CORPO STRAZIATO E DIABETICO DENTRO UN’ANIMA GRANDE

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LETTERA

Tutto parte dal mio amore incondizionato per gli esseri innocenti

Carissimo Valdo, non importa se non mi risponderà in tempi brevi o lunghi. Aspetterò con piacere.
Voglio innanzitutto ringraziarla per l’amore che mette per il genere umano in modo che si ravveda affinchè le cose migliorino a nostro vantaggio e soprattutto a favore dei nostri fratelli quadrupedi in schiavitù da troppi secoli ormai.
Purtroppo so di lei soltanto adesso.
La mia ricerca parte da un amore incondizionato per gli animali che, anche in questo caso, hanno saputo essere generosi facendomi conoscere lei.

Ho alle spalle un percorso di vita alquanto accidentato

Sono approdata al veganesimo da settembre di quest’anno per ragioni etiche, e due settimane fa ho incontrato il suo blog.
Ho acquistato il suo libro e ora sono rinata anche se solo mentalmente.
Ma non è poco!
Ho 34 anni e, dal 1979 quando avevo tre anni, sono diabetica insulino dipendente.
Ho attraversato in infanzia pesanti disagi psicologici legati al diabete, sfociati in grosse crisi depressive.
Nell’adolescenza ho conosciuto 3 anni di bulimia, giungendo a 78 kg di peso.

Sbalzi di peso, esaurimento, interventi chirurgici

Nel 2000 ho affrontato una retinopatia proliferativa che è stata stabilizzata con laser e vitrectomia all’occhio sinistro.
Nell’estate 2009 mi sono dilettata con un esaurimento nervoso per problemi affettivi, con anoressia durata 4 mesi (42 kg) e sfociata poi in una fibromatosi ad entrambi i seni, con asportazioni relative.
Da circa due anni c’è anche una rigidità osteo-articolare.
Fumo da 14 anni, e ovviamente il mio è un diabete non bilanciato.

Dopo 32 anni di diabete cronico e di insulina posso ancora sperare?

Passare all’igienismo è l’unica via, e mi spiace soltanto di non averla conosciuta prima.
Visto il mio quadro clinico così disastroso, crede che, sposando questo stile di vita, la mia situazione possa trarre dei vantaggi?
Pensa che, dopo 32 anni di diabete cronico, questa simpatica amica insulina, prima di maiale (orrore), poi umana e ora sintetica, possa finalmente essere mandata a quel paese?

È l’igienismo applicabile anche agli animali?

Una seconda domanda riguarda gli animali. L’igienismo si può applicare anche ai nostri pelosi fratelli domestici? Ho cercato su internet ma non ho trovato nulla al riguardo.
Sono in conflitto perché dare ai miei animaletti (tre cani e un gatto) carne cruda, acquistata al negozio della morte, mi fa ribrezzo.

La gioia e l’obbligo di proteggere delle creature

In natura si arrangerebbero nel migliore dei modi, ma ora vivono a casa mia, dopo tanti maltrattamenti ricevuti, e pertanto ho l’obbligo di proteggerli, anche dalle industrie dei cibi killer a loro destnati.
Con immenso affetto la saluto e la ringrazio ancora per tutto quello che sta facendo.
Cristina Mussi, da Alghero-Sardegna

*****

RISPOSTA

La tua grande anima ti aiuterà a guarire

Ciao Cristina, il tuo messaggio arriva da un corpo alquanto disastrato, straziato da diverse circostanze e da diversi accadimenti. Questo limite oggettivo non ti ha impedito però di usufruire di una grande anima, capace di esprimere sentimenti bellissimi, toccanti ed educativi.

Finchè si è vivi è d’obbligo nutrire delle speranze

A guardare l’elenco delle tue peripezie fisiche c’è poco da scherzare.
D’altra parte, finchè si ha il dono della vita si può guarire da tutto o da quasi tutto, a patto di volerlo fermamente e di essere disposti ad apportare i correttivi indispensabili.
Tutto parte dal cervello, che è poi in comunicazione diretta col colon, per cui entrambi vanno tenuti liberi e sgombri. Un recupero funzionale dell’organismo, entro limiti ragionevoli, è sempre possibile se riusciamo a detossificarlo. Il percorso non è privo di fastidi, dovendo inevitabilmente subire qualche crisi eliminativa.

Crisi di astinenza e crisi eliminativa

È basilare l’eliminazione del fumo, seguita da una rieducazione al respiro dell’aria pura.
Sia la nicotina che gli altri veleni di combustione contenuti nelle sigarette rappresentano doping a tutti gli effetti, per cui ci saranno le inevitabili crisi di astinenza.
Crisi di astinenza per i prodotti dopanti in corso di recente assunzione, e crisi eliminativa per il materiale tossico accumulato nel corpo e depositato nel sangue, nelle arterie, nelle cellule adipose e nei giunti, rappresentano i due fattori-chiave per addivenire a un corpo pulito e funzionante.

