QUAL È L’ACQUA MIGLIORE DA BERE

Esistono acque leggere, prive di troppi minerali (oligominerali), e acque pesanti, acque normali e effervescenti naturali, acque mineralizzate e addizionate di acido carbonico, acque depurate con osmosi inversa e acque distillate naturalmente, come l’acqua piovana, la neve, la grandine e l’acqua di ghiacciaio e di iceberg.

Ma qual è l’acqua migliore per l’uomo?

Cominciamo col dire che l’uomo, in condizioni normali di equilibrio e di salute e seguendo una dieta vegana tendenzialmente crudista, non è un grande bevitore d’acqua. La frutta e la verdura cruda in quantità garantiscono infatti un’idratazione e un equilibrio idrosalino ottimale. Sono ricche di acqua biologica che, nota bene, è un’acqua distillata al 100% dalla pianta e mescolata nel contempo ai succhi elaborati dalla pianta stessa in associazione con la luce solare, ovvero coi succhi zuccherini, vitaminici e minerali.

I consumatori di carne e di pesce, di affettati e latticini, di cibo salato, dolcificato e cotto, sono invece costantemente afflitti da una gran sete, indipendentemente dalle condizioni climatiche e dal ritmo della loro attività fisica. Il classico consiglio dei medici, in questo caso, è quello di bere almeno due litri d’acqua al giorno.

Può succedere però a chiunque di trovarsi in condizioni di emergenza idrica, per super-attività fisica ed intensa essudazione. Per quel bicchiere di acqua, in realtà cambia poco berlo dal rubinetto, da una qualsiasi bottiglia, dalla fonte in mezzo al bosco, dalla pioggia, dalla apparecchiatura per l’osmosi inversa o da quella per la distillazione.

In alcune occasioni però, per esempio nel caso di digiuno ad acqua, il tipo di acqua che si assume ha un’importanza notevole.

Andiamo quindi ad analizzare i vari tipi di acqua disponibili e le loro caratteristiche.

ACQUA DISTILLATA

L’acqua distillata è un’acqua priva di sali e di gas disciolti, priva di impurità, priva di componenti solidi-minerali-chimici, e rivela un ph neutro intorno alla quota 7.00.

Il livello di pH indica l’acidità o la basicità di una sostanza su una scala da 0 a 14. Più è basso questo numero (si avvicina allo 0) più la sostanza è acida, mentre se si avvicina di più a 14 significa che la sostanza è basica. A metà della scala il valore 7 di pH indica una sostanza neutra.

L’uso dell’acqua distillata alimentare è diffuso in gran parte del mondo. In Giappone, Cina e Sud-Est Asiatico l’acqua distillata per uso alimentare si consuma regolarmente e viene proposta in diversi contenitori che vanno dalle solite bottiglie alle taniche da 5, 10 e 20 litri. Non in Italia, dove esiste un divieto di vendita al pubblico sostenuto dal potente cartello delle acque minerali. Cartello che ha diffuso assurdi e svianti pregiudizi sull’acqua distillata.

L’idea balorda e superficiale, presa al volo dalle fabbriche di acque minerali pesanti, che l’acqua distillata ruba minerali e demineralizza le ossa del corpo umano è una balla tanto diffusa che colossale, smentita mille volte da esperimenti fatti e ripetuti, oltre che dalle statistiche relative agli effetti delle varie acque sulle popolazioni.

È proprio la sua purezza e la sua qualità solvente che le permette di rimuovere dal corpo dei minerali.
Ma non certo i minerali organicati che stanno nelle ossa, i quali vanno fuori solo per ordine preciso dell’ipotalamo in fase di tamponamento antiacido, ogniqualvolta l’uomo consuma carni, latticini, proteine animali, caffeine e altri cibi acidificanti.
L’acqua distillata estrae dall’organismo soltanto i minerali sbagliati depositati nei punti sbagliati, quei minerali che associati al colesterolo formano delle placche arteriose durissime persino al colpo del martello, e quei minerali che formano i calcoli, e quelli che vanno a calcificare i nostri giunti dolenti e artrosizzati.

