I BURATTINAI DELLE PESTILENZE INVENTATE

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I palazzi del potere

In ogni paese del globo esiste un governo diretto da un premier, e un presidente della repubblica, oppure un re, o una regina, in rappresentanza del potere, della legge, del rapporto armonico tra stato e cittadini.

I luoghi sacri in cui si celebrano i riti politici del potere si chiamano Senato, Parlamento, Congresso, Palazzo del Presidente, palazzo del re, palazzo del governo.

Le denominazioni specifiche delle sedi nelle quali è stanziato il massimo esponente di ciascuna comunità sono ormai sulla bocca di tutti, sia essa la Casa Bianca per gli USA, il Cremlino per la Russia, l’Eliseo per la Francia, il Colle per l’Italia, o la semplice tenda sulla sabbia per il bizzarro presidente libico.

Gli strumenti, i simboli e la colla del potere

Gli strumenti e i simboli, altrettanto sacri ed intoccabili, sono le Costituzioni, le bandiere, gli inni nazionali, la carta moneta.

Ma la cosa più importante, quella se vogliamo più intastabile ed immateriale, quella che fa da colla tra governanti e governati, e che garantisce pure il rispetto delle leggi e dell’apparato politico, è l’attendibilità, ossia la credibilità dei personaggi installati in quei luoghi speciali.

Il livello di credibilità

Detto questo, è giusto porsi il problema di quale sia l’odierno livello di fiducia dei cittadini nei riguardi del potere.

Essendo il mondo in una fase storica dove si persegue da più parti l’obiettivo della globalizzazione, le maggiori attenzioni si spostano fatalmente dai 200 palazzi periferici delle varie province mondiali, a quello dell’impero-guida, noto col nome di Casa Bianca.

Palazzo la cui compostezza, la cui rispettabilità e reputazione, vennero già messe a dura prova dai celebri giochini erotici di Bill Clinton con le sue segretarie.

La gente è di bocca buona, possiede ormai un alto grado di sopportazione.

Ma, se alla Casa Bianca si intessono trame ed imbrogli micidiali, tutto cambia.

Se le cadute di etichetta e di moralità del luogo di massimo potere si limitassero a queste banalità, degne al massimo di gossip giornalistico e cronaca rosa, poco male.

La gente è ormai di bocca buona e riesce a sopportare molte cose.

Dopotutto i presidenti sono esseri umani.

Mangiano, bevono, si liberano, e a volte pure gli si gonfia.

Ma se alla Casa Bianca si intessono trame ed imbrogli micidiali a danno della popolazione americana ed anche di quella mondiale, le cose cambiano in modo drammatico, e il modo di vedere, di giudicare la politica e i suoi attori principali, da parte della gente, subisce una radicale trasformazione.

Le basi razionali e storiche della fiducia negli Stati Uniti d’America

Il mondo occidentale, la Comunità Europea allargata, e le varie nazioni che guardano all’America come al polo centrale di orientamento, al polo dei valori, della democrazia e della libertà, hanno scelto gli Stati Uniti a ragion veduta.

Un grande paese di 50 stati confederati, caratterizzato da una popolazione moderna, sviluppata e multi-etnica, da una straordinaria potenza militare, da un predominio nelle imprese spaziali e nella ricerca scientifica, da una disponibilità al dominio ed allo sfruttamento del mondo ma in modo logico e intelligente, e col sacrificio e l’emorragia continua dei suoi migliori giovani votati al martirio.

Un paese che ha saputo interrompere le brutture hitleriane, vincere poi il micidiale braccio di ferro con Stalin e i suoi successori, sminare il pericolo maoista ed accorpare la Cina al sistema occidentale, tenere a bada il fanatismo islamico.

Un paese che ha subito vili attentati, nonché l’attacco proditorio e folle alle Torri Gemelle.

Un paese così non poteva non ingenerare fiducia e credibilità.

Le marachelle di dongiovanni Clinton non sono niente

Ma oggi, alla luce di quanto sta avvenendo, i peccati della coppia Clinton-Levinsky sono simpatiche inezie e perdonabili marachelle, quasi dei titoli di simpatia e di merito, di fronte all’emergere di fatti gravissimi che mettono in discussione l’intero concetto di America come stato-guida.

Se tradisci la fiducia del cittadino, egli non può fare altro che ripagarti col disprezzo.

E finisce pure che tutti gli accadimenti storici degli ultimi anni, sullo scenario mondiale, vengano rivalutati e riconsiderati.

Siamo sicuri dove sta la vera civiltà e la vera barbarie?

L’esecrazione unanime delle malefatte di Al Khaeda e di Bin Laden sono state una costante, sia per il cittadino occidentale che per quello asiatico e quello panamericano.

