BENEDIZIONE PAPALE DEI MACELLI CON L’ACQUA COSIDDETTA SANTA

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DOCUMENTO DI FRANCO LIBERO

LE MALEFATTE DELLA CHIESA E DEI PAPI CONTINUANO INDISTURBATE

La domanda che ognuno dovrebbe porsi a questo punto è una sola. Ma il Papa non ha altro a cui pensare che prendersela con chi si interessa di animali? Pensi piuttosto alle malefatte della curia, allo sperpero di denaro dei vescovi, al 30% degli immobili posseduti esentasse in Italia. Pensi piuttosto ai preti pedofili e non a chi dimostra sensibilità, compassione e amore per tutti gli esseri viventi!
Franco Libero Manco

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TUTTO SBAGLIATO GIÀ A PARTIRE DAL NOME

Pare stia diventando un’ossessione, ma papa Francesco, che di Francesco ha solo il nome e niente altro, torna a prendersela con chi si interessa di animali accusandoli di trascurare le esigenze degli umani, cioè sottraendo beni ed energie che dovrebbero essere ad esclusivo vantaggio degli umani.

L’IMPEGNO DEL MOVIMENTO VEGANO-ANIMALISTA È A FAVORE DI TUTTE LE CREATURE VIVENTI

Quando e dove ha visto un animalista negare il proprio aiuto agli umani? Noi non dividiamo a metà le nostre risorse ma moltiplichiamo semmai il nostro impegno a vantaggio degli uni e degli altri, ed è per questo che la coscienza animalista-vegana sta su livelli evolutivi ampiamente diversi. La nostra compassione non si limita alle necessità degli uomini ma si allarga a raggiera verso ogni essere vivente. E, se è vero che Dio ama tutte le creature, il nostro amare è più vicino al modo di amare Dio.

LA CHIESA CATTOLICA CONTINUA A BENEDIRE I MACELLI CON L’ACQUA SANTA

Il papa invita ad interessarsi solo degli umani, per quanto crudeli, guerrafondai, stupratori, assassini, falsi, ipocriti, bugiardi essi possano essere, e pretende nel contempo di trascurare ed ignorare le sorti di animali indifesi, semplici, leali, miti, generosi. Tutto in perfetta linea con una Chiesa che da millenni si è distinta nel condannare ad un inferno inimmaginabile miliardi di miliardi di creature innocenti, per soddisfare l’egoismo e la crapula umana.

QUELLO CHE SUCCEDE AGLI ANIMALI SUCCEDERÀ ANCHE AGLI UOMINI CHE LI TORTURANO

Possibile che questo papa non capisca che l’etica animalista è un una rivoluzione inarrestabile? Che ciò che ha impedito e impedisce l’evoluzione civile, morale e spirituale degli esseri umani è la capacità di differenziare sofferenza umana da sofferenza animale, compassione umana da compassione animale, giustizia umana da giustizia animale e che questo abitua l’uomo alla legge del forte sul debole, alla violenza, alla tirannia, alla guerra? Possibile che non capisca che è proprio il consumo di carne con quello che richiedono gli allevamenti, e quindi l’indifferenza e il cinismo verso la condizione animale, la principale causa della fame nel mondo? Possibile che non comprenda le grosse responsabilità e l’immenso potenziale della Chiesa stessa di arginare la cattiveria e l’insensibilità umana? Possibile che non arrivi a capire che la frase “Dio non ama chi uccide”, più volte pronunciata dai suoi predecessori, vale per tutti a 360 gradi.

NESSUNO VERSI SOLDI ED OBOLI, E NESSUNO REGALI LE PROPRIE CASE IN EREDITÀ ALLA CHIESA, OFFENDENDO LA DIGNITÀ DEL CREATORE

Propongo alle associazioni animaliste e vegetariane di attivarsi in una capillare campagna di reazione al ripetuto attacco del papa verso chi dona amore agli animali. Una petizione che inviti i potenziali cattolici a spostare il loro interesse verso religioni più rispettose del mondo animale e soprattutto faccia in modo che nessuno dei parenti e amici versi l’8 per mille alla chiesa del papa specista.
“Quando la morale sociale è superiore alla morale religiosa, quella religione è perduta” (Pierre Teilhard de Chardin, gesuita, filosofo e paleontologo francese).
Franco Libero Manco (Titolo e sottotitoli di VV)

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COMMENTO

LO SGRAZIATO VIZIO DELL’INCOERENZA E DELL’AMBIGUITÀ PAPALE

In diverse altre occasioni mi è successo di commentare la goffagine e la sottile ipocrisia di papi importanti e santificati. Riempirsi la bocca con frasi buoniste tipo “Dio non ama chi uccide”, e poi usare la stessa lingua e la stessa dentizione per masticare con assoluta disinvoltura carni massacrate malamente e cinicamente, non è il massimo per nessuno, figurarsi se si tratta di un soggetto che dovrebbe dare il buon esempio a una moltitudine di fedeli.