Nel digiuno ad acqua sheltoniano, l’acqua migliore da bersi a piccoli sorsi è proprio quella distillata o, in mancanza di essa, un’acqua leggera, e quindi oligominerale.

L’acqua distillata viene ottenuta artificialmente attraverso un processo di distillazione, nel quale l’acqua viene fatta bollire, evaporare ed infine condensare, ottenendo un liquido puro, completamente privo di sali e minerali disciolti.

Chiaro che per l’acqua distillata servono garanzie di purezza e di bevibilità, per cui anche se distillata, l’acqua destinata ai ferri da stiro che si trova nei supermercati non va bevuta. In Italia non si trova in commercio, ma è comunque possibile prodursela in casa grazie a un distillatore.

L’acqua distillata è però presente anche in natura. I fenomeni atmosferici come pioggia, neve e grandine  sono infatti costituiti da acqua distillata naturalmente. C’era da aspettarselo che cominciassero a vendere addirittura bottiglie di acqua di iceberg, ovviamente a prezzi da champagne.

SI PUÒ BERE L’ACQUA PIOVANA?

L’acqua della pioggia, dei ghiacciai, della neve e della grandine è acqua distillata al naturale, e pertanto consumabile se filtrata e depurata in modo semplice e meccanico dal pulviscolo atmosferico assorbito nel tratto nube-suolo e poi conservata in brocche e damigiane.

Quando l’acqua piovana cade sulla terra, essa assorbe il biossido di carbonio, l’ammonio e gli altri gas solubili, e lava pure l’atmosfera dalle particelle di polvere e dalle impurità. Essa contiene però batteri e dovrebbe essere filtrata per l’uso potabile.

La purezza dell’acqua piovana raccolta dipende dal livello di inquinamento dell’ambiente circostante, la frequenza delle piogge, la stagione e il metodo di raccolta e di conservazione. L’acqua meteorica convogliata in cisterne attraverso le grondaie del tetto è perfetta per bagnare le piante e per altri usi. Non è invece ottimale da bere, in quanto quando viene in contatto col tetto della casa, può venire contaminata da molte sostanze presenti su di esso, per esempio escrementi di uccelli, altri residui organici ed eventuali sostanze chimiche rilasciate dai materiali di costruzione del tetto.

COME RACCOGLIERE L’ACQUA PIOVANA

Per ottenere dell’acqua piovana buona da bere è quindi necessario dotarsi di damigiane e grossi imbuti, avendo premura di lavare tutto molto accuratamente.

Inoltre è consigliabile cominciare a raccogliere acqua solo a temporale inoltrato, soprattutto nel caso di piogge a seguito di molti giorni di clima secco.

Una volta raccolta in modo diretto, quindi evitando il contatto con superfici potenzialmente sporche, la si fa riposare per alcune ore in modo tale da far depositare le particelle più pesanti sul fondo. In seguito è consigliabile filtrarla con un classico filtro a carboni attivi, che consente di eliminare le particelle di polline, polvere, e gli altri contaminanti eventualmente presenti.

Bisogna però raccoglierla nel momento e nel modo corretto. Evitare quindi di raccoglierla:

  • A temporale iniziato, soprattutto se preceduto da un periodo di clima secco persistente.
  • Vicino a zone industriali e aree con atmosfera inquinata.
  • Durante temporali con pioggia contenente sabbia trasportata dai venti.
L’acqua piovana è acqua distillata, quindi dovrebbe avere un pH neutro che si aggira sul 7. Durante la caduta viene però a contatto con l’aria e con l’anidride carbonica presente in essa, assorbendola, portando quindi il pH a una quota di circa 5.6. Il fatto è totalmente normale e non causa problemi. È comunque possibile misurare il pH tramite un tester digitale per verificare che non sia eccessivamente acida.

ACQUA DA SORGENTI NATURALI

Se è vero che l’acqua ideale è quella di provenienza e vicinanza nevosa, cosa ne facciamo delle tante magnifiche sorgenti di acqua fresca che zampillano in modo naturale al margine di strade, boschi, colline e ruscelli?

Per chi fa il suo jogging, o per il ciclista che sta sbuffando e soffrendo lungo la ripida salita, trovare queste fonti è un’autentica benedizione.

