TUMOROSITÀ PROSTATICA E PENSIERI POSITIVI

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LETTERA

CANCRO MALIGNO ALLA PROSTATA

Ciao Valdo. Mi scuso per le domande. Tieni conto che da 2 mesi sono costretto a documentarmi in quanto mi è stato diagnosticato un cancro maligno alla prostata. Sto pertanto cercando strategie crudiste adatte a rafforzare il mio corpo. In particolare mi faccio delle ottime spremute d’arancia. Non solo deliziose ma anche ottima fonte di acido ascorbico, nota vitamina C antitumorale.

ARANCE INCOMPATIBILI COL GRUPPO ZERO?

Recentemente, in un forum ho sentito pareri negativi su agrumi e arance, che sarebbero incompatibili con chi ha il gruppo sanguigno “0”, apportando acidificazione e non alcalinizzazione. Io stesso ho un sangue 0-Rh positivo, e vorrei far luce su questo problema. Che ne pensi tu? Se non hai il tempo per spiegarmi il processo dei perché e dei percome, mi basta una semplice risposta tipo arance sì, si possono consumare, o arance no in caso contrario.

TEMPERATURE CORPORALI BASSE E CATAPLASMI DI VERZA

Inoltre, avendo una temperatura corporea che si aggira sui 35,5, massimo 36, desideravo chiederti se ci può essere una correlazione tra questo fenomeno e il cancro in atto, o se è una cosa nella norma.
Ultimo quesito. Gli impacchi di verza sulla zona della prostata potrebbero andare bene? E se sì, meglio foglie cotte o crude? Grazie mille per avermi letto fin qui. Buona giornata!
Ernesto

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RISPOSTA

PENSARE IN POSITIVO E USARE LINGUAGGIO POSITIVO

Ciao Ernesto. Innanzitutto un invito a usare una terminologia meno pessimistica, parlando di tumore o adenoma prostatico anziché di cancro, e lasciando stare il termine malignità. Se hai la voglia e la pazienza di seguirmi, troverai sul mio blog abbondante materiale informativo sulla prostata. Se l’organismo tende a procedere col rallentatore, qualche colpa la può sicuramente avere la tiroide.

IL PROBLEMA È TUTTO SOMMATO CHIARO E RISOLVIBILE

La prostata tende ad allargarsi ed a ingrossarsi nel maschio over-50, causando pressione e ostruzione nell’uretra, e quindi frequenza urinaria, dolori, ritenzioni idriche e altri problemi ancora. Il problema si contrasta efficacemente con dieta vitale e vegan-crudista tendenziale che dia prevalenza alla clorofilla fresca e ai bioflavonoidi, e che punti molto alla funzionalità digestiva-assimilativa-evacuativa, evitando in tutti i modi fenomeni tipo stitichezza e dissenteria.

RIMEDI NATURALI ALLA TUMOROSITÀ PROSTATICA

Particolare aiuto verrà da piante come cavolo, crescione, cavolfiore, cavolini di Bruxelles, semi di zucca-sesamo-lino-papavero, per l’alto contenuto di zinco, germe di grano, porro, aglio, cipolla (una cipolla cruda al giorno non sarebbe male), luppolo, ortica, malva, peperoncino, zenzero, aloe. Ottimi gli esercizi di contrazione e di rilassamento o stretching alternati che coinvolgono muscoli dell’area prostatica. Ottimi i semicupi alternati di acqua tiepida e acqua fredda. Utili le applicazioni esterne di foglie di cavolo e di cipolla grattugiata tra una foglia e l’altra.

UN FORTISSIMO SÌ ALLE ARANCE E SOPRATTUTTO ALLE TAROCCO DI SICILIA

Quanto alle arance, continua a consumarle regolarmente soprattutto nel periodo invernale dove abbiamo tra l’altro poche alternative valide. L’idea di collegare il proprio gruppo sanguigno a determinati cibi e non ad altri, non è molto diversa del collegare gli occhi blu alla ciliegia e quelli scuri alla castagna. Ideologia demenziale e anti-scientifica propagata da un dietista furbacchione e dequalificato di nome Peter D’Adamo.

PROVARE PER CREDERE

Pertanto arance sì, non perché te lo dico io, ma perché lo puoi e lo devi verificare di persona su te stesso. Impacchi di cavolo o di verza sempre positivi, meglio crudi ma buoni anche se leggermente cotti.

TEMPERATURA CORPOREA UMANA

Quanto alla temperatura corporea, fissata per convenzione e per battito cardiaco (70 pulsazioni al minuto) a 37 °C, trattasi di valore approssimativo, dal momento che la temperatura può variare sensibilmente da individuo ad individuo, ma anche nello stesso soggetto. L’uomo ha la capacità, entro certi limiti, di mantenere costante la propria temperatura corporea, nonostante le variazioni climatiche del mondo esterno. Tale equilibrio viene mantenuto grazie al fine bilanciamento dei processi di produzione, assorbimento ed eliminazione di energia termica.

DEFINIZIONE DI METABOLISMO BASALE

Il metabolismo basale, o BMR Basal metabolic rate, è il dispendio energetico di un organismo a riposo, e comprende l’energia necessaria per le funzioni metaboliche vitali (respirazione, circolazione sanguigna, digestione, attività del sistema nervoso). Rappresenta circa il 45-75% del dispendio energetico totale nella giornata. Il valore del metabolismo basale si esprime in chilocalorie.