Perché mai viene prodotta poca insulina?
I medici non si pongono il quesito e non sanno rispondere.

Lo scoglio più grave rimane certamente quello del diabete e dell’insulina. Dovrai muoverti con circospezione. Ti mando in allegato alcune tesine scritte sull’argomento.
Quando nei bambini si riscontra un eccesso nel tasso di glucosio nel sangue, si deduce che il loro pancreas secerne meno insulina del dovuto, e che questo porta automaticamente all’aumento di zuccheri circolanti.
Ma perché viene prodotta meno insulina? È forse il pancreas impazzito? O non è invece che si tratta di un sintomo razionale derivante dal solito problema a monte?
Sotto accusa vaccinazioni infantili e svezzamento violento e traumatico a base di omogeneizzati di carne, con avvelenamento intensivo del trio fegato-reni-pancreas.

Guarire è verbo proibito in temini medici

Se la medicina si ponesse queste domande basilari, potrebbe facilmente trovare le cause reali, escogitando i rimedi adatti a sconfiggere la patologia. Ma, come sappiamo, guarire realmente è un verbo proibito in medicina, dove si punta piuttosto alla stabilizzazione e alla cronicizzazione delle malattie, al mantenimento del malato in condizioni di schiavitù farmacologica a vita.
La medicina non si pone domande e non dà risposte. Cosa fa invece?
Ipnotizzata dal solito sintomo, va ad agire su di esso. Va ad abbassare il tasso di zucchero nel sangue con iniezioni di insulina o con altre sostanze chimiche, Sostanze che, primo non risolvono il problema ma lo mantengono e, secondo, causano cancro alla vescica.

Dall’ipoglicemia alle diete iper-proteiche, questo è il percorso squinternato della Sanità

Questo giochino è convenientissimo per la medicina-gabbamondo e per le multinazionali-lestofanti.
Centinaia di milioni di diabetici al mondo, in continua ascesa, garantiscono una formidabile rendita.
Guai se i diabetici guarissero. Si tratterebbe di una disgrazia planetaria!
Diabete ed ipoglicemia sono sempre accompagnati da intenso stress.
Tutto parte dalle situazioni di indebolimento ipoglicemico.
L’ipoglicemia scassa le ghiandole adrenali e depotenzia automaticamente il pancreas.
La prima mossa demenziale della medicina è quella di combattere l’ipoglicemia con diete alto-proteiche, rovinando e compromettendo del tutto la situazione.

Il perverso meccanismo creativo di una patologia iatrogena chiamata diabete tipo 1

Le diete alto-proteiche (carne-pesce-formaggi-uova-cibicotti-zuccheri e amidi cotti) dà inizialmente dei risultati trattandosi di dieta altamente avvelenante e dopante, e quindi cardio-accelerante.
Ma, piano piano, tale sistema si trasforma in diabolico strumento instaurativo di diabete 1.
La proteina è sicuramente necessaria.
Solo che i medici, cugini da sempre dei macellai, abituati ed allenati come sono ad aprire, e squartare cadaveri, non sanno che le proteine per l’essere umano stanno racchiuse non certo nelle salme da obitorio cimiteriale, ma sempre e soltanto nei semi di sesamo e di lino, nei semi di zucca e di girasole, nel germe di grano, nei germogli di alfa-alfa, nei germogli di ravanello e di crescione.
Le malattie poi sono sempre malattie dell’intero corpo, e non di una parte specifica di esso.
Il diabete, più ancora delle altre patologie, ha esattamente quelle caratteristiche di malattia globale.

Fegato e cistifellea fuori uso e via libera ai grassi intasanti nel diabete tipo 2

Nel diabete tipo 2, o di tipo adulto, il pancreas e l’insulina non c’entrano per niente.
In questo caso la vera causa sta nell’incapacità epatica di metabolizzare i grassi, per cui essi vanno a depositarsi all’interno dei vasi sanguigni, e sopratutti nei capillari, rendendo problematico il passaggio degli zuccheri dal sangue alle cellule che, senza nutrimento, diventano affamate.
Dare in queste circostanze sostanze che abbassano il tasso di glucosio è una autentica idiozia, quando in poche settimane o in pochi mesi, con alcuni accorgimenti dietologici (niente grassi ed oli cotti e quindi niente creatina, niente formaggi, niente merendine e biscotti o altri prodotti industriali con grassi e margarine, niente carne e pesce e uova, niente caffè e the, ma sempre tanti alimenti crudi e vitali, frutta e verdure, mandorle e avocadi, olio extravergine e oli di lino o di girasole o di vinacciolo estratti a freddo), il diabetico potrà guarire a occhi chiusi.