IL PESSIMO ESEMPIO DEGLI ULTIMI TRE PONTEFICI

Se le preferenze alimentari di papa Wojtyla erano inizialmente le carni polacche, specie rollé di manzo col cavolo rosso. Ma passò ben presto alle delicatezze made in Italy, ovvero alla scaloppine con verdure, alla fettina di carne e ai saltimbocca alla romana. Eppure, Giovanni Paolo II aveva ammesso che “Non solo l’uomo ma anche gli animali hanno il soffio divino”. Quanto a papa Ratzinger, nulla di meglio che le salsicce di Regensburg, la pancetta di suino nero e gli affettati di maiale, l’agnellino da latte cotto al forno, l’arrosto di vitello e i bocconcini di manzo. Con papa Bergoglio si parla tanto di cibo sobrio, semplice ed innocente. Ma quando mai? Egli va fiero del suo maialino al forno, della sua carne di manzo alla brace, delle scaloppine con piselli e peperoni, della sua pasta al ragù. E per finire non manca il frutto a fine pasto, il caffè e il bicchiere di vino.

GIÀ CON SAN PIETRO LE COSE APPARIVANO TUTT’ALTRO CHE SANTE

D’altra parte il cattivo esordio si ebbe già con fondatore San Pietro il quale amava andare a pesca e consumare le proprie prede. Sarebbe davvero interessante verificare una per una le diete di tutti i papi. Ne scopriremmo delle belle! Come quella di papa Martino IV (1281-1285) che adorava le anguille del lago di Bolsena a tal  punto da morire di indigestione. Oppure quella di Pio II (1458-1464) che spese in banchetti a base di carne qualcosa come 10 milioni di Euro odierni. Oppure quella di Pio IV (1559-1565) che non era da meno con la sua grande passione per le lumache e le rane fritte.

INNOCENZO XI MASSIMO DOCENTE DI AVIDITÀ ALIMENTARE

Innocenzo XI (1676-1689) ebbe a dichiarare ufficialmente che “Non è peccato mangiare e bere a sazietà anche per il solo piacere di farlo!” Venne poi beatificato non a caso da un’altra buona forchetta come Papa Pio XII nel 1956.

AD AVIGNONE ERA ANCOR PEGGIO CHE IN VATICANO

Ma il record dei record appartiene a un papa di Avignone, che nel 1324 diede un banchetto memorabile a base di 8 buoi, 55 montoni, 8 maiali, 4 cinghiali, 22 capponi, 690 polli, 580 pernici, 270 conigli, 37 anatre, 4 gru, 2 fagiani, 2 pavoni, 292 uccellini, un’enorme quantità di pesce, 3 quintali di formaggio, 3000 uova, il tutto innaffiato con damigiane di Bordeaux francese doc.

ENORMI DIFFERENZE DI QUALITÀ, DI MORALE E DI ETICA NELLA EDUCAZIONE COSIDDETTA PROFANA

Quali enormi differenze con l’insegnamento di Cicerone “L’uomo è destinato a una occupazione migliore di quella di sgozzare e sventrare esseri indifesi ed innocenti”, e “Nulla al mondo è utile, salubre e conveniente se basato sulla crudeltà e sulla sofferenza del prossimo”, o con quello di Pitagora ed Empedocle, per i quali “Tutti gli esseri viventi hanno eguali diritti, e pene inespiabili spettano a coloro che arrecano offesa e sofferenza a chi non ha mezzi per difendersi”, o con quello di Leonardo, dove “La relazione uomo-animale costituisce un fedele indicatore del processo di maturazione spirituale e morale della civiltà, e dove l’Ordine Cosmico ci vede alleati degli animali che dovremo proteggere e custodire”.

Valdo Vaccaro

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