CAMPANE A MORTO PER PATATINE, HAMBURGER E CIBO COTTO

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(articolo tratto dalla HealthNewsDigest.com, tradotto da FruiTanya, titolato e sottotitolato da Valdo Vaccaro)

NORMALMENTE DOVREMMO VIVERE ALMENO 140 ANNI

Ogni specie animale che vive nel suo ambiente originario e che mangia cibo naturale, non cotto, generalmente vive 7 volte tanto gli anni del suo sviluppo che per l’uomo sono i 20 anni? Secondo questi parametri, potremmo vivere almeno fino a 140 anni! Cosa è accaduto dunque? Perchè gli uomini si ammalano, spesso verso metà della loro vita?

LA DIETA AMERICANA SAD BASATA SUL COTTO E SUL PROTEICO È QUANTO DI PEGGIO SI POSSA SCEGLIERE

La maggior parte dei dottori studia per creare diete secondo i bisogni personali di un individuo. Ma, come possiamo constatare, poche diete si distanziano dalla dieta standard Americana (il cui acronimo in inglese è “SAD” che, più appropriato non poteva essere dato che “sad” è anche una parola per “triste”), una dieta che comprende per la maggior parte prodotti cotti, pastorizzati o comunque che hanno subito un trattamento termico. Questo perchè la maggior parte dei nutrizionisti non ha assolutamente idea di alcuni dei più importanti studi che rivelano quanto tossica sia una dieta a base di prodotti cotti.

LA LEUCOCITOSI DIGESTIVA PROVATA DA KOUCHAKOFF AL 1° CONGRESSO DI MICROBIOLOGIA DI PARIGI NEL 1930

Paul Kouchakoff, ed in seguito il Dr Howard Loomis, hanno dimostrato che quando mangiamo cibo cotto, il numero dei globuli bianchi aumenta in modo incredibile, raddoppiando e triplicando in quella che si chiama leucocitosi digestiva. Questo significa che il nostro corpo sta cercando di combattare un’invasione. Se invece mangiamo cibo crudo, il fenomeno non accade. Tanti leucociti prima del pranzo e tanti dopo.

MOLECOLE TOSSICHE DI MAILLARD, CAOS CHIMICO E DISTRUZIONE ENZIMI A 42 °C

Nel 1916, Louis Maillard provò come la cottura crei un’infinita catena di molecole tossiche oggi chiamate con il nome di molecole di Maillard. Cucinare cibi al di sopra di 42° non solo distrugge gli enzimi e gli altri principi nutritivi, ma crea anche un caos chimico a cui le persone non saranno mai in grado di adattarsi a causa della imprevedibilità comportamentale delle sostanze chimiche.

ALTA PERCENTUALE DI CRUDO E INCREMENTO NETTO DI VITALITÀ

Questo spiega perchè le persone che inseriscono nella propria dieta un’alta percentuale di cibi crudi risultano più giovanili, energiche, sane. Cosa accade ai macronutrienti nel cibo cotto? Carboidrati, proteine e grassi sono conosciuti come macronutrienti. Questi vengono tutti altamente denaturati quando vengono a contatto con il calore, diventando tossici per noi.

IMPORTANTI SCOPERTE A STOCCOLMA

I carboidrati cotti sono ampiamente tossici. Nella primavera del 2002, dei funzionari governativi Svedesi furono così allarmati dai risultati delle ultime ricerche che decisero di informare immediatamente la gente invece di aspettare che venissero pubblicate su riviste scientifiche specializzate. Poco dopo, la WHO (World Health Organization, OMS in italiano) tenne un meeting d’emergenza della durata di tre settimane per valutare la recente scoperta degli scienziati di Stoccolma.

MICIDIALI VELENI CHIAMATI ACRILAMIDI

Appresero che i cibi amidacei, come per esempio le patatine fritte, le patate al forno cotte oltre i 120 °C, i biscotti e il pane commerciale, contengono altissimi valori di acrilamidi, sostanze chimiche che sono in grado di causare mutazioni genetiche causatrici di vari tipi di tumori nei topi. Gli acrilamidi sono 1000 volte più pericolosi che la maggior parte di altri agenti cancerogeni presenti nel cibo. Hanno dimostrato di causare tumori allo stomaco maligni e benigni, come pure danni al sistema nervoso centrale e periferico.

LIVELLO DI SICUREZZA AL PUNTO ZERO

L’Agenzia Americana per la Protezione dell’Ambiente considera gli acrilamidi talmente tossici che ha fissato un livello di sicurezza per il consumo umano vicino allo zero, lasciandone una minima percentuale nei sistemi dell’acqua pubblica. Ma la quantità di acrilamidi che si trova in una normale busta di patatine fritte è 500 volte superiore alla quantità permessa in un bicchiere d’acqua dalla WHO.

PATATINE FRITTE NELL’OCCHIO DEL CICLONE

Una volta, esisteva una legge in California che obbligava i produttori di patatine a mettere degli avvisi circa il potenziale cancerogeno sulle confezioni! La maggior parte di questi non lo fece. Ci sarebbero dovuti essere anche degli avvisi in tutti i ristoranti americani sul cibo da sempre più ordinato da tutti, le patatine fritte! Sfortunatamente, questa legge venne rimpiazzata dalla legislazione nazionale che proibisce agli stati di promulgare standard di contaminazione alimentare ed avvertenze circa il rischio di cancro più rigide dei requisiti federali.