Niente meglio di quell’acqua fa al caso suo, poco importa se si tratta della fonte ferruginosa di Ovaro (oltre Tolmezzo in direzione Forni Avoltri), o di quella solforosa o pudia di Arta Terme (ed anche di Bagni di Lusnizza, di Artegna e di Tarcento), o di quelle alcalino-terrose del Citòn (Fontanabona di Pagnacco) o di Santa Margherita, o di quelle radioattive (di Leonacco Basso), tanto per citare quelle del Friuli (sapendo che ogni regione d’Italia ha le sue ottime acque).

Nessuno si ammala di impropri depositi di ferro e di zolfo, per una bella occasionale bevuta, a carattere rinfrescante e rigenerante, presso una sorgente vera.

La durezza di quasi tutte le acque sorgive è dovuta principalmente al suo contenuto di bicarbonato di calcio, formatosi dall’azione dell’acido carbonico della pioggia che agisce sul materiale calcareo delle rocce.

Tanto più che quel tipo di acqua, oltre che essere divinamente fresca, si è arricchita di ottimo magnetismo terrestre naturale, un valore tanto imponderabile quanto prezioso.

Assai diverso invece è il caso di chi pretende di fare una vera e propria cura con quelle specifiche acque, e sta lì a sorbirsi dei litri, e si porta a casa delle damigiane, convinto magari che l’acqua ferruginosa gli apporti ferro e gli curi l’anemia, e che quella solforosa gli apporti preziosi solfuri disintossicanti per il fegato, e che quella radioattiva gli doni tutta l’energia e la vitalità che gli mancano.

Non sa infatti che si tratta di autentiche balle in quanto, come già detto, i minerali inorganici delle acque dure non sono assimilabili e vengono depositati in giro per il corpo, con gli atomi di calcio che vanno ad ingrossare i calcoli pre-esistenti o a formarne di nuovi, gli atomi di ferro che vanno a rendere più dure e devastanti le placche di colesterolo nelle arterie, e gli atomi di zolfo che devono essere prontamente espulsi nelle urine.

ACQUA IMBOTTIGLIATA

Qui di seguito riporto un elenco generale delle acque MINIMAMENTE MINERALIZZATE e con un residuo minerale fisso inferiore a 50 mg/litro, aventi la caratteristica di essere assorbite velocemente per via gastrica, di essere idonee anche per chi ha problemi e calcoli alle vie urinarie, per chi ha bisogno di aumentare la diuresi, per chi deve eliminare dal suo corpo acido urico e prodotti di rifiuto del metabolismo (tra parentesi è segnato il residuo fisso in minerali sgraditi):

  • Lauretana-Biella (14 mg/l),
  • Forte Argentiera-Genova (17),
  • Amorosa-Massa (20,2),
  • Plose-Bolzano (21),
  • Fonte delle Alpi-Cuneo (21,2),
  • Sparea-Torino (26),
  • Alpi Cozie-Torino (29),
  • Fonte Alta-Torino (29),
  • Monviso-Torino (30),
  • Fonte del Lupo-Savona (33),
  • Fonte Santa Barbara di Lurisia-Cuneo (35,4),
  • Bernina-Sondrio (36),
  • Fonte Vallechiara-Savona (36),
  • Levico Casara-Trento (36,3),
  • Valverde-Vercelli (36,9),
  • San Bernardo-Cuneo (38),
  • Surgiva-Trento (38,8),
  • Sant’Anna-Cuneo (39),
  • Pian della Mussa-Torino (40,4),
  • San Virgilio-Bolzano (41),
  • Fontedoro-ReggioCalabria (43),
  • Alba-Vicenza (44),
  • San Michele-Torino (45),
  • Calizzano Fonti Bauda-Savona (47),
  • Valmora-Torino (48),
  • Stella Alpina-Bergamo (48,1),
  • Alpi Bianche-Cuneo (49),
  • Alte Vette-Cuneo (49),
  • Daggio-Lecco (49).

