CIBO VIVO E MENTE LIBERA

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(Conferenza di Livorno del 29 Agosto 2013)

SALUTO SERALE AI LIVORNESI E ALLA TOSCANA

Amiche e amici di Livorno e dintorni buona serata. Non ricordo se si chiamasse proprietà invariantiva, quella per cui variando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia. E qui a Livorno continuiamo a rispettare le regole. Variando la località il prodotto non cambia, e le sale sono sempre colme e stracolme in ogni ordine di posti, al nord come al centro e al sud, d’estate come d’inverno, di lunedì o di fine settimana, di mattina, pomeriggio o sera inoltrata.

FORSE NON STATE BARANDO

Mi viene il sospetto che non lo facciate apposta, e che siate davvero interessati all’argomento. Se uno fosse mosso da null’altro che semplice curiosità, non si scomoderebbe dal rilassante sofà di casa e dai gossip televisivi, né si sottoporrebbe a chilometri di insidiose strade e autostrade, per sorbirsi poi come premio finale una predica nutrizionistica da un non-nutrizionista, una strigliata salutistica da un non-medico, un sermone etico da un non-prete. A tutti i livelli sono un abusivo. In questo mondo basato sulla specialità e sul pezzo di carta legale, vige la parcellizzazione della cultura. Guai dire qualcosa se prima non esibisci le tue garanzie e le tue credenziali.

FILOSOFO APPRENDISTA, PERCHÉ NON SI FINISCE MAI DI IMPARARE

Qualche attestato col timbro ce l’ho pure io, ma la coperta è sempre corta. Per chi crede nella indivisibilità della scienza e della cultura, nei suoi fitti collegamenti ed interrelazioni, non è possibile delimitare i propri ragionamenti a un argomento specifico, disgiunto e dissociato da tutti gli altri. Non puoi parlare di cibo senza coinvolgere il tema della salute, dell’etica e persino della politica. Se qualcuno di voi vuole assolutamente darmi una collocazione e una etichetta che non mi disturbi troppo, mi chiami pure filosofo della tolleranza, dell’armonia, del sorriso e della salute, ma anche della chiarezza, della concretezza, dell’apprendimento continuo, perché è a queste cose che punto.

MASSA INDISTINTA DI INFORMAZIONI CONTROCORRENTE O QUALCOSA DI PIÙ?

Il bello è che tutti i giorni mi chiedono suggerimenti e consigli circa le varie scuole di naturopatia, di nutrizionismo, di igiene naturale e di medicine alternative del paese. Per costoro, il materiale espresso nel mio blog è una massa indistinta di informazioni controcorrente più o meno utili, più o meno interessanti, e non autentiche lezioni di libera scienza della salute da catalogare, classificare e studiare. L’interesse, in questi casi, è per l’istituto racchiuso tra delle mura, con tanto di banchi e cattedre, e con tanto di diploma o di quasi-laurea utile a intraprendere una carriera in campo nutritivo e terapeutico.

UN RECORD MONDIALE CHE LASCEREI A QUALCHE ALTRO

E stasera parleremo per l’ennesima volta di alimentazione, argomento trito e ritrito in tutte le forme, le salse e le versioni. Quello che un po’ mi rovina, è l’enorme mole di lavoro espresso mediante le tesine giornaliere, a difesa di un record mondiale di 4000 articoli igienisti pubblicati. Record che, almeno in termini di sfaticata giornaliera e notturna, lascerei volentieri a qualche altro.

IL RISCHIO DELLA RIPETIZIONE E DELLA MONOTONIA

Vi assicuro che non sono un grafomane e che non amo affatto stare di fronte al computer per ore e ore, ad ingrossare ulteriormente un blog già stracarico. Il problema è la pioggia di messaggi che mi cadono tra capo e collo su basi giornaliere, e che non accennano a diminuire. Ovvio che il rischio è di diventare noiosi e ripetitivi. Ovvio che il mio tentativo di portare qualcosa di extra e di aggiornato alle varie conferenze viene in questo modo messo in difficoltà.

REPETITIA JUVANT

D’accordo che per gli antichi romani il repetita iuvant, il ribadire i concetti in continuazione, aveva di per sé un grande valore educativo. Del resto ne abbiamo l’esempio quotidiano dalle trasmissioni radio-televisive, dove la ripetizione ossessiva dello stesso motivetto ti costringe a sorbirlo, ad apprenderlo e magari a fischiarlo controvoglia, dove veniamo martellati e bersagliati impietosamente dagli spot del latte che ci offre calcio, della cola che ci regala allegria e socialità, del caffè che ci tira su, dalla proteina animale che ingrossa i muscoli e abbonda in B12, dal vino che ti pulisce le arterie, dalla gomma del ponte che ti migliora la dentatura, dall’integratore che copre le carenze, dal vaccino che protegge bambini e anziani, dal farmaco che ti cura e ti salva la vita.

