I CEREALI COTTI FANNO BENE?

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LETTERA

Ciao V., ho conosciuto da poco i tuoi articoli e, nonostante alcune riserve, devo complimentarmi con te per il lavoro di pedagogia iniziatica che hai intrapreso.

Quanto scrivi è molto utile in quanto fa riflettere.

Mi chiamo Carlo, scrivo da Torino, sono iridologo.

Sto completamente d’accordo con te, provenendo da una matrice vegan-igienista di stampo costacurtiano, sheltoniano o jenseniano.

È mia priorità eliminare carne, pesce e prodotti animali, ma in modo graduale

Ritengo però che la gente che ci segue vada gratificata e incoraggiata, e non sempre bacchettata o mandata in depressione. Intendo dire che a volte si può ricorrere anche a cibo magari poco salutistico, ma non tale da danneggiare troppo corpo e anima.

In altri termini, sono per la difesa di qualche valido compromesso.

Non tutte le persone che mi capita di trattare sono in grado di fare cambiamenti estremi nel loro modo di alimentarsi, anche se è una mia priorità eliminare carne, pesce e prodotti animali il più possibile.

Due domande sui cereali cotti e sull’acqua distillata

Ti faccio due domande.

Da centinaia di anni l’uomo utilizza i cereali, associati ai legumi, come fonte di proteine e carboidrati.

So che il cereale è potenzialmente tossico se abusato, ma perché demonizzare tanto il cereale cotto?

Quale tipo di acqua distillata usare durante i digiuni?

Ti ringrazio in anticipo se avrai il tempo da dedicare ai miei quesiti.

Carlo Gervasi da Torino

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RISPOSTA

Ciao Carlo, grazie per avermi contattato.

La tua obiezione sui cereali cotti ha buon motivo di esistere.

Ma è l’intero tuo messaggio che trapela misura, saggezza ed esperienza.

È una domanda che mi sono posto pure io fin dall’inizio. Ed è pure una velata critica che ho sempre mosso al più grande avversario dei cereali tout-court che è notoriamente il fruttariano George Clement (alias Hilton Hotema).

Hilton Hotema va capito e giustificato, anche in senso storico-politico

Ritengo che egli vada capito e giustificato, in quanto si trovava, debole e isolato, a contrastare culturalmente e a combattere contro la monocoltura del mais americano, concepita ad uso e consumo quasi esclusivi degli allevamenti di bovini, che a quei tempi erano in fase di fortissimo sviluppo.

Famosa la sua frase dove dipingeva i vegetariani consumatori di amido come gente che ama trasformare il proprio corpo in una distilleria alcolica, col risultato di ritrovarsi più avanti pieni di rigidità muscolare, di calcificazioni improprie agli arti, di invecchiamento precoce, non certo alla pari dei mangiatori di carne, pesce, granchi e formaggi, ma quasi.

La sua critica si propagava persino ai vegetali in genere, capaci di causare eccessiva accumulazione di sostanza calcarea e terrosa, di fosfati e carbonati di calcio.

Non aveva tutti i torti, anche perché, ai suoi tempi, le verdure tendevano ad essere cotte e stracotte, per cui i minerali si disorganicavano totalmente e non venivano più assimilati se non in minima parte.

La sua era una lotta impari contro il potente apparato agricolo-industriale dei suoi tempi

In realtà, più che scatenarsi contro i cereali in sé, Hotema, magari senza rendersene del tutto conto, ce l’aveva in particolare contro la cottura dei cibi in genere (che riguardava in primo luogo i cereali stessi), e contro l’apparato agricolo-industriale di allora che produceva principalmente farine bianche e pane bianco. Ed è in questo senso che occorre interpretare il suo insegnamento.

Gli ultimi suoi 20 anni poi da ultracentenario, trascorsi alle Hawaii, gli permisero certamente di nutrirsi al meglio di frutta tropicale viva da mattina a sera, e di rinunciare ancora di più, e con evidente successo, alle granaglie, in tutte le loro forme e variazioni.

