessuno al mondo può dare una risposta. Nemmeno io sono in possesso della magica sfera di cristallo. In linea di principio una persona non deve mai essere data per spacciata fino a quando il suo cuore batte. I fattori determinanti in questi casi estremi rimangono la funzionalità del fegato e degli altri organi vitali, la possibilità di riattivare il sistema immunitario, la capacità rigenerativa del corpo, lo spirito combattivo del paziente. Vai a leggere la mia tesina “Rimedi alimentari ed immunitari a tumore cerebrale” prima di continuare qui.

RIPORTARE IL PAZIENTE ALLA NORMALITÀ

Ovvio che, se il paziente è davvero entrato in coma, tutti i discorsi appena fatti perdono di efficacia. Bisognerà prima riportarlo lentamente in condizioni di normalità e di reattività, qualora esistano le condizioni reali per farlo, e su questo non sono in grado di esprimermi. Condizioni di normalità significa riaprire gli occhi, capacità di ascoltare e di capire, capacità di valutare e di condividere con fiducia quanto si sta facendo a suo favore.

IL CORPO DEVE RIACQUISIRE CAPACITÀ RIGENERATIVA

La lotta tra il vivere e il morire dipende tutta dalla alleanza tra la chimica antitumorale del corpo e la capacità immunitaria di distruggere il processo di sovra-crescita e di eventuale metastasi, e quindi della loro combinata forza di frenata e di inibizione nei riguardi di ogni processo di degenerazione e cdi cachessia eventualmente in corso. Questa forza positiva deve nel contempo eccedere e superare la capacità moltiplicativa delle cellule cosiddette maligne. Il più importante fattore non è tanto l’estensione del cancro in sé, ma piuttosto la capacità rigenerativa dell’organismo nel suo complesso.
Non scordiamo che ognuno di noi è dotato di un privilegio eccezionale che si chiama corpo autoguarente ed autoequilibrante.

NESSUN VIVNTE È ESENTE DAL RISCHIO DI MORIRE

Rischi di risultati controproducenti? La vita è un rischio per tutti, sani e malati, figurarsi per uno che è legato a un filo. Rafforzare il tema immunitario mediante sostanze vive ed energetiche, significa mettere le sorti di un paziente nelle mani sapienti e responsabili del suo medico interno. Un medico irreprensibile che non pratica rimedi parziali e raffazzonati ma va direttamente al dunque secondo la situazione concreta e reale. Gli stessi oncologi di prestigio non esitano ad affermare che la morte può di sicuro essere triste, in quanto si abbandonano almeno temporaneamente affetti, persone, cose, interessi. Ma affermano altresì che ci sono cose assai peggiori della morte. Una di queste è la chemio, regina dell’accanimento terapeutico.

L’IMMUNOCOMPETENZA DECIDE SUL DA FARSI

Se l’immunocompetenza interna si rende conto che non esistono possibilità di recupero, essa taglia corto e spinge il paziente verso l’exit, senza lasciarlo vittima di troppi dolori e di eventuali trattamenti medici a base di morfina e cose del genere, abbreviandogli le sofferenze in una specie di eutanasia logica e naturale. Se invece essa percepisce delle possibilità anche minime di ripresa, porta al contrario il soggetto alla ripresa ed alla remissione spontanea.

ALIMENTAZIONE NATURALE E PENSIERI SERENI ALLA BASE DI OGNI REMISSIONE SPONTANEA

Del resto, non ci sono soltanto le guarigioni ottenute da Max Gerson a fare testo. Esiste una ampia casistica a conferma che ci sono eccezionali ed impensati recuperi ed autoguarigioni, classificati come remissioni spontanee, anche se non sono mai estranei in tutto questo il fattore dietologico e il fattore psicologico, ovvero sostanze altamente digeribili come i succhi di frutta fresca e, nel contempo, pensieri sereni di autostima, di amore familiare e sociale, di autentica voglia di prolungare la propria avventura vitale nonostante tutto, giocandosi con fiducia e determinazione tutte le carte a propria disposizione.

ESTRATTI DI CAROTE ED ESTRATTI DI UVA COME STRUMENTI BASILARI

Tra i suggerimenti concreti e di provata efficacia sono il ricorso all’estratto di carote, ricco di acqua biologica, di minerali alcalinizzanti, di vitamine A-C-E-B, privo di sostanze deleterie e contraddistinto da alto grado di digeribilità, mescolabile volendo con succo di mela e succo di ananas. Altra soluzione mezzo litro di succo d’uva preferibilmente nera, o di ciliegia preferibilmente nera, o di mirtillo nero e rosso, o di succo di bietola rossa, o di papaia, o di crankberries. Il tutto da assumersi centellinando lentamente e con gusto. Il tutto in assenza assoluta di farmaci ed integratori. Qualora ci fossero delle cure di tale tipo in corso, bisognerebbe interromperle con accelerata progressione man mano che si avvia, in questo caso a piccoli passi e a piccoli sorsi, l’assunzione dei succhi sopra menzionati.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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