GLI SPOT SONO NON A CASO LA CARTA VINCENTE

I produttori di cibi e bevande-spazzatura, di sostanze chimiche e integratrici, hanno da tempo capito da che parte zoppica l’umanità. Hanno verificato come gli spot proposti e ripetuti regolarmente, poco importa quanto ipocriti e svianti essi siano, rappresentano la carta vincente per la diffusione delle loro cianfrusaglie alimentari e farmaceutiche.

SENSORI E RECETTORI CHE CATTURANO EMOZIONI

Cibo significa carburante adatto a mandare avanti il nostro motore chiamato anima-corpo-spirito.
Un motore che non è composto solo da pistoni e da organi, ma da sensori e recettori che assorbono e captano cose ben più sottili, delicate e complesse chiamate emozioni.

NON SOLO MATERIALE DA MASTICARE, DEGLUTIRE, DIGERIRE ED ESPELLERE

Quindi non soltanto le sostanze materiali che portiamo alla bocca, ma anche quelle più sofisticate che travasiamo nella mente, ed anche quelle ancor più eteree che impregnano le parti più intime e sensibili della nostra persona, si chiamino esse interiorità, super-io, spirito ed anima.

I NOSTRI ALIMENTI VANNO PIÙ IN LÀ DELLA CALORIA, DELLA VITAMINA E DEL MINERALE

Non solo insalate, succhi d’arancia, meloni e fichi d’India, non solo pane pizza e pasta, ma anche aria pulita e acqua dissetante, ma anche ingredienti primari chiamati valori, tipo equilibrio interiore, armonia familiare e sociale, sicurezza economica, appagamento emozionale, autostima, e tutte quelle cose che ci fanno sentire bene all’interno della nostra pelle, in pace ed armonia con la nostra coscienza.

OCCORRE ANCHE RISPETTARE LA CONTROPARTE, ISTRUIRLA E CONVINCERLA CON PAZIENZA

Si capisce bene il perché delle tante teorie contrastanti e contrapposte sugli alimenti. Ognuno ha la sua testa, ognuno ha i suoi gusti, ognuno ha la sua mucosa intestinale, ognuno ha la sua storia, ognuno cova e difende le sue convinzioni. Già sul cibo semplice e materiale esiste una marea di contrapposizioni. Se non riusciamo a trovare un allineamento sulle carote e sugli hamburger, figurarsi cosa succede se passiamo a parlare di scelte etiche e di tematiche spirituali.

IL SIGNIFICATO DI CIBO VIVO E DI MENTE LIBERA

Sarà meglio a questo punto andare al cibo vivo e alla mente libera, che è poi il titolo di questo nostro incontro. Chi meglio di Colin Campbell può parlare oggi di cibo vivo e di mente libera? La sua vita e la sua evoluzione ideologica sembrano fatte su misura per il nostro tema di fine agosto.

UNA RICERCA APPROFONDITA DA PARTE DI UNO SCIENZIATO VERACE E MOTIVATO

Il testo The China Study viene già definito come lo studio più completo sull’alimentazione mai condotto finora. Il fatto che esso contenga più di 8000 relazioni statisticamente significative tra cibo e malattie, e oltre 750 riferimenti bibliografici di autori affidabili presi nell’area americana, in quella europea e in quella cinese, fa capire l’enorme mole di lavoro inclusa in questa straordinaria ed irripetibile ricerca.

L’ECCEZIONALE STORIA DI UN GIOVANE CRESCIUTO A CARNE E A LATTE

Ma quello che ha più significato, e che dà maggiori garanzie di affidabilità, è la figura onesta e trasparente del dr T. Colin Campbell, la sua storia di ragazzo cresciuto in una tipica fattoria americana, dove l’esistenza di tutti ruotava intorno al latte. A scuola ci dicevano che il latte vaccino rende forti e sani sia i denti che le ossa. Ci dicevano che i latticini, specie i formaggi e il grana, fossero il cibo più perfetto che la natura potesse offrirci. Nella nostra fattoria mangiavamo solo i prodotti del nostro orto e quelli dell’allevamento, cioè latticini e carni.

SPECIALISTA IN METODI DI INCREMENTO PRODUTTIVO

Quando andai all’università, optai per la facoltà di veterinaria presso l’Università della Georgia, e poi andai avanti grazie a un dottorato di ricerca in Nutrizione Animale, offertomi dalla Cornell University. I miei studi erano allora incentrati sulla scoperta dei migliori metodi per far crescere più in fretta le mucche e le pecore. Tutto in vista di produrre più proteine animali, ovvero il non plus ultra della salute e dell’alimentazione, almeno secondo i criteri e le convinzioni di quei tempi.

RICERCHE D’AVANGUARDIA AL MIT SU DIOSSINA E AFLATOSSINE

Ero orgoglioso del mio ruolo sociale. Mi accingevo a promuovere salute nella mia nazione, perorando il consumo di più carne, più pesce, più uova e più latte. Ero convinto, senza ombra di dubbio che la dieta americana fosse la migliore del mondo intero, in quanto basata su abbondanti dosi di proteine nobili di alta qualità. Spendevo poi la maggioranza del mio tempo a testare le due sostanze chimiche più tossiche mai scoperte sino allora, ovvero la diossina (diserbante 2-4-5T o agente arancio, usato anche come defogliante nel Vietnam) e le aflatossine (micotossine riscontrate nel frumento e nella soia, definite allora come sostanze tra le più cancerogene). Diventai ricercatore d’avanguardia al MIT, Massachusetts Institute of Technology, e venni mandato in missione all’estero.