Le qualità indiscusse e preziose dei cereali integrali. Il rilascio graduale di energia a lenta combustione.

Resta assodato comunque, a mio avviso, che  i cereali integrali posseggono qualità nutritive essenziali e super-provate che nessuno al mondo può ragionevolmente contestare.

Essi rilasciano il loro contenuto energetico e nutrizionale in modo progressivo, e senza la rapidità tipica del materiale zuccherino puro e concentrato, per cui sono adatti a sostenere più a lungo l’uomo nelle sue attività lavorative e nei suoi impegni sociali, senza costringerlo a dipendere con troppa frequenza dal cibo a rapida combustione e a rapido metabolismo.

Essi offrono pure un ottimo apporto del fondamentale gruppo vitaminico B.

La frutta rimane in ogni caso il cibo principe e il cibo elettivo per l’uomo.

Questo non significa affatto spingere la frutta un gradino più sotto.

Essa rimane in ogni caso il cibo principe per l’apparato gastrointestinale umano, il vero cibo naturale di elezione dell’uomo, in particolare nella fascia tropicale-equatoriale e nelle zone stagionalmente estive del pianeta. Niente al mondo come la frutta sa offrire in termini di acqua biologica, di zuccheri perfetti, di enzimi auto-digerenti, di vitamine naturali e di minerali organicati.

Nella fascia temperata e fredda, e nelle condizioni sociali odierne, dove le varie attività lavorative costringono tutti a rallentare i cicli metabolici, a resistere un po’ alla fame, ad andare anche meno frequentemente in bagno, i cereali integrali, con l’accortezza indispensabile di cuocerli poco ed in modo il più possibile conservativo, o meglio ancora con l’intelligenza di farli germinare, rappresentano in ogni caso una risorsa fondamentale per l’umanità.

Ma non devono in alcun modo sostituire la frutta o prevalere quantitativamente su di essa.

Nessuna svalutazione o demonizzazione dei cereali, ma semmai del procedimento di cottura.

Vedi l’esemio della bietola e della canna, che diventano droga bianca o rossastra.

In effetti, non ho mai inteso svalutare o demonizzare i cereali in sé, ma piuttosto l’uso spesso smodato ed imprudente dei cereali raffinati stracotti  e dei loro derivati, che è cosa assai diversa.

È la cottura il superdemonio.

Gli stessi meravigliosi zuccheri, che sono il vero cibo degli dei, che sono il nostro carburante elettivo, siano essi quelli della barbabietola, quelli della canna o quelli di qualsiasi altro prodotto naturale e carico di succo zuccherino o di amido dolciastro, si trasformano in diavoli dell’inferno e in droga bianca o rossastra, perniciosa e dopante, dopo il passaggio nei forni ad altissima temperatura degli zuccherifici.

La fuoco-distruzione dei  food-enzyme o delle vitalie, della vitalità derivante dal virtuoso percorso radice-linfa-germoglio-foglia-fiore-frutto-fotosintesi clorofilliana.

Purtroppo, il calore del fuoco, soprattutto quello prolungato e intenso che i cuochi del mondo intero praticano e utilizzano per convenzione, abitudine, o pura ignoranza, porta a fenomeni estremamente distruttivi dei valori nutritizionali contenuti nei cibi in genere e nei cereali in particolare.

La distruzione totale degli enzimi resta il fattore più grave, inquietante e misconosciuto.

Pare incredibile ma, nell’anno del Signore 2009, non esiste scuola nutrizionistica al mondo che prenda in seria considerazione il fattore food-enzyme, ovvero il fattore vitalìa.

Quel fattore prezioso che caratterizza tutti i cibi vivi, maturati dal ciclo completo radice-linfa-germoglio-foglia-fiore-frutto-fotosintesi clorofilliana.