E tutte le altre acque? Con oltre 700 sorgenti ufficiali, l’Italia è il primo produttore al mondo.
Non vogliamo fare torto a nessuno. Leggera o pesante un bicchiere di acqua si può sempre bere. A patto però che i suoi produttori non vengano a raccontare frottole e non si avvalgano di falsi esperti pronti a raccontare assurde baggianate. Come ad esempio i produttori di “Acqua Fonte Essenziale”, acqua ricchissima di minerali, a cui vengono attribuiti benefici come migliore digestione e apporto di calcio, o della nuova “Levissima +”, acqua intesa come integratore per sportivi, essendo addizionata di minerali, sempre chiaramente inorganici e quindi con gli stessi effetti collaterali di cui abbiamo parlato in precedenza.

ACQUA DI RUBINETTO

La qualità delle acque da rubinetto dipendono chiaramente dal tipo di acquedotto locale che le fornisce e dal tipo di trattamenti a cui vengono sottoposte.danni del cloro

Interessanti le opinioni espresse dal dr Sergej Filonov sull’acqua, nel suo magnifico testo Digiuno Secco. Parla sull’acqua a proposito dei falsi miti che circolano sul digiuno. Certi medici di mediocre valore affermano che “è una follia rinunciare all’acqua, specie se uno ricorre al digiuno, per cui si potrebbe provocare disidratazione e accumulo di tossine interne”.

La realtà è che l’acqua naturale del rubinetto in una città moderna è in grado di provocare effetti catastrofici essendo intrisa di residui industriali. Inoltre essa viene trattata col cloro. Da tale acqua vengono rapidamente rilasciati cloro libero, biossido di cloro e altri suoi composti. Il cloro uccide i batteri benefici che sintetizzano nell’intestino le vitamine essenziali. Il cloro, legato a prodotti organici, quando viene riscaldato si trasforma in un temibile veleno chiamato diossina, sostanza cancerogena più tossica del cianuro.

Se si mette l’acqua a riposo e al freddo per non meno di 3 ore la concentrazione di cloro libero diminuisce. Vengono inoltre rimossi gli ioni di ferro, i sali di metalli pesanti, i composti organici clorurati cancerogeni e i radionuclidi (vedi pag. 250-251 del testo Digiuno Secco). L’acqua distillata (passata attraverso lo stato di vapore), è bevibile ma senza esagerare nelle quantità. Un consumo costante porta a disturbi del sistema immunitario. Da tener presente che l’acqua distillata commerciale è carente in termini di forza elettromagnetica, al pari del resto di tutte le acque imbottigliate.

Anche filtrare l’acqua del rubinetto può non dare l’effetto desiderato. Per sapere quale filtro comprare, se al carbone, se a membrane, se battericida o se universale, è necessario conoscere la composizione della specifica acqua con cui si ha a che fare, visto che ogni acquedotto è diverso. È inoltre necessario provvedere alla regolare sostituzione dei filtri per evitare accumuli di impurità e di microflora. Complicazioni evitabili minimizzando l’apporto idrico e nel contempo di massimizzando l’alimentazione fruttariana e crudista.

ACQUA ALCALINA

L’acqua alcalina, conosciuta spesso come acqua kangen, è un’acqua con un pH più alto delle normali acque potabili. È un’acqua prodotta attraverso macchine che la sottopongono ad un processo chimico chiamato elettrolisi. Il pH viene quindi alzato tramite l’utilizzo di uno ionizzatore che, secondo i produttori di questi strumenti, dovrebbe separare le molecole più acide dell’acqua, che vengono quindi scartate, e conservare solo quelle alcaline.
Questo processo non filtra e non purifica l’acqua da eventuali contaminanti, quindi un’acqua pura in partenza rimane essenziale. Viene consigliato quindi l’uso di acqua ottenuta da osmosi inversa, per poi farla passare nello ionizzatore che aggiunge sali minerali e aumenta il pH.
Le vengono attribuiti molto benefici determinati dalla sua alcalinità, che consentirebbe di neutralizzare l’acidità del corpo. La normale acqua potabile ha generalmente un pH neutro di 7. L’acqua alcalina invece ha un pH di 8 o 9. Oltre a un pH più basico, l’acqua alcalina contiene anche minerali alcalini ed è caratterizzada da un potenziale di riduzione negativo, chiamato anche potenziale redox (misura della tendenza di una specie chimica ad acquisire elettroni).
Più è negativo il potenziale redox, più è elevata la capacità antiossidante della sostanza.