MISSIONE DECENNALE CONTRO LA MALNUTRIZIONE IN FILIPPINE

Mi dedicai per 10 anni a migliorare lo stato di malnutrizione infantile fra i poveri delle Filippine. Lo scopo era di assicurarsi che i bambini di quel paese consumassero più proteine possibili, visto che il cancro epatico, caratteristico dell’età adulta, era stranamente diffuso tra i bambini di Manila e dintorni. Era opinione corrente che gran parte della malnutrizione fosse causata da carenze proteiche. La verità è che le università, i governi di tutto il mondo, la Fao e l’OMS, la Fda, erano tutti all’opera per attenuare il gap proteico tra l’America e i paesi in via di sviluppo. Come dire un progetto finalizzato a fornire navi cariche di bovini macellati.

IL CANCRO INFANTILE AL FEGATO VENIVA PROPRIO AI FIGLI DEI PIÙ ABBIENTI

Tuttavia, proprio lavorando a quel progetto, scopersi un oscuro e disturbante segreto. E cioè che i bambini con maggiore tendenza ad ammalarsi di cancro al fegato non erano quelli delle favelas, ma erano proprio i figli delle famiglie più benestanti, quelli cioè che consumavano regolarmente latte e proteine animali. Appariva chiaro inoltre come il cibo animal-proteico avesse addirittura un ruolo superiore a quello dei veleni cancerogeni chimici come la diossina e le aflatossine.

ANDARE CONTRO CARNE E LATTE IN AMERICA SIGNIFICA ESSERE TRADITORI DELLA PATRIA

Ma queste scoperte, fatte dal vivo e in concreto, erano in drammatico contrasto con tutto quello che ci era stato insegnato. Era un’eresia, una bestemmia, affermare che le proteine non facessero bene alla salute. Dire poi che le proteine causassero il cancro avrebbe significato l’estromissione dal proprio lavoro. Mettere in discussione le proteine nobili e i cibi animali, negli Stati Uniti d’America, rappresentava il rischio concreto di ricevere un generale ostracismo, di essere bollato come eretico e traditore della patria.

LA DIETE BASSO-PROTEICHE INIBISCONO LA FORMAZIONE TUMORALE

Caratterialmente sono sempre stato un tipo tosto e duro, uno che va dove lo porta la mente e il cuore, e non dove gli altri lo vogliono condurre. La vita in fattoria, nel bene e nel male, mi ha insegnato a seguire il mio istinto e il mio pensiero in modo libero e indipendente. Si trattava di capire non solo se le proteine potessero favorire il cancro, ma anche come ciò avvenisse. Facemmo ben presto una scoperta scioccante in laboratorio: le diete a basso contenuto proteico inibivano la formazione del cancro da parte delle stesse aflatossine, indipendentemente dalla quantità di questo cancerogeno!

LA PROTEINA COLPEVOLE NUMERO UNO È LA CASEINA

Ma non è tutto! Scoprimmo pure che non tutte le proteine avevano un effetto spiccatamente cancerogeno. Quali erano dunque le proteine che favoriscono il cancro sempre ed in gran misura, anche a basse dosi? La caseina. Quella caseina che costituisce l’87% delle proteine del latte vaccino. La caseina favorisce coerentemente tutti i singoli stadi del processo tumorale. Quali allora le proteine innocenti, anche in quantitativi eccessivi ed esorbitanti? Quelle di origine vegetale. Quelle del frumento, della soia, dei semini, delle mandorle e delle noci in genere.

VELENOSITÀ DELLE PROTEINE ANIMALI, ANCHE A DOSI MINIME

Fatto sta che, nel più vasto e massiccio esperimento mai realizzato a livello mondiale, risultavano cose mai pensate e mai dette, risultavano cose raggelanti e strabilianti. I soggetti che si nutrivano prevalentemente di cibi di origine animale erano quelli che si ammalavano delle patologie più croniche e più pericolose. Al contrario, i mangiatori di cibarie vegetali, evitavano regolarmente le malattie killer (cancro e cardiopatie), le malattie croniche intermedie, e le malattie autoimmuni.

THE CHINA STUDY CONFERMA QUANTO GIÀ ASSODATO NEI MAGGIORI ESPERIMENTI CONDOTTI NEGLI ULTIMI ANNI

Si è dimostrato insomma che le cardiopatie, il cancro, il diabete, le patologie renali, le malattie cerebrali, l’Alzheimer e l’obesità, possono essere fatti regredire mediante una dieta semplicemente sana, ovvero una dieta commisurata al disegno corporale umano, ovvero una dieta priva di proteine animali. E questi risultati del The China Study, sono in perfetta coerenza con i maggiori esperimenti fatti in precedenza sull’alimentazione, tipo Cambridge2000, Oxford 2007 e altri simili.