 Una delle rare voci italiane a parlare di vitali fu quella di Nico Valerio

Nella nostra Italia, una delle poche e rare voci fuori dal coro su questo specifico argomento fu il chimico-nutrizionista romano Nico Valerio, tuttora attivo nella capitale, il quale, a partire dagli anni 80, pubblicò con la Mondadori una ottima collana includente titoli come Tutto Crudo, e Il piatto verde, usando spesso il termine vitalìe, traduzione italiana del concetto howelliano di  food-enzyme.

A livello mondiale persiste tuttavia una ignoranza quasi totale su questo argomento.

Il che si spiega facilmente.

Tutta l’ampia e decennale documentazione scientifica sugli enzimi, frutto delle ricerche appassionate e pionieristiche di Edward Howell, ha subito per decenni una costante opera di insabbiamento e di boicottaggio da parte del regime industriale-alimentare-farmaceutico mondiale.

Una combutta internazionale per insabbiare le verità di Howell e quelle di Cambridge

Una specie di combutta ordita ai danni delle importantissime e basilari verità scoperte da Howell, che arrecavano grosso fastidio a tutti i produttori americani di cibi in scatola e di bevande in bottiglia, Coca-Cola in testa.

Combutta culturale e mediatica coinvolgente gli stati più influenti e i loro scagnozzi, i loro cani da guardia, chiamati tecnicamente servizi segreti.

Combutta che è continuata anche nei confronti di altri esperimenti nella stessa direzione, quali quelli famosi di Cambridge del 2000-2001.

E parliamo di test scientifici di importanza eccezionale, addirittura stratosferica, paragonabile potenzialmente alla scoperta dell’America o all’invenzione della comunicazione senza fili.

Esperimenti condotti non in ambito igienistico ma in ambito medico.

Lo sfruttamento industriale delle scoperte e dell’immagine di Howell.

Parliamo di esperimenti condotti in ambito strettamente scientifico e medico, non in ambito natural-igienistico, dove Graham, Tilden, Trall, Shelton e compagni avevano da sempre bersagliato la cottura come un fattore di grave degradazione dei cibi e della salute.

Edward Howell, per la cronaca, è stato recuperato e rivalutato dalle industrie solo in questi ultimi anni, quando si è intuita la possibilità di produrre alcuni enzimi e di aprire un nuovo filone produttivo in campo nutrizionale.

Una specie di riconoscimento non postumo ma tardivo, con l’immagine di un vecchio centenario che viene sfruttata dalle varie ditte produttrici di enzimi, incluso la sua ditta personale NEC Ltd.

L’assioma howelliano della nutrizione enzimatica 

Howell sostiene a ragione che  La lunghezza della vita è inversamente proporzionale al potenziale enzimatico di un organismo.

Potenziale enzimatico inteso come banca enzimi, come capitale enzimatico-energetico residuo a disposizione, come forza di riserva preservata risparmiando, diradando i prelevamenti inutili e i folli interventi dispendiosi del sistema immunitario, come succede giornalmente nei pasti a base di cibi cotti (leucociti che si sviluppano nel sangue in fase digestiva dalla 6000 alle 12000 unità per dlc), e ancora di più nei cibi carnei (da 6000 a 18000 unità per dlc), e come non succede invece coi cibi crudi e innocenti (leucociti da 6000 a 6000 inalterati).

Più uno mangia crudo e meno preleva dal suo conto-enzimi, per cui decresce il suo grado di esaurimento bancario.

Il momento di maggiore ricchezza è alla nostra nascita, o anche allo svezzamento dal latte materno, quando nessuno ha ancora commesso attentati e crimini contro la nostra salute. Poi c’è un crescendo spaventoso di prelevamenti e di sprechi, che ci porta a sfiorire tutti, chi più chi meno, prima del tempo.

Il ricorso correttivo a cibi e bevande fermentate, bocciato dalla scienza igienistica

Le popolazioni carnivore e dedite al latte, pur non conoscendo in passato questi concetti di Howell, usavano attenuare i danni evidenti della carne e del latte mediante l’impiego di condimenti fermentati crudi come i deliziosi crauti e l’ottima brovada, o il latte (yogurt) e i formaggi fermentati.