L’appoggio ideologico alle guerre in Iraq ed Afghanistan, per quanto mai ridondante ed assoluto, ne è stata una conseguenza logica. Al momento attuale, le opinioni non sono più coese e granitiche.

C’è sempre più gente che si pone un drammatico interrogativo.

Siamo sicuri che la ragione non stia dalla parte di Sadam Hussein e di Bin Laden?

Dove sta mai la vera civiltà e dove sta la vera barbarie?

E’ un vero peccato che Oriana Fallaci, la più grande ed intelligente scrittrice di questi ultimi decenni, non sia più tra noi a dire la sua, e a rettificare il suo forse troppo viscerale amore per l’America, per il contradditorio e deludente tipo di America che si sta evolvendo e delineando di fronte a noi.

Un significativo episodio in quel di Jakarta

Camminavo giorni fa per Pasar Baru, la via dei negozi moderni in centro Jakarta.

Un ragazzino mi passò accanto infilandomi in tasca qualcosa.

Pensavo si trattasse di un messaggio pubblicitario.

Quando lo estrassi rimasi di sasso. Era un santino, come quelli che in passato raffiguravano il Cristo o la Madonna, o i vari santi.

Solo che in quel santino ci stava l’immagine di Bin Laden col fucile in spalla.

Non a caso, il giorno prima, erano esplose due bombe negli alberghi Marriott e Regent, nel centro della metropoli indonesiana, a qualche centinaio di metri dall’Hotel Marco Polo in cui alloggiavo.

I sentimenti anti-americani sono forti e diffusi, ormai radicati nelle popolazioni asiatiche.

Il che non è casuale o immotivato.

Servono più valori e meno portaerei, per vincere davvero le guerre e la diffidenza dei popoli

Per vincere davvero le sue guerre, a uno stato o ad una coalizione di stati, non bastano certo i servizi segreti, gli obici, gli autoblindo, i missili, i bombardieri e le portaerei.

Servono piuttosto valori, serve credibilità, serve trasparenza, serve amore per la terra nel suo assieme, amore per la natura, per gli esseri umani, ed anche per gli animali.

Qual è invece lo spettacolo che l’America di Clinton-Bush-Obama sta oggi offendo al mondo?

Per quanto irriguardoso possa apparire il parere di chi scrive, l’impressione generale che ogni osservatore ha in questo momento, è quella che siamo diretti, più che da persone responsabili, trasparenti ed affidabili, da una vera e propria banda di cialtroni.

Il meno responsabile di essi è George W. Bush, da tutti ingiustamente vilipeso.

Ha sbagliato la guerra in Iraq? Ma è l’unico presidente americano ad aver subito un attacco micidiale, angoscioso, disastroso e sanguinario, in suolo americano, nella città simbolo dell’America.

Non è un alibi storico, ma poco ci manca.

CDC e Casa Bianca, più che amici, culo e camicia

C’è troppa gente in Europa che non ne vuole sapere delle sigle.

Sarà opportuno cambiare mentalità.

Gli americani vivono di sigle.

Chiamano il loro stesso paese con USA, la loro Los Angeles con LA, il loro più amato presidente con JFK, e via di questo passo.

Il CDC (Central Disease Control) è da anni qualcosa di molto più che un ente pubblico.

Da quando sono caduti il Muro di Berlino e la Cortina di Ferro, e da quando si è disgregata l’Unione Sovietica, un altro ente basilare come la CIA (Central Intelligence Agency), ha fatto il percorso opposto, perdendo molti dei suoi poteri.

La crescente e preoccupante crescita del CDC, più servizio segreto che ente sanitario.

Il banco di prova storico fu proprio l’invenzione della farsa AIDS.

Il CDC no. Non ha perso poteri. Esso ha semmai raddoppiato e triplicato la sua importanza ed il suo peso, diventando a sua volta servizio segreto. Non occorre essere degli specialisti per capirlo.

Il polso del CDC lo sperimentiamo in continuazione.

Le sue dritte, le sue leggi, le sue trame, le sue malefatte, si sentono in ogni punto del pianeta.

L’invenzione della peste del secolo nel 1984, costruita dal niente e imposta al mondo intero secondo gli schemi pubblicitari già sperimentati commercialmente dalla Coca-Cola e dalla McDonalds, è ancora lì a ricordarci chi è il CDC.

I maggiori specialisti d’America, i 700 più altolocati docenti di microbiologia, capeggiati da Peter Duesberg, tutti d’accordo sul fatto che l’AIDS è stata una sconcia burla, una presa per il sedere del mondo intero, stanno lì a confermare che niente hanno potuto ed a ricordarci chi è il CDC, e quanto potere esso ha.

Il presidenti Nixon e Ford prendevano già ordini e direttive dal CDC.