FUNZIONA DAVVERO?

L’argomento acqua alcalina è generalmente controverso. Molti esperti sostengono che non sono state effettuate ricerche sufficienti per confermare gli effetti benefici che le vengono attribuite.

Anche secondo la famosa Mayo Clinic l’acqua normale è ottimale per la maggior parte delle persone.

Ci sono però alcuni studi che suggeriscono la bontà dell’acqua alcalina in alcune patologie, in cui:

  • È risultata utile in casi di reflusso acido, disattivando la pepsina, l’enzima principale causa del disturbo, grazie al suo pH di 8.8. (Fonte)
  • In casi di ipertensione, diabete e ipercolesterolemia è risultato utile bere acqua alcalina ionizzata (Fonte)
  • È stata riscontrata una minore viscosità del sangue in seguito a importanti sforzi fisici rispetto a quella ottenuta con acqua normale, quindi migliorando la circolazione e il trasporto dell’ossigeno alle cellule. (Fonte)

Nonostante la mancanza di studi e di prove certe, viene illustrata l’utilità delle macchine ionizzanti ed alcalinizzanti, si enumerano tra i risultati eclatanti dell’acqua kangen:

  • Normalizzazione della glicemia
  • Normalizzazione della pressione (niente più farmaci)
  • Scioglimento calcoli renali
  • Normalizzazione del colesterolo
  • Ritrovamento della forma fisica, con perdita di grasso superfluo
  • Diminuzione della ritenzione idrica.
  • Miglioramento sindrome premestruale e dei fastidiosi sintomi della menopausa
  • Proprietà anti-invecchiamento
  • Pulizia del colon
  • Supporta il sistema immunitario
  • Migliore idratazione
  • Aiuta la detox
  • Migliora la salute della pelle
  • Anti-cancerogeno

EFFETTI COLLATERALI

Come riporta il dr Claudio Capozza di Sydney, alcune persone sperimentano un primo apparente risultato, quando iniziano a bere acqua alcalina.
Ciò può essere facilmente attribuito a disintossicazione e alla maggiore idratazione. La disintossicazione è l’unico beneficio dell’acqua alcalina, ed è limitato a brevissimo termine ed uso (non più di una o due settimane).

Una ulteriore preoccupazione è che molti individui hanno disfunzioni di stomaco come malattia da reflusso gastroesofageo o delle ulcere che sono in gran parte legate alla iperacidità di stomaco.
L’uso a lungo termine di acqua ionizzata alcalina può interferire col naturale processo digestivo del corpo, riducendo l’acidità cloridrica necessaria per disgregare gli alimenti e renderli assorbibili.
Il che potrebbe riservare sorprese riguardo l’equilibrio batterico, portando a infezioni parassitarie, candida, nematodi, ecc, nonché a malassorbimento ed a ulcere.

Si deve sapere inoltre che i terreni biologici umani sono diversi. I Caucasici come noi hanno un terreno biologico alcalino-ossidato e devono quindi acidificare per contrastarlo e stare meglio in salute. Non è un caso che ci servano anti-ossidanti per un migliore equilibrio (l’acqua alcalina è ossidativa a lungo andare). Invece, guarda caso, il terreno biologico degli Asiatici, dei Coreani e dei Giapponesi è acido-ridotto, per cui devono alcalinizzare per cui l’acqua alcalina può andar bene, e sempre nel breve periodo (non a caso Robert Young e Hiromi Shinya, scopritori di questa panacea, sono koreani e giapponesi). Per noi occidentali l’acqua alcalina non va assolutamente bene, sia nel breve che nel lungo periodo.