Anche in Asia si ricorreva a forti aggiunte di enzimi, tramite il natto e il miso, o lo stomachevole pesce marcio.

La stessa cosa avviene in un certo qual modo con le bevande fermentate, tipo il vino non pastorizzato e la birra, spesso associati ai pasti carnei e pesanti.

Occorre dire però che l’igienismo naturale condanna giustamente sia i cibi che le bevande fermentate, trattandosi di materiale che porta in ogni caso all’alcolizzazione del bolo alimentare ed a un transito accelerato nell’intestino, a spese però della corretta assimilazione dei nutrienti, e a spese pure del nostro fegato, che guarda con orrore all’alcol in ogni sua forma e proporzione.

Il grande retaggio scientifico che ci deriva dal prof Arnold Ehret

Riprendo per chiarezza due righe tratte dal Muculess Diet Healing System dell’immenso prof Arnold Ehret (Friburgo 29/7/1866, Los Angeles 9/10/1922):

Se il tuo stock sanguigno verrà formato alimentandoti coi cibi che io ti propongo (frutta e vegetali crudi), il tuo cervello funzionerà in modo del tutto nuovo, in modo tale da sorprenderti e meravigliarti.

La tua vita precedente prenderà l’apparenza di un lungo sogno sbiadito e negativo, e per la prima volta nella tua esistenza la tua coscienza si sveglierà, trasformandosi in auto-coscienza.

La tua mente, il tuo pensiero, le tue aspirazioni e la tua filosofia di vita, subiranno fondamentali cambiamenti.

La tua anima si farà sentire ed emetterà un grido di gioia e di liberazione, trionfando sulla presente miseria che ti sta condizionando, abbattendo ed imprigionando, lasciando dietro di te ogni residuo negativo.

Per la prima volta sentirai una vibrazione di vitalità attraversare il tuo corpo, come una magica corrente elettrica capace di scuoterti deliziosamente.

 Un gigante che guarda dall’alto la ganga di mediocri che affolla la scienza e la politica di oggi

Questi sono gli effetti eccezionali di una dieta naturale e ripulente, predicati dal grande maestro bavarese.

Non a caso, Ehret dovette subire in vita umiliazioni, ostracismo e persecuzioni.

Non a caso, il suo nome non si trova nei testi della medicina ufficiale, e spesso nemmeno nei dizionari enciclopedici.

Ciononostante, Ehret venne ben presto adottato dal meglio della popolazione americana, che si era resa conto della sua grandezza.

Ed oggi è venerato giustamente come un gigante, che guarda dall’alto della sua maestosità i microbi e i meschini, i Gallo e i Montagnier, i Clinton, i Soros, gli Obama e i Rockefeller, vale a dire la ganga di mediocri che affolla la scienza e la politica mondiale di oggi.

Non si può assistere alla stupida amputazione dell’anima, dove non esistono protesi

Cito qualche spunto preso dalle riflessioni di un sempre più ispirato Luigi Boschi.

È inutile andare in piazza e poi guardare imbambolati la TV.

È inutile gridare la pace e l’amore per il prossimo, e consumare poi sulla nostra tavola cadaveri di animali o loro derivati.

Non c’è niente di peggio che assistere alla stupida amputazione dell’anima, perché per quella non esiste protesi.

La menzogna dilaga, mentre bisogna essere duri, critici, veri con se stessi e con gli altri.

Ognuno è responsabile della felicità sua e dell’altro, perché la vera felicità è solo quella condivisa.

Il nuovo mondo è tutto da costruire, sfugge alle categorie obsolete, viaggia nella rete ed è in armonia con l’ambiente.

E il nostro Parlamento, il nostro governo, i nostri campioni della politica, cosa stanno mai pensando di fare? Imprigliare la rete!

Non penso affatto di essere un estremista, avendo ammesso la gradualità e la tendenzialità

Tornando ai nostri fatti concreti, condivido in pieno le tue osservazioni circa la necessità di venire incontro gradualmente, ed anche con qualche piccolo compromesso, alle persone che si avvicinano all’alimentazione naturale, pacifica e salutistica.