Cosa fare e come fare per saltar fuori dal diabete 1 senza troppi rischi?

L’unico sistema per l’insulinico del tipo 1 è modulare progressivamente il distacco dall’insulina e ricorrere nel contempo ad abbondanti assunzioni di bevande vitali, di bevande verdi cariche di clorofilla (succo di cavolo, verza, finocchio), succo puro di sedano, succo di rapa, di topinambur e di zenzero, tutti ricchi di preziose inuline ed insuline vegetali.
Stare molto su tutte le verdure crude, sui carciofi, sul crescione e la rucola, sulle ortiche, il tarassaco, la malva e i ravanelli. Lontano dai pasti non manchi la frutta, soprattutto quella acquosa.
Includere zuppe di verdure, aggiungendo germogli di alfa-alfa e di soia sul piatto caldo.
Non manchino mandorle, pinoli, noci, semini pestellati di sesamo, lino, girasole e zucca.

Esistono prove schiaccianti sull’alto indice di guaribilità da diabete 1 e diabete 2, ma serve staccarsi del tutto dall’ideologia medica e dal nutrizionismo medico tradizionale

Molta gente che è stata sotto cura insulinica per anni è riuscita a liberarsene completamente ricorrendo a questi sistemi basati su cibi acquosi e rivitalizzanti. Ma serve crederci ed applicarsi in modo drastico.
L’insulina tende a distruggere l’efficienza del pancreas, oltre che a fare molti altri gravi danni.
Pertanto, il messaggio a te, come a tutti i diabetici schiavi della droga insulinica, è molto preciso e sicuro. Prima ce ne liberiamo, sostituendola con erbe e frutta, e meglio è.
Occorre farlo con tutte le precauzioni che ogni singolo caso richiede, ma sempre con decisione.
Ognuno si prenda poi le sue responsabilità, trovando la formula detossificante più adatta alle proprie condizioni.

I tempi di recupero variano a seconda di come impostiamo le nostre strategie

I tempi di realizzazione di tale ambizioso piano di rinascita variano in relazione al ritmo disintossicativo.
Se ci aiutiamo con dei digiuni ad acqua leggera, riusciamo ad accorciarli, in quanto operiamo con delle intense accelerazioni espulsive.
Se invece ci limitiamo a chiudere progressivamente i rubinetti del veleno odierno e ad adottare nel contempo una dieta virtuosa, vitale, leggera, armonizzata col nostro disegno corporale, il sistema immunitario sarà ugualmente in grado di condurre il suo lavoro riequilibratore, mandando fuori con ritmi più diluiti le spazzature vaccinatorie-farmacologiche-alimentari-comportamentali che abbiamo accumulato negli anni.

Un corpo detossificato e una mente rasserenata sono l’ideale per la ripartenza

Quando siamo in condizioni detossificate, e quindi ideali per la ripartenza, potremo impostare al meglio tutte le nostre strategie di rinforzo, che vanno dall’aria pura (respirazione profonda e ritmata), al sole (bagni di sole), all’acqua (bagni di mare), al movimento aerobico, al riposo, al cibo elettivo umano, naturale, innocente e rivitalizzante.

Le industrie della morte e gli animali domestici

Le considerazioni e le domande che poni sugli animali domestici sono corrette e meritano attenta risposta.
Le industrie della morte hanno saputo organizzare le cose in modo molto iniquo e furbesco, con criteri di razionalità commerciale basati sulla legge di mercato.
La gente ama gli animali? Benissimo, ne facciamo un grosso affare. Accanto al cibo confezionato e insanguinato per i bipedi, fabbrichiamo anche il cibo confezionato e insanguinato per gli amici dei bipedi, ovvero per cani e gatti, mettendoci dentro frattaglie e tutto il resto (similmente a quanto si fa con gli hamburger), e aggiungendoci il sale e gli ingredienti che porteranno gli animali stessi a dipendere da questo cibo chiamato essenzialmente crocchette per animali.

Da una parte loro

Da una parte loro, con tutte le leggi, le costituzioni, il potere politico-militare, le banche, le lobbies, le religioni, i codex malandrini.
Da una parte loro con tanto di terreni monoculturali e OGM, con tanto di sale di tortura e di vivisezione, con tanto di allevamenti e macelli riservati ad animali definiti a priori con l’etichetta razzistica di animali da latte e da carne, e quindi designati orribilmente, già ancor prima di nascere, allo sfruttamento ignobile e al raccapricciante massacro.
Da una parte loro con tanto di strutture farmaceutiche, chimiche, petrolchimiche ed ospedaliere, a completamento dell’aberrante filiera schiavistica-cannibalistica-malatistica-sanitaria.