LA SCIENZA HA DETTO TUTTO, MA LA GENTE CONTINUA A CULLARSI NELLA PROPRIA IGNORANZA

La scienza vera e indipendente ci è arrivata. Chi non ci è arrivato ancora è la parte più direttamente interessata alla questione, ossia la gente. Chi non ci è arrivato ancora, non potendo né volendo arrivarci, sono i media, i fabbricanti di salumi, di eparine, di integratori, di cibi in scatola e di medicinali. “La gente è confusa”, si lamenta Campbell. Ho amici, anche amici medici, con cardiopatie, rassegnati ed avviliti di essere alla mercé di quella che considerano una patologia inevitabile. Conosco donne disposte a farsi brutalizzare ed asportare il seno, e a fare altrettanto persino con le loro figlie, per il terrore del cancro alla mammella, determinato da troppi estrogeni nel sangue e dai latticini che continuano ad affluire disinvoltamente con la dieta.

È VENUTO IL MOMENTO DI INFORMARE E DI DIVULGARE QUANTO SAPPIAMO

La confusione deriva da una enorme disinformazione generale. Ed è per questo che ho deciso di passare al contrattacco, passando dalla fase scientifica a quella informativa e divulgativa. È per questo che ho deciso di rivelare all’America e al mondo intero che si può vivere più sani, più felici e più a lungo. Una buona dieta è l’arma più potente di cui disponiamo, contro ogni possibile malattia.

L’AMERICA SI TROVA LETTERALMENTE DI FRONTE A UN BARATRO

Non è possibile che il paese con la spesa sanitaria pro-capite più alta del pianeta continui ad essere anche quello più disastrato in fatto di salute, con 2/3 di americani sovrappeso, con oltre 15 milioni di diabetici (in rapido aumento), con colesterolo alto per oltre 100 milioni, con lotte al cancro fallite miseramente, con metà della popolazione bisognosa di ricette mediche una volta la settimana, con un terzo dei bambini sovrappeso. Non se ne può più. Non si può andare avanti in questo modo. Un paese intero inchiodato da 3 banali fattori che si chiamano colazione, pranzo e cena! Se questo documento non è una bomba in deflagrazione, ditemi voi di cosa altro mai si tratta.

MODESTAMENTE CI ERO ARRIVATO PRIMA DI CAMPBELL, E SENZA SOVVENZIONI

A differenza di Campbell, nessuno ha mai sovvenzionato le mie ricerche e le mie verità. Non ho un percorso di veterinaria, e nemmeno un dottorato in medicina, o in alimentazione animale o umana. Ma, le cose che sta scoprendo l’ottimo ed irreprensibile dr Campbell, le avevo già scoperte 50 anni fa, frequentando l’università più verace, quella delle stalle e dei macelli di campagna, dislocati alla periferia di Udine.

INCREDIBILI DEFEZIONI DA PARTE DEI MAGNATI DEL LATTE

Nessuno pensi a Campbell come a una scheggia impazzita ed isolata della ricerca scientifica. Nel China Study non manca il corredo di grossi allevatori e di ex-produttori di latte, come Howard Hyman, simbolo delle mucche biologiche del Montana. Pensavo che il latte fosse quanto di più perfetto esistesse al mondo. Quando ho avuto le prove che era vero l’esatto contrario, non ho esitato a disfarmi della mia azienda e a diventare un paladino della dieta vegana! Questo ha dichiarato Hyman nel video The China Study che tutti possono reperire su internet. Una storia, la sua, che ricorda quella di John Robbins, figlio unico del magnate americano dei gelati marcati Baskin Robbins, che rinunciò clamorosamente alla multimiliardaria eredità del padre, per amore degli animali della sua azienda e per rispetto della salute pubblica.

GLI INSULTI RICEVUTI A RIPETIZIONE SI RITORCONO SU CHI LI HA FRETTOLOSAMENTE FORMULATI

Il latte fa male? Ma come si permette questo signore di dire cavolate di questa portata in televisione? Questo fu il testo di una telefonata evidentemente pre-confezionata ad arte, mentre venivo intervistato da Telefriuli, in occasione della presentazione del mio testo I quaderni di Hygea. “Il latte fa male alle mamme in gravidanza? Ma se i pediatri me ne hanno fatto bere a bidoni, più che a bottiglie”, mi diceva incredula una mamma, dieci anni fa, fuori delle scuole di Tavagnacco. “Il latte fa più male della stessa melammina? Ma tu sei fuori di testa”, mi dicevano a Hongkong e in Cina nel 2008, quando scrissi una decina di tesine sul clamoroso scandalo delle urine cristallizzate aggiunte al latte (vedi tesina “Oro nero, oro bianco, oro rosso”).