I CARBOIDRATI COTTI CONTENGONO GLICOTOSSINE E CI RENDONO VULNERABILE VERSO LA CANDIDA

I lobbyisti delle industrie alimentari ebbero la meglio quando il Congresso approvò questa proposta di legge. Inoltre, i carboidrati cotti contengono glicotossine, una delle quali è un prodotto finale della glicazione avanzata (AGE). Le AGE contaminano il corpo, rendendolo vulnerabile verso il cancro e alla muffe, come per esempio la Candida albicans ed altre infezioni da lieviti.

LA COTTURA AD ALTE TEMPERATURE ANDREBBE SEVERAMENTE BANDITA PER LEGGE DELLO STATO

L’edizione del Maggio 2003 della rivista Life Extension parla delle AGE, facendo riferimento ad nuovo studio pubblicato in Proceedings of the National Academy of Sciences. È stato provato che mangiare cibo cotto ad alte temperature causa infiammazioni croniche, che può portare ad effetti devastanti, letali direttamente correlati a malattie come diabete, cancro, aterosclerosi, guasto cardiaco congestivo, stenosi delle valvole cardiache, Alzheimer ed indebolimento renale.

RADICALI LIBERI ED INVECCHIAMENTO PRECOCE

L’articolo dichiara che cuocere ed invecchiare hanno proprietà biologiche simili. Il processo che fa diventare marrone una gallina arrostita illustra cosa accade alla proteine del nostro corpo quando invecchiamo. Non appena le proteine reagiscono con gli zuccheri, questi diventano marroni e perdono l’elasticità. Si incrociano per formare masse insolubili che generano radicali liberi, provocatori di invecchiamento precoce.

IMBRUNIMENTO CIBI E AUMENTO DELL’ATTIVITÀ MUTAGENICA

Queste AGE si accumulano nel nostro collagene, nella nostra pelle, nella cornea dell’occhio, nel cervello, nel sistema nervoso, negli organi vitali e nelle arterie man mano che invecchiamo. L’invecchiamento può esser definito come un lento processo di cottura. Il libro Diet, Nutrition and Cancer cita studi in cui la frittura delle patate e del pane tostato formava attività mutagenica. L’autore spiega, come l’imbrunimento del cibo avviene dalla reazioni delle ammine con gli zuccheri. Esistono studi dimostranti che l’aumento dell’attività mutagenica con il tempo andava di pari passo all’aumento dell’imbrunitura.

CARNE COTTA INDIGESTIONE ASSICURATA

Cuocere la carne cambia la struttura molecolare di alcune delle sue proteine, rendendole inutilizzabili per il corpo e facendo sì che la guarigione, la riproduzione e la riproduzione cellulare diventino difficili. Le molecole delle proteine si legano, diventando più difficili da digerire.

CROSS-LINKING E MORBO DI ALZHEIMER

Il 50% delle proteine che una persona mangia si coagulerà e darà vita al processo di cross-linking. Il cross linking delle proteine è associato con la patologia dell’Alzheimer. A causa della coagulazione, la proteina è assimilabile il 50% in meno, come hanno mostrato le ricerche al Max Planck Instituite for National Research in Germania. Questo significa che una persona dovrebbe mangiare proteine due volte tanto se cotte, rispetto alle crude.

PERICOLOSI MUTAGENI SU CARNE COTTA a 68°C E PESCE COTTO, ED ANCHE SUGLI HAMBURGER A 130°C

Anche la carne cotta alle basse temperature produce mutageni. Sono stati trovati mutageni nella carne bovina a temperature minori di 68°. Anche friggere il pesce con calore inferiore a 190° produce mutageni, come pure grigliare gli hamburger a 130°.

COTTURA PROTEINE ED AMMINE ETEROCICLICHE

Cuocere le proteine oltre i 40° comincia a generare tossine. Più alte sono le temperature e più dannose sono le tossine, come per esempio ammine eterocicliche (HCAs), componenti caustici che hanno dimostrato di causare il cancro. Alcuni HCAs sono così tossiche per i neurotrasmettitori ed i loro ricettori nel cervello che arrivano a causare malattie cerebrali, come Alzheimer, Parkinson e la schizofrenia.

LA GRIGLIA GENERATRICE DI IDROCARBURI POLICICLICI AROMATICI PAHS

Grigliare è uno dei modi peggiori di cuocere la carne. Le alte temperature del carbone che arrostisce e cuocere alla griglia crea idrocarburi policiclici aromatici (PAHs). I PAHs sono stati trovati anche nelle carni e nel caffè tostato. I grassi cotti sono stati ritenuti tossici già da tempo. I grassi riscaldati a temperature superiori ai 36° creano lipidi perossidi, che sono composti oleosi, ossidanti, che causano il cancro. Cuocere i grassi insaturi, liquidi a temperatura ambiente, con le alte temperature producono acidi trans-grassi, che creano radicali liberi tossici nel corpo che causano cancro, invecchiamento e tossicità del fegato.