L’assurdità dei vegani costretti ad essere ottimi clienti dei macellai

Dall’altra parte noi. E per noi intendo il mercato fatto di robot viventi che consumano le salme e i cadaveri partoriti a getto continuo dai luoghi di morte, al ritmo di 7000 anime al secondo, nelle 24 ore e nei 360 giorni dell’anno.
Noi costretti a dipendere dal macellaio non solo per i nostri cibi, ma anche per quelli dei nostri animaletti che, per nostra ulteriore sfortuna e maledizione, sono pure spiccatamente carnivori, visto che ben poca gente adotta il coniglietto, il pappagallo, il porcellino, l’asinello o il vitellino.

Quello delle crocchette e dei cibi per animali domestici è un business mondiale

L’enorme mercato delle crocchette rappresenta un po’ la quadratura logica e razionale di un cerchio sbagliato ed inquietante, in quanto agisce da fattore giustificante e regolarizzante, e costringe finalmente i vegani, possessori di cani e gatti, ad essere paradossalmente clienti fissi e sovvenzionatori dei macellai.
Un carnivoro che abbia il gatto in casa e che gli dia delle crocchette, è una persona coerente e lineare.
Non altrettanto si può dire del vegano che faccia la stessa cosa col suo gatto.

L’orrendo paradosso di buttare fuori la carne dalla porta e farla rientrare per la finestra

Se io fossi in Cremonini, produrrei crocchette per animali addirittura gratuitamente, a scopo promozionale, per smorzare il movimento vegano e renderlo ridicolo, irrazionale, squilibrato ed utopistico agli occhi di se stesso e del mondo intero, per sballare e mandare in tilt le stesse coscienze dei vegani. Come fai ad essere vegano, a contestare i macelli, i pescatori, i cacciatori di foche e di otarie, gli impallinatori di lepri, fagiani, anatre, cinghiali e caprioli, e poi sei tu il primo a dare la tanto avversata carne e le tanto odiate frattaglie ai tuoi amati animaletti?

Un gruppetto affiatato di cani e gatti quasi vegetariani

Nei miei album fotografici, conservo ancora foto di cani e gatti che stavano assieme amorevolmente sul gradino interno di ingresso della mia casa paterna a Tavagnacco. Due cani e due gatti che stavano uno accanto all’altro d’amore e d’accordo, scaldandosi reciprocamente e in attesa di ordini e di cibo.
Mangiavano di tutto, dal pane alla frutta, dal minestrone alle bucce di formaggio, dalle verdure cotte alle uova, dalla pasta alle patate, dalle noci alle castagne. Chiaro che a volte si mangiavano il topo, il l’uccellino, o il pesce o l’osso di qualche pollo, visto che c’erano famiglie non vegetariane nei dintorni.

Per trenta anni niente crocchette, niente cibi per animali e niente malattie per l’affiatato gruppo

Oggi, dopo la simpatica presenza di un paio di anatre finite purtroppo tra le fauci di qualche volpe o di qualche faina, ho la compagnia di una bellissima gatta bianca, che ha fatto di tutto per farsi adottare, anche contro il parere della padrona di casa. Questa gatta rappresenta esattamente il tipico animale domestico di oggi. Disdegna praticamente qualsiasi cosa. Le dai del pane? Non lo guarda nemmeno. Biscotti o altre cose del genere? Non ne parliamo. Crocchette e baste da mattina a sera.
Le sole cose che riesco a darle, e che lecca con notevole interesse, sono il kaki maturo e la verdura cotta.

È basilare l’imprinting iniziale

Per concludere, non penso sia facile trasformare degli animaletti tendenzialmente carnivori in animaletti vegani, anche se ci sono stati dei noti casi di gente che ha allevato dei leoncini a suon di pasta e verdure.
Sono però certo che una dieta leggera, basata su frutta, legumi, verdure, semi macinati, farebbe molto più bene rispetto a quella basata su crocchette odorose, salate e dopanti all’inverosimile.
Il problema è di abitualrli fin da piccoli, fin dallo svezzamento e dal solito strumento mentale e gustativo chiamato imprinting.

Stop ai cibi spazzatura per animali domestici

Concludo con un appello appena giuntomi dal professor Giuseppe Altieri, ecoagronomo di fama mondiale, che ha ripreso e sintetizzato l’articolo di Franco Libnero Manco, presidente dell’AVA.
Non date cibo spazzatura ai vostri animaletti domestici. È pieno di conservanti, di pesticidi e di OGM.
L’appello non è solo per la gente, ma anche ai veterinari d’Italia. Non vendete e non promuovete croccantini e Pet food. Trattasi di materiale che fa ammalare gravemente i vostri amichetti a quattro zampe, che oggi, sempre di più, stanno morendo malamente di cancro.
Non ammazzate i vostri animali coi croccantini! Fategli consumare gli avanzi di ciò che voi mangiate. Questo è l’unico modo serio per dimostrare loro il vostro amore.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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