LA VERITÀ STA VENENDO A GALLA

“Il grana è quanto di meglio l’uomo possa consumare”, continuano a blaterare gli spot televisivi di quel Regno del Latticino, del Gelato e del Formaggio, che è diventata l‘Italia. Il ministro Zaia ha salvato 10 mila aziende del settore lattiero-caseario, reclamavano gli esponenti della Lega, nei dibattiti televisivi del 2011, sempre dando per scontato che latte ed oro fossero pressappoco la stessa cosa. La verità sta venendo a galla, nonostante le vergognose balle emesse in continuazione dalla televisione, dall’Agroalimentare Italiano, dai Ministeri, dalle Università, dai Pediatri e dai Medici di questo paese drogato di sangue e di caseina fino all’ultimo poro.

I NON-CIBI FANNO DA APRIPISTA PER GLI INTEGRATORI E PER I CIBI-SPAZZATURA

Chiaro che non è solo una questione di latte e di formaggio, non è solo una questione di filetto, fesa, guanciale, musetto, zampone, mortadella, prosciutto e soppressa. Questi prodotti, classificati e contrabbandati come cibo per l’uomo, senza esserlo nel modo più assoluto, fanno pure da battistrada per altre sostanze che portano non alla gioia della salute fisica e mentale, ma al rallentamento metabolico, all’intasamento del sistema vascolare, al ristagno idrico, all’acidosi, alla pigrizia linfatica, alla putrefazione dei residui aminoacidi, alla proliferazione dei radicali liberi, alla disidratazione, alla stitichezza cronica e alle varie insufficienze endocrine, cardiache, epatiche, pancreatiche e renali.

MATERIALE PROIBITO CHE CONTINUA A RIEMPIRE I CARRELLI-SPESA DEL SUPERMARKET

Non mi riferisco a qualche veleno di poco conto, tenuto malaccortamente in vendita in qualche negozio di terza categoria, tipo l’aspartame. Parlo di cibarie comuni e popolari che riempiono i carrelli-spesa di tante mamme che escono dai supermarket. Cibi a volte appaganti e sazianti, ma privi di vitalità, di vibrazioni e di capitale enzimatico-vitamino-minerale. Scatolame, marmellate con attraenti foto di frutta ma stracariche di zucchero, merendine incommentabili, pani e cereali arricchiti ed integrati, bibite gassate-colorate-dolcificate.

LE CIFRE PARLANO CHIARO

Ditemi voi come si possa parlare di cibo vivo e di mente libera quando invece siamo letteralmente circondati da cibo morto e devitalizzato, adatto a rendere la nostra mente offuscata, confusionata ed ottenebrata. Il tutto è confermato dalla crescita esponenziale delle malattie cronico-degenerative, che sta raggiungendo cifre spaventose e da record nella nostra stessa Italia.

AVVELENAMENTO CRESCENTE DA MEDICINALI CON 500 EURO/ANNO PROCAPITE

La spesa sanitaria nazionale, ovvero il mercato dei farmaci, cresce ogni anno a vista d’occhio. Nel 2011 ha raggiunto la cifra di 26,3 miliardi di Euro, oltre 50 mila miliardi di lire. Ogni cittadino sta spendendo in media 500 Euro/anno per avvelenarsi coi medicinali, escludendo supplementi e integratori.

360 MILA NUOVI CASI DI TUMORE L’ANNO

I tumori non stanno a guardare. Sempre nel 2011 sono stati diagnosticati in questo paese 360 mila nuovi casi di tumori classificati come maligni, qualcosa come 1000 tumori al giorno, senza contare quelli epiteliali. Il tumore più frequente, non a caso, è quello del colon-retto, con 50 mila casi/anno. Pelle ed intestino sono gli organi più colpiti dal tumore. La pelle fa da secondo rene per i tanti soggetti disidratati ed ostruiti che soffrono di insufficienza reale senza nemmeno saperlo. Il colon-retto è l’organo che accumula e che dovrebbe espellere i residui cibari, misti ai veleni e alle tossine auto-prodotte con i nostri abominevoli stili di vita.

572 MILA DECESSI OSPEDALIERI L’ANNO PER L’ISTAT

Per l’Istat i decessi per tumore nel 2007 sono stati 172 mila, ossia il 30% dei 572 mila dei decessi totali ospedalieri di quell’anno. I morti per patologie cardiovascolari toccano invece le 223 mila unità, equivalenti al 39%. Questo confermerebbe che la causa prima di morte sono i problemi cardiocircolatori. Ma non è così. Quando un paziente, spesso anziano e malmesso, lascia le penne in ospedale perché il suo cuore non ce l’ha fatta, si certifica che l’exitus è avvenuto per arresto circolatorio e non per il tumore di cui soffriva, e questo fa gonfiare le statistiche. Se teniamo conto di questo artifizio matematico, oggi il cancro è di gran lunga la prima causa di morte non solo in USA ma anche in Italia.