NON CONFONDIAMO GLI SLOGAN COMMERCIALI CON LA REALTÀ DEI FATTI

Questo viene detto per favorire e amplificare i profitti di chi vende. Una stima indica che l’80% degli europei soffre di iperacidità o acidosi, per cui il pH fisiologico risulta più basso di quello che dovrebbe essere normalmente. Ma la stragrande maggioranza dell’umanità si alimenta con cibi che inducono l’acidità, e pertanto si dovrebbero cambiare le nostre abitudini alimentari, mangiando quotidianamente al 70% alcalino e solo al 30% acido.

Il valore normale del pH nel sangue umano si aggira intorno al 7,4. Una variazione di questo valore, anche di soli 0,1 punti, comporta una riduzione dell’80% della capacità del sangue di trasportare ossigeno. Il corpo possiede numerosi meccanismi di compensazione, per mantenere il pH del sangue il più stabile possibile, altrimenti rischierebbe costantemente di morire. Per attuare queste compensazioni, ogni volta che ci alimentiamo con cibi acidificanti, siamo costretti a recuperare la riserva alcalina e l’organismo necessita di minerali con effetto basico, come il calcio e il magnesio, che vengono presi dall’interno del corpo.

A causa di diversi fattori come l’alimentazione acidificante, lo stress, i medicinali, l’alcol, il fumo e il caffè, il valore del pH medio del corpo può scendere a valori molto bassi tipo 5,0-5,5. Il corpo compensa questo squilibrio con i minerali basici che sottrae dalle vene, dal tessuto connettivo, dalle ossa, dalle cartilagini, dai legamenti, dai denti, dal cuoio capelluto. La quantità di minerali presente nel corpo è limitata. Se si usano più minerali di quelli che vengono introdotti, a lungo andare finiamo senza risorse.

L’ACIDOSI PROLUNGATA E LE MALATTIE OPPORTUNISTICHE

A causa di una acidosi prolungata, le riserve minerali corporali vengono svuotate fino al punto in cui il tessuto connettivo si indebolisce (cellulite), la consistenza delle ossa cala (osteoporosi), i denti si cariano o cadono (paradentosi), i capelli cadono (calvizie), le articolazioni dolgono (reumatismi, gotta, artrosi), le infezioni da funghi si moltiplicano (al piede, alle unghie, ai genitali), e questo solo per citare alcuni sintomi. In presenza di acidosi il metabolismo non funziona correttamente. L’acidosi causa inoltre un aumento di microrganismi patogeni che producono le cosiddette malattie. I batteri possono vivere solo se hanno a disposizione un terreno adatto, e i virus possono accumularsi solo in condizioni di sangue denso e di pigrizia nel ricambio.

LE PROTEINE ANIMALI NELLA ALIMENTAZIONE UMANA SONO DELLE MINE ACIDIFICANTI

Normalmente l’urina è leggermente acida. Le diete a base di carne la acidificano ulteriormente, mentre quelle vegetariane la rendono alcalina. L’alimentazione corretta per l’uomo è l’alimentazione vegetariana. È con essa che il nostro corpo mantiene la sua alcalinità. Più carne mangiamo e più il nostro corpo, il sangue e l’urina, diventano acidi e ci espongono a vari problemi di salute.

Puntare all’alcalinizzazione del corpo mediante acqua alcalina equivale a prendere degli integratori e quindi ad intossicarsi, depositando del ferro inorganico nel cervello, del calcio inorganico nelle arterie e nella renella, per altre cose del genere. Non serve nemmeno perder tempo a parlare di questo. Se avessero ragione gli acquavendoli da strapazzo basterebbe andare in riva al mare e berci dell’acqua salata giornalmente. Come vedremo più avanti, potremmo finire tutti stramazzati al suolo.

In conclusione, invece di spender denaro per acquistare aggeggi che ionizzano o alcalinizzano l’acqua (Cicero pro domo sua) sarebbe più saggio e meno dispendioso modificare la propria errata alimentazione, per ottenere tutti i vantaggi elencati con solerzia e furbizia dai fabbricanti di macchinette e dai commercianti di acque alcaline.

ACQUA DA OSMOSI INVERSA

Il principio dell’osmosi è una scoperta relativamente recente, dato che è stata scoperta dal nobel olandese Jacobus Hendricus Van T’Hoff, solo nel 1901.