Sono note le pressioni del CDC nel 1970 verso Richard Nixon, sostanziatesi nel famoso lancio della guerra contro il cancro.

E nel 1976, mentre teneva già nei propri cassetti il progetto GRID (gay related immunodeficiency disease) trasformato poi in AIDS,  il CDC diede prova ulteriore del suo straordinario potere sui padroni del vapore e sulla stessa Casa Bianca.

In quell’anno, il presidente Gerald Ford si apprestava ad affrontare una difficile campagna elettorale per la propria rielezione.

C’era in giro dell’influenza, e anche allora si parlò di peste suina, dato che i poveri porcellini non hanno mai avuto dei santi protettori in Paradiso, e tantomeno degli avvocati difensori in Terra.

Già allora si parlava di un’etichetta di comodo da applicare alla comune influenza, allo scopo di far fluire dollari alle casse affamate del sistema sanitario

Trattavasi in realtà di normalissima comune influenza, come succede ogni anno al cambio di stagione, e sempre in stretto rapporto agli errori ed agli spropositi dietetico-comportamentali che caratterizzano la società americana.

Ma al sistema sanitario americano, quanto mai carico di insaziabile appetito per il danaro, la cosa non andava giù.

Tutti quei bei pazienti che si ammalavano in massa di influenza  nel tardo autunno o a primavera inoltrata, era un’occasione da non sprecare.

Serviva irreggimentarli, metterli sotto le grinfie della medicina, applicargli una bella etichetta di comodo. Serviva sottoporli a cure farmacologiche quando erano già ammalati, e a vaccinazioni fasulle prima che si ammalassero.

Sennò, noi medici, che cacchio ci stiamo a fare?

L’educativa storia di David Sencer

Il capo del CDC, David Sencer, consigliò a Ford di lanciare una vaccinazione di massa a livello nazionale, col supporto ovvio ed immancabile dell’onnipresente Università e della Fondazione Rockefeller.

Per convincere il titubante Ford, Sencer citò il caso di un soldato di stanza a Fort Dix in New Jersey.

Tale soldato era morto dopo che lui e un gruppo di commilitoni si erano ammalati di influenza.

Ma la reale causa di morte, tuttora disputata, risultò derivare dal fatto che quel povero ragazzo, già influenzato ed indebolito, fu costretto a compiere una marcia forzata, a cui non aveva retto.

Lo spettro della Spagnola, senza mai dire che milioni di persone furono in realtà sgominate dalle aspirine e dai vaccini

Anche in quella occasione, esattamente come nel caso dell’odierna pandemia suina H1N1, si utilizzò lo schema classico del terrore, ovvero lo spettro della Spagnola del 1918-19, tenuto sempre bello e pronto per l’uso, nei cassetti del CDC.

Le pesti del Medioevo stanno troppo lontane nel tempo per preoccupare la gente, ma la Spagnola no. Essa venne dopo il 1° conflitto mondiale, e causò 100 e passa milioni di morti, qualcosa di davvero epocale.

Nessuno però che specifichi come e perché nemmeno una persona morì in realtà per colpa del virus. Nessuno che riconosca come e perché i milioni di persone morirono per colpa delle campagne terroristiche e delle vaccinazioni di massa (mediante vaccini aggressivi e raffazzonati alla svelta) contro la stessa Spagnola, apparsa l’anno prima come conseguenza degli stenti, delle sofferenze e delle paure della popolazione.

Nessuno che aggiunga come le somministrazioni massicce di aspirina agli ammalati fecero cadere la febbre ai medesimi, mettendo però fuori uso il loro sistema immunitario.

40 milioni di vaccinazioni per una pandemia inesistente.

Più influenzati tra i vaccinati che tra i non vaccinati.

I funzionari federali vaccinarono così nel 1976 una vasta porzione del popolo americano, con 40 milioni di vaccini.

La temuta pandemia, in realtà, non si materializzò mai. Si verificarono come al solito più casi di influenza tra gli stessi vaccinati che nella maggioranza non vaccinata.

Si trattò dunque di un flop, di un falso allarme.

Successe invece che migliaia di vaccinati fecero causa legale al governo federale, in quanto furono vittime di una forma di paralisi, nota come sindrome di Guillan-Barre, una infiammazione del sistema nervoso che può portare al decesso.

E lo stato americano fu costretto a pagare uno per uno i cittadini danneggiati.

Almeno 25 persone erano morte immediatamente dopo l’inoculazione ed altre 500 avevano sviluppato tale sindrome.

Uno dei più scellerati fallimenti nella storia della Sanità mondiale.

Ma nessuno pagò di tasca sua, né Sencer, né il CDC, né tantomeno Rockefeller.

Alla fine, l’amministrazione statunitense fu riconosciuta colpevole e fu costretta dal giudice a pagare i danni. Nel dicembre 1976 si fecero i conti.

Il vaccino contro l’influenza suina si dimostrò ben più dannoso della patologia stessa, sia in termini di malati che in termini di costi economici.

Sencer fu licenziato per il disastro, ma il danno nessuno lo pagò, né lui, né il CDC, né tantomeno Rockefeller. Lo pagò solo la popolazione americana, con le casse dello stato federale.

Si trattò di uno dei più scellerati fallimenti nella storia della sanità americana e mondiale, e Ford non venne rieletto.

Torniamo a oggi, all’associazione democratica Obama-Clinton-Soros-Rockefeller

Spostiamo ora le lancette sull’anno 2009.

Sono passati 32 anni e, alla Casa Bianca, c’è Barack Obama, presidente democratico, culo e camicia pure lui col CDC, e socio in affari col trio democratico delle meraviglie Clinton-Soros-Rokefeller.

Democratico, nota bene, in America non significa democratico nel senso letterale della parola, e non significa nemmeno socialista o socialdemocratico.

Al massimo significa qualcosa di simile a democristiano, quando lo scudo crociato teneva saldamente in mano le redini del potere in Italia, gestendo al meglio tutta la baracca, incluso il reticolo inestricabile con le mafie, le camorre e le andranghete di allora.

Ma, sia ben chiaro, non stiamo affatto dicendo che repubblicano significhi partito degli angeli.

Repubblicano è paragonabile a destrorso, sullo stile berlusconiano.

Nessuno dei due partiti è in realtà alternativo.

Sono entrambi movimenti politici alla mercede del dollaro e del potere.

Una firma irresponsabile, capace di portare diritti al Barack-Gate

Cosa fa a questo punto Barack Obama, per ingraziarsi contemporaneamente i Rockefeller ed i Soros?

Firma un documento che garantisce l’immunità da procedimenti giudiziari a CDC, FDA, NIH e a tutte le autorità sanitarie.

Ecco allora che FDA e compagni consentono a Big Pharma, Pfizer e Glaxo-Smith-Kline in testa, di immettere i propri vaccini sul mercato, prima ancora che qualsiasi test sui possibili effetti collaterali dei vaccini sia effettuato.

Il bello è che mancano ancora le prove concrete e scientifiche del virus specifico

Chiaro che i monatti vogliono affrettare i tempi.

L’acme della paura è previsto per l’inizio dell’autunno.

Occorre inoculare vaccini a raffica nei picchi dell’orgasmo vaccinatorio, prima che arrivi l’inevitabile momento di stanca.

Un cruccio però esiste. E non si tratta di una banale formalità.

Né l’OMS, né il CDC, né nessuna altra istituzione ha ancora fornito le necessarie prove scientifiche sull’esistenza del presunto virus H1N1 influenza A, prove richiedenti che il virus venga scientificamente isolato, definito e fotografato in sicurezza mediante microscopio elettronico, a rispetto delle procedure standard universalmente previste.

Le pestilenze inventate si rassomigliano tutte, e fanno sempre capo al CDC.

Non c’è la prova dell’HIV e non c’è pure la prova dell’A (H1N1).

Hanno parlato di mostriciattolo a tre teste, moltiplicando per tre la paura e l’orrore popolare, facendo già morire di infarto e di stress qualche psico-labile, ma non hanno ancora fornito le indispensabili prove. Stanno tuttora in alto mare.

Sono in pratica nella medesima situazione dell’AIDS/HIV, di cui tutti parlano come si trattasse di pane e marmellata, mentre non esiste né il pane AIDS (ma100 versioni di pane derivate da 100 farine o da 100 errori comportamentali diversi), né la marmellata HIV (più spirito maligno e spettro evocato disperatamente dai monatti, che sentono franare il terreno sotto i piedi, e mandano in giro altri brandelli della farsa iniziale, sottoforma di foto inconcludenti di un virus immaginario che potrebbe essere l’HIV ma che non lo è affatto).

Il conto della massaia

E, mentre qualcuno comincia già a fare i bilanci, i conti-spese dei finanziamenti pro-AIDS, le tonnellate di miliardi, sottratte con l’inganno e la perfidia all’economia reale del mondo intero, appaiono come un’emorragia finanziaria più grande ancora di quella causata dalle guerre congiunte di Iraq ed Afghanistan, per cui non mancano collegamenti inquietanti con l’attuale crisi finanziaria mondiale. D’accordo, ci sono stati i fallimenti di grosse banche d’affari, e c’è stato pure l’incredibile scandalo Bernard Madoff.

Ma qualsiasi buona massaia sa che, sei nei suoi conti quotidiani spende 10 per il cibo, 10 per il vestiario, 20 per trasporti-telefono-casa-auto, 20 per le tasse, e 40 per la sanità, la sua formula è da giudicarsi come minimo fallimentare.

I disegni speculativi di Soros e Clinton contro le Tigri Asiatiche, nel luglio 1997

Già la stangata principale al mondo intero era stata inferta da George Soros nel luglio 1997, con i suoi folli disegni speculativi contro le decollanti Tigri Asiatiche, in stretta e scellerata collaborazione con Bill Clinton, quando il  Soros-dipendente Fondo Monetario Internazionale decretò il fallimento a catena di Thailandia, Indonesia e Korea, causando la micidiale crisi Argentina, e la caduta verticale di tutte le esportazioni italiane ed europee verso l’Asia.

I lavoratori italiani, i sindacati ed i partiti, si sono accorti solo negli ultimi 3 anni della drammatica caduta del paese.

Non si sono mai accorti, e non lo sanno neppure oggi, che tutto è cominciato proprio in quel luglio 1997, che dovrebbe essere segnato come data infausta per la nazione italica.

Demonizzano le sciocchezzuole e le buone qualità di Berlusconi, ma non il grosso neo dei suoi coinvolgimenti con le industrie della carne, del latte e del farmaco

Lanciano accuse a destra e a manca. Demonizzano le veline e le sottoveline di Silvio Berlusconi.

Dissacrano così il premier per una delle sue più valide ed innocenti qualità, che è proprio la sua vivacità erotica, evitando invece di criticarlo per i suoi coinvolgimenti con tutte le industrie della carne e del latte e dei farmaci.

Industrie che sono i sostegni basilari di tutta la sua acquisizione pubblicitaria in Mediaset.

Non hanno ancora capito che la persona che tentò di affondare l’Italia già negli anni 70, con Andreotti capo del governo, si chiamava e si chiama George Soros, di professione speculatore specializzato in valute deboli.

Dalla sconfitta con la lira italiana al sodalizio inossidabile con Bill Clinton

Tentò invano di far svalutare drammaticamente la lira, per poi tornare nello stivale e fare i suoi maxi-acquisti di aziende, banche, siti turistici, a prezzi più che dimezzati.

A quel tempo Soros era ancora dilettante. Chissà che già allora non covasse l’idea di comprare la Roma, o magari pure la Juventus e il Milan, ma a prezzi stracciati?

Non aveva grossi agganci ancora con la Casa Bianca. Non poteva immaginare che i suoi schemi e i suoi precisi calcoli sulla liretta in crisi venissero fatti saltare proprio dall’America e dalla Germania, intervenute a salvare l’Italia dal disastro imminente. Soros incassò la lezione. Comprese che senza il supporto della Casa Bianca non si andava da nessuna parte.

Provò subito simpatia per quel giovanotto simpatico e sorridente dell’Arkansas, di nome Clinton, e lo finanziò profumatamente, aprendogli le porte della duplice presidenza americana.

La caduta disastrosa del Baht

Quando decise di far saltare le più forti economie asiatiche, che marciavano con aumenti annui del PIL a due cifre, importando container-su-container il 20% della produzione industriale italiana (e poco e nulla dall’America), Soros era diventato una supervolpe, e controllava a menadito la Casa Bianca clintoniana, nonché i direttori della Banca Mondiale e del Fondo Monetario.

Il gioco che lo aveva visto perdente vent’anni prima in Italia, gli riuscì alla perfezione in Thailandia, e poi in Indonesia e Korea, mandando il tilt l’intera economia asiatica, ma anche quella mondiale.

Il Baht, che per 20 anni si era cambiato a 25 Baht per dollaro, si cambiò non a 26 o 30 o 40, ma a 54.

Inoltre, come non bastasse, il dollaro era in caduta libera.

A Soros il Nobel per l’Economia Speculativa

In questi giorni, se andate a Pattaya, e avete tempo per sognare qualche investimento in zona tropicale, andate nella hall di fronte al Marriott Hotel, e di fronte al Sizzler Restaurant.

C’è uno stand che vende ai turisti appartamenti nei nuovi palazzi che sorgono come funghi nelle zone turistiche thailandesi.

Ho raccolto dei dèpliant chiedendo da che paese vengono. Siamo israeliani.

Non potevano dire siamo sorosiani, ma i conti tornano.

Quei palazzi sono costati a Soros tre o quattro volte di meno, rispetto a quanto li avrebbe dovuti pagare col baht allo stato normale. Hai capito come si fanno i soldi.

Nessuno può negare a Soros il Nobel per l’Economia, per l’Economia Speculativa ben s’intende.

Un business Italia-Asia diventato improponibile

In termini di lire stabili, il baht che ne valeva 90 lire nel 1997, oggi ne vale 30, ossia tre volte di meno.

La stessa cosa è successa con le valute indonesiana, malese, koreana, hongkonghiana, taiwanese, filippina.

Chi comprava in Asia una macchina italiana a 5000€ nel 1997, oggi la deve pagare 15000.

Un business improponibile.

Per i prodotti americani le cose vanno un po’ meglio, data la caduta verticale del dollaro, guidata pure dal genio Bill Clinton.

Ma chi ne ha guadagnato di più è stata la Cina, che ha trovato la strada spianata al suo ciarpame e alle sue cianfrusaglie, trovando persino il modo di migliorarsi negli anni e di proporre oggi macchine di qualità leggermente migliorata, ma sempre a prezzi stracciati.

Il proliferare delle ladresche fondazioni AIDS

E’ da quegli anni che cominciarono a proliferare nel mondo le fondazioni AIDS, autentici sconci serbatoi di fondi esentasse, sottratti di nuovo all’economia reale.

Ne esistono a decine in Malaysia, Indonesia, Thailandia, Sudamerica, e un po’ dovunque, e tutte legate in un modo o nell’altro ai Clinton, ai Soros e ai Bill Gates.

Finché questo groviglio di interessi farabutti non verrà sbrogliato e dipanato, finché gli stati non metteranno fuori-legge tutte le fondazioni miliardarie AIDS, finché i capitali speculativi di Soros e compagni non saranno individuati, sequestrati e regolarmente tassati, ogni discorso sulla ripresa dell’economia resterà lettera vuota.

I primi vaccini, alcuni di essi potenziati, verranno sperimentati proprio sui bambini

Tornando alla peste suina ed alle sue concrete ed immediate implicazioni, filtrano le prime indiscrezioni.

Pare che i vaccini pandemici saranno prodotti in due versioni e marchi diversi, uno dei quali conterrà un additivo chimico, cioè un coadiuvante atto a potenziare gli effetti vaccino, aumentandone ovviamente la pericolosità degli effetti collaterali.

I bambini saranno i primi ad essere vaccinati, e potrebbero subire tale aggressione oltre un mese prima che i risultati del test decisivo siano ricevuti.

Il che rende ancora più incredibile la faccenda.

Alla irresponsabilità generica di questa gente, si interseca in continuazione anche il fattore imbecillità.

Scenari di morte e di devastazione, e fabbriche inglesi di veleni impegnate a tutto ritmo

Se l’America è la patria delle pestilenze, il Regno Unito segue a ruota, essendo il paese della Glaxo-Smith-Kline, una potenza farmaceutica seconda a nessuno in fatto di monatto-untorismo.

Nel Regno Unito è stato ordinato al NHS (National Health Centre) di prevedere uno scenario nel quale l’influenza suina potrebbe causare 65000 morti nel prossimo inverno, incluse diverse migliaia di morti tra i bambini.

In concomitanza con tali artefatte e catastrofiche previsioni, il governo britannico ha ordinato ai due produttori GSK e Baxter di procedere con la produzione, e le due aziende hanno registrato in largo anticipo, in previdente e sospetto anticipo sui tempi, tre vaccini essenziali.

I brevetti ottenuti dalla Baxter con largo anticipo dimostrano la premeditazione truffaldina di tutto lo schema vaccinatorio 2009

Abbastanza curiosamente, ancora un anno prima che fossero riportati i primi casi di H1N1, la Baxter registrò il brevetto di un vaccino contro la H1N1 contenente più di un antigene (tipo A e tipo B), prelevati dai vari sottotipi umani, dai sottotipi dell’ingluenza suina, dai sottotipi dell’influenza canina o equina e dai sottotipi dell’influenza aviaria.

Come dire, nella vita occorre essere previdenti.

Ma il fatto che tale attestazione sia avvenuta un anno, e non 2 o 3 anni fa, significa che le aziende farmaceutiche erano già stata allertate da qualcuno, e che dunque la pandemia messicana era uno schema voluto, preparato, pianificato, e non un accadimento improvviso e reale.

Vuol dire insomma che negli scadenziari segreti della CDC c’era scritto da anni: 2009 peste suina-aviaria, e che ad optare per il Messico abbia influito l’inaugurazione dei nuovi stabilimenti Sanofi-Aventis. Un’autentica premeditazione truffaldina.

Tra i coadiuvanti idonei della Baxter c’è pure il famigerato e micidiale idrossido di alluminio

Nella richiesta di brevetto della Baxter si afferma che coadiuvanti idonei (ovvero additivi migliorativi dell’efficienza, come si fa con l’ottano nella benzina super) possono derivare da gel minerali, idrossido di alluminio, surfattanti, liso-lecitina, polioli plurolici, polianomi o emulsioni di olio.

Sempre al riparo da ogni responsabilità legale (grazie alla gentilissima legge firmata da Barack Obama) la Baxter potrebbe prepararsi a vendere milioni di dosi contenenti l’altamente tossico idrossido di alluminio come coadiuvante.

Nessuno si distragga e nessuno si annoi.

Prepararsi ad altro nuovo assalto pestilenziale nel 2010, ancora con l’antiepatite B.

Si ripetono gli schemi e le problematiche generate con l’epatite B.

Quando nel 1991 la vaccinazione anti-epatite divenne obbligatoria (con la corrotta firma del ministro De Lorenzo, e i suoi 600 milioni ricevuti da Big Pharma), l’infezione aveva già registrato un forte calo e si stava estinguendo in modo naturale, come succede sempre con tutte le malattie che innescano un campanello d’allarme e inducono la popolazione a comportarsi  e a nutrirsi meglio.

Oggi torna di attualità il problema, per l’incremento dell’epatite B, con (dichiarazioni OMS, 500 mila portatori cronici in Italia e 370 milioni di infetti nel mondo).

Prepariamoci dunque a un nuovo assalto dei monatti per il 2010.

I metodi epidemiologici sono già sbagliati in partenza, come concezione, ma anche in termini di esecuzione lasciano a desiderare. Si procede infatti ad esperimenti e a tentoni.

La prossima aviaria (canina o equina) è pianificata tentativamente per il 2013.

Il 2010 sarà l’anno del Papilloma con i suoi 30 vaccini nelle sue 30 accertate variazioni.

E sarà pure l’anno del ripristino antiepatite B. Poco importa se su quel vaccino pesa come un macigno l’ombra, non solo delle corruzioni accertate per renderlo obbligatorio, ma anche delle inquietanti correlazioni con la sclerosi multipla.

Correlazione che non è stata affatto diradata dagli studi (vedi articolo Epatite B, dilemma vaccino, di Gianna Milano, su Panorama 17/7/2008).

Secondo Tom Jefferson, epidemiologo americano, la sorveglianza sui vaccini lascia molto a desiderare. Inoltre, i metodi epidemiologici non sempre danno risposte certe, e si lavora con criteri probabilistici, cioè ad esperimenti e a tentoni.

Siano almeno i figli di Obama e quelli dei congressisti firmatari a fare da cavia

Come dice William Engdahl, autore di Full Spectrum Dominance: Totalitarian Democracy in the New World Order (democrazia totalitaria nel nuovo ordine mondiale), pubblicato su Internet da Amadeux, sarebbe il caso che gli autori di questo autentico assalto-aggressione mondiale all’uomo della strada, ai bambini e ai malati innanzitutto, fossero loro stessi i primi ad essere vaccinati, i primi a fare da cavia in questo incredibile sopruso planetario.

E tra di essi dovrebbe andarci pure Obama e i suoi figli, nonché tutti i membri del Congresso americano che hanno votato a favore dello scellerato stanziamento di 7 miliardi di dollari per l’emergenza-farsa della peste suina-aviaria.

Stop ai conteggi delle vittime, tanto il mondo è fatto di grandi babbei

Ma questo non succederà mai.

Loro stanno in una botte di ferro. Il mondo viene considerato da loro come pieno di grandi babbei, pronti ad obbedire ad ogni loro comando.

La OMS, cui è affidato il compito di monitorare la pandemia, ha deciso di smettere i conteggi.

Non tiene più traccia dei numeri relativi all’influenza suina, anche per non recare ulteriori danni alla Smithfield Foods e agli altri grossi allevatori di suini d’America e del mondo.

Il CDC di Atlanta, confermando il gioco di squadra, ha dato il proprio assenso allo stop nei test e nei conteggi OMS.

Si arrangino i vari paesi a verificare e a tenere la conta, dicono in quel di Atlanta.

Missione compiuta, voltare pagina, la palla alle aziende sanitarie locali

Noi qui stiamo a discutere e a scrivere di aviaria.

Ma, per l’aviaria, al CDC hanno già voltato pagina. Missione compiuta. Mondo spaventato, mondo vaccinato. Obiettivo raggiunto. Hanno passato la palla ai Ministeri della Sanità ed alle aziende sanitarie locali.

I test non sono sicuri, ma fatti a casaccio. Non lo diciamo noi ma, incredibilmente, il direttore ricerche malattie infettive dell’Università del Minnesota, dr Michael T. Osterholm

Il dr Michael T. Osterholm, direttore del centro per la ricerca sulle malattie infettive dell’Università del Minnesota, ha ammesso una cosa che ha dell’incredibile.

Ha detto disinvoltamente che  I test esistenti per confermare l’influenza A(H1N1) non sono per niente affidabili e sicuri, ma sono fatti piuttosto a casaccio.

 Anche per questo l’OMS ha deciso, non senza imbarazzo e tensioni interne, di fermare i controlli.

La OMS è andata oltre, affermando che  Non occorre fare la conta e operare distinzioni ftra influenza suina e influenza normale, poiché possiamo supporre benissimo che quasi tutti i casi di influenza siano casi di H1N1.

I burattinai che cascano come dei Re Nudi, afflosciati e smorti

Tutti i casi di influenza equiparabili a pestilenze suine-aviarie-equine?

Ma ci rendiamo conto della gravità di queste affermazioni?

CDC ed OMS hanno finalmente buttato ogni velo ed ogni foglia di fico.

Sono essi in questo momento i Re Nudi della situazione, e mettono in mostra un grande pancione pieno di porcherie, un membro afflosciato e smorto, totale carenza di palle, due occhi con al posto delle pupille il simbolo luccicante del dollaro e dell’euro.

Dov’è mai la scienza? E dove sta la difesa dei consumatori? E dove stanno gli Alpini?

Questa sarebbe la scienza in base alla quale ci viene detto di vaccinare i nostri infanti, i nostri ragazzi e i nostri infermi?

Questa sarebbe la scienza che ha messo in subbuglio tutte le ragazzine, le adolescenti e le donne del mondo con la farsa Papillovirus?

Dove stanno i comitati di difesa del consumatore?

Dove stanno i comitati di liberazione di destra e di sinistra? Dove stanno gli Alpini?

Stanno forse ad accarezzare stemmi e medaglie che non hanno più alcun valore se non ravvivate da un continuo monitoraggio della situazione.

O si sono tutti venduti al nemico?

I nemici del passato non erano nulla in confronto a quelli di oggi

Per ragioni molto più banali e sciocche di queste, l’Italia ha combattuto, perdendo a Caporetto e vincendo sulla linea difensiva del Piave.

I martiri italiani del Risorgimento affrontarono carceri, patimenti e patiboli, per scacciare gli austriaci, i francesi, gli spagnoli.

Ma quegli invasori non avevano niente di trascendentale e di inquietante, rispetto agli invasori odierni.

Vietato offrire guance, braccia o chiappe a questi farabutti discendenti dal truffatore ambulante John D. Rockefeller

Non sarà il caso di rendere le armi e offrire guance, braccia e chiappe a questi farabutti, discendenti del più grande imbroglione della storia moderna, il piccolo e disonesto rigattiere di Cleveland, di nome John D. Rockefeller, che a partire dal 1859 fece i soldi vendendo pasticche di petrolio agli ignari contadini americani, comprando poi la Standard Oil e finanziando Hitler e la IG-Farben, diventata poi Bayer, Hoechst

Tutti i milioni di vaccini, quelli già preparati e quelli in via di preparazione, in Australia, in America, in Inghilterra, in Thailandia, e dovunque ci sono degli intraprendenti monatti, non verranno di certo buttati in fondo al mare.

I danni li vorranno fare non ai pesci, fortunati in questa circostanza, ma alle popolazioni del mondo.

La trasformazione del sano raffreddore, della sana tosse e della sana febbre, in orribili pestilenze

Ci stanno dicendo apertamente e senza alcun ritegno che hanno trasformato d’ufficio il raffreddore, la tosse e la febbre, le stesse cose che riguardano l’uomo da Adamo ed Eva in poi, in automatiche pestilenze virali.

Gesù Cristo venne crocifisso dai preti, solo per aver affermato di essere figlio di Dio, cosa del resto ovvia, in quanto tutti lo siamo.

Ma questa gentaglia, questi fanfaroni, stanno implicitamente nominandosi superiori a Dio, al punto di giudicarlo e di decidere che raffreddore, tosse e febbre (tutti meccanismi naturali e indispensabili di reazione a errori comportamentali e nutrizionali umani, voluti saggiamente e per fortuna da lui), sono invece, per i monatti, suoi clamorosi errori di percorso.

Mandiamoli tutti a defecare, ma sui carboni accesi

E’ forse giusto che questi elementi da sbarco, si chiamino essi Obama o Rockefeller o Clinton o Soros, e tutti gli altri imbecilli patentati (poco importa se docenti di insettologia o ministri della salute, o presidenti di consiglio o di sconsiglio), mettano impunemente in croce la divinità e la popolazione mondiale, partendo dai più deboli e indifesi, come bambini e malati?

Non è venuito il tempo che la gente si desti dal proprio intontimento e li mandi tutti -mi si perdoni la licenza poetica- a cagare, non nel troppo comodo water, ma sulle più insidiose ortiche o sui carboni accesi?

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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