GRASSI RISCALDATI CAUSATORI DI MALATTIE CARDIACHE

I grassi riscaldati abbassano la capacità del sangue di trasportare l’ossigeno e bloccano pure i capillari con globuli di grasso. I depositi di grasso poi si accumulano nelle mura vascolari e contribuiscono all’insorgere di aterosclerosi ed altre forme di malattie cardiache. Le malattie cardiache sono la causa numero uno delle morti in America, con il cancro subito dopo.

OLI RISCALDATI E MICOTOSSINE

Gli oli riscaldati sono carichi di micotossine, sottoprodotti dei microzimi. I cibi lavorati generalmente contengono oli idrogenati o parzialmente idrogenati. Basta leggere le etichette. Spesso questi prodotti vengono venduti anche nei cosidetti supermercati della salute. Questo tipo di grassi cotti è solido o semi-solido a temperatura ambiente e furono creati dai raffinatori di olio per creare prodotti quali la margarina per competere con i prodotti a base di grassi animali saturi quali burro e lardo.

TOSSICITÀ DEI TRANS-GRASSI

Gli acidi trans-grassi che questi contengono alzano i livelli di colesterolo “cattivo” (LDL) mentre abbassano i livelli di colesterolo “buono” (HDL), incrementando perciò i rischi cardiaci. Infatti, hanno dimostrato di essere peggiori dei grassi animali saturi con cui competono nei supermercati. Fortunatamente, la conoscenza di quanto tossici siano i trans-grassi ha raggiunto le masse al punto di costringere le industrie a cambiare. L’FDA obbligò di etichettare i trans-grassi a partire dal 2006.

METODI DI CONTEGGIARE I TRANS-GRASSI CHE CI RIFILANO

Ma c’è una scappatoia legale. Se il cibo ne possiede meno di mezzo grammo per porzione, può essere non specificato. La maniera per vincere con astuzia su queste compagnie alimentari è di contare il numero di grammi per ogni tipo di grasso. Sottraete questo totale dai grammi totali del grasso, ed il risultato vi darà la quantità di trans-grassi che l’industria alimentare prova a rifilare ai consumatori. Questo se intendete ancora mangiare cibo cotto, cosa totalmente sconsigliata.

TUTTI I CIBI COTTI RENDONO IL SANGUE LENTO

David ed Annie Jubb scrivono che tutti i cibi cotti, e specialmente i grassi di maiale, non sono in grado di combinarsi con l’acqua, e questo fa sì che si separino e vengano accumulati nel corpo. I grassi cotti non sono mescolabili con l’acqua, per cui viaggiano separatamente rendendo il sangue lento, accumulandosi nel corpo” (Secrets of an Alkaline Body).

ESPERIMENTO OSPEDALIERO IN AUSTRALIA

Un primario di un ospedale in Australia fece un esperimento. Mise metà dei suoi pazienti sotto una dieta purificatrice a base di frutta cruda e senza medicine, mentre un’altra metà venne tenuta in ospedale con cibo ordinario e medicine. Dopo poche settimane, la capo infermiera fermò l’esperimento. Trovò che i pazienti che mangiavano frutta cruda, senza medicine, si sentivano molto meglio, e sentì che ciò non era giusto nei confronti dell’altra metà!

PROVARE PER CREDERE

Se nessuno di questi argomenti ti convince, prova questo esperimento. Per due settimane mangia esclusivamente cibo crudo. Poi, torna a mangiare la tua cena cotta. Assicurati di fare questo pasto di venerdì sera così eviterai di andare in malattia! Tutte le persone che lo hanno fatto, hanno detto di essersi sentirsi drogate, come se avessero avuto i postumi di una sbornia, spesso presentando lievi sintomi febbrili.

LA TOSSICITÀ DEL CIBO COTTO È SBALORDITIVA

Quando pensi a quanto tossico sia il cibo cotto, è davvero una meraviglia constatare che nonostante tutto, siamo ancora vivi e che il genere umano abbia potuto sopravvivere per così tante generazioni. Questo è accaduto perchè gli uomini, come pure gli altri animali, sono creature forti. Pensa a quanto più a lungo potremo vivere se solo ci astenessimo da questa antica pratica di cuocere il cibo che ci sta uccidendo prematuramente.

BARBEQUE, GRIGLIA E MICRO-ONDE SONO ACERRIMI NEMICI DELLA LA SALUTE

Non c’è alcun dubbio. Stiamo giocando con il fuoco quando cuciniamo. Grigliare, fare il barbeque ed usare il microonde sono le cose peggiori che potremmo fare. Quanto più alta e prolungata è la temperatura, maggiori saranno le tossine che si formeranno. Nel periodo di transizione verso una dieta 100% cruda puoi usare il vapore, puoi saltare leggermente i cibi con una pentola wok, che sono i metodi meno rischiosi. Be free, Go Fruitarian! (Sii libero, diventa fruttariano!)