Mi accusano a volte di essere estremista, mentre non credo affatto di esserlo.

Se tu avessi letto il mio testo Alimentazione Naturale, ti renderesti conto di quanta enfasi ho dato alla necessità continua di ricorrere al compromesso, auto-definendomi pure vegano-tendenziale.

Nei miei articoli dietologici, continuo a raccomandare la pannocchia cotta conservativamente all’interno del suo cartoccio, il pop-corn non-zuccherato e non-salato, la crema di avena, il riso integrale (specie quello nero), il grano saraceno, tutti i cereali germinati, i pani scuri e grezzi ai diversi cereali (specie quelli alla segala stile tedesco), il miglio e i semi di sesamo, nonché il farro e l’orzo (sempre ammorbiditi in acqua per ore, onde abbreviarne i tempi di cottura).

Un quesito che arriva pure da più parti: l’acqua distillata alimentare

Quanto all’acqua distillata, trattasi di un quesito che pure altri lettori mi hanno posto in questi giorni.

Pare che in Italia essa non esista nemmeno, mentre in Asia ci sono decine di marchi in vendita nei supermercati.

Da noi c’è soltanto l’acqua distillata per i ferri da stiro o per altri impieghi industriali, la quale forse non offre garanzie di potabilità.

L’importanza di questo tipo di acqua sta nella sua purezza, nell’essere assolutamente priva di ioni e di residui minerali, per cui, soprattutto in fase di digiuno, dove la funzione eliminatoria delle tossine accumulate è un fatto prioritario, essa svolge quell’incarico al meglio e in modo radicale, dovendo eliminare i residui minerali inassimilati ed incrostati del corpo, senza apportarne degli altri.

Se non si trova in commercio, è possibile produrla in proprio.

I mangiatori di frutta non devono scomodarsi troppo.

Se non si trova in commercio, la possiamo produrre in proprio dalla pioggia e dai temporali (partendo non dal primo temporale, che pulisce l’aria caricandosi di sporcizia e di polvere atmosferica, ma da quello immediatamente successivo, raccogliendola da una piccola tettoia associata ad un recipiente, filtrandola ed imbottigliandola).

Chiaro che, chi mangia frutta succosa regolarmente, trova in essa abbondante acqua biologica naturalmente distillata, per cui il problema dell’acqua diventa davvero secondario.

Vivendo poi in stato di grazia e di purezza, non gli serve nemmeno ricorrere ai digiuni.

Il discorso riguarda essenzialmente i consumatori di cibi vietati (carni-pesce-latticini), di cibi cotti, di cibi junk e di cibi concentrati, nonché i consumatori di bevande alcoliche, dolcificate, nervine-caffeiniche (cole, the e caffè soprattutto), ed anche i fumatori.

Va bene pure l’acqua di montagna o, come seconda scelta, quella di fonte, quella leggera in bottiglia, e quella di rubinetto (a patto che arrivi da un buon acquedotto)

Oppure si può ricorrere alle fonti di alta montagna, quelle più vicine ai ghiacciai, che sono assai simili all’acqua piovana e all’acqua da neve.

Alla peggio, va bene pure l’acqua in bottiglia, da scegliersi tra quelle più leggere e prive di minerali, con l’avvertenza di versarla più volte da un bicchiere all’altro o da una bottiglia all’altra (come usano fare gli yogin indiani), per farle riprendere vitalità e magnetizzazione.

L’acqua del rubinetto varia in qualità ed in grado di inquinamento a seconda del posto in cui ci si trova e dei trattamenti chimici subiti.

Le acque correnti di sorgente, in ogni caso, hanno la proprietà di possedere una buona carica magnetica ed anche un minimo grado di salubre radioattività naturale.

Per approfondire leggi questo articolo dove ho parlato dell’argomento acqua in maniera dettagliata.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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