A METÀ STRADA DI FRONTE ALLA CHEMIO

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LETTERA

ADENOCARCINOMA ENDOMETROIDE E INTERVENTI ACCESSORI

Gentile Dr Vaccaro, ho seguito il suo blog e non ho trovato notizie in merito al caso che mi trovo ora ad affrontare. Mia moglie di età 62 anni, è stata operata il 17/03/2014, con urgenza a causa di “Adenocarcinoma endometrioide G2 moderatamente differenziato dell’endometrio” rilevato da una biopsia con esame istologico. Nell’operazione sono stati eseguiti i seguenti interventi:  1) Isterectomia Piver I, 2) Annessiectoma bilaterale, 3) Linfoadenectomia pelvica, 4) Biopsia random, 5) Cistoscopia.

CHE FARE DI FRONTE ALLA CHEMIO

Ora siamo stati contattati dall’ospedale per avere un appuntamento con l’Oncologa per iniziare i cicli di Chemio: cosa mi consiglia di fare? Chiedo gentilmente una sua consulenza in merito a questo caso o un possibile consulto. La ringrazio in anticipo per la disponibilità. Cordiali Saluti.
Fernando

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RISPOSTA

OGNI SITUAZIONE PRESENTA ASPETTI PARTICOLARI

Ciao Fernando. Ovvio che ogni caso ha le sue caratteristiche e le sue problematiche. In questo senso dovrei rispondere a tutte le mail in arrivo e annoierei il mondo intero, lasciandoci pure le mie penne per esaurimento risorse.

LA SOLITA QUESTIONE DELLA SCELTA DI CAMPO

Comprendo benissimo il dramma di trovarsi a metà del guado e non sapere quale direzione prendere.
Siamo al solito grande problema della scelta di campo. La scelta di campo stava nel ricorrere alla tecnica interventistica medica o nel seguire la filosofia della non-cura sul sintomo. Sintomo che nel caso specifico è stato definito adenocarcinoima endometroide. La vostra scelta parla chiaro. Giusto o sbagliato che sia, vi siete fidati della medicina interventista senza pensarci sopra due volte.

LA CHEMIO È LA REGOLA IN CAMPO ONCOLOGICO

Bisognava comunque prevedere la questione della chemio e non farsi cogliere di sorpresa. La chemio dopotutto non è una stranezza. Al contrario essa fa parte integrale del menu chirurgico, al parti degli antibiotici, dell’eparina, del bisturi e di quanto altro accade regolarmente nelle sale operatorie di tutto il mondo. Essendo poi la tua compagna di vita in cura presso un determinato team sanitario-ospedaliero, ci sono anche questioni legali concernenti responsabilità sull’esito finale.

OVVIO CHE ESISTE ANCHE IL DIRITTO DI CAMBIARE OPINIONE, OLTRE CHE QUELLO DI RIFIUTARE ULTERIORI PROCEDURE INVASIVE

Rivolgersi a un filosofo della salute che sostiene a spada tratta la non-cura sul sintomo, e che ha pure pubblicato una tesina dal titolo “Tumore barriera e strumento del sistema immunitario“, oltre a decine di scritti sull’endometriosi, rappresenta una specie di ripensamento, un debordare dal campo prescelto.

UN CONTO È ASPORTARE IL TUMORE, E UN ALTRO CONTO È RIMUOVERE LA TUMOROSITÀ

Sinceramente parlando non so se rallegrarmi o intristirmi per una scelta del genere. Non so nemmeno dirti con sicurezza quanto essa sia logica e conveniente. So che siamo contro l’intera fase chirurgica dalla A alla Z, e in particolare contro la chemio. So che non sono i tumori e i cancri che vanno asportati, ma la tumorosità e la cancerosità del paziente, caratteristica confermata non a caso dalla recidività. In pratica torniamo sempre a quel problema fondamentale che si chiama tossicosi o impregnazione tossica, che rende il corpo fabbrica di anomalie, ostruzioni, acidificazioni, ritenzioni, infiammazioni, calcoli e tumori.

PRE-REQUISITO PER L’ATTECCHIMENTO TUMORALE

Il tumore non si sviluppa mai se prima non ci sono stati danni al fegato e alla milza, al sistema renale e al sistema linfatico. In linea generale, il pre-requisito per sviluppare una formazione tumorale è il fallimento parziale o totale del sistema immunitario.

SANGUE FLUIDO, VITAMINA C NATURALE E PENSIERO POSITIVO

Per guarire da qualsiasi malattia, e particolarmente da una situazione ai limiti, esistono precise condizioni. Sul piano fisico serve sangue fluido e dieta vivacizzante straricca di vitamina C naturale. Sul piano mentale serve pensiero positivo, niente ansie e tanta serenità nonostante tutto. Chiaro che le cure mediche non viaggiano su quel percorso.

NESSUNA SPINTA PER SCELTE COSÌ DELICATE

Per quanto mi riguarda, non sono in grado di assumermi responsabilità e di spingere chicchessia verso scelte anti-mediche in casi specifici come questo. Ovvio che la linea generale sia esattamente quella, senza sconti, senza remissioni e senza pentimenti. Sono un filosofo della salute che crede nel concetto di malattia amica e non nemica, nel concetto di tumori disgregabili per remissione spontanea associata a non interferenza coi meccanismi interni di guarigione. Sono un ricercatore che crede nelle diete tendenziali crudiste e nei digiuni accelerativi per provocare il blocco, la diminuzione e l’autolisi dei tumori, evitando ogni sorta di accanimento terapeutico.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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