L’osmosi è un processo naturale mediante il quale due soluzioni che hanno diversa concentrazione di sali minerali comunicano tra loro tramite una membrana semipermeabile. L’osmosi avviene in natura anche nelle cellule del corpo umano. La soluzione più acquosa attraversa la membrana per diluire la soluzione più salina-concentrata. Questo permette lo scambio tra le cellule, che devono essere nutrite e ripulite, e i liquidi come linfa e sangue che portano nutrimento e raccolgono gli scarti, per poi consegnarli agli organi che devono espellerli, come pelle, polmoni, fegato e vescica.

L’osmosi inversa, invece, è il processo opposto. Si ottiene applicando una pressione alla soluzione salina che, costretta ad attraversare una membrana porosa, diventa acqua pura. Il risultato sarà di ottenere da una parte, un liquido altamente concentrato di impurità e dall’altra acqua allo stato puro. Così le impurità presenti nell’acqua (arsenico, fluoruri, cloro, batteri, nitrati) non potranno attraversare la membrana e verranno raccolte ed espulse.

Le membrane usate nell’osmosi sono generalmente fatte in poliammide permeabile all’acqua e impermeabile alle varie impurità disciolte, inclusi gli ioni salini e altre piccole molecole che non possono venire filtrate. Un altro esempio di membrana semipermeabile è quella usata nella dialisi. In pratica, l’osmosi inversa viene realizzata con una membrana che trattiene il soluto da una parte impedendone il passaggio e permette di ricavare il solvente puro dall’altra, sfruttando la diversa affinità chimica delle specie con la membrana stessa, permettendo infatti il passaggio delle molecole idrofile o water-like, cioè chimicamente simili all’acqua (vedi alcoli a catena corta). Dal punto di vista impiantistico il metodo sfrutta il principio della filtrazione tangenziale, come anche altre tecniche separative mediante membrane quali la microfiltrazione, l’ultrafiltrazione e la nanofiltrazione.

Nulla da obiettare dunque contro il processo di osmosi inversa e contro l’ultrafiltrazione dell’acqua, trasformandola da liquido velenoso ed imbevibile, come l’acqua salata del mare e degli oceani, o come le acque ad alto residuo fisso imbottigliate disinvoltamente dai fabbricanti di acque minerali, in acqua leggera e gradevole come tutte le acque distillate al meglio e come l’acqua della pioggia e della neve, distillata elettromagneticamente, e quindi dal pH vicino alla quota neutra ideale di 7.00.

E L’ACQUA DI MARE?

L’acqua peggiore, a parte ovviamente le acque chimicamente o biologicamente inquinate, è l’acqua più ricca di minerali, ossia l’acqua di mare.

Se davvero facessero bene i minerali delle acque, avremmo risolto ogni problema bevendo acqua di mare, che ne è satura.

Ma quindi cosa succederebbe se la bevessimo? Dipende.

  • Bere un bicchiere di acqua salata, quando si è ben idratati e a stomaco pieno, può non essere traumatico.
  • Se i bicchieri diventano due, cominceremmo a sentirci nauseati, fino ad arrivare anche al vomito.
  • Bevendo mezzo litro di acqua di mare e riuscendo a non vomitare, si va dritti in ospedale per farsela rimuovere al più presto dal corpo, con il rischio aggiuntivo di dover effettuare la dialisi per una insufficienza renale.
  • Infine, se per esempio si è naufraghi in mezzo al mare, senza acqua né cibo, e per la sete si beve un bicchiere d’acqua salata, si va incontro alla probabile morte.

Perché?

Qual è la composizione dell’acqua di mare? In ogni litro sono presenti all’incirca 11mg di sodio, 3mg di solfati, 4 mg di magnesio e 423 mg di calcio. Minerali di cui il corpo ha bisogno, ma che non riesce ad assimilare perché in forma inorganica.

Questi minerali devono essere filtrati dai reni, e per farlo hanno inoltre bisogno di ancora più acqua. Quindi se beviamo acqua salata in stato di disidratazione rischiamo insufficienza renale oltre che deliri e tutti i problemi derivati dalla forte disidratazione.