SMETTIAMOLA DI FARCI MALE E DI ROVINARCI CON LE NOSTRE STESSE MANI

Ed è chiaro come la luce del sole che la chimica gioca in tutto questo un ruolo fondamentale. La scelta vegetariana e quella tendenziale vegan-crudista rappresentano le sole vie d’uscita. Le malattie degenerative non capitano affatto all’improvviso, ma derivano piuttosto dal perdurare di uno stile di vita orrendamente sbagliato, devastante ed autolesionista.

PUÒ ANCHE SUCCEDERE DI RAZZOLARE MALE

Non sono qui a raccontarvi storielle, a predicare bene e razzolare male. La cosa a cui più tengo è la mia autostima. Non sopporterei di essere ipocrita e di dirvi che sono perfetto e che non cado mai nel compromesso, che non incespico nella trasgressione innocente e persino in quella ai limiti dell’incoerenza. Sono capace sì di fare il purista, il fruttariano e il tendenziale vegan-crudista per mesi e per anni di seguito ma, se mi capita a tiro la crisi di fame o la crisi dello sfizio, non mi nego il panino carico di verdure e olivette ma anche di qualche fettina di tomino di Saluzzo (formaggio a crudo), o di cremoso gorgonzola, o di formaggio di malga tipo Asiago, o di Camembert, o persino la scaglia di grana.

IL FRICO CON PATATE E L’UOVO COL TARTUFO

Se capita, non mi nego il frico con patate, lo spaghetto alle verdure, la pizza vegana, l’uovo alla coque con tartufo grattugiato, l’asparago alla polacca con l’uovo sodo, e magari l’acciughina sottolio avvolta nel cappero. Né rinuncio rigorosamente a mezzo bicchiere di vino Bonarda della Monaca o di birra scura in buona compagnia. Ho detto peste e corna dei latticini. È un discorso di scienza e di etica. Ma non nego un minimo di comprensione per me stesso e per chi trasgredisce casualmente. Il miglior modo per esorcizzare queste nostre debolezze, è quello di intensificare l’apporto di uva, di fichi, di mirtilli, di melograni, di cachi, di nocciole, di mandorle, di noci, di patate, di cavolfiori e di castagne.

IL FORMAGGIO PIACE PRESSOCHÉ A TUTTI, BISOGNA AMMETTERLO

L’attrazione per la materia grassa, con la complicazione del clima, o con la complicazione dell’eccesso ripulitivo tipico del mangiare crudista, è innegabile. Il formaggio poi è un tentatore satanico per tutti, visto che è comodo, suadente, apparentemente digeribile, saziante. Qualcosa che piace maledettamente. Occorre dunque prevenire le crisi di fame e monitorare i nostri scivoloni, limitandoli a pochi casi senza scadere nelle insane abitudini. Se il caglio usato fosse di tipo vegetale (e non ricavato dallo stomaco dei vitelli), se il formaggio fosse ricavato a crudo, e se gli animali coinvolti non venissero premiati alla fine col macello, la trasgressione avrebbe un sapore assai meno amaro.

NESSUN INCITAMENTO ALLA TRASGRESSIONE MA UN INVITO AD AVVICINARSI CON FIDUCIA AL VEGAN-CRUDISMO TOLLERANTE E TENDENZIALE

Tutto lì e niente oltre. Cose che capitano molto raramente. Meglio essere drastici e puri al 100% ovviamente, soprattutto se si stanno inseguendo obiettivi terapeutici di prim’ordine. Non le cito comunque per incoraggiare i bravi a diventare meno bravi, ma soltanto per incoraggiare gli indecisi e gli scettici a entrare con fiducia e spensieratezza nel mondo dell’alimentazione naturale e non crudele, sapendo di non dover rinunciare necessariamente a tutto e di non dover entrare in un monastero trappista a fare indicibili penitenze.

LA LEZIONE DI OTTO EINRICH WARBURG (1883-1970)

A conferma di quanto sopra esiste in questi mesi una autentica bagarre in campo scientifico internazionale volta a recuperare e ripristinare delle verità cristalline e ingiustamente sottovalutate o messe per convenienza speculativa nel dimenticatoio. Il grande Warburg, nobel della medicina nel 1931, ci ha insegnato che mancanza di ossigeno e acidosi sono due facce della stessa medaglia, per cui quando c’è l’una c’è inevitabilmente anche l’altra. Le sostanze acide respingono l’ossigeno, mentre quelle alcaline lo attraggono. Privare cellule sane del 35% del loro ossigeno per 48 ore di seguito le converte in cellule sovra-crescenti, o in cellule cosiddette maligne. Ogni dieta che includa materiale acidificante tipo proteine animali, zuccheri raffinati evidenti e nascosti, cibi cotti, cibi e bevande-spazzatura, e ogni nostra tendenza alla sedentarietà e alla respirazione corta, creano ambiente acido nel corpo. I tessuti sani sono alcalini, mentre i tessuti acidi cancerogeni sono acidi. Tutte le forme di tumore e cancro sono caratterizzate da due condizioni fondamentali che sono 1) Acidosi (eccesso di acidità) e 2) Ipossia (mancanza di ossigeno).