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COMMENTO

QUALCHE COMPROMESSO CE LO POSSIAMO ANCHE CONCEDERE

Il pop-corn fatto in casa, le patate tagliate in pezzi non sottili e saltate in normale padella per 15 minuti a fuoco lento, sono straordinarie. Cavolfiori e cavolini di Bruxelles cotti al vapore sono ottimi. Patate dolci, mais nel suo cartoccio, castagne caldarroste, sono o tutte cose innocenti. Un fried-rice al con verdure fresche alla thailandese non comporta danni. Gnocchi di patate, castagnaccio, strudel di mele senza zucchero, si possono includere nella dieta con l’avvertenza di usare il calore entro i limiti di sicurezza. Norma buonissima rimane quella del piatto di verdure crude abbondanti come apertura a pranzo e cena, che impedisce di ingozzarsi con eventuali cibi cotti successivi.

Valdo Vaccaro

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17 commenti

  1. Danilo Villa on

    Dove e' scritto "prodotto finale della glaciazione avanzata (AGE)" si dovrebbe intendere "prodotto finale della glicazione avanzata (AGE)"
    (errore del correttore ortografico).
    La glicazione e' il prodotto della reazione tra uno zucchero, come il fruttosio o il glucosio, e una proteina o un lipide senza l'azione catalitica di un enzima.

  2. Arvo, io ti dovevo una risposta su dove intendevo andare a parare nell’attribuzione delle vere responsabilità in capo alle azioni umane. Inizierei con un paio di esempi. Primo, di chi la colpa principale dello sterminio in autunno di poveri uccellini nelle valli bresciane: dei cacciatori di frodo oppure delle comitive di bresciani che in quella stagione affollano i numerosi ristoranti della zona a mangiare “polenta e osei”, cioè miserabile cacciagione locale? Ferma restando la responsabilità, di fronte alla legge e alla propria coscienza, dei cacciatori di frodo, è tuttavia evidente che i veri autori del massacro siamo noi bresciani, perché siamo noi, consumatori finali, ad alimentare la domanda dell’ignobile mercato della caccia di frodo.
    Altro esempio: di chi è la colpa dello sterminio di numerose specie, dal rinoceronte all’elefante, alla tigre alla balena ecc.: dei cacciatori, di frodo o autorizzati che siano, oppure di chi compra manufatti in avorio o improbabili farmaci a base di corno di rinoceronte o di qualche altro pezzo di povero animale? Ma naturalmente siamo sempre noi, i consumatori finali, abituali o occasionali che siano, a tenere in vita i rispettivi mercati, fino all’estinzione della specie.
    Solo due piccoli esempi nei quali è agevole risalire al vero responsabile: esempi che tuttavia, a ben guardare, non sono dissimili da tantissimi altri esempi di capitale importanza per la vita sulla terra. Di fatto, anche quando mangia, quando si veste, si calza, si riscalda, cerca riparo in una casa ecc., il “povero e ignaro” consumatore finale è in realtà colpevole fino al midollo. Partiamo pure dal cibo.
    Non esiste in natura alcuna specie vivente che cuocia il cibo di cui si nutre, ma semplicemente se ne appropria così come si presenta al suo stato naturale; noi crudisti lo sappiamo talmente bene che non facciamo alcun uso di cibo cotto nutrendoci appunto di frutta e verdura crude. Se ciò si può fare, allora lo si dovrebbe fare, giusto? Ma non lo si fa, a parte una sparuta e ininfluente minoranza. E sappiamo quali sono le spaventose conseguenze di tale comportamento, non solo per la salute dell’uomo, ma per i gravissimi danni ambientali. Di chi è la colpa, delle multinazionali che sfruttano i bisogni alimentari della massa di uomini oppure principalmente di noi uomini che facciamo la fila ai supermercati per comprare tutte quelle leccornie di cui non riusciamo a fare a meno? Fosse ignaro, il povero consumatore finale, di ciò che sta dietro la fettina di carne o di prosciutto, potrei fargliene ammenda, ma chi non sa che dietro ci sta la tragica sofferenza di un povero animale massacrato? Tutti lo sanno, ma se ne infischiano, questa è la verità, e le multinazionali ci sguazzano dentro, approfittano dell’ingordigia e dell’egoismo del solito ignaro consumatore finale. Così va il mondo. Questo non è un modo per assolvere le multinazionali e i vari gruppi d’interessi dalle loro responsabilità per la manipolazione del cibo e per disinformazione sistematica che accompagna la loro azione, responsabilità che restano gravissime e intollerabili come ben sappiamo. Ma tali responsabilità non possono farci dimenticare che in fondo le multinazionali agiscono (certo intrallazzando) su preciso mandato del consumatore finale: è semplicistico dipingere quest’ultimo come un burattino manovrato da fili saldamente nelle mani dei poteri forti, la società umana degli ultimi 10.000 anni è basata sull’agricoltura (cereali) e sull’allevamento animale, e non mi risulta che a quei tempi ci fossero le multinazionali a traviare le nostre menti, le quali forse lo erano già da prima che arrivassero le multinazionali a sfruttare abitudini già profondamente radicate nella società e in ognuno di noi. (1- continua)