REQUISITI PER IL CALCOLO DEL METABOLISMO BASALE

Per essere calcolato sono necessarie le seguenti condizioni dette basali:

  • Il soggetto deve essere a riposo, ma nello stato di veglia,
  • Deve essere a digiuno da almeno 12 ore,
  • Deve aver trascorso una notte riposante,
  • Non deve aver praticato alcuna attività fisica intensa nell’ora precedente alla misurazione,
  • Devono essere rimossi i fattori provocanti eccitazione fisica o mentale,
  • Poiché anche la temperatura ambientale influenza il metabolismo basale, il valore è normalizzato per una temperatura ambientale compresa tra 20 °C e 27 °C. Il metabolismo basale è influenzato da fattori individuali, nonché dal sesso e dall’età. Inoltre possono intervenire anche stati patologici, l’assunzione di farmaci, il regime alimentare, l’attività sportiva.

CALCOLO DELLA TERMOGENESI

Tra le principali fonti di termogenesi, o di produzione calorica, ricordiamo il metabolismo basale, l’azione dinamica-nutrizionale degli alimenti, l’attività muscolare, la liberazione di sostanze pirogene e lo stress emotivo. La dispersione del calore avviene per convenzione, conduzione ed irradiamento, ossia tramite sudorazione, respirazione, perspiratio insensibilis e condizionamento dell’ambiente.

TEMPERATURA RETTALE, ORALE ED ASCELLARE

Nel cavo orale si registra normalmente una temperatura compresa tra i 36,5 ed i 37,5°C. La temperatura ascellare ed inguinale oscilla tra i 36 ed i 37°C, risultando superiore di qualche decimo di grado in quest’ultima sede. La temperatura rettale, considerata la più rappresentativa, è solitamente pari a 37-37,5°C, circa mezzo grado superiore a quella orale. Quest’ultima va misurata a labbra chiuse e con il bulbo del termometro allocato tra la guancia e la gengiva o in sede sottolinguale.

MISURAZIONE TEMPERATURA ESTERNA MEDIANTE TERMOMETRO

Il termometro tradizionale va mantenuto in sede per almeno un paio di minuti. Analogo discorso a livello rettale o vaginale, mentre nel cavo ascellare, preventivamente asciugato dal sudore, va mantenuto a braccio addotto e con il bulbo aderente alla superficie cutanea, per almeno cinque minuti. La temperatura rettale si misura normalmente ad una profondità standard di circa 5 centimetri. Indipendentemente dalla sede in cui viene determinata, la temperatura corporea andrebbe misurata dopo circa mezz’ora di riposo assoluto.

VARIE TEMPERATURE CUTANEE

La temperatura degli strati superficiali della pelle è fortemente influenzata dalle condizioni ambientali e dal vestiario, specie alle estremità (mani e piedi). Per rendere l’idea, se la temperatura ambientale è di 20°C ed il vestiario leggero, solamente gli strati cutanei profondi di testa, collo, torace e addome mantengono l’omeostasi termica. A livello della coscia si registra invece una temperatura profonda di 34°C, che scende a 32°C a livello delle braccia e a 31°C a livello del polpaccio. Sugli strati cutanei più esterni la temperatura oscilla da 28°C (punta delle dita) a 36,5°C (temperatura ascellare).

TEMPERATURA CORPOREA E RITMI CIRCADIANI

La temperatura corporea varia durante il giorno, in maniera ciclica, secondo ritmi circadiani. I valori più bassi (temperatura basale) si registrano nelle prime ore del mattino, mentre quelli più alti vengono raggiunti nel tardo pomeriggio. In caso di lavoro notturno o di viaggi intercontinentali i ritmi circadiani subiscono importanti variazioni.

FEBBRE, IPERTERMIA E IPOTERMIA

La febbre è una elevazione della temperatura corporea al di sopra dei valori massimi normali, causata dall’alterazione del centro ipotalamico della termoregolazione. Nella sua presentazione più classica, la febbre è sostenuta dalla liberazione di particolari sostanze (citochine pirogeniche) da parte delle cellule immunitarie impegnate nella lotta contro sostanze estranee e nemiche. Sostanze che per la medicina convenzionale si chiamano microrganismi invasori, tipo batteri, virus e miceti, e che per l’igiene naturale si chiamano invece vaccini, farmaci, integratori, cibi abominevoli, stress, pensieri negativi. La febbre è preziosa in quanto favorisce l’eliminazione dei patogeni. L’ipertermia è una abnorme elevazione della temperatura. L’ipertermia abnorme elevazione della temperatura corporea, è tipica dell’ipertiroidismo e del colpo di calore.

IPOTERMIA

L’ipotermia è abbassamento della temperatura corporea al di sotto dei 35°C rilevata a livello rettale. Tra i possibili agenti causali rientrano l’esposizione protratta a temperature ambientali molto basse, come l’assideramento, l’alcolismo acuto, l’ipoglicemia, la cachessia, il mixedema e l’ipossiemia.

ALCOL DISSIPATORE TERMICO PIUTTOSTO CHE FATTORE RISCALDANTE

Un discorso a parte merita l’alcol, poiché provoca vasodilatazione ed aumento del flusso sanguigno cutaneo, aumentando di fatto la dissipazione termica. Bere alcol per riscaldarsi quando fa freddo non ha quindi molto senso, poiché contrasta con uno dei principali meccanismi termoconservatori, che è appunto la vasocostrizione.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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