LA LEZIONE DI GEORGE WASHINGTON CRILE (1864-1943)

George W. Crile, di Cleveland, uno dei più celebri chirurghi al mondo, nel suo “The Origin of Nature and Emotions”, ci ha dimostrato come l’ossigenazione produce energia. Tutte le morti chiamate naturali non sono altro che il punto terminale di una saturazione di acidi nel corpo. Al contrario, è assolutamente impossibile per un tumore proliferare nel corpo di una persona 1) Che si liberi in continuazione della sua acidità, nutrendosi con alimenti che producano reazioni metaboliche alcaline, 2) Che aumenti il consumo di acqua pura, 3) Che eviti i prodotti tossici.

ERRORI NELLE ABITUDINI DEL PAZIENTE ED ERRORI NEI RIMEDI DELLA MEDICINA

Sia il cancro che le malattie di contorno non sono dunque contagiose, genetiche, ereditarie, batterico-virali, auto-immuni, idiopatiche, come certa medicina vorrebbe far credere. Ciò che si eredita sono semmai le cattive abitudini alimentari, le pessime condizioni ambientali, gli stili di vita. Ciò che ci rovina poi sono le malattie iatrogene medico-causate, e non certo le cosiddette malattie autoimmuni, ennesima invenzione ed ennesimo scarica-barile della medicina.

LA LEZIONE DI HENRY LOUIS MENCKE (1880-1956)

La lotta per la vita è contro la acido-ritenzione. Invecchiamento, mancanza di energia, malumore, mal di testa, allergie, eczema, orticaria, asma, arteriosclerosi, candidassi, calcoli, non sono altro che accumuli di acido nel sistema.

LA LEZIONE DI THEODORE A. BAROODY

Pur essendo sostenitore dell’acqua Kangen e delle acque alcalinizzanti (che la scienza igienistica ripudia), nel suo libro “Alkalize or Die” (Alcalinizzati o muori), Baroody esprime alcuni concetti non solo condivisibili, ma anche estremamente interessanti, relativi ai danni specifici e tremendi dell’acidosi sui nostri organi.

IMPATTO DELL’ACIDOSI SUL CUORE

Il cuore è uno degli organi più alcalino-dipendenti del nostro corpo. È in parte enervato dal nervo vago, che funziona al meglio solo in ambiente alcalino. Un battito corretto viene alterato dai rifiuti acidi. Tali rifiuti rubano al sangue la appropriata ossigenazione e questo provoca una degenenerazione del muscolo cardiaco.

IMPATTO DELL’ACIDOSI SULLO STOMACO

Le difficoltà digestive tipo rutti, gonfiori, dolori, gas intestinali, rigurgiti, singhiozzi, scarso appetito, nausea, vomito, diarrea o dissenteria, costipazione, colica, sono tutte condizioni che possono indicare problemi al nervo vago e possibili sindromi di ernie iatali produttrici di ulteriori residui acidi nell’organismo, in quanto vanno a ridurre la presenza di acido cloridrico nello stomaco, impedendo corretta digestione del materiale proteico che diventa fonte di acidosi.

IMPATTO DEL’ACIDOSI SUL FEGATO

Il fegato è la centrale chimica dell’organismo e svolge  oltre 300 basilari funzioni, ivi inclusa la trasformazione delle tossine acide del sangue e  la produzione di numerosi enzimi alcalinizzanti, per cui rappresenta la prima linea difensiva contro tutti i veleni. Tutti i nutrimenti in arrivo dal sistema gastrointestinale entrano nel sistema passando attraverso il fegato. Il sovraccarico del fegato è molto più pesante quando esiste un costante flusso di materiale acidificante nel sangue. Se il fegato viene congestionato da proteine e da rifiuti acidi, la morte è imminente.

IMPATTO DELL’ACIDOSI SUL PANCREAS

Il pancreas dipende altamente su un corretto apporto di cibi alcalinizzati. Tutti gli aspetti della funzione pancreatica portano a ridurre gli eccessi di acidità e a regolare il bilancio zuccherino del sangue. Per avere un sangue equilibrato negli zuccheri, è basilare mantenere una dieta costantemente alcalinizzante.

IMPATTO DELL’ACIDOSI SUL PICCOLO INTESTINO

Le placche di Peyer, localizzate nella parte alta del piccolo intestino, sono cruciali per la nostra vita. Esse provvedono alla assimilazione dei cibi e alla produzione  dei linfociti per il sistema nodale dell’intero net-work del sistema linfatico. Esse producono gli enzimi del chilo, sostanza estremamente alcalinizzante. Il flusso ininterrotto del chilo nel sistema è fondamentale. Un eccesso di spazzatura chimica da cibi acido-formanti diventa opprimente e gravoso per le placche di Peyer, e riduce nel contempo la produzione di chilo.

IMPATTO DELL’ACIDOSI SUL RENE

In un adulto, passa circa un litro d’acqua all’ora attraverso il sistema renale. Nello svolgimento del loro compito primario, i reni mantengono il sangue alcalino, estraendogli acidità. Se i reni vengono sottoposti ad eccesso di lavoro con troppa acidità si crea una tendenza alla formazione di calcoli renali, che sono composti da cellule acide e da sali minerali fusi e gommati assieme in una sostanza acida e velenosa. Schivando i cibi acidificanti, risparmiamo ai reni questi pericolosi e dolorosi sovraccarichi. Evitiamo pure un continuo ricorrere ad azioni di scarico da parte della pelle, rene di emergenza del corpo umano.

IMPATTO DELL’ACIDOSI SUL COLON

Il colon non è affatto un reparto-letamaio, e dovrebbe al contrario essere considerato il tempio del corpo umano, meritevole di speciali attenzioni, meritevole di essere mantenuto pulito da accumuli e da residui acidi. I veleni depositati sulle pareti del colon, associati all’alternanza di diarrea (dissenteria) e costipazione (stitichezza), si induriscono e si liquefanno per essere poi riassorbiti nel sangue. Il ritmo ideale dovrebbe essere quello di due svuotamenti completi al giorno.

IMPATTO DELL’ACIDOSI SUL SISTEMA LINFATICO

Ci sono 600-700 ghiandole linfatiche o linfonodi nel corpo. Il fluido linfatico o linfa porta gli elementi nutritivi alle cellule e rimuove gli scarti acidi delle stesse. Il fluido linfatico fluisce al meglio in ambiente alcalino. Quando il corpo abbassa il suo pH si crea un rallentamento metabolico e una pigrizia linfatica capace di creare alterazioni croniche e situazioni di pericolo mortale. Gradualmente la linfa tende a rinsecchirsi e va a formare adesioni ed ostruzioni lungo il suo percorso. Adesioni che interferiscono non solo con il flusso della linfa stessa ma anche con la fluidità del sangue. Uno scarso apporto idrico contribuisce a rallentare il linfatico. I residui  dei cibi non propriamente digeriti vengono riassorbiti nel circolazione generale attraverso i dotti linfatici del piccolo intestino. In aggiunta a questo, un intestino che non si liberi radicalmente dei suoi veleni, su basi giornaliere, va a causare un riassorbimento del materiale tossico accumulato.

IMPORTANZA DELL’EQUILIBRIO EMOZIONALE

È risaputo che le emozioni negative producono stati di acidosi che si somatizzano a livello di stomaco. Tutte le emozioni negative tipo inquietudine, ansia, timori, preoccupazioni, finiscono per creare un ambiente acido. La paura è compagna costante di tutte le peggiori malattie. Essa va debellata ed esorcizzata se non vogliamo camminare in un percorso minato. La paura abbruttisce ed incattivisce. Anche l’odio e il disprezzo portano a forti sprechi energetici. Sentimenti di amore, comprensione, rispetto, e sopportazione verso noi medesimi e verso il prossimo,ripuliscono e guariscono l’organismo creando un ambiente alcalino intorno a noi.

COME ALCALINIZZARSI IN CONCRETO?

Un moderato e costante esercizio fisico rende alcalino il corpo il corpo. Una respirazione ritmata e profonda fa altrettanto. Una combinazione adeguata degli alimenti riduce la putrefazione nel corpo e crea pertanto condizioni alcaline. Una dieta al 75% alcalina e al 25% acida in termini può essere considerata ideale per l’equilibrio.

CIÒ CHE CONTA NON SONO I TANTI NOMI DELLE MALATTIE, MA LE DUE-TRE MOTIVAZIONI EZIOLOGICHE CHE SFUGGONO REGOLARMENTE ALLA MEDICINA

Importano alla fine poco e niente gli innumerevoli nomi che vengono dati alle singole malattie, ed anche le dettagliate e cervellotiche descrizioni mediche delle diagnosi. Ciò che conta di più è che tutte le malattie derivano dalla stessa causa di base, che è sempre un eccesso di acidi nel corpo. Ottimi livelli di chimica corporale si possono ottenere solo eliminando prima i fattori intossicanti della dieta. Nessuna vitamina al mondo può rettificare la lipo-toxemia. In tutti i casi di squilibrio il primo rimedio è la rimozione della condizione tossica del sangue. Occorre in altre parole far rientrare la formula chimica del sangue nei giusti binari, mediante il supporto di una dieta vitale, sana, naturale, acquosa, flavonoica, tendenzialmente crudista.

LA NATURA NON BLEFFA E NON SGARRA

A differenza degli umani, e dei medici in particolare, la Natura non si fa condizionare, non ha voraci interessi da difendere, non si presta ad operazioni mistificanti. La Natura funziona in basi a principi eterni ed immutabili, e si muove in linea ed in perfetta armonia con le leggi naturali. La goccia d’acqua disgrega la roccia. Il liquido decompone il solido. Il vivo manda fuori il morto. Il vibrazione estromette lo stagnante. Il crudo respinge il cotto. Il naturale scaccia la spazzatura chimica. I bioflavonoidi sgretolano i radicali liberi e lo stress ossidativo. L’amore azzera l’odio. La spiritualità manda fuorigioco il materialismo.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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