  3. Ciò che vale per il cibo non è in realtà molto diverso per ogni altro genere di prodotto commercializzato sul mercato, dai vestiti alle scarpe, ai mezzi di locomozione ai mezzi di riscaldamento ai mezzi di riparo dalle avversità atmosferiche: non esiste altra specie vivente che si vesta, si riscaldi dentro manufatti di cemento, che si sposti in macchina ecc. E sappiamo quanto tutto questo impatti sul pianeta dal punto di vista ambientale, più e peggio ancora dell’impatto alimentare. Di chi è, in questo caso, la colpa? Delle multinazionali che organizzano il business intorno ai bisogni, dai più elementari ai più sofisticati ma comunque reali, di protezione dell’uomo dal freddo e dalle avversità atmosferiche, oppure ancora una volta la colpa è del consumatore finale che coi suoi bisogni, col solo fatto di voler sopravvivere, alimenta quei traffici? A mio parere la colpa, o per meglio dire l’origine del misfatto risale a lontanissime scelte compiute dal genere umano ad un certo stadio della propria evoluzione biologica. Scelte che hanno comportato la pretesa, da parte dell’uomo, di sottrarsi alle leggi dell’evoluzione biologica, e di affidarsi invece alla potenza della sua evoluzione culturale, in forza dell’intelligenza via via acquisita grazie al progressivo aumento delle dimensioni della corteccia celebrale. Senza quella iniziale scelta di fondo, senza quella sfida alla natura da parte dell’uomo, non potrebbero darsi uomini nudi, quali noi siamo, che popolano climi freddi e inospitali, di cui invece è pieno il globo terrestre: uomini nudi ma ben protetti dentro caldi vestiti, comode calzature, case riscaldate, macchine veloci ecc, che costituiscono al tempo stesso micidiali strumenti di rapina ambientale.
    La scienza ipotizza che l’uomo abbia perso il pelo contestualmente alla scoperta del fuoco, frutto quest’ultima a sua volta della sua acquisita maggiore intelligenza: pare infatti che il pelo sia incompatibile, per ragioni facilmente intuibili, con la manipolazione del fuoco. A quel punto l’uomo aveva di fronte a sè una duplice alternativa: 1) rispettare, come ogni altra specie vivente, le leggi della natura e sottoporsi alle leggi dell’evoluzione biologica: il che voleva dire rimanere in luoghi caldi e colonizzare quelli freddi in tempi tuttavia compatibili con la ricrescita del pelo (così come hanno fatto le altre scimmie, peraltro dotate dello stesso numero di pori piliferi dell’uomo, che infatti hanno sviluppato un pelo foltissimo là dove ve n’era l’esigenza per ripararsi dalle intemperie). 2) oppure buttarsi a capofitto nella colonizzazione del pianeta, senza aspettare i tempi lunghi dell’evoluzione biologica, proteggendosi dal freddo grazie alle conquiste della propria evoluzione culturale, cioè vestendosi ecc. Sappiamo come sono andate le cose, e quali disastri ciò abbia comportato. (2- continua)

  4. Quelli che per noi sembrano ora diritti elementari, come quello di potersi riparare dal freddo con dei vestiti, o il diritto a una casa confortevole ecc. ecc. in realtà non si configuravano affatto come tali la prima volta in cui si affacciarono: più che di diritti connaturati allo status di cittadino, si trattò di vera e propria trasgressione alle leggi della natura, compiuta per superbia, per ignoranza delle terribili conseguenze. Tutto ciò che ne è conseguito nel corso dei millenni, fino alle speculazioni finanziarie e commerciali attuali, e che costituisce un enorme business e un grumo d’interessi ormai inestricabile, tutto ciò, a ben vedere, non è che una conseguenza di quella scellerata scelta iniziale. Una conseguenza in piccola parte forse evitabile e certamente migliorabile, ma non sostanzialmente modificabile: il difetto infatti, come si suol dire, sta nel manico, e a poco serve (anche se in qualche misura serve certamente) prendersela con qualche potente di turno. Lo stesso Big Pharma, come un po’ tutto il sistema medico-ospedaliero ecc., a ben guardare non sono altro che un modo come un altro di gestire l’inevitabile declino, nel corpo e nella mente, della nostra specie, ormai persa dietro l’onnivorismo e la folle corsa al denaro. Insomma direi la degna conclusione di scelte ataviche e ormai metabolizzate decisamente improntate alla superbia, alla mancanza di rispetto per la natura, dunque scelte condannabili. Oggettivamente condannabili, al di là di ogni morale o moralismo, in quanto responsabili della distruzione in fieri del nostro pianeta. Si può ben dire che la scoperta del fuoco costituisca il nostro vero peccato originale, dal quale tuttavia non potrà salvarci alcun messia, ma solo noi stessi, gli autori del misfatto, finalmente divenuti consapevoli delle conseguenze di quella nostra terribile scelta e dunque pronti a fare macchina indietro. “Vaste Programme”: che dio ce la mandi buona.
    Tutto questo per andare a parare dove. Semplicemente per dire che le responsabilità dei misfatti umani hanno origini molto profonde che risalgono all’intima natura dell’uomo e alla sua storia evolutiva (in particolare quella culturale). Combattere contro le multinazionali, smascherare i piani dei poteri forti e del NWO, mi sta pure bene, ma non credo sia sufficiente a cambiare le nostre abitudini e la nostra coscienza di abitanti della terra: la vedo molto dura per gli uomini rinunciare al loro piatto di carne o alla loro fetta di formaggio, o a ridurre significativamente le loro pretese (diritti dal loro punto di vista) di sfruttamento delle risorse ambientali per rendere più confortevole la loro esistenza su questa terra. Tutti bisogni, questi, e altre ancora, che alimentano, per il semplice fatto di esistere, il grande business che accompagna l’inesorabile processo di distruzione del pianeta. Io sono più che incazzato contro i poteri forti, ce l’ho con tutti, con me stesso comodamente seduto al computer, mentre la povera rondine deve farsi migliaia di km in volo per guadagnarsi ogni giorno la sua pagnottella, librandosi per ore in cielo alla continua ricerca del cibo per sopravvivere. Ce l’ho con l’uomo e la sua storia, ce l’ho con la natura che ci ha giocato un bruttissimo scherzo: prima si dà da fare per offrirci un cervello sempre più grande e intelligente, che poi però verrà usato contro di lei, per distruggere tutto il ben di dio che lei stessa ci regalato con la vita su questo pianeta. (fine)

  5. Io non penso che siamo scimmie mancate né che siamo solo intestini con altri organi intorno…
    La storia dev'essere un po' diversa da come la racconti tu, Francesco.
    Per altri aspetti convivido.

  6. Francesco, ti ringrazio per l'articolata serie di considerazioni che hai fatto, ma le cose sono troppe e troppo complesse per poterne discutere in maniera appena sufficiente in uno spazio come questo. Spero ne converrai. Già la sola questione evoluzionistica la rigetto per intero, come già detto. Spiegarne i motivi sarebbe una fatica immane e questa fatica andrebbe di certo affrontata se si vuole restare nel mondo delle persone sensate e non in quello dei folli. Mi limito invece a soffermarmi brevemente sulla questione della gente e delle responsabilità. I gusti le convinzioni e gli atteggiamenti delle persone si fabbricano, letteralmente. Quel tipo d'uomo che additi come colpevole, lo è veramente,ma cultura ed educazione lo plasmano in maniera decisiva; e se questo non lo solleva dalle proprie responsabilità, indica però che la sua è una sorta di colpevolezza indotta. Un individuo manipolato sbaglia e va fermato, certo. Ma dobbiamo andare alla fonte del problema. Per es la pubblicità martella per anni la gente e questa alla fine si comporta come essa vuole. Dunque la gente è colpevole ma vittima….nella misura in cui non è consapevole delle anomalie di cui si è fatta carico. Invece chi progetta il martellamento quotidiano della gente con la pubblicità è ben consapevole della propria azione plasmatrice. Non possiamo dire che la pubblicità agisce e c'è perché la gente la segue. Non so se mi sono spiegato.

  7. MarshmallowUW on

    Sono abbastanza d'accordo con arvo, però in parte condivido certi punti di Francesco. Sarebbe bello potersi trovare per discutere di queste e altre cose. Voi che ne pensate, è possibile organizzare qualcosa, anche online? Creare un simposio dove possiamo scambiare informazioni ed esperienze, dal vivo o sul web. Secondo voi si può fare?

  8. Certo che la storia dell’uomo è anche altro: è storia della scienza, della letteratura e della poesia, dell’arte, della musica, delle imprese dell’uomo in ogni campo. Ma c’è appunto anche l’altro verso della medaglia, quello di un’intelligenza che ha conferito all’uomo un potere del tutto immeritato sulla natura, un’intelligenza che indotto l’uomo a sottrarsi alle leggi della natura, a sottometterla e a sfruttarla fino a livelli divenuti ormai non più sostenibili. Un’intelligenza, insomma, monca, che non riesce a prevedere gli effetti a lungo termine della sua influenza operativa. Io non so se la distruzione del pianeta (o comunque degli equilibri che hanno prodotto questa civiltà) sia un prezzo giusto da pagare in omaggio a Dante, Raffaello, Beethoven, Einstein ecc. Mi piacerebbe poter discernere: Dante ecc. sì, videogiochi e lusso pacchiano no, ma temo che il pacchetto sia uno solo, e dentro c’è di tutto, prendere o lasciare, e noi abbiamo preso.

    Arvo, sono perfettamente d’accordo sulle enormi responsabilità di chi detiene il potere di orientare i gusti e le scelte del consumatore finale, del cittadino. Ma ti ricordo che nei secoli andati, quando il potere mediatico non esisteva nemmeno, il contadino (eravamo tutti lavoratori della terra, non dimentichiamocelo) aveva il suo piccolo allevamento insieme al suo appezzamento di terra dove coltivava cereali e teneva una piccola vigna. Noi tutti veniamo da lì, una civiltà nata circa 10.000 anni fa, quando l’attività umana si fece stanziale, dando così origine all’agricoltura e all’allevamento: una civiltà dove non si è mai posto il problema della sofferenza animale, dove tutto doveva essere in funzione dei bisogni dell’uomo, dove la terra era al centro dell’universo, gli dei parteggiavano per la nostra comunità e perfino Dio aveva fatto di noi il popolo eletto. Piccole ridicole megalomanie di chi si sente il padrone della terra e del mondo. Dunque la pubblicità lavora su un terreno molto fertile e ben lavorato da millenni. Tu sostieni che chi ha il potere mediatico dovrebbe cambiare le coscienze, e non assecondarle sfruttandole ai propri fini. Ti sembra davvero possibile un programma così impegnativo? Spero di sbagliarmi, ma secondo me chi regge le redini del sistema in realtà si limita a gestire l’esistente, vale a dire i bisogni dell’uomo così come si sono evoluti nel tempo. Per cambiare il sistema, dobbiamo prima cambiare noi stessi, e non illuderci che altri possano farlo per noi.

  9. Detto questo, io sarò sempre in prima fila in ogni battaglia contro ogni forma di rapina ambientale, di manipolazione e mistificazione di ogni genere. Vorrei che questo fosse ben chiaro. Senza per questo illudermi che il nostro impegno possa esaurirsi nello smascherare i piani più o meno segreti del potente di turno e nel poter raccontare un’altra verità rispetto a quella propagandata dal sistema. Battuto e smascherato il Nuovo Ordine Mondiale, un altro Ordine ancora più nuovo prenderà presto il posto del vecchio a gestire i bisogni della gente: se tali bisogni sono gli stessi di prima, anche il nuovissimo ordine sarà molto simile ma non certo migliore di quello precedente, e questo per me è altrettanto chiaro.

  10. Marshmallow mi tocca dirti la verità e cioè che nel cimentermi col pc sono come Quincy Magoo dei cartoni animati con la sua automobile. Una volta era arrabbiato perché la gente aveva parcheggiato male; invece si era infilato in un porcile scambiandolo per un parcheggio. Vale a dire che non saprei dove mettere le mani.
    Francesco, ribadisco la estrema difficoltà a spiegare cose estremamente complesse; il rischio di gravi semplificazioni è dietro l'angolo. Aggiungi che sono "spiritualista" cioè convinto della esistenza di una dimensione "in profondità" nell'essere umano, sia pur lontano da ogni moderno fideismo più o meno umanitario. Aggiungo solo che credo nell'esistenza di un "vero potere" (alla P. Barnard) il quale è possessore totale degli strumenti mediatici coi quali orientare la presente umanità. La quale infatti si sta rapidamente uniformando verso un pensiero unico ed un'unica cultura in senso anche antropologico. La sua azione non può passare inosservata e la si scorge chiaramente ogni qual volta si approfondiscono un pò le cose. Dunque situazione, ripeto, estremamente complessa. Valutando la quale, è evidente,c'è anche il rischio di prendere qualche cantonata. E internet,con la sua confusione,non facilita di certo le cose.

  11. sconsiglio a tutti voi di venire a venezia a vedere cosa circola per le strade, poichè i maiali che si rotolano nel fango suscitano molto meno raccapriccio del turista sudato, in pantaloncini corti e infradito (quando non scalzo e in costume da bagno!), ciccione e ingordo, con famiglia obesa al seguito e immancabile panino straripante in mano, seduto sopra qualche lordo monumento, o peggio, sugli scalini di qualche riva di canale dalle acque spavetosamente nere, sui quali alla fine del banchetto le pantegane vengono a consumare ciò che resta dell'opera dimenticata dalla varia umanità che prende il nome di turismo.
    c'è davvero da chiedersi se sia nato prima l'uovo o la gallina..

  12. Allora venite in Friuli! C'è tanta bella gente… alcuni vegani… Vi porterei in un bel posticino dove si mangia da dio (rigorosamente vegano).

  13. lucianna, ho un debole per il friuli, ogni tanto ci vengo e mi piace sempre. quanto ai ristoranti vegani, anche qua ce n'è, ma propongono cose vegane, appunto, ovvero cotte, mai un'alternativa tutto crudo nel menù, per esempio, a quel punto meglio un ristorante normale, dove ti ordini la verdura che vuoi, mentre in quelli vegani c'è una sorta di menù fisso o comunque già confezionato, in qualche modo, ovvero manipolato e comunque sempre cotto. poi i vegani fanno larghissimo uso di seitan e tofu, che sono elastiche, a volte mi sembrano piu schifezze degli hamburgher del mcdonald, cmq manipolate assai e stracotte. inoltre i vegani non disdegnano zuccheri, caffè, bevande e condimenti di tutti i tipi, perciò non credo ci sia differenza per un crudista tra un ristorante vegano e uno normale, dove almeno i sapori sono spesso migliori, per esempio sui primi. ma questo è un mio gusto personale. non parliamo poi di prezzi.. somiglia un po alla storia del bio e sa di bufala, per quanto sia onorevole il tentativo di uscire dal classico schema culinario imperante.
    direi che il mio ristorante preferito potrebbe essere un fantomatico fruttivendolo provvisto di sedie e tavolini per chi ha voglia di consumare frutta, a pranzo o a cena, fontanella per lavarla e via. mi è anche venuto in mente di aprne uno io, invece di parlare tanto, ma sono sicura che andrei in fallimento se non iniziassi a proporre centrifughe o magari qualche diavoleria zuccherata. non avrei nemmeno gli amici che mi appoggiano, dato che nessuno di loro pranza o cena crudo. ma va bene così, almeno per me, che non ci tengo a indottrinare un mondo che alla fine ci meritiamo, se non tutti, la stragrande maggioranza. bello che ci siano persone come francesco che pensa alle difficoltà delle rondini, ma sono in minoranza e il mondo è fatto come è fatto. la scelta dell'uomo non è stata tanto se usare il fuoro co meno, ma se usare la testa o la panza, a quanto pare, lo spirito o la carne. un po semplicistica come teoria, ma tanto per rimanere in tema con l'argomento..

  14. Ed ora per la rubrica "viaggiare informati" ecco alcuni preziosi consigli alimentari dal nutrizionista di "medicina 33", il prof.Andrea Ghiselli. Trasmissine odierna.
    -non è vero, come qualcuno dice, che il latte fa male. Ci si attenga alla dose di 3/400 gr al giorno e due porzioni di formaggio a settimana. E' utile non solo per il calcio, ma anche per il diabete.(?????????)
    -la frutta non va consumata lontano dai pasti, ma subito dopo. I vantaggi sono :la protezione del cibo, la detersione del cavo orale e il miglior assorbimento dei nutrienti, specie il ferro vegetale
    -bere durante i pasti fa bene, perché scioglie il cibo che diviene più assimilabile.
    -Attenzione, il fruttosio o zucchero della frutta se in eccesso da problemi del metabolismo, ed è peggio del saccarosio (zucchero comune)
    -il cioccolato non fa male, solo qualche problema per chi ha la pelle grassa (e si vedeva un tizio che spalmava la nutella…..anche pubblicità occulta!!!!)
    – un pò di vino fa bene per il sistema cardio circolatorio
    A questo punto non so cos'altro ha detto, perché mi si è spenta la tv.
    Domanda : ma cosa diavolo l'ho accesa a fare?

  15. l'anno scorso sono stata ad una manifestazione vegan a bassano, per partecipare ad alcune conferenze che mi interessavano.
    una era su come fare l'orto vegano, e il tipo che la conduceva era magro e in formissima, non giovanissimo ma proprio un figo, simpatico e accompagnato da tue tipe altrettanto ok.
    un'altro incontro era sul cibo biologico, e il tipo che lo teneva (non faccio nomi perhcè è conosciuto nel settore) diceva che tutto ciò che non è biologico non è nemmeno da pendere in considerazione come commestibile, addirittura! inoltre diceva che il cibo princpale dell'uomo sono i cereali. ebbene, lui aveva proprio il pancino gonfio da cereali, la bava bianca alla bocca e frequenti perdite di memoria o del filo del discorso, e secondo me non era molto piu vecchio del primo relatore, da verificare però.
    non credo serva dire altro, ma per dire che se uno sta a sentire tutti non si raccapezza piu, del resto basta un po di spirito d'osservazione e le cose sono sotto ai nostri occhi, in tv e fuori tv!

  16. Laura, concordo con te sullo stracotto dei ristoranti vegani e non ci vado mai a parte quando ho qualcosa di particolare da festeggiare in famiglia. E allora vado in quel posto che dicevo: "al bon vento" a Fossalon di Grado…se conosci la zona.
    Penso però che valga la pena sostenere comunque tutte le iniziative che portano in qualche modo ad aprire gli occhi alla gente, sulla verità sul cibo, sulle realtà degli allevamenti ecc. Le manifestazioni sul tema etica-salute sono sempre più affollate. Anche lo spuntare di ristoranti vegani è una risposta al desiderio di cambiamento e quindi meriterebbero essere sostenuti. A Udine per esempio, all'interno della manifestazione FriuliDoc dal 12 al 15 settembre, ci sarà un ristorantino vegano con un cuoco crudista(!).
    Insomma, se tutto questo sorgere di iniziative serve a farci riflettere e magari a svegliarci ben venga.

  17. ben detto. a venezia recentemente è venuto red canzian, notoriamente vegano, e povero, ha fatto il pieno lui nel posto dove c'era la conferenza, ma poi chissà perchè hanno chiesto chi era vegetariano e chi vegano, e ti devo dire che eravamo in tutto quattro gatti. comunque c'era anche una dottoressa impegnata per la lav con tanto di documenti visivi sul trattamento alle povere bestie, beh, neanche mia madre si è scomposta, le fa cioè pena, ma non si muove di una virgola, dice che ormai alla sua età si trova bene così e come biasimarla! del resto non si alimenta nemmeno poi tanto male, ma di togliersi carne o soprattutto pesce, sai com'è, a venezia è anche una questione di tradizioni, dice lei, che cucina da dio, però se pensiamo che per tradizioni sono le bestie a rimetterci… e siamo sui soliti discorsi, che ci vuoi fare, anche di fronte a tante immagini l'abitudine è dura a morire. io penso di poter capire e non mi sento di condannare, forse punterei piu sulla salute, cosa piu evidente sulla propria pelle, e invece anche lì niente da fare, tutti in coa dal dotor (in coda dal dottore)!
    qua sarà bene che valdo pubblichi qualcosa di nuovo, sennò raggiungiamo il record dei commenti